Arcana Coelestia (2381-2385)

2381. Versetto 11. E gli uomini che erano alla porta della casa furono colpiti da cecità, giovani e vecchi; e si affannarono a trovare la porta. 

Gli uomini che erano alla porta della casa, rappresentano le cose razionali e i principi dottrinali conseguenti, attraverso i quali è fatta violenza al bene della carità. Furono colpiti da cecità, significa che erano pieni di falsità. Giovani e vecchi, significa in particolare e in generale. E si affannarono a trovare la porta, significa che non potevano vedere alcuna verità che li avrebbe condotti al bene.

2382. E gli uomini che erano alla porta di casa. Che questo significa le cose razionali e i conseguenti principi dottrinali, attraverso i quali è fatta violenza al bene della carità, si evince dal significato di uomini, cioè le cose razionali (v. nn. 158, 1007); e dal significato di porta, cioè ciò che introduce, accesso che conduce alla verità o al bene, e quindi attiene ciò che è dottrinale (v. n. 2356); e dal significato di casa, cioè il bene della carità (v. sopra in vari luoghi). Poiché qui, si tratta di quelli che si erano avvicinati per forzare la porta (cioè che cercavano di distruggere sia il bene della carità, sia il Divino e santo procedente del Signore, n. 2376), si intendono le cose razionali perverse, e i conseguenti principi dottrinali falsi con cui viene inflitta la violenza al bene della carità.

2383. Furono colpiti da cecità. Che questo significhi che erano piena di falsità è evidente dal significato di cecità. Nella Parola la cecità fa riferimento a coloro che sono nella falsità, e anche a coloro che sono nell’ignoranza della verità. Entrambi sono chiamati ciechi; ma cosa s’intende nello specifico può essere visto dalla serie o dalla relazione tra le cose esposte, soprattutto nel senso interno. Che coloro che sono nella falsità sono chiamati ciechi è evidente dai seguenti passi. In Isaia:

I suoi guardiani sono ciechi, sono tutti ignoranti, sono tutti cani muti che possono abbaiare (Is. 56:10)

I guardiani ciechi, rappresentano coloro che sono nella falsità a causa dei ragionamenti. Nello stesso profeta:

Noi cerchiamo la luce, ed ecco le tenebre; lo splendore, ma camminiamo nella fitta oscurità; ci accostiamo al muro come i ciechi (Is. 59:9–10)

In Geremia:

Vagano come ciechi per le strade; sporchi di sangue; ciò che non possono inquinare, lo toccano con i loro indumenti (Lam. 4:14)

il che significa che tutte le verità sono state inquinate; le strade rappresentano le verità in cui si sono smarriti (n. 2336).

[2] In Zaccaria:

In quel giorno colpirò ogni cavallo con smarrimento, e il suo cavaliere con pazzia; colpirò ogni cavallo del popolo con cecità (Zacc. 12:4)

Qui e altrove nella Parola cavallo rappresenta l’intelletto; perciò è detto che il cavallo sarà colpito da smarrimento, e che il cavallo dei popoli sarà colpito da cecità, cioè che sarà colmo di falsità.

[3] In Giovanni:

È per il giudizio che sono venuto nel mondo; affinché coloro che non vedono possano vedere; e affinché coloro che vedono possano diventare ciechi. Quelli tra i farisei udite queste cose dissero, Siamo anche noi ciechi? Gesù disse loro, Se foste ciechi, non sareste nel peccato; ma ora voi dite, Vediamo; perciò il vostro peccato rimane (Giovanni 9:39-41)

Qui si parla dei ciechi in entrambi i sensi, cioè di coloro che sono nella falsità, e coloro che sono nell’ignoranza della verità. Presso coloro che sono nella chiesa e sanno qual è la verità, cecità significa falsità; mentre presso coloro che non sanno qual è la verità – così come è il caso di coloro che si trovano al di fuori della chiesa – cecità significa ignoranza della verità; questi ultimi sono senza colpa.

[4] Nello stesso evangelista:

Egli ha accecato i loro occhi e ha indurito il loro cuore, affinché non possano vedere con i loro occhi, e comprendere con il loro cuore, e io possa guarirli (Giovanni 12:40; Is. 6:9-11)

il che significa che sarebbe meglio per loro essere nelle falsità che nelle verità, perché sono in una vita malvagia, e se fossero istruiti nelle verità, non solo le falsificherebbero, ma le contaminerebbero anche con i mali; per la stessa ragione gli uomini di Sodoma furono colpiti dalla cecità, cioè le questioni dottrinali erano piene di falsità (come mostrato sopra, nn. 301-303, 593, 1008, 1010, 1059, 1327-1328, 2426.)

[5] Dato che cecità significava ciò che è falso, perciò nella chiesa rappresentativa ebraica, era proibito sacrificare qualsiasi animale che fosse cieco (Lev. 22:22; Deut. 15:21; Mal. 1:8). Era anche proibito ai sacerdoti ciechi avvicinarsi all’altare per presentare le offerte (Lev. 21:18, 21).

[6] Che cecità significhi ignoranza della verità, come è ricorrente presso i gentili, si evince in Isaia:

In quel giorno i sordi ascolteranno le parole del libro, e gli occhi dei ciechi vedranno attraverso la fitta oscurità e le tenebre (Is. 29:18)

Qui i ciechi rappresentano coloro che sono nell’ignoranza della verità, essendo

principalmente fuori dalla chiesa. Nello stesso profeta:

Conduci un popolo cieco, eppure ha occhi; e i sordi eppure hanno orecchie (Is. 43:8)

dove si parla della chiesa dei gentili. Nello stesso profeta:

Condurrò i ciechi per vie che non conoscono; trasformerò le tenebre davanti a loro in (Is. 42:16)

[7] Nello stesso profeta:

Ti ho stabilito come luce del popolo, per aprire gli occhi ai ciechi, per aprire gli occhi ciechi, per far emergere dalle tenebre coloro che sono nell’oscurità, per far uscire dal carcere i prigionieri (Is. 42:6-7)

dove si fa riferimento all’avvento del Signore, in quanto coloro che sono nell’ignoranza della verità saranno poi istruiti. Coloro che sono nella falsità non desiderano essere istruiti, perché conoscono la verità e si sono confermati contro di essa, e hanno trasformato la luce in tenebre, che non possono essere dissipate. In Luca:

Il padrone di casa disse al suo servo, Esci subito per le strade e i vicoli della città, e portare qui i poveri, i mutilati, gli zoppi e i ciechi (Luca 14:21)

dove si tratta del regno del Signore; ed è evidente che poveri, mutilati, zoppi e ciechi non sono intesi in senso letterale, ma coloro che sono tali in senso spirituale.

[8] Nello stesso evangelista:

Gesù disse, Andate e riferite a Giovanni che i ciechi vedono, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, e il Vangelo è annunciato al povero (Luca 7:22)

Secondo il senso letterale, per ciechi, zoppi, lebbrosi, sordi, morti e poveri, non s’intende altro che la loro condizione materiale, rispetto alla quale il ciechi ricevono la vista; i sordi, l’udito; i lebbrosi la salute; i morti, la vita.

[9] Ma nel senso interno si intendono le stesse cose che in Isaia:

Allora gli occhi dei ciechi saranno aperti, e le orecchie dei sordi saranno dischiuse, lo zoppo salterà come il cervo, e la lingua del muto canterà (Is. 35:5-6)

dove si fa riferimento all’avvento del Signore, e della nuova chiesa in quel periodo che è detto dei gentili; di cui è detto che erano ciechi, sordi, zoppi e muti, in relazione alla dottrina e alla vita. Perché deve essere noto che tutti i miracoli fatti dal Signore sempre coinvolgevano, e quindi significavano tali cose, come sono intese nel senso interno per la guarigione dei ciechi, degli zoppi, dei lebbrosi, dei sordi, dei morti e dei poveri. Per questa ragione i miracoli del Signore erano Divini, così come lo erano anche quelli fatti in Egitto e nel deserto, così come tutti gli altri miracoli cui si fa riferimento nella Parola. Questo è un arcano.

2384. Giovani e vecchi. Che questo significhi, in particolare e in generale è evidente dal significato di queste parole nel senso interno quando fa riferimento alle cose razionali e ai principi dottrinali da lì derivati, che sono rappresentati dagli uomini che erano alla porta della casa. Perché il particolare e il generale sono reciprocamente legati come lo sono il giovane e il vecchio, essendo i particolari così piccoli e il generale più grande. Quali siano i particolari corrispondenti ai generali ed in quale relazione reciproca si trovino, si può vedere sopra, nn. 920, 1040, 1316).

2385. E si affannarono a trovare la porta. Che questo significhi che non potevano vedere alcuna verità che li avrebbe condotti al bene, si evince dal significato di porta, cioè introduzione, accesso e verità stessa, perché introduce al bene (v. sopra, n. 2356). Ma qui per porta si intendono le conoscenze che introducono alla verità; poiché la porta (come detto sopra, n. 2356) si trovava davanti alla casa, perché si dice che Lot uscì chiudendo la porta dietro di lui (versetto 6): quindi affannarsi a trovare la porta, significa non vedere alcuna verità che porta al bene.

[2] Così diventano coloro che, soprattutto negli ultimi tempi, attraverso ragionamenti acconciano le questioni dottrinali, e non credono a nulla che non possano prima comprendere, perché in questo caso la vita del male continuamente fluisce nella loro facoltà razionale, e una sorta di luce fallace si riversa in loro dall’affezione del male, e fa vedere le falsità come fossero verità; come sono soliti fare quelli che vedono i fantasmi nella luce notturna. Queste stesse cose sono poi confermate in molti modi, e diventano questioni di dottrina, così come lo sono i principi dottrinali di quelli che dicono che la vita (che è dell’affezione) non è di alcuna efficacia, ma solo la fede (che è del pensiero).

[3] Che ogni principio qualunque, anche se falso in se stesso, quando accettato può essere confermato per mezzo di innumerevoli cose, e possono essere confermati da innumerevoli cose, ed essere presentato esteriormente come se fosse la verità stessa, è noto a chiunque. Da qui vengono le eresie; da cui, una volta confermate, l’uomo non si ritira mai. Nondimeno, da un falso principio non può fluire altro che falsità; e se in esso sono contenute delle verità, queste diventano verità falsificate quando utilizzate per confermare un falso principio, perché sono contaminati dalla sua essenza.

[4] Molto diverso è il caso in cui la verità stessa viene ricevuta come un principio, e questo è confermato, come per esempio, che l’amore per il Signore e carità verso il prossimo sono ciò su cui poggia tutta la legge, di cui parlano tutti i profeti, e che questi dunque sono l’essenziale di tutta la dottrina e del culto. Perché in questo caso la mente sarebbe stata illuminata da innumerevoli cose nelle Parola, che altrimenti restano nascoste nell’oscurità di un falso principio. In tal caso le eresie sarebbero dissipate, e una sola chiesa sorgerebbe da molte, non importa quanto grandi possano essere le differenze nelle dottrine e nei riti.

[5] Tale era l’antica chiesa, che si estendeva per molti regni, cioè Assiria, Mesopotamia, Siria, Etiopia, Arabia, Libia, Egitto, Filistea fino a Tiro e Sidone, e attraverso la terra di Canaan da entrambi i lati del Giordano. Tra questi le questioni dottrinali e i riti erano differenti, ma la chiesa era una cosa sola, perché per loro la carità era la cosa essenziale. Vi era dunque un regno del Signore sulla terra come nel cielo, perché tali è il cieli (v. nn. 684, 690). Se fosse stato così ora, tutti sarebbero governati dal Signore come un solo uomo, perché sarebbero come i membri e gli organi di un corpo che, sebbene non abbiano una forma né una funzione simile, nondimeno sono tutti in relazione con un solo cuore, da cui dipendono tutti e ciascuno singolarmente nelle rispettive forme, che sono ovunque diverse. Allora ciascuno potrebbe dire, in qualsiasi dottrina e in qualsiasi culto esteriore, questo è mio fratello, vedo che adora il Signore, ed è un brav’uomo.

 

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