Archivi categoria: Amore coniugale

Amore coniugale (523-535)

L’imputazione di ogni amore, promiscuo e coniugale

523. Il Signore dice:

Non giudicate, affinché non siate condannati (Matteo 7:1)

con il quale non si intende il giudizio sulla la vita morale e civile di chiunque nel mondo, ma il giudizio sulla loro vita spirituale e celeste. Chi non vede, che se non si giudicasse della vita morale di coloro che abitano con lui nel mondo, la società perirebbe? Che cosa sarebbe la società se non vi fosse una giustizia mondana? Oppure, se ad alcuno fosse permesso di formarsi un giudizio si di un altro? Ma giudicare ciò che è la sua mente o anima, e in tal modo qual è il suo stato spirituale, e quindi la sua sorte dopo la morte, di questo non si può giudicare perché è noto al Signore soltanto; e il Signore non si pronuncia se non dopo la morte, in modo che tutti possano agire in libertà, e che da questo fatto il bene o il male sia ascritto lui, e quindi in lui; in modo che ciascuno possa vivere per se stesso ed essere se stesso per l’eternità. Il fatto che l’intimo della mente, sia nascosto nel mondo, e si rivela dopo la morte è perché è nell’interesse e per il vantaggio delle società in cui l’uomo poi è accolto; perché lì, tutti sono spirituali. Che allora sia rivelato è evidente da queste parole del Signore:

Non c’è nulla di nascosto che non debba essere scoperto, né alcunché di segreto che non debba essere conosciuto. Perciò tutto quello che avrete detto nelle tenebre, sarà udito nella luce, e quello che avrete sussurrato all’orecchio porte chiuse, sarà divulgato sui tetti (Luca 12:2-3)

Un giudizio generale di questo tipo è permesso: “Se interiormente sei così come appari esteriormente sarai salvato, o sarai condannato.” Ma un giudizio particolare, come, “Tu sei così interiormente e, pertanto, sarai salvato, o sarai condannato” non è ammissibile. Il giudizio sulla vita spirituale dell’uomo, o della vita interiore della sua anima, si intende con l’imputazione di cui si tratta qui. Chi tra gli uomini può sapere se uno è puttaniere nel cuore? O che uno è un fedele consorte? Eppure è secondo i pensieri del cuore, cioè i fini della volontà, che ciascun uomo è giudicato. Ma questi soggetti saranno esposti nel seguente ordine:

(1) Che a tutti dopo la morte è imputato il male in cui egli è, e allo stesso modo il bene.

(2) Che la trasposizione del bene di uno in un altro è impossibile.

(3) Tale imputazione, se intesa come trasposizione, è una parola oziosa. Continua a leggere

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Amore coniugale (515-522)

Corrispondenza della promiscuità
con la violazione del matrimonio spirituale

515. Dovrei fare qui una premessa in merito al significato di corrispondenza, ma non è compito da assolvere in questa parte dell’opera; una breve sintesi di ciò che è la corrispondenza può essere visto più sopra ai nn. 76 e 342, e compiutamente in Apocalisse Rivelata, dall’inizio alla fine: cioè il rapporto tra il significato naturale ed il significato spirituale della Parola. Che nella Parola vi sia un significato naturale e un significato spirituale, e una corrispondenza tra loro, è stato mostrato in Dottrina della Sacra Scrittura, in particolare, ai nn. 5-26 di tale opera. Continua a leggere

Amore coniugale (513-514)

Lussuria per la seduzione di donne innocenti

513. Il desiderio di sedurre le donne innocenti non è la lussuria della deflorazione, né dello stupro, ma è una specie di lussuria a sé stante. Esiste soprattutto presso i furbi. Le donne che appaiono loro come pure sono coloro che considerano il male della promiscuità come un peccato mostruoso, e che perciò si dedicano alla castità al tempo stesso. Verso queste essi bruciano dal desiderio. Continua a leggere

Amore coniugale (511-512)

Lussuria dello stupro

511. Per lussuria dello stupro non si intende la lussuria della deflorazione. Quest’ultima attiene alla violazione della verginità, ma non delle vergini quando avviene consensualmente. Viceversa la lussuria di cui qui si tratta si caratterizza per la mancanza del consenso, rinforzata dal rifiuto. In realtà si tratta di una passione per la violazione di qualsiasi donna assolutamente non consenziente, la quale resista alla violenza con ogni mezzo, sia essa vergine, vedova o moglie. Sono come rapinatori e pirati che si dilettano nella rapina e nel bottino, piuttosto che nei doni e nelle cose legittimamente acquisite; e come malfattori che sono desiderosi delle cose illecite e proibite, disprezzano quelle legali e consentite. Questi trasgressori sono assolutamente contrari al consenso, e sono appassionati dal rifiuto, e se avvertono che esso non è autentico, l’ardore della loro lussuria si spegne immediatamente, come acqua gettata sul fuoco. È noto che le mogli non si sottomettono spontaneamente alla volontà dei loro mariti in amore; e che per prudenza oppongono resistenza, come nelle violenze, affinché possano allontanare dai loro mariti la freddezza che scaturisce da ciò che è comune, perché continuamente permesso, e che scaturisce anche dall’idea dell’impudico rispetto ad esse. Eppure questi rifiuti, anche se infiammano, non sono la causa ma solo l’inizio di questa lussuria. La ragione di ciò è che l’amore coniugale e anche l’amore promiscuo diventano logori nell’abitualità; loro invece bramano di essere infiammati dal rifiuto risoluto, in modo che possano riaversi. La lussuria così innescata, incrementa, e non appena si intensifica il rifiuto, infrange ogni limite dell’amore del sesso, distruggendolo; e da licenzioso, corporeo e carnale l’amore diventa cartilagineo e osseo; e poi, dal periostio da cui traggono la sensibilità, diventano acuminati. Tuttavia questa lussuria è rara, perché esiste solo presso quelli che dopo essersi sposati, si sono abbandonati alla promiscuità fino a divenire logori. Oltre a questa causa naturale di tale lussuria, vi è ancora una causa spirituale, di cui qualcosa sarà detto in quanto segue.  Continua a leggere

Amore coniugale (506-510)

Lussuria della varietà

506. Per lussuria della varietà, di cui qui si tratta, non si intende la lussuria della fornicazione, che è stata trattata nel proprio capitolo. Questa, anche se abitualmente promiscua e vagabonda non è causa del desiderio di varietà, tranne quando si sconfina dalla moderazione e il fornicatore punta al numero e a vantarsi di ciò, da cui scaturisce tale lussuria. Tale intento accende la lussuria, ma cosa diventa e come progredisce non può essere percepito distintamente, a meno che non sia esposto nel seguente ordine: 

(1) Che per la lussuria della varietà si intende la concupiscenza della promiscuità in modo del tutto sfrenato. 

(2) Che questo desiderio è l’amore del sesso e, al tempo stesso un disgusto di esso. 

(3) Che questo desiderio annienta completamente l’amore coniugale in loro. 

(4) Che il loro destino dopo la morte è squallido, perché sono privi di una vita interiore. 

Segue l‘esposizione di questi capi.  Continua a leggere

Amore coniugale (501-505)

Lussuria della deflorazione

501. Le lussurie di cui si tratta nei quattro capitoli seguenti non sono solo concupiscenze dell’adulterio, ma sono più gravi di esso, considerato che non esistono se non dagli adulteri; perché si è in preda di queste quando il mero adulterio non è più ritenuto allettante. La lussuria della deflorazione, la prima di cui si tratta, e il desiderio di varietà, la lussuria dello stupro, e la brama di sedurre innocenti, sono chiamate concupiscenze, perché secondo la misura e la qualità della loro brama, allo stesso modo è la qualità e l’appropriazione di esse. Per quanto riguarda la lussuria della deflorazione, in particolare, per rendere manifesta l’evidenza che si tratta di un’azione infame, il soggetto deve essere esposto in queste capi: 

(1) Dello stato di una donna vergine o incontaminata prima del matrimonio e dopo il matrimonio. 

(2) Che la verginità è la corona della castità e il segno dell’amore coniugale.

(3) Tale deflorazione senza il fine del matrimonio è l’atto infame di un rapinatore. 

(4) Che il destino dopo la morte di coloro che hanno confermato dentro di loro che la concupiscenza della deflorazione non è un male del peccato, è atroce. 

La spiegazione di questi segue ora.  Continua a leggere

Amore coniugale (478-500)

Adulteri, le loro specie e gradi

478. Nessuno può sapere che vi è un male nell’adulterio, se lo si giudica solo esteriormente, perché sotto questo profilo è simile al matrimonio. Questi giudici esteriori, quando si fa cenno all’interiore, e gli viene detto che dalla loro esteriorità derivano il loro bene o il loro male, dicono:

– Che cosa è l’interiore? Chi lo vede? Non è questo un innalzarsi al di sopra della sfera dell’intelligenza di ciascuno?

Essi sono come quelli che accettano il finto bene come autentico, appartenente alla volontà, e che stimano la sapienza di un uomo dall’eleganza del suo discorso, o l’uomo stesso dal suo abbigliamento e dal fatto che sia alla guida di una splendida carrozza, e non dal suo carattere interiore, che riguarda il giudizio dall’affezione di ciò che è buono. Quindi, è come il giudizio del frutto di un albero, o di qualcosa di commestibile, dalla sola vista e senza alcun riguardo per la sua bontà, che si esplora attraverso il gusto e la conoscenza. Dunque senza alcun riguardo per l’interiore dell’uomo. Da qui la follia di molti, nel tempo presente, in cui non si attribuisce alcun male negli adulteri, anzi, si congiungono con i matrimoni nello stesso letto, rendendoli dunque somiglianti, e questo solo a causa dell’apparente affinità esteriore. Continua a leggere