Archivi categoria: Cavallo bianco

Cavallo Bianco (14-17)

14. Il Signore è la Parola. L’unico soggetto, nel significato più profondo della Parola, è il Signore, e in essa sono descritte tutte le fasi della glorificazione della la sua natura umana (vale a dire, della sua unione con la natura Divina stessa), così come tutte le fasi della sottomissione degli inferni e la riduzione all’ordine lì e nei cieli: 2249, 7014. Quindi, in questo senso vi è una descrizione di tutta la vita del Signore nel nostro mondo, e per mezzo di ciò, vi è una presenza costante del Signore tra gli angeli: 2523. Pertanto, al centro della Parola c’è solo Dio, e questa è l’origine di ciò che è Divino e santo nella Parola: 1873 9357. L’affermazione del Signore che le scritture su di lui erano compiute [Giovanni 13:18; 17:12] si riferiva a tutte le cose nel significato più profondo: 7933. La Parola” significa Divina verità divina: 4692, 5075, 9987. Il Signore è la Parola perché è  la Divina verità: 2533. Il Signore è la Parola anche perché la Parola deriva da lui ed è su di lui (2859); e nel suo più profondo riguarda esclusivamente il Signore, in modo che il Signore stesso è lì (1873, 9357); e anche perché in tutta la Parola e in ogni suo dettaglio c’è un matrimonio della Divina bontà e della Divisa verità , un matrimonio si fonda unicamente sul Signore (3004, 3005, 3009, 4137, 5194, 5502, 6343, 7945, 8339, 9263, 9314). La Divina verità soltanto è completamente vera; e solo ciò che dimora in essa – che procede da ciò che è Divino – è sostanziale: 5272, 6880, 7004, 8200. E poiché la Divina verità che emana dal Signore come il sole nel cielo è la luce del cielo, e la Divina bontà è il suo calore; e poiché ogni cosa lì procede da quella luce e da quel calore, nello stesso modo in cui  a questo mondo ogni cosa viene ad esistenza dalla luce e dal calore terreni; e poiché questo mondo nel suo insieme viene ad esistenza per mezzo del cielo ovvero del mondo spirituale, possiamo vedere che tutto ciò che è stato creato, è stato creato dalla Divina verità, cioè dalla Parola, proprio come si dice in Giovanni:

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Tutte le cose che sono state fatte, sono state fatte per mezzo di lui. E il Verbo si fece carne (Giovanni 1: 1, 2, 3, 14): 2803, 2894, 5272, 7678.

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Cavallo bianco (12-13)

12. La Parola è stata composta usando corrispondenze e quindi rappresentazioni. Nel suo significato letterale, la Parola è composta interamente per mezzo di corrispondenze, che implica l’uso di cose che rappresentano e indicano le realtà spirituali che hanno a che fare con il cielo e con la chiesa: 1404, 1408, 1409, 1540, 1619, 1659, 1709, 1783, 2179, 2763, 2899. Questo è stato fatto in modo che ci sia un significato interiore nei dettagli: 2899; così è stato fatto per il bene del cielo, perché gli abitanti del cielo non comprendono la Parola nel suo significato letterale, che è terreno, ma nel suo significato interiore, che è spirituale: 2899. Il Signore ha parlato con corrispondenze, rappresentazioni e con un linguaggio simbolico perché parlava dalla sua Divina la natura: 9409, 9063, 9086, 10126, 10728. Ciò significa che il Signore ha parlato al mondo e al tempo stesso al cielo: 2533, 4807, 9049, 9063, 9086. Ciò che il Signore ha avuto diffusione attraverso tutto il cielo: 4637. Continua a leggere

Cavallo bianco (10-11)

10. Il significato interiore della Parola è in primo luogo per gli angeli, ma è anche per noi. Al fine di giungere alla conoscenza del significato interiore della Parola, della sua natura e della sua origine, è necessario esporre la seguente panoramica. La gente pensa e parla in modo differente nel cielo rispetto al mondo; spiritualmente nel cielo e in modo terreno nel mondo. Il risultato di ciò è che quando leggiamo la Parola, gli angeli che sono presso di noi intendono spiritualmente ciò che noi comprendiamo in modo terreno. Ciò significa che gli angeli si soffermano sul significato interiore della Parola, mentre noi ci soffermiamo sul suo significato esteriore. Ciò nondimeno, i due fanno un unico senso a causa della loro corrispondenza. Gli angeli non solo pensano spiritualmente, ma parlano anche spiritualmente. Inoltre, sono presso di noi e sono uniti a noi attraverso la Parola. Su queste materie si veda in Cielo e inferno, dove si tratta della sapienza degli angeli del cielo, n.265-275:   

https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/07/19/cielo-e-inferno-265-275/

del loro discorso, n. 234-245:

https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/07/17/cielo-e-inferno-234-245/

della loro unione con noi, n. 291-302:

https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/07/19/cielo-e-inferno-291-302/

e dell’unione per mezzo della Parola, n. 303-310

https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/07/19/cielo-e-inferno-303-310/

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Cavallo bianco (6-9)

La Parola e il suo significato spirituale o interiore da

Arcana Coelestia

6. Necessità ed eccellenza della Parola. Nella luce naturale, nulla è noto del Signore, del cielo e l’inferno, della nostra vita dopo la morte e delle Divine verità che sono essenziali per la nostra vita spirituale ed eterna: 8944, 10318, 10319, 10320. Prova ne sia che molte persone, tra cui gli studiosi, non credono in queste cose, pur essendo nati dove la Parola è presente e pur avendo ricevuto specifici insegnamenti su tali questioni: 10319. Questo è il motivo per cui è diventato necessario che vi sia qualche rivelazione dal cielo, dal momento che ciascuno di noi nasce per il cielo: 1775. Per questo motivo vi è stata una rivelazione in ogni epoca: 2895. Sequenza dei vari tipi di rivelazione in questo mondo : 10355, 10632. Le genti più antiche, che vissero prima del Diluvio, nel periodo denominato età dell’oro, furono destinatarie di una rivelazione diretta e quindi la Divina verità era impressa nei loro cuori: 2896. Le chiese antiche istituite dopo il diluvio, ricevettero una Parola contenente parti storiche e profetiche: 2686, 2897. Si veda anche in proposito Nuova Gerusalemme e dottrina celeste n. 247

https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/09/28/nuova-gerusalemme-e-dottrina-celeste-241-245

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Cavallo bianco (1-5)

EMANUEL SWEDENBORG

Traduzione dalla versione inglese di George F. Dole

Pubblicato in Londra nel 1758, con il titolo:

De Equo Albo, de quo in Apocalypsi, cap. XIX: et dein de Verbo et ejus sensu spirituali seu interno, ex Arcanis Coelestibus

2016 No copyright – Public domain (apporre il diritto d’autore sul significato interiore della Parola, è offendere il Signore e il cielo)

Questa versione è stata tradotta dai file in formato pdf messi a disposizione dalla Fondazione Swedenborg dello Stato della Pennsylvania (www.swedenborg.com) i cui collaboratori hanno curato la traduzione dai testi originali in latino. Questa versione evidentemente non è esente da eventuali errori in sede di conversione del testo da una versione non originale.

La presente opera può essere riprodotta, distribuita, esposta al pubblico e rappresentata con qualsiasi mezzo e formato con l’espresso divieto di utilizzarla a scopo commerciale e con l’obbligo di non modificare in alcun modo il contenuto, di non stravolgerne il senso e di citare la fonte (https://fondazioneswedenborg.wordpress.com).

 

1. Nell’Apocalisse, questo è il modo in cui Giovanni descrive la Parola in quanto al suo significato spirituale o interiore:

Vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco. E colui che lo cavalcava è stato chiamato fedele e verace, perché giudica e combatte con giustizia. I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco; ha molte gemme sul capo e porta scritto un nome che egli solo conosce. È vestito di un mantello intriso di sangue e il suo nome è la Parola di Dio. Le schiere celesti lo seguivano su cavalli bianchi, vestite di bianco, di puro lino finissimo. Sul mantello e sulla coscia porta scritto il suo nome: Re dei re e Signore dei signori. (Apocalisse 19:11, 12, 13, 14, 16)

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