Arcana Coelestia (2064-2098)

Genesi 17, versetti 16-22

2064. Versetto 16. E la benedirò e ti darò anche un figlio da lei. E la benedirò, e lei darà origine a intere nazioni; vi saranno re di popoli fra i suoi discendenti. La benedirò, significa la moltiplicazione della verità. E ti darò anche un figlio da lei, significa la facoltà razionale. E la benedirò, significa la sua moltiplicazione. E lei darà origine a intere nazioni, significa i beni da ciò derivati. Vi saranno re di popoli fra i suoi discendenti, significa le verità che derivano dalla congiunzione delle verità e dei beni, rappresentata dai re di popoli. Continua a leggere

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Divina Provvidenza (175-190)

È una legge della Divina Provvidenza che l’uomo non percepisca né senta nulla

dell’operazione della Divina Provvidenza , e nondimeno, la conosca e la riconosca.

175. L’uomo naturale, che non crede alla Divina Provvidenza, pensa fra sé : « Che cos’è la Divina Provvidenza, se i malvagi ottengono onori e ricchezze più dei buoni, e se coloro che non credono alla Divina Provvidenza hanno più fortuna di quelli che vi credono; ed anzi gli infedeli e gli empi, con astuzie e malizie, possono recare oltraggi, danni e sventure, e talvolta la morte ai fedeli ed ai pii? » E di conseguenza egli pensa: « L’esperienza stessa non mostra forse chiaramente che le macchinazioni dolose, purché l’uomo con ingegnosa accortezza possa fare in modo che sembrino azioni leali e giuste, prevalgono sulla fedeltà e la giustizia? Che cosa è tutto il resto se non necessità, conseguenze e casi fortuiti, in cui nulla si manifesta della Divina Provvidenza? Le necessità non appartengono forse alla natura? Le conseguenze non sono forse cause che derivano dall’ordine naturale o civile? E i casi fortuiti non provengono forse da cause che si ignorano, o da nessuna causa? » Così pensa in se stesso l’uomo naturale, che nulla attribuisce a Dio ma attribuisce ogni cosa alla natura; poiché colui che non attribuisce nulla a Dio, non attribuisce niente neppure alla Divina Provvidenza, in quanto Dio e la Divina Provvidenza sono la stessa cosa. Continua a leggere

Arcana Coelestia (2043-2063)

Genesi 17, versetti 12-15

2043. Versetto 12. Trascorsi otto giorni ogni figlio tra voi sarà circonciso, ogni maschio di ogni generazione, che sia nato nella casa o che sia stato acquistato con argento da famiglia straniera, che non è della tua discendenza. Trascorsi otto giorni ogni figlio tra voi, significa ogni principio di purificazione. Sarà circonciso, significa purificazione. Ogni maschio, significa coloro che sono nella verità della fede. Di ogni generazione, significa le cose che sono della fede. Che sia nato nella casa, significa coloro che sono celesti. O che sia stato acquistato con argento, significa coloro che sono spirituali, all’interno della chiesa. Da famiglia straniera, che non è della tua discendenza, significa coloro che sono fuori dalla chiesa. Continua a leggere

La religione del buon senso

Dialogo dodicesimo

La religione nelle opere

Il sig. Lanoue credeva che l’educazione di maestro Tessier fosse interamente compiuta; egli fu molto sorpreso di vederlo venire di buon’ora il giorno dopo la conversazione che aveva avuto con lui, e che aveva immaginato dovesse essere l’ultima. Sig. Lanoue, egli disse, arrivando, sono stato occupato tutta la notte circa il modo di mettermi in gioco; ma bisogna che vi partecipi il mio imbarazzo. Io capisco tutta la vostra dottrina; ma quando voglio pensare alla pratica, voi me l’avete fatta considerare cosi all’ingrosso che i dettagli mi sfuggono, e con essi il mezzo di metterli in opera.

Sig. Lanoue. Eppure non è difficile; amate, vi ho detto, amate senza calcolo e senza considerare voi stesso; facendo ciò, tutto quel che amerete sarà il bene. Continua a leggere

Divina Provvidenza (154-174)

È una legge della Divina Provvidenza che l’uomo sia guidato e istruito dal Signore, dal cielo mediante la Parola, la dottrina e le prediche desunte dalla Parola; e che avvenga in apparenza, come da se stesso.

154. In apparenza l’uomo guida e istruisce se stesso, ma la verità è che è guidato ed istruito solo dal Signore. Coloro che si convincono dell’apparenza, e non in pari tempo della verità, non possono allontanare da se stessi i mali in quanto peccati; ma coloro che scorgono in sé l’apparenza ed in pari tempo la verità possono farlo, poiché i mali in quanto peccati vengono rimossi in apparenza dall’uomo, ma in realtà dal Signore. Questi ultimi possono essere riformati, ma per i primi ciò non è possibile. Continua a leggere

Divina Provvidenza (129-153)

È una legge della Divina Provvidenza che l’uomo non sia costretto con mezzi esterni a pensare e volere, e di conseguenza a credere e amare le cose che appartengono alla religione, ma che si guidi da sé, e talvolta vi si costringa.

129. Questa legge della Divina Provvidenza è una conseguenza delle due leggi precedenti, secondo cui l’uomo deve agire in virtù della libertà secondo la ragione (dal n. 71 al n. 99); e deve agire come da se stesso, sebbene ciò sia dal Signore (dal n. 100 al n. 128). Poiché essere costretti significa agire non in virtù della libertà e secondo la ragione, né da se stessi, ma in seguito alla mancanza di libertà ed alla volontà di un altro, questa legge della Divina Provvidenza segue in ordine dopo le due precedenti. Ognuno sa che nessuno può essere costretto a pensare ciò che non vuole pensare, ed a volere ciò che pensa di non volere. Nello stesso modo, nessuno può essere costretto a credere ciò che non crede, e tanto meno a credere quel che non vuol credere; né ad amare quel che non ama, ed ancor meno ad amare quel che non vuole amare. Lo spirito dell’uomo, ovvero la sua mente, ha piena libertà di pensare, volere, credere ed amare. Egli è in questa libertà in virtù dell’influsso del mondo spirituale, che non ci costringe; lo spirito, ovvero la mente dell’uomo, è in quel mondo, ma non è in questa libertà in virtù dell’influsso del mondo naturale, che non riceve l’influsso del mondo spirituale se i due influssi non agiscono all’unisono. Continua a leggere

Divina Provvidenza (100-128)

 

È una legge delle Divina Provvidenza che l’uomo allontani dall’uomo esterno i mali in quanto peccati, come se ne fosse capace con le sue sole forze. Solo così il Signore può allontanare i mali dall’uomo interno, e allo stesso tempo dall’uomo esterno.

100. Ognuno, in virtù della sola ragione, può comprendere che il Signore, che è in sé il bene e la verità, non può entrare nell’uomo se i mali e le falsità non sono rimossi da lui, affinché il male sia opposto al bene, ed il falso alla verità. Due opposti non possono mai fondersi, ma quando l’uno si avvicina all’altro avviene un combattimento che dura finché l’uno cede all’altro; e quello che cede se ne va, per essere sostituito dall’altro. In una simile opposizione si trovano il cielo e l’inferno, o il Signore e il diavolo. Può forse qualcuno, in virtù della ragione, pensare che il Signore possa entrare là dove regna il diavolo, o che il cielo possa essere dov’è l’inferno? Chi mai, in virtù della razionalità concessa ad ogni uomo sensato, non vede che, affinché il Signore entri, è necessario che il diavolo sia cacciato; ovvero che, affinché il cielo entri, sia necessario che l’inferno venga allontanato?

[2] È a questa opposizione che fanno riferimento le parole che Abramo nel cielo rivolge al ricco nell’inferno: Fra noi e voi è posto un grande baratro, in modo tale che coloro che vorrebbero da qui passare a voi non possono; così pure nessuno può passare di là a noi (Luca 16:26). Il male stesso è 1’inferno, ed il bene stesso è il cielo; ovvero il male stesso è il diavolo, ed il bene stesso è il Signore. L’uomo in cui regna il male è un inferno in miniatura, e l’uomo in cui regna il bene è un cielo in miniatura. Stando così le cose, come può il cielo entrare nell’inferno, poiché fra essi è stabilito un così grande abisso, tale che non si può passare dall’uno all’altro? Ne consegue che l’inferno deve essere interamente rimosso affinché il Signore ed il cielo possano entrare. Continua a leggere