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Nuova Gerusalemme e dottrina celeste (276-279)

Estratti da Arcana Coelestia:

Dal momento che tutto il bene che fluisce nell’uomo è dal Signore, saranno quindi addotti da Arcana Coelestia i particolari concernenti l’influsso; e poiché il Signore provvede ad ogni cosa secondo il Divino ordine, saranno anche addotti da quell’opera i particolari relativi all’ordine.

276. La provvidenza. La provvidenza è il governo del Signore nei cieli e sulla terra (n. 10773). Il Signore, attraverso la provvidenza, governa tutte le cose secondo l’ordine, e quindi la provvidenza è il governo secondo l’ordine (n. 1755, 2447). Egli governa tutte le cose sia propria volontà, sia per consenso o permesso; quindi con varie modalità secondo la qualità dell’uomo (n. 1755, 2447, 3704, 9940). La provvidenza agisce invisibilmente (n. 5508). La maggior parte delle cose che sono operate dalla provvidenza appaiono all’uomo come contingenze (n. 5508). La provvidenza agisce invisibilmente, in modo che l’uomo non debba essere costretto a credere a ciò che è invisibile, e quindi affinché il suo libero arbitrio non sia pregiudicato; perché se l’uomo non è nella libertà, non può essere riformato, e quindi, non può essere salvato (n. 1937, 1947, 2876, 2881, 3854, 5508, 5982, 6477, 8209, 8987, 9588, 10409, 10777). La Divina provvidenza non riguarda le cose temporanee che presto passeranno, ma quelle eterne (n. 5264, 6491, 8717, 10776). Continua a leggere

Nuova Gerusalemme e dottrina celeste (267-275)

Provvidenza

267. Il governo del Signore nei cieli e nelle terre si chiama provvidenza; e siccome ogni bene che si riferisce all’amore, ed ogni verità che appartiene alla fede, per mezzo dei quali si ottiene la salvezza, procedono dal Signore, e nulla assolutamente proviene dall’uomo, è dunque evidente che la Divina provvidenza del Signore sia in tutto e in ogni singola cosa che contribuisce alla salvezza del genere umano. Il Signore insegna questo in Giovanni:

Io sono la via, la verità e la vita (Giovanni16:6)

e altrove:

Siccome  il tralcio non può portare frutto da se stesso se non dimora nella vite, così neanche voi se non dimorate in me; fuori di me non potete far nulla (Giovanni 15:4-5)

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