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Feriae Augusti


Questa ricorrenza cade il 15 agosto, ed oggi è dedicata all’assunzione di Maria, ma pochi sanno che la ricorrenza è pagana. Nel 18 a.c. infatti Ottaviano fu proclamato Augusto, quindi venerabile e sacro, dal Senato. In questa occasione l’imperatore dichiarò tutto il mese di agosto Feriae Augusti, il riposo di Augusto, visto che questo includeva molte feste religiose, la più importante delle quali era la festa di Diana, che cadeva il 13. L’appeIlativo Augusto derivava dalla denominazione della Grande Madre siriana Atargatis, detta “l’Augusta”, cioè la più grande, la più sacra, la dea con la corona turrita che si ergeva in piedi poggiando fieramente su due leoni (https://www.romanoimpero.com)

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Vera religione cristiana (475-484)

L‘uomo finché vive nel mondo è tenuto nel mezzo fra il cielo e l’inferno, nell’equilibrio spirituale, che è il libero arbitrio

475. Affinché si sappia che cosa e qual è il libero arbitrio, è necessario sapere da dove esso viene; una volta nota la sua origine, si conosce subito non solo che esiste, ma ancora quale esso è. La sua origine viene dal mondo spirituale, dove la mente dell’uomo è tenuta dal Signore.

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Vera religione cristiana (412-424)

L‘uomo collettivamente – cioè una società piccola o grande, e l’uomo nell’aggregato di quelle società, cioè la patria – è il prossimo che deve essere amato

412. Coloro che non sanno che cos’è il prossimo nel senso genuino, sostengono che non vi sia altro prossimo che l’uomo individualmente; e che fargli del bene sia amare il prossimo; ma il prossimo e l’amore verso di lui si estendono più largamente, perché essi salgono secondo le aggregazioni degli uomini. Continua a leggere

Malattia del corpo e malattia dello spirito

Malattia, sofferenza e morte non appartengono alle categorie del bene o del male, sono vicende connaturate all’essere finito dell’uomo. Annoverare la morte in genere, e anche la morte per malattia nella categoria del male è indice della nostra palese incapacità di accettare una condizione – la caducità della vita – ordinaria dell’esistenza; è sintomatico della nostra impreparazione a lasciare questo mondo per l’altro. Continua a leggere

Divino amore e Divina sapienza (119-150)

Nel mondo spirituale l’oriente, da cui derivano le altre direzioni, si trova dove il Signore appare come il sole

119. Ora che ho trattato del sole del mondo spirituale e della sua essenza, del suo calore e della sua luce, e della presenza del Signore che da lì proviene, tratterò anche delle regioni di quel mondo. Il motivo per cui si deve parlare di quel sole e di quel mondo è che gli argomenti che si affrontano in questa sede sono Dio, l’amore e la sapienza. Discuterne a prescindere dalla loro origine significherebbe partire dagli effetti e non dalle cause. Tuttavia gli effetti ci mostrano solo effetti. Continua a leggere

Vera religione cristiana (149-157)

149. IV. Il Signore opera quelle virtù in coloro che credono in lui.

Che il Signore operi quelle virtù che sono intese per l’invio dello Spirito Santo in coloro che credono in lui, cioè a dire, che li riformi, li rigeneri, li rinnovi, li vivifichi, li santifichi, li giustifichi, li purifichi dai mali e infine li salvi, è manifesto nella Parola da tutti quei passi che confermano che, coloro che credono nel Signore hanno la salvezza e la vita eterna. Questi passi sono stati riportati più sopra, n. 108 e inoltre da questo:

Gesù disse: Chiunque crede in me, come dice la Scrittura, dal suo ventre scorreranno fiumi di acqua viva. Egli disse questo riguardo allo spirito che dovevano ricevere coloro che avrebbero creduto in lui (Giovanni 7:38, 39) Continua a leggere

Il Signore è il mio pastore, nulla mi manca, neppure il black friday

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla

Su pascoli erbosi mi fa riposare,
ad acque tranquille mi conduce.

Rinfranca l’anima mia,
mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.

Anche se vado per una valle oscura,
non temo alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e il tuo vincastro
mi danno sicurezza.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni

La montagna, palestra dello spirito

La montagna come metafora della vita,

percorso inedito, talora felice, a volte accidentato e in salita. Crocevia che invita a scegliere quale direzione prendere, sperimentando successi o cadute più o meno rovinose; intemperie che si abbattono improvvisamente alle quali occorre scegliere se cedere o resistere, come nelle tentazioni, riconoscendo i limiti della propria condizione e la necessità di affidarsi alla Divina Provvidenza per raggiungere la meta, mettendo da parte ogni preoccupazione materiale. L’ascesa verso la cima è la straordinaria immagine dell’approssimarsi ai beni e alle verità spirituali.

 

Otro poema de los dones (Jorge Luis Borges)

Un’altra poesia dei doni

Ringraziare desidero il divino
labirinto delle cause e degli effetti
per la diversità delle creature
che compongono questo universo singolare,

per la ragione, che non cesserà di sognare
un qualche disegno del labirinto,
per il viso di Elena e la perseveranza di Ulisse,
per l’amore, che ci fa vedere gli altri
come li vede la divinità,
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