Archivi categoria: Divino Amore e Divina Sapienza

Divino amore e Divina sapienza (7-10)

Il Divino non è nello spazio

7. Che il Divino, ovvero Dio non sia nello spazio, sebbene sia onnipresente, e presso ogni uomo nel mondo, e presso ogni angelo nel cielo, non può essere compreso attraverso il pensiero naturale, ma lo può attraverso il pensiero spirituale. Perché nel pensiero meramente naturale vi è l’idea di spazio, dal momento che esso è formato dalle cose che sono nel mondo, e lo spazio è in tutte e nelle singole cose che si vedono con gli occhi. Continua a leggere

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Divino amore e Divina sapienza (4-6)

Il Signore è l’amore stesso, perché egli è la vita stessa; e gli angeli e gli uomini sono i recipienti della vita

4. Questo soggetto è trattato più compiutamente in Divina provvidenza. Qui ci si limiterà a dire che il Signore, che il Dio dell’universo è increato [increatus] e infinito; viceversa l’uomo e l’angelo sono creati e finiti; è poiché il Signore è increato e infinito, egli è l’Essere stesso, che si chiama Jehovah, ed è la Vita stessa, o la Vita in sé. Nessuno può essere creato immediatamente dall’increato, dall’infinito, dall’Essere stesso e dalla Vita stessa; perché il Divino è uno e indivisibile, ma bisogna che ciascuno lo sia da cose create e finite, formate in modo che il Divino possa essere in esse. Continua a leggere

Divino amore e Divina sapienza (1-3)

2016 No copyright – Public domain (apporre il diritto d’autore sul significato interiore della Parola, è offendere il Signore e il cielo)

La presente versione è tratta dalla traduzione di Loreto Scocia, sulla versione originale in latino edita in Stoccarda nel 1843. Trattandosi di un’edizione del XIX sec. sono state apportate minime variazioni per rendere l’esposizione al passo con la lingua. La presente opera può essere riprodotta, distribuita, esposta al pubblico e rappresentata con qualsiasi mezzo e formato con l’espresso divieto di utilizzarla a scopo commerciale e con l’obbligo di non modificare in alcun modo il contenuto, di non stravolgerne il senso e di citare la fonte (https://fondazioneswedenborg.wordpress.com).


L’amore è la vita dell’uomo

1. L’uomo sa che l’amore esiste, ma egli non sa cosa sia l’amore. Che l’amore esista, egli lo sa per comune esperienza, giacché si dice ad esempio, un tale mi ama; il re ama i suoi sudditi, e i sudditi amano il re; il marito ama sua moglie, e la madre i suoi figli, e reciprocamente. E ancora, un tale o tal altro ama la patria, i concittadini e il prossimo. Allo stesso modo, parlando delle cose, piuttosto che delle persone, egli ama questa o quella cosa. Tuttavia, sebbene l’amore sia così universalmente riconosciuto nel linguaggio, invero ben pochi sanno cosa sia l’amore. Quando l’uomo medita sull’amore, siccome egli non se ne può formare alcuna idea del pensiero, dice o che è nulla, o che è qualcosa che influisce dalla vista, dall’udito, dal tatto e dalla conversazione, e così provoca un cambiamento di stato. Egli ignora che l’amore è la sua vita stessa, non solo la vita in generale di tutto il suo corpo e di tutti i suoi pensieri, ma anche la vita di tutte le singole cose del corpo e dei pensieri.

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