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Nuova Gerusalemme e dottrina celeste (249-254)

La Parola

249. L’uomo senza un rivelazione procedente dal Divino non può sapere nulla della vita eterna, né alcuna cosa di Dio, ed ancor meno può sapere dell’amore e della fede in lui. Invero, l’uomo nasce in una perfetta ignoranza, ed in seguito, attraverso ciò che è mondano deve apprendere quelle cose necessarie alla formazione del suo intelletto. Egli nasce anche, in ogni male ereditario che proviene dall’amore di sé e dall’amore del mondo; i piaceri che ne derivano dominano continuamente e suggeriscono cose che sono diametralmente opposte al Divino. È per questo che l’uomo non sa nulla della vita eterna, e perciò era necessaria una rivelazione, attraverso cui ne avesse conoscenza. Continua a leggere

Dottrina sulla Sacra Scrittura (18-19)

18. È dal senso spirituale che la Parola è Divinamente ispirata e santa in ogni vocabolo.

Si dice nella chiesa che la Parola è santa, e ciò perché Jehovah Dio l’ha pronunciata. Ma poiché la sua santità non appare dal senso letterale, perciò chi dubita della sua santità in ragione del senso letterale, quando legge la Parola si conferma nel suo dubbio, in molti luoghi di essa. Infatti egli poi pensa:

– Questo dunque sarebbe santo? E questo sarebbe Divino? Continua a leggere

Terre nell’universo (113-126)

Motivi per i quali il Signore ha voluto nascere sulla nostra terra, e non su un’altra

113. Vi sono molteplici ragioni, in merito alle quali sono stato informato dal cielo, del perché sia piaciuto al Signore nascere e farsi uomo sulla nostra terra, piuttosto che su un’altra. La ragione principale sta nella Parola, la quale è stata riportata attraverso la scrittura sulla nostra terra; e dopo essere stata scritta, è stata pubblicata dovunque sulla terra e trasmessa ai posteri; quindi si è reso manifesto a tutti, anche nell’altra vita che Dio si è fatto uomo. Continua a leggere

Arcana Coelestia (131-150)

Genesi 2, versetti 18-25


18. E Jehovah Dio disse: Non è bene che l’uomo rimanga solo, gli farò un aiuto, affine a lui.

19. E Jehovah Dio plasmò dalla terra tutti gli animali dei campi, e tutti gli uccelli del cielo, e li condusse all’uomo per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ogni essere vivente, quello sarebbe stato il suo nome.

20. E l’uomo impose il nome ad ogni animale, agli uccelli del cielo, e alle bestie selvatiche dei campi, ma per l’uomo non fu trovato un aiuto a lui affine.

21. E Jehovah Dio indusse un profondo torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e la richiuse con la carne al suo posto.

22. Dalla costola, che Jehovah Dio aveva tolta all’uomo, egli plasmò la donna e la condusse all’uomo.

23. E l’uomo disse: questa ora è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Perciò sarà chiamata donna perché dall’uomo è stata tratta.

24. Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre, e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne.

25. Tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, e non provavano vergogna. Continua a leggere

Dottrina sulla Sacra Scrittura (5-17)

Nella Parola vi è un significato spirituale finora ignoto

Questo si dovrà esporre nel seguente ordine:

I. Che cos’è il senso spirituale.

II. Il senso spirituale è in tutte e nelle singole cose della Parola.

III. In virtù di quel senso la Parola è Divinamente ispirata e santa in ogni vocabolo.

IV. Quel senso è rimasto ad oggi ignoto.

V. Né d’ora in poi esso sarà dato ad alcuno, se non a coloro che siano nelle verità autentiche dal Signore.

5. Che cos’è il senso spirituale – Il senso spirituale non è ciò che emana dal senso letterale della Parola, quando qualcuno la osservi e la spieghi per dimostrare qualche dogma della chiesa. Un tale senso resta pur sempre il senso letterale della Parola. Ma il senso spirituale non appare nel tenore letterale, esso è all’interno di quest’ultimo, come l’anima è nel corpo, come il pensiero è nello sguardo e come l’affezione è nel volto. Tutte queste cose sono rispettivamente uno, come la causa  e l’effetto. È soprattutto questo senso ciò che rende la Parola spirituale, non soltanto per gli uomini, ma anche per gli angeli. Perciò la Parola attraverso questo senso comunica con i cieli. Continua a leggere