Arcana Coelestia (1590-1618)

Genesi 13, versetti 11-18

1590. Che queste cose significhino che al Signore appariva l’uomo esterno quale è nella sua bellezza quando è congiunto con l’interno, può essere visto dal senso interno, in cui il Signore, in quanto al suo uomo interno è rappresentato da Abramo, e in quanto al suo uomo esterno, da Lot. Quale sia la bellezza dell’uomo esterno quando è congiunto con l’interno non può essere descritto, perché non esiste presso nessuno uomo, ma unicamente presso il Signore. Ciò che esiste nell’uomo e nell’angelo è dal Signore. Solo in un certo grado può apparire questo, dall’immagine del Signore in quanto al suo uomo esterno che appare nei cieli (si veda n. 553 e 1530). I tre cieli sono immagini dell’uomo esterno del Signore. Ma la loro bellezza non può essere descritta in alcun modo, né può essere tradotta in un’idea percepibile ad alcuno. Come nel Signore tutto è infinito, così cielo tutto è indefinito (o illimitato). L’indefinito del cielo è un’immagine dell’infinito del Signore. Continua a leggere

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Arcana Coelestia (1567-1589)

Genesi 13, versetti 6-10

1562. Versetto 5. Anche Lot, che accompagnava Abramo, aveva greggi, armenti e tende. Anche Lot, che accompagnava Abramo, significa l’uomo esterno che era nel Signore; aveva greggi, armenti e tende, significa quelle cose in cui l’uomo esterno abbonda; greggi e armenti sono i beni dell’uomo esterno; tende sono il suo culto. Queste cose si separarono dall’uomo interno. Continua a leggere

Arcana Coelestia (1535-1566)

Genesi 13, versetti 1-5

1. E Abramo risalì dall’Egitto, lui e sua moglie, e tutto ciò che aveva, e Lot con lui, verso mezzogiorno.

2. E Abramo era molto ricco in bestiame, argento e oro.

3. E proseguì il suo viaggio da mezzogiorno fino a Bethel, fino al luogo dove era già la sua tenda, tra Bethel a Ai.

4. Nel luogo dell’altare che aveva eretto all’inizio. E lì Abramo invocò il nome di Jehovah.

5. Anche Lot, che accompagnava Abramo, aveva greggi, armenti e tende. Continua a leggere

Arcana Coelestia (1521-1534)

Genesi 13

La luce in cui vivono gli angeli

1521. Che gli spiriti e gli angeli siano dotati di ogni senso, ad eccezione del gusto, in modo praffinato e perfetto dell’uomo, mi è stato reso manifesto in molti modi. Non solo si vedono l’un l’altro e conversano insieme – gli angeli nella più grande felicità, dall’amore reciproco – ma in quel mondo vi sono molteplici cose da vedere; più di quanto gli uomini credano sia possibile. Il mondo degli spiriti ed i cieli sono pieni di rappresentazioni come furono viste dai profeti; e di una natura così meravigliosa che se la vista di una persona fosse aperta in modo che per alcune ore potesse vederle, ne rimarrebbe stupito. La luce del cielo è tale da superare di gran lunga la luce di mezzogiorno del nostro mondo solare. Tuttavia, essi non hanno alcuna luce da questo mondo, perché sono al di sopra o all’interno della sfera di questa luce; ma la loro luce è dal Signore, che si manifesta a loro in quanto sole. Perfino la luce di mezzogiorno di questo mondo è densa oscurità per gli angeli; e quando è data loro l’opportunità di vederla, è come se stessero guardando semplicemente l’oscurità, come mi è stato dato di conoscere per esperienza. Questo mostra quale differenza ci sia tra la luce del cielo e la luce di questo mondo. Continua a leggere

Arcana Coelestia (1504-1520)

Seguito della percezione e delle sfere nell’altra vita

1504.1 È già stato detto che nell’altra vita, l’indole di ciascuno è nota fin dal primo approccio, anche in assenza di conversazione. Da questo si può sapere che l’interiore di un uomo è in una sorta di attività inconscia, da cui è percepita la qualità dello spirito. Che sia così è dimostrato dal fatto che l’attività di questa sfera non si estende solo a distanza, ma talvolta, quando il Signore lo permette, è anche percepibile in vari modi dai sensi. Continua a leggere

Arcana Coelestia (1465-1502)

Genesi 12, versetti 11-20

1465.  Versetto 11. E quando era sul punto di entrare in Egitto, disse a sua moglie Sarài: Vedi, io so che tu sei una donna incantevole. E quando era sul punto di entrare in Egitto, significa quando iniziò l’apprendimento. Egitto, come è stato detto prima significa la conoscenza mondana delle verità naturali. Disse a sua moglie Sarài, significa che così egli pensava delle verità cui dovevano essere aggiunte le cose celesti. Sarài, in quanto moglie, è la verità aggiunta alle cose celesti che erano nel Signore. Vedi, io so che tu sei una donna incantevole, significa che la verità da un’origine celeste è incantevole. Continua a leggere

Arcana Coelestia (1439-1464)

Genesi 12, versetti 6-10

1439. Il versetto 6. E Abramo attraversò il paese, fino alla località di Sichem, fino al querceto di Moreh. E i cananei erano in quella terra. Abramo attraversò il paese, fino alla località di Sichem, significa il secondo stato del Signore, quando le cose celesti dell’amore – rappresentate da Sichem – divennero a lui chiare. Fino al querceto di Moreh significa il terzo stato, vale a dire, la prima percezione, rappresentata dal querceto Moreh. E i cananei erano in quella terra, significa l’eredità del male, dalla madre, nel suo uomo esterno. Continua a leggere