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Divina Provvidenza (14-15)

14. VI. Che il bene dell’amore separato dalla verità della sapienza non sia il bene in sé, ma sia un bene apparente; e che la verità della sapienza separata dal bene dell’amore non sia la verità in sé, ma sia una verità apparente. Invero, non esiste alcun bene, che sia il bene in sé, se non è unito alla sua verità; né alcuna verità, che sia la verità in sé, se non è unita al suo bene. Continua a leggere

Divina Provvidenza (10-13)

10. V. Che il bene dell’amore non è il bene se non in quanto è unito alla verità della sapienza; e la verità della sapienza non è la verità se non in quanto è unita al bene dell’amore. Il bene e la verità derivano ciò dalla loro origine. Il bene nella sua origine è nel Signore, allo stesso modo della verità, perché il Signore è lo stesso Bene e la stessa Verità; e questi due in lui sono uno. Ne consegue che il bene presso gli angeli nel cielo e presso gli uomini nel mondo, non è il bene in sé, se non in quanto è congiunto alla verità; e la verità non è la verità in sé se non in quanto è congiunta al bene. Che ogni bene ed ogni verità derivino dal Signore, è noto; quindi poiché il bene fa uno con la verità, e la verità con il bene, affinché il bene sia il bene in sé e la verità sia la verità in sé, è necessario che facciano uno nel recipiente, vale a dire, l’angelo del cielo e l’uomo nel mondo.
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Divina provvidenza (4-9)

4. III. Il Divino amore e la Divina sapienza procedono come uno dal Signore.

Ciò si evince da quanto è stato dimostrato in Divino amore e Divina sapienza, in particolare nei paragrafi:

– L’essere e l’esistere sono distintamente uno (nn. 14-17)

– Nel Signore gli infiniti sono distintamente uno (nn. 17-22)

– Il Divino amore appartiene alla Divina sapienza e la Divina sapienza appartiene al Divino amore (nn. 34-39)

– L’amore senza un connubio con la sapienza non può fare alcuna cosa (nn. 401-403)

– L’amore non fa nulla se non in congiunzione con la sapienza (nn. 409-410)

– Il calore e la luce spirituali procedenti dal Signore come sole, fanno uno, come il Divino amore e la Divina sapienza nel Signore sono uno (nn. 99-102) Continua a leggere

Divina provvidenza (1-3)

2016 No copyright – Public domain (apporre il diritto d’autore sul significato interiore della Parola, è offendere il Signore e il cielo)

La presente versione è tratta dalla traduzione di Loreto Scocia, sulla versione originale in latino edita in Tubinga nel 1855. Trattandosi di un’edizione del XIX sec. sono state apportate minime variazioni per rendere l’esposizione al passo con la lingua. La presente opera può essere riprodotta, distribuita, esposta al pubblico e rappresentata con qualsiasi mezzo e formato con l’espresso divieto di utilizzarla a scopo commerciale e con l’obbligo di non modificare in alcun modo il contenuto, di non stravolgerne il senso e di citare la fonte (https://fondazioneswedenborg.wordpress.com).


La Divina Provvidenza è il governo del Divino Amore e della Divina Sapienza del Signore

1. Affinché sia noto cosa sia la Divina provvidenza, e quale sia il governo del Divino Amore e della Divina Sapienza del Signore, è necessario conoscere ciò che è stato detto e dimostrato sul Divino Amore e sulla Divina Sapienza nell’opera omonima dedicata a questo soggetto, con riguardo alle seguenti proposizioni:

– nel Signore il Divino Amore amore appartiene alla Divina sapienza (nn.34 – 39);

– il Divino amore e la Divina sapienza non possono che essere in altri oggetti creati da essi (nn. 47 – 51);

– tutte le cose dell’universo sono state create dal Divino amore e dalla Divina sapienza (nn. 52, 53, 151 – 156);

– tutte le cose dell’universo sono recipienti del Divino amore e della Divina sapienza  (nn. 54 – 60);

– il Signore dinanzi agli angeli appare come sole. Il calore che ne procede è l’amore; e la luce che ne procede è la sapienza (nn. 83 – 98; 296 – 301);

– il Divino amore e la Divina sapienza che procedono dal Signore sono uno (nn. 99 – 102);

– il Signore ab eterno, che è Jehovah, ha creato l’universo e tutte le cose dell’universo da Se stesso e non dal nulla (nn. 282 – 284; 290 – 295).

Queste proposizioni sono dimostrate nella predetta opera Divino Amore e Divina Sapienza.
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