Archivi categoria: Terre nell’universo

Terre nell’universo (168-178)

Una quinta terra nel cielo stellato, i suoi spiriti ed abitanti

168. Sono stato portato ancora presso un’altra terra nell’universo fuori dal nostro sistema solare, attraverso cambiamenti di stato che si sono susseguiti per circa dodici ore. Sono stato accompagnato da diversi spiriti e angeli della nostra terra, con i quali ho conversato. Sono stato condotto ora obliquamente verso il basso, ora obliquamente verso l’alto, sempre in direzione destra, che nell’altra vita rappresenta il sud. In due luoghi ho visto degli spiriti, e in uno di essi ho parlato con loro. In movimento mi è stato permesso di osservare quanto immenso fosse il cielo del Signore, ove abitano gli angeli e gli spiriti; poiché dalle parti disabitate sono stato indotto a concludere che esso fosse così immenso che si ci fossero molte miriadi di terre, ed in ogni terra una moltitudine di uomini come nella nostra, ci sarebbe comunque per loro un luogo di dimora per l’eternità, e comunque il cielo non potrebbe essere mai riempito. Questo mi è stato permesso di concludere dal confronto delle dimensioni del cielo che sovrasta la nostra terra il quale è così piccolo da non eguagliare la cento milionesima parte della grandezza dei luoghi disabitati. Continua a leggere

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Terre nell’universo (157-167)

Una quarta terra nel cielo stellato, i suoi spiriti e abitanti

157. Sono stato condotto verso un’altra terra nell’universo oltre il sistema solare, il che è stato effettuato con un cambiamento dello stato della mia mente, e quindi in spirito. Poiché, come è già stato detto in precedenza, lo spirito è condotto da un luogo all’altro in nessun altro modo che non sia il cambiamento dello stato interiore, il quale quando muta appare come se ci si muova da luogo a luogo, o come in un viaggio. Questi cambiamenti sono continuati per circa dieci ore prima che io giungessi dallo stato della mia vita allo stato della loro vita, cioè prima che io fossi portato lì in spirito. Sono stato trasportato verso est, a sinistra, e mi sembrava di essere molto al di sopra del piano dell’orizzonte mi è stato concesso di vedere chiaramente l’avanzamento dal luogo in cui ero stato prima, finché quello dal quale ero partito non era più visibile. Nel frattempo ho parlato di vari argomenti con gli spiriti che sono venuti con me. Un certo spirito tra questi, quando viveva nel mondo era stato un primate ed un predicatore ed anche uno scrittore molto commovente. Dall’idea che mi ero fatto sul suo conto, gli spiriti che mi accompagnavano hanno dedotto che doveva trattarsi di un cristiano. Poiché nel mondo un’idea è generalmente condivisa ed un giudizio è formulato dalla predicazione e dagli scritti della persona piuttosto che dalla sua vita, salvo che questa non risulti evidente; e se appare qualcosa di incoerente nella sua vita, ciò viene giustificato, dato che l’idea, o il pensiero e la percezione relativa a qualcuno, attrae ogni cosa dalla sua parte. Continua a leggere

Terre nell’universo (148-156)

Una terza terra nel cielo stellato, i suoi spiriti e abitanti

148. Alcuni spiriti sono apparsi ad una distanza dalla quale non erano disposti ad avvicinarsi, a causa della presenza intorno a me di spiriti della nostra terra, con i quali i primi non potevano stare insieme. Da ciò mi accorsi che erano di un’altra terra, poi mi è stato detto che venivano da una certa terra nell’universo, ma dove questa fosse non mi è stato detto. Questi spiriti non erano disposti a pensare in merito al loro corpo, vale a dire di qualunque cosa di corporeo e materiale, diversamente dagli spiriti della nostra terra. Questa è la ragione per la quale erano riluttanti ad avvicinarsi. Ma dopo l’allontanamento di alcuni spiriti della nostra terra, essi si avvicinarono e parlarono con me. A causa del contrasto tra le sfere è stata avvertita una sorta di ansietà, dato che le sfere spirituali circondano tutti gli spiriti e le loro società; è poiché esse fluiscono dalle affezioni e dai pensieri, quando vi sono affezioni opposte si genera un conflitto e di qui l’ansietà. Gli spiriti della nostra terra hanno detto che non osavano avvicinarsi a loro, poiché quando si stavano avvicinando sono stati presi dall’ansia ed è apparso loro come se fossero legati alle mani ed ai piedi con serpenti, e non potevano essere liberati finché non si fossero ritirati. Questa apparenza ha origine dalla legge delle corrispondenze; poiché gli spiriti della nostra terra nel grandissimo uomo sono in relazione nel con la percezione esteriore, cioè con quanto attiene al corporeo e al sensuale, ed il sensuale stesso nell’altra vita è rappresentato con i serpenti1 Continua a leggere

Terre nell’universo (138-147)

Una seconda terra nel cielo stellato, i suoi spiriti e abitanti

138. Sono stato in seguito condotto dal Signore verso una terra nell’universo che era più lontana dalla nostra terra di quella precedente di cui si è appena parlato. Che fosse più lontana era chiaro dal fatto che sono occorsi due giorni affinché il mio spirito fosse condotto lì. Questa terra era a sinistra mentre la prima era a destra. Poiché la lontananza nel mondo spirituale non è in ragione della distanza tra i luoghi, ma dalla diversità di stato, come è stato detto in precedenza; quindi dalla lentezza del mio movimento verso quel luogo, che è durato per due giorni, potrei concludere che lo stato interiore di chi abita quel luogo, che è lo stato delle affezioni e dei pensieri, è proporzionalmente differente dallo stato interiore degli spiriti della nostra terra. Essendo stato trasportato lì attraverso una variazione dello stato interiore, sono stato in grado di osservare i cambiamenti consecutivi prima che io arrivassi lì. Questo è avvenuto mentre io ero sveglio. Continua a leggere

Terre nell’universo (127-137)

Una prima terra nel cielo stellato, i suoi spiriti e abitanti; da ciò che è stato udito

127. Sono stato condotto dal Signore per mezzo degli angeli in una certa terra nel cielo stellato, ove mi è stato concesso di guardare la terra stessa, tuttavia non potevo comunicare con i suoi abitanti, ma con gli spiriti provenienti da lì. Tutti gli uomini di ogni terra, dopo che la vita nel mondo si è conclusa divengono spiriti e restano presso la propria terra. Da questi spiriti sono stato istruito circa la loro terra e lo stato degli abitanti; poiché gli uomini che lasciano il corpo, portano con sé tutta la loro vita e la loro memoria1. Essere condotti attraverso le terre nell’universo non significa essere trasportati lì con il corpo bensì in spirito; e lo spirito è condotto attraverso variazioni dello stato della vita interiore; ciò appare allo spirito stesso come se si trattasse di un movimento nello spazio2. Avvicinamenti sono anche consentiti secondo l’armonia o l’affinità tra gli stati della vita; poiché l’armonia o l’affinità congiungono, mentre la disarmonia e la diversità separano. Da ciò può risultare evidente come il trasporto e l’avvicinamento a ciò che è distante avviene in spirito, mentre il corpo resta al suo posto. Tuttavia il condurre lo spirito aldilà del proprio mondo, attraverso variazioni dello stato interiore e rendere tali variazioni conformi ad uno stato che è in armonia o in affinità con il soggetto verso il quale si è destinati, è unicamente nel potere del Signore. Perciò deve esserci una continua regia dal primo all’ultimo movimento, nell’andata e nel ritorno; in special modo per un uomo che è ancora nel mondo naturale, nel corpo e quindi nello spazio. Coloro che sono immersi nei sensi corporei e ragionano attraverso essi, non possono essere persuasi del fatto che ciò sia stato così compiuto, per la ragione che ciò che appartiene alla percezione dei sensi corporei non può comprendere i movimenti al di fuori dello spazio. Viceversa coloro che pensano attraverso la percezione dello spirito, in parte rimuovono o educano la percezione dei sensi corporei, cosicché interiormente possono essere indotti a credere e comprendere; poiché nel pensiero interiore non vi è né spazio, né tempo, bensì quelle cose attraverso le quali gli spazi e i tempi esistono. È per tale genere di persone che quanto segue riguardo alle terre nel cielo stellato, è stato descritto, e non per altri, salvo che questi si dimostrino disponibili ad essere istruiti. Continua a leggere

Terre nell’universo (123-126)

Le terre nel cielo stellato

123. Coloro che sono nel cielo possono comunicare con gli angeli e gli spiriti provenienti non solo dalle terre di questo sistema solare, ma anche con quelli di altre terre nell’universo al di fuori di questo sistema; e non solo con gli spiriti e gli angeli di lì, ma anche con gli stessi abitanti, però ciò è possibile solo per coloro la cui percezione interiore è aperta in modo tale che si possa recepire quanto viene detto dal cielo. Lo stesso avviene con gli uomini ai quali durante la loro dimora nel mondo è concesso dal Signore di comunicare con gli spiriti e con gli angeli. Poiché l’uomo è uno spirito in quanto alla propria veste interiore, essendo il corpo che porta nel mondo utile per compiere le sole funzioni attinenti alla sfera naturale o terrestre. Ma a nessuno è consentito di parlare in forma di spirito con gli angeli e gli spiriti, salvo che questi sia tale da poter essere associato agli angeli per fede e amore; né questi può essere associato, salvo che abbia fede e amore dal Signore; perché l’uomo è congiunto al Signore dalla fede e dall’amore verso di lui, cioè dalle verità della dottrina e dai beni della vita che provengono da lui; e quando questi è congiunto al Signore, è protetto dagli assalti degli spiriti maligni dell’inferno. Per gli altri la percezione interiore non può essere dischiusa perché non sono nel Signore. Questa è la ragione per la quale nel tempo presente vi sono pochi ai quali è concesso di comunicare con gli angeli; a dimostrazione di ciò vi è il fatto che l’esistenza degli spiriti e degli angeli è scarsamente riconosciuta al giorno d’oggi, e tanto meno che essi sono presso ogni uomo, e che per mezzo di essi l’uomo è congiunto con il cielo, e attraverso il cielo, con il Signore. Ancor meno si crede che l’uomo, quando il corpo perisce, vive come uno spirito, perfino in una forma umana come prima. Continua a leggere

Terre nell’universo (113-126)

Motivi per i quali il Signore ha voluto nascere sulla nostra terra, e non su un’altra

113. Vi sono molteplici ragioni, in merito alle quali sono stato informato dal cielo, del perché sia piaciuto al Signore nascere e farsi uomo sulla nostra terra, piuttosto che su un’altra. La ragione principale sta nella Parola, la quale è stata riportata attraverso la scrittura sulla nostra terra; e dopo essere stata scritta, è stata pubblicata dovunque sulla terra e trasmessa ai posteri; quindi si è reso manifesto a tutti, anche nell’altra vita che Dio si è fatto uomo. Continua a leggere