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Nuova Gerusalemme e dottrina celeste (249-254)

La Parola

249. L’uomo senza un rivelazione procedente dal Divino non può sapere nulla della vita eterna, né alcuna cosa di Dio, ed ancor meno può sapere dell’amore e della fede in lui. Invero, l’uomo nasce in una perfetta ignoranza, ed in seguito, attraverso ciò che è mondano deve apprendere quelle cose necessarie alla formazione del suo intelletto. Egli nasce anche, in ogni male ereditario che proviene dall’amore di sé e dall’amore del mondo; i piaceri che ne derivano dominano continuamente e suggeriscono cose che sono diametralmente opposte al Divino. È per questo che l’uomo non sa nulla della vita eterna, e perciò era necessaria una rivelazione, attraverso cui ne avesse conoscenza. Continua a leggere