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Nuova Gerusalemme e dottrina celeste (255-266)

Estratti da Arcana Coelestia:


255. Necessità ed eccellenza della Parola. Dalla luce naturale, nulla è noto del Signore, del cielo
e dell’inferno, della vita dell’uomo dopo la morte, e delle verità Divine per mezzo delle quali l’uomo ha la vita spirituale ed eterna (n. 8944, 10.318-10.320). Ciò può essere manifesto da questo, che molti, e tra questi gli eruditi, non credono in queste cose, anche se sono nati dove è la Parola, e sono dunque istruiti al riguardo (n. 10319). Era quindi necessario che vi fosse una qualche rivelazione dal cielo, perché l’uomo è nato per il cielo (n. 1775). Pertanto in ogni tempo c’è stata una rivelazione (n. 2895). I vari tipi di rivelazione che si sono succeduti su questa terra (n. 10355, 10632).
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Amore coniugale (45-56)

Lo stato dei coniugi dopo la morte

45. È appena stato mostrato più sopra che ci sono matrimoni nel cielo. Ora è da esporre se il matrimonio contratto nel mondo continuerà ed essere durevole dopo la morte oppure no. Poiché ciò non è una questione di giudizio, ma di esperienza, e questa esperienza mi è stata concessa tramite la relazione con angeli e spiriti, sono in grado di renderla nota; ma in modo tale che anche la ragione possa comprenderla. È anche negli auspici e nei desideri di coloro che sono sposati avere accesso a questa conoscenza; infatti gli uomini che amavano le loro mogli, e le mogli che amavano i loro mariti desiderano, se essi sono morti, sapere se sono nel bene, e se li incontreranno nuovamente. E molti di coloro che sono sposati desiderano sapere in anticipo se saranno separati dopo la morte, o se vivranno insieme. E, quelli che sono in disaccordo tra loro, se essi saranno separati; e quelli che sono in sintonia tra loro, se vivranno insieme. Queste risposte, essendo sollecitate devono essere date, e in questo ordine: Continua a leggere

Arcana Coelestia (151-167)

151. Versetto 22. Dalla costola, che Jehovah Dio aveva tolta all’uomo, egli compose la donna e la condusse all’uomo. Per comporre, si intende ricostruire ciò che è caduto. Per costola, si intende il proprio dell’uomo, l’uomo non vivificato. Per donna, si intende il proprio dell’uomo vivificato dal Signore. Per, la condusse all’uomo, si intende che ciò che costituisce il suo proprio gli è stato concesso. La posterità di questa chiesa non ha voluto, al pari dei suoi ascendenti, essere un uomo celeste, ma ha preferito essere sotto guida del proprio sé. Inclinandosi dunque verso il suo proprio, questo è stato loro concesso, ma è un proprio vivificato dal Signore, e perciò è denominato donna, e poi moglie. Continua a leggere