akiane kramarik

Arcana Coelestia (1383-1400)

Genesi 11

Della percezione degli spiriti e degli angeli e delle sfere nell’altra vita

1383. Tra le cose meravigliose nell’altra vita ci sono le percezioni; esse sono di due generi, uno – che è la percezione angelica – consiste nel percepire ciò che è bene e vero, e ciò che è dal Signore, e ciò che dalle persone; e anche nel percepire l’origine e la qualità dei loro pensieri, parole e azioni, quando questi sono da loro stessi. L’altro genere è comune a tutti, agli angeli nella più alta perfezione, e agli spiriti secondo le loro rispettive qualità, e consiste nel conoscere la qualità di un altro al suo primo incontro. Continua a leggere

Arcana Coelestia (1376-1382)

Seguito dei luoghi, degli spazi, delle distanze e del tempo nell’altra vita

1376. Spesso ho conversato con gli spiriti, circa la loro idea di luogo e di distanza, che non sono sono assolutamente reali, ma appaiono come se lo fossero, essendo nient’altro che una manifestazione dei loro stati del pensiero e dell’affezione, che sono quindi molteplici, e così appaiono nel mondo degli spiriti. Ma non è così nel cielo fra gli angeli, in quanto questi non sono nelle idee del luogo e del tempo, ma in quelle degli stati. Gli spiriti ai quali aderiscono le idee corporee e mondane, non hanno acquisito questa conoscenza, perché essi suppongono che le cose siano esattamente come le vedono. Tali spiriti possono difficilmente essere portati a credere il contrario di ciò che hanno vissuto nel corpo, sono disposti ad accettare il fatto che essi siano spiriti; e quindi difficilmente possono essere persuasi dell’esistenza di un’apparenza o fallacia in questo ambito, perché essi desiderano vivere nelle fallacie. Così facendo, si precludono la facoltà di conoscere e riconoscere le verità ed i beni, che sono quanto di più lontano ci sia dalle fallacie. È stato mostrato loro molte volte che il mutamento del luogo non è altro che unapparenza ed una fallacia dei sensi. Perché ci sono due tipi di mutamento del luogo nell’altra vita; uno è quella che è stato esposto in precedenza, quando si dice che tutti gli spiriti e gli angeli nel grandissimo uomo mantengono costantemente la propria posizione in esso; il che è un‘apparenza. L’altro è che gli spiriti appaiono in un luogo quando in realtà non sono lì; il che è una fallacia. Continua a leggere

mosaico cattedrale di otranto

Arcana Coelestia (1344-1375)

Genesi 11, versetti 15-32

1344. Versetto 15. E Selach visse, dopo aver generato Eber, quattrocentotre anni, e generò figli e figlie. E Selach visse, dopo aver generato Eber, quattrocentotre anni, indica un periodo e uno stato. Selach, qui come prima, significa ciò che riguarda la conoscenza mondana. Eber, qui come prima, significa il culto di questa chiesa in generale. E generò figli e figlie, significa le cose inerenti la dottrina.

1345. Versetto 16. E Eber aveva trentaquattro anni quando generò Peleg. Eber aveva trentaquattro anni, significa l’inizio del quarto stato di questa chiesa. Eber, qui come prima, significa il culto di questa chiesa in generale. Generò Peleg, significa una sua derivazione. Peleg era una nazione così denominata dal suo capostipite, con cui è inteso il culto esterno. Che Peleg qui significhi il culto esterno segue dalla successione delle derivazioni del culto, e quindi dalla sua derivazione. Nel precedente capitolo, al versetto 25, questo nome ricorre con un differente significato, poiché è detto che nei suoi giorni la terra fu divisa, e perché lì egli è citato insieme al fratello Joktan che rappresenta la seconda chiesa antica. Continua a leggere

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Arcana Coelestia (1310-1343)

Genesi 11, versetti 5-14

1310. Versetto 5. E Jehovah scese a vedere la città e la torre che i figli dell’uomo stavano costruendo. Jehovah scese, significa il giudizio su di loro. A vedere la città e la torre, significa a causa del fatto che avevano pervertito la dottrina e profanato il culto. Che i figli dell’uomo stavano costruendo, significa che avevano ideato per se stessi.

1311. E Jehovah scese. Che questo significhi il giudizio su di loro è evidente da quanto è accaduto prima e da quanto segue, e anche dal significato di scendere riferito a Jehovah. Da ciò che è accaduto prima, perché il soggetto qui trattato è la costruzione della città e della torre di Babele. Da quanto segue, vale a dire la confusione delle lingue e la dispersione. Dal significato di scendere, quando riferito a Jehovah, per questa espressione ricorre quando ha luogo il giudizio. Jehovah ovvero il Signore è ovunque presente e conosce tutte le cose dall’eternità; dunque non può dirsi di lui che sia sceso a vedere, eccetto che nel senso letterale, ove tali espressioni ricorrono in quanto conformi alle apparenze presso l’uomo. Ma nel senso interno non è così, perché in questo senso il soggetto è esposto come è in sé, e non secondo le apparenze. Dunque nel passo corrente scendere a vedere significa il giudizio. 

[2] Il giudizio ha luogo quando il male raggiunge il suo apice o, come si dice nella Parola, quando viene consumato, o quando l’iniquità è consumata. Perché ogni male incontra il suo limite, in ciò oltre il quale non gli è permesso spingersi. Ma quando va al di là di questi limiti, insorge la punizione del male. Così è in particolare e in generale1. La punizione del male è ciò che s’intende per il giudizio. Poiché dapprima sembra come se il Signore non veda né osservi che esiste il male – quando un uomo fa il male senza subire punizione – egli suppone che il Signore non si curi della questione. Ma quando subisce la punizione, egli comincia a pensare che il Signore vede, e anche che il Signore infligge la pena. Perciò è detto, secondo queste apparenze, che Jehovah scese a vedere. Continua a leggere

Arcana Coelestia (1279-1309)

Genesi 11, versetti 1-4

1. Tutta la terra aveva una sola lingua, e le stesse parole.

2. E avvenne che muovendosi da oriente, trovarono una pianura nel paese di Sennaar e vi si stabilirono.

3. E si dissero l’un l’altro, Venite, facciamoci mattoni e cuociamoli a fuoco. E avevano mattoni per la pietra, e bitume per l’argilla.

4. Poi dissero: Venite, costruiamoci una città e una torre, e la sua cima nel cielo; e facciamoci un nome, per evitare di essere dispersi sulle facce della terra. Continua a leggere

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Arcana Coelestia (1273-1278)

Genesi 11

La posizione del grandissimo uomo.

Luoghi e distanze nell’altra vita

1273. Le anime novizie che giungono dal mondo, dopo aver lasciato la compagnia degli angeli spirituali, sono ammesse tra gli spiriti, e infine entrano in una società con la quale erano in relazione durante la loro vita nel corpo. Sono guidati dagli angeli verso molte dimore, cioè società che sono distinte e tuttavia congiunte tra loro; in alcune di esse sono ricevuti, mentre in altri casi sono condotti ad altre società, e questo per un tempo indeterminato, finché non raggiungono la società in cui erano stati mentre hanno vissuto nel corpo; e lì rimangono. Da questo momento sperimentano un nuovo inizio della vita. Se l’uomo è un dissimulatore, unipocrita o è ingannevole, tale da poter assumere una condizione, a disposizione apparentemente angelica, talvolta è ricevuto dagli spiriti retti; ma dopo un breve periodo di tempo è allontanato, e poi vaga, privo della compagnia degli angeli, e chiede di essere ricevuto, ma viene respinto, e a volte punito, e alla fine viene condotto verso il basso tra gli spiriti infernali. Coloro che sono accolti tra gli angeli dopo essere passati attraverso uno stato cd. di distruzione1 passano da una società all’altra; ma quando ciò ha luogo, essi sono respinti con cortesia e carità, e questo fino a quando non entrano in una società angelica che è in sintonia con la qualità distintiva o natura della loro carità, pietà, probità o lealtà. Anche io nello stesso modo sono stato condotto attraverso tali dimore, e ho intrattenuto conversazioni con coloro che vi abitavano, affinché potessi essere edotto su questo argomento. Mi è stato dato il modo di riflettere sui cambiamenti di luogo, e di vedere che non erano altro che cambiamenti di stato, giacché il mio corpo è rimasto sempre nello stesso luogo. Continua a leggere

Luca Signorelli, Giudizio dei dannati. Duomo di Orvieto

Arcana Coelestia (1265-1272)

I popoli antidiluviani che perirono

1265. Ad una certa altezza sopra la testa c’erano un numero di spiriti che influivano nei miei pensieri e li tenevano, per così dire, legati in modo che ero in una fitta oscurità. Questi premevano pesantemente su di me. Gli spiriti che erano presso di me erano anch’essi tenuti legati dai primi, in modo che potevano a malapena pensare, eccetto ciò che influiva da quegli altri spiriti, e questo ad un grado tale da suscitare la loro indignazione. È stato detto che gli spiriti in questione erano di quelli che avevano vissuto prima del diluvio; ma non di coloro che sono chiamati Nephilim, e che perirono, perché non erano così fortemente persuasivi. Continua a leggere