Archivi categoria: Cielo e Inferno

Cielo e inferno (597-603)

L’uomo è mantenuto nel libero arbitrio in virtù dell’equilibrio tra cielo e inferno

597. L’equilibrio tra il cielo e l’inferno è stato ora descritto, ed è stato dimostrato che si tratta di un equilibrio tra il bene che viene dal cielo e il male che viene dall’inferno, dunque si tratta di un equilibrio spirituale, che nella sua essenza è la libertà. Equilibrio spirituale nella sua essenza è libertà perché è un equilibrio tra il bene e il male, e tra verità e falsità, e questi enti sono spirituali. Quindi, essere in grado di volere ciò che è bene o ciò che è male e di pensare sia ciò che è vero, sia ciò che è falso, e di scegliere uno, quale preferito rispetto all’altro, è la libertà di cui qui si tratta. Questa libertà è data ad ogni uomo dal Signore, e non gli è mai sottratta; infatti, in virtù della sua origine, essa non è dell’uomo, ma del Signore, poiché è dal Signore. Nondimeno, è data all’uomo con la sua vita come se fosse sua; e questo è fatto affinché l’uomo possa avere la capacità di essere riformato e salvato; perché senza la libertà non vi può essere riforma né salvezza. Con qualsiasi intuizione razionale si può comprendere che è parte integrante della libertà dell’uomo la capacità di pensare rettamente o erroneamente, sinceramente o falsamente, secondo giustizia o ingiustamente; nonché la libertà di parlare e agire con rettitudine, onestà, e secondo giustizia, e di non parlare, né di agire falsamente, in modo ipocrita e ingiustamente, a causa delle leggi spirituali, morali e civili per cui l’esteriore dell’uomo è trattenuto da questi vincoli. Evidentemente, allora, è lo spirito dell’uomo, che pensa e vuole, che è nella libertà, e non il suo esteriore che parla e agisce, eccetto che sia conforme alle leggi di cui sopra. Continua a leggere

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Cielo e inferno (589-596)

Equilibrio tra cielo e inferno

589. Affinché ogni cosa abbia esistenza ci deve essere un equilibrio di tutte le cose. Senza equilibrio non c’è azione né reazione; perché l’equilibrio è tra due forze, una agente e l’altra reagente, e lo stato di quiete risultante da tale azione e reazione si chiama equilibrio. Nel mondo naturale c’è un equilibrio in tutte le cose. Esso esiste in generale, anche nell’atmosfera, in cui le parti inferiori reagiscono e resistono rispetto alle parti soprastanti che premono verso il basso. Ancora una volta, nel mondo naturale vi è un equilibrio tra caldo e freddo, tra luce e ombra, e tra secco e umido, essendo lo stato intermedio tra questi, la condizione di equilibrio. C’è anche un equilibrio in tutti i soggetti dei tre regni della natura, il minerale, il vegetale, e l’animale; perché senza equilibrio in essi nulla può venire ad esistenza né sussistere. Ovunque ci sia uno sforzo di azione da una parte, vi è una reazione dall’altra. Continua a leggere

Cielo e inferno (582-588)

Aspetto, disposizione e numero degli inferni

582. Nel mondo spirituale, cioè, nel mondo dove sono gli spiriti e gli angeli, appaiono gli stessi oggetti visibili nel mondo naturale, cioè, dove sono gli uomini. Nell’apparenza esteriore non vi è differenza. In quel mondo sono visibili pianure e montagne, colline e rocce, e valli; e anche acque, e molte altre cose che si vedono sulla terra. Eppure tutte queste cose hanno un’origine spirituale, e sono quindi viste dagli occhi di spiriti e angeli, e non dagli occhi di uomini, perché gli uomini sono nel mondo naturale. Gli esseri spirituali vedono tali cose come esse sono da un’origine spirituale, mentre gli esseri naturali vedono le stesse cose da un’origine naturale. Di conseguenza l’uomo con gli occhi non può in alcun modo vedere gli oggetti che sono nel mondo spirituale, a meno che non gli sia permesso di essere nello spirito, ovvero dopo la morte, quando diventa uno spirito. D’altra parte, un angelo o uno spirito non è in grado di vedere alcunché nel mondo naturale, salvo che non sia presso un uomo che è autorizzato a comunicare con lui. Perché gli occhi dell’uomo sono idonei a ricevere la luce del mondo naturale, mentre gli occhi degli angeli e degli spiriti sono idonei a ricevere la luce del mondo spirituale; seppure gli occhi dei due sono esattamente uguali nell’aspetto. Che il mondo spirituale sia tale, l’uomo naturale non può comprenderlo, e men che meno l’uomo sensuale, che non crede in nulla che non possa vedere con gli occhi del corpo e toccare con le mani. Siccome il suo pensiero proviene da tale percezione, non può che essere materiale e non spirituale. Essendo tale la relazione tra mondo spirituale e mondo naturale, l’uomo difficilmente può credere dopo la morte che egli non è più nel mondo dove è nato e da cui è partito. Per questo motivo la morte è chiamata semplicemente una traslazione da un mondo in un altro simile al primo. (Che i due mondi siano simili può essere visto in precedenza, ove si è trattato delle rappresentazioni e delle apparenze nel cielo, nn. 170-176). Continua a leggere

Cielo e inferno (576-581)

La malvagità e gli artifici scellerati degli spiriti infernali

576. Tutti coloro che pensano interiormente e conoscono qualcosa del funzionamento della propria mente, possono vedere e comprendere in che modo gli spiriti siano superiori agli uomini; perché i primi, nella loro mente possono prendere in considerazione, sviluppare ragionamenti, e trarre conclusioni su più soggetti in un solo momento e molto più rapidamente di quanto non si possa fare pronunciandoli o esprimendoli in forma scritta in mezz’ora. Questo dimostra la superiorità dell’uomo quando è nel suo spirito, e quindi quando diventa uno spirito. Perché è lo spirito che pensa, e per mezzo del corpo, esprime il suo pensiero con la parola o la scrittura. In conseguenza di ciò, quando l’uomo dopo la morte diventa un angelo è in un’intelligenza ed in una sapienza ineffabili rispetto all’intelligenza e alla sapienza di cui era dotato mentre viveva nel mondo; perché quando era nel mondo il suo spirito era legato al suo corpo, ed era quindi nel mondo naturale; e quindi tutto ciò che pensava spiritualmente confluiva nelle idee naturali, che sono relativamente superficiali, grossolane, oscure, ed incapaci di contemplare innumerevoli cose che appartengono al pensiero spirituale; e tali idee naturali avviluppano il pensiero spirituale nell’oscurità che deriva dalle preoccupazioni mondane. Diverso è quando lo spirito è liberato dal corpo ed entra nel suo stato spirituale, che ha luogo quando esso passa dal mondo naturale nel mondo spirituale a cui appartiene. Da quanto è stato detto fin qui è evidente che lo stato dei suoi pensieri ed affezioni è poi incommensurabilmente superiore al suo stato precedente. A causa di ciò il pensiero degli angeli è ineffabile e indicibile, ed essi sono quindi incapaci di entrare nei pensieri naturali dell’uomo; eppure ogni angelo è nato uomo, e ha vissuto in quanto uomo nel mondo, e non sembrava a se stesso di essere più savio di qualunque altro uomo. Continua a leggere

Cielo e inferno (566-575)

Cosa è il fuoco dell’inferno, e cosa lo stridore di denti

566. Cosa sia il fuoco eterno, e lo stridore di denti, che sono menzionati nella Parola in relazione a coloro che sono nell’inferno, finora è quasi sconosciuto, perché ciò che è scritto nella Parola, è stato inteso solo nel suo significato materiale, e nulla è noto circa il suo significato spirituale. Così il fuoco è stato inteso da alcuni come fuoco materiale, da altri come tormento, in generale, da altri come rimorso di coscienza, e altri hanno affermato che è menzionato solo per suscitare il terrore nei malvagi. Allo stesso modo alcuni hanno supposto che lo stridore di denti stia a significare uno stridore reale, e alcuni solo una sensazione di ribrezzo, come quello suscitato dall’udire il caratteristico attrito dei denti. Ma chiunque conosca il significato spirituale della Parola sa cosa si intende per fuoco eterno, e per stridore di denti; perché ogni espressione nella Parola contiene un significato spirituale, dal momento che la Parola nel suo seno è spirituale; e ciò che è spirituale può essere esposto all’uomo solo nella forma naturale delle espressioni, perché l’uomo è nel mondo naturale e ragiona secondo le cose di quel mondo. Perciò, si dirà ora cosa si intende per fuoco eterno e stridore di denti nei quali entrano gli spiriti degli uomini empi dopo la morte, o che i loro spiriti sopportano nel mondo spirituale. Continua a leggere

Cielo e inferno (551-565)

Tutti coloro che sono nell’inferno sono nei mali e nelle conseguenti falsità che derivano dall’amore di sé e dall’amore del mondo

551. Tutti coloro che sono negli inferni sono nei mali e nelle conseguenti falsità, e nessuno è allo stesso tempo nei mali e nella verità. Nel mondo gli uomini empi per la maggior parte hanno qualche conoscenza delle verità spirituali, che sono le verità della chiesa, essendo state loro insegnate fin dall’infanzia e poi attraverso le prediche e dalla lettura della Parola. Alcuni hanno anche indotto altri a credere che essi sono cristiani nel cuore a causa del loro saper parlare con finta affezione in armonia con la verità, e anche del loro comportamento retto, come se provenisse dalla fede spirituale. Ma tali individui, i cui pensieri interiori sono stati ostili a queste verità, e che si sono astenuti dal fare i mali che erano coerenti con i loro pensieri solo a causa delle leggi civili, o in vista della fama, degli onori e del guadagno, sono malvagi nel cuore, e non sono nelle verità e nei beni interiormente, ma solo esteriormente; e di conseguenza, quando l’esteriore è sottratto loro nell’altra vita, e l’interiore che attiene al loro spirito è rivelato, sono completamente nei mali e nelle falsità, essendo esclusa in loro ogni verità ed ogni bene; ed è quindi chiaro che le verità ed i beni risiedevano nella loro memoria soltanto come cose conosciute, cui essi attingevano nelle conversazioni per esibire in apparenza il bene che sembrava provenisse dall’amore spirituale e dalla fede. Quando questi sono lasciati nel loro interiore e quindi nei loro mali, non sono più in grado di parlare di ciò che è vero, ma solo di ciò che è falso, perché parlano attraverso i loro mali; perché parlare di ciò che è vero dai mali, allora è impossibile, dato che lo spirito non è altro che il suo male, e dal male scaturisce solo ciò che è falso. Ogni spirito empio è ridotto in questo stato prima di essere precipitato nell’inferno (v. sopra, nn. 499-512). Questo è ciò che s’intende per distruzione in relazione alle verità ed ai beni.1 La distruzione è semplicemente l’essere lasciati nel proprio interiore, cioè in quello che è proprio dello spirito, o nello spirito stesso (v. sopra, n. 425). Continua a leggere

Cielo e inferno (545-550)

Il Signore non precipita nessuno nell’inferno, è lo spirito che si precipita

545. Presso alcuni ha prevalso la convinzione che Dio allontani il suo volto dall’uomo, lo precipiti nell’inferno, e sia adirato con lui a causa del suo male; altri credono anche che Dio punisca l’uomo e gli faccia del male. Tali persuasioni derivano dal significato letterale della Parola, in cui sono dichiarate simili cose, ignorando che il significato spirituale della Parola, da cui il significato letterale è chiarito, è del tutto differente; e di conseguenza, che la dottrina autentica della chiesa, che ha il suo fondamento nel significato spirituale della Parola, insegna diversamente cioè, che Dio non allontana il suo volto dall’uomo, non precipita nessuno nell’inferno, e non è adirato con nessun uomo.1 Ciascuno, la cui mente sia illuminata percepisce che questo è vero quando legge la Parola, dalla semplice verità che Dio è il bene stesso, l’amore stesso e la misericordia stessa; e che il bene stesso non può fare del male a nessuno; e l’amore stesso e la misericordia stessa, non può allontanare l’uomo da sé, perché questo è contro l’essenza stessa della misericordia e dell’amore, dunque in contrasto con il Divino stesso. Perciò coloro che pensano attraverso una mente illuminata percepiscono chiaramente, quando leggono la Parola, che Dio non si allontana mai dall’uomo; e siccome egli non si allontana mai da lui, si occupa di lui, per bontà, amore e misericordia, cioè, vuole il suo bene, lo ama ed è misericordioso con lui. Da ciò essi comprendono che il significato letterale della Parola, in cui queste cose sono esposte, cela dentro di sé un significato spirituale, e che queste espressioni che vengono utilizzate nel significato letterale, secondo la capacità di apprendimento dell’uomo e secondo la sue idee primitive e generiche, debbono essere spiegate in conformità con il senso spirituale. Continua a leggere