Ultimo giudizio – seguito (334-365)

Nel trattato sui Dieci Comandamenti

334. Esso deve trattare della fede e della comprensione della verità.

335. 1. Cosa è la fede.

2. Che vi è una congiunzione con le opere buone, e che la fede è nella stessa misura della vita.

3. Che la vita è l’anima della fede.

4. Che la fede disgiunta [dalle opere buone] non è fede; è inanimata.

5. Essa è il dragone; essa è il caprone; essa è la Filistea; essa è Caino; essa è Ruben.

6. Cos’è la fede? È verità.

7 Quanto è sterile ai nostri giorni la fede disgiunta, e la religione è nulla.

336. 1. Nel cielo si rifiuta completamente il dogma secondo cui l’intelletto debba essere sottomesso all’obbedienza nei confronti della fede.

2. Tutti i concetti della teologia possono essere compresi con l’intelletto.

3. Non solo con l’intelletto spirituale degli angeli, ma anche con l’intelletto razionale degli uomini.

4. Altrimenti, in forza dell’autorità teologica, si potrebbe affermare qualunque cosa si desideri.

Cibi

337. C’erano alcuni, nel cielo più basso, ai quali l’atmosfera soprastante appariva come acqua. Ho parlato con loro, e mi hanno detto di avere cibi a scelta; li prendono dal tavolo e li conservano fino a sera, mangiandone a volontà; ma non viene concesso loro di conservarli fino al mattino seguente. Questo è ciò che si intende nella preghiera del Signore con, Dacci oggi il nostro pane quotidiano. Riguardo alla manna, è stato detto che generasse vermi se fosse stata conservata. Inoltre, si doveva bruciare quanto rimaneva dell’agnello sacrificale; né si doveva consentire che rimanesse qualcosa dei sacrifici; anche il “pane dei volti1 doveva essere sostituito rinnovandolo quotidianamente. Da ciò è evidente perché ognuno venga provvisto quotidianamente del pane spirituale dal Signore, e che esso non è dato come possesso personale, e per questo non vi dovrebbe essere preoccupazione per il domani, per cosa si mangerà e berrà. Così e non altrimenti sono gli spiriti buoni nelle loro opere, nella loro vita e fede. Nulla è concesso al malvagio, ma solo a colui che è all’opera. In questo modo tutti sono vincolato ad adempiere ad un’obbligazione specifica, di conseguenza ogni funzione assolta viene ricompensata.

338. Alcuni vengono nutriti alla tavola di altri, ma coloro che sono malvagi e astiosi, siedono al tavolo e non vedono il cibo.

Matrimonio ed adulterio

339. 1. L’adulterio è l’inferno stesso, di conseguenza è il diavolo stesso e satana. È stato dimostrato in vari modi, anche dall’esperienza, che tutti all’inferno sono adulteri, che si scatenano come furie quando percepiscono l’amore coniugale, il che è un segno che essi provengono dall’inferno; che essi desiderano violare i matrimoni casti, e molte altre cose; e quindi che essi sono nel matrimonio tra male e falsità.

2. Il matrimonio è il cielo stesso, perché tutti lì sono nell’amore coniugale, ognuno nel suo proprio livello. Tale amore è l’amore fondamentale di ogni amore del cielo, perché attraverso di esso un angelo diventa concretamente un’immagine dell’amore, perché chi è nel matrimonio è nel bene e nella verità; e pertanto il cielo converge con i matrimoni e le nozze, mentre l’inferno converge con gli adulteri e le prostituzioni.

3. Da ciò ne consegue che nella misura in cui un uomo detesta l’adulterio in quanto peccato diabolico, e guarda al Signore, egli occupa un simile grado nel cielo.

340. 1. Del matrimonio e dell’adulterio si deve trattare in particolar modo, perché chi è nel matrimonio è nella congiunzione del bene e della verità, mentre chi è nell’adulterio è nel male e nella falsità. E siccome questo significa peccare contro tutti i Dieci Comandamenti, poiché colui che è in questo male è anche in tutti gli altri mali dei Dieci Comandamenti e viceversa; e poiché questi sono coinvolti e in un certo senso contenuti e riassunti nel matrimonio e nell’adulterio, allora si deve trattarne in modo particolare.

2. Ai nostri giorni nel mondo cristiano gli adulteri sono più frequenti che in qualunque altra religione, perché essi separano il bene dalla verità, o la carità dalla fede; e quando queste vengono separate, allora a causa di tale influsso non può avvenire diversamente. Pertanto, i cristiani si confermano negli adulteri e non i matrimoni, e dunque si ignora cosa sia l’amore coniugale; deve essere mostrato in che modo la fede nel tempo presente separi e di conseguenza falsifichi la Parola, e quindi in che modo perverta la facoltà razionale dell’uomo, a tal punto da considerare attraenti gli adulteri, e non altrettanto i matrimoni.

341. L’adulterio è il peggiore degli orrori, perché il seme dell’uomo è la sua vita, la quale è congiunta con la vita della moglie, così che essi non sono due, bensì una sola carne; ma quando le vite di molti uomini vengono immesse in una donna, ne deriva una tale ripugnanza che a causa dell’abominio non può essere descritta; essa diviene tale al cospetto degli angeli.

Fare il bene senza combattere il male significa fare il bene da se stessi e non dal Signore.

342. Molti ritengono che verranno salvati per aver fatto del bene, in quanto hanno dato al povero, beneficiato il prossimo, agito sinceramente e rettamente nel loro dovere e nel loro lavoro, eppure non hanno mai combattuto contro il male opposto al loro bene, credendo che il male si sarebbe rimosso di conseguenza. A loro sembra, oltretutto, come se le opere buone rimuovano quelle cattive, dicendo nel proprio cuore: “Se faccio del bene, allora eviterò il male”. Nondimeno le cose stanno diversamente, cioè che un simile individuo fa del bene per obbedienza ai precetti del Signore, eppure non dal Signore, ma da se stesso, quindi non per una legge spirituale – se non in apparenza – bensì in realtà per una legge morale e civile. In questo caso il suo male nonostante tutto rimane; poiché nonostante non lo compia, nondimeno, non lo contrasta. Conseguentemente, quando l’amore per il male ritorna con le sue delizie, egli non resiste al male, ma o lo giustifica e lo compie, o evita di farlo solo in considerazione di se stesso e del mondo; oltretutto, egli non sa quindi che quello è male. Il caso è diverso quando egli combatte contro il male in forza di una legge spirituale; poiché, fintanto che lo fa, egli censura il male, ed ama quindi il bene e la sua verità; e nella stessa misura fa del bene dal Signore e non da se stesso; e nella stessa proporzione il Signore, tramite il bene e la verità nell’uomo, rimuove da lui il male.

343. Ho sentito degli spiriti dire di non sapere altrimenti se non che fare del bene è respingere il male. Ma essi ottengono in risposta che, in questo caso, non si può respingere il male se non evitando di compierlo; ma che tuttavia essi non detestano il male, rigettandolo in quanto peccato, se non nella misura in cui hanno lottato contro di esso. Lottando contro di esso il male viene rimosso, ed allora gli sopravviene il bene, cioè: combattendo, il diavolo viene rimosso, e vi subentra il Signore. Fare del bene e non lottare contro il male, è fare il bene solo esteriormente e non interiormente; mentre lottare contro il male e di conseguenza fare del bene, è fare del bene interiormente. L’uomo non viene reso spirituale se non attraverso il combattimento. Alcuni di coloro che sono stati sinceri, retti, casti, ma non hanno lottato contro ciò che è insincero, ingiusto e licenzioso, dopo la morte vengono introdotti nel combattimento, ed allora appare chiaramente quanto abbiano fatto di buono da se stessi, o per proprio vantaggio, e quanto dal Signore; e attraverso il combattimento vengono riformati.

344. Prima di ciò, essi non pervengono all’affezione per la verità; né i loro cuori pervengono alla percezione e alla conoscenza di essa; né viene loro insegnato cosa sia il male e cosa sia il bene. La loro precedente condizione è perciò una condizione di ignoranza.

345. L’uomo fa il bene per obbedienza, e fa il bene anche per affezione. Fa il bene per obbedienza prima di avere combattuto contro il male. Questa è la prima condizione dell’uomo, e può essere una condizione di riformazione; e colui che si trova in questa condizione e non fa del male, verrà rigenerato nell’altra vita per mezzo di lotte contro il male o per mezzo di tentazioni. Fare il bene per affezione ha luogo solo quando l’uomo ha lottato contro il male; questa è la condizione della rigenerazione dell’uomo, e questa condizione è l’opposto della precedente.

346. Fare il bene per obbedienza non viene dalla libertà, perché non viene dall’affezione; in ciò vi è il pensiero della ricompensa, e di conseguenza, successivamente, del merito.

347. Nessuno può fare del bene da se stesso; è il Signore, che è insieme all’uomo, che fa il bene, e nessuno giunge al Signore se non chi rimuove il male da se stesso per mezzo di combattimenti contro di esso. Perciò avviene che, in proporzione a quanto ciascuno in questo modo rimuove il male, nella stessa proporzione egli fa del bene dal Signore; e questo bene appare in maniera tale che sembra sia stato fatto dall’uomo, tuttavia l’uomo pensa sempre al Signore, e gli angeli percepiscono che ciò è stato fatto dal Signore.

348. Nella misura in cui l’uomo rifugge il male in quanto peccato, nella stessa misura egli fa del bene non da se stesso, ma dal Signore.

349. Nella misura in cui l’uomo rifugge il male, nella stessa misura le sue opere divengono opere di carità.

Il piacere della gloria di essere saggi, e il piacere del comando

350. Ho visto talvolta che quando alcuni provarono piacere per l’amore del dominio, agirono come persone stolte, credendo di essere più saggi degli altri. Ma non appena cambiarono opinione, furono ricondotti al loro discernimento. Essi quindi si avvidero di quanto erano stati stolti. Ma poiché amarono maggiormente il precedente piacere, che era stolto, continuando a rivolgersi a tale stoltezza, allora sembravano possedere quella saggezza, di quando in quando, eppure il loro intelletto non era in grado di ricondurli indietro, poiché è la volontà a guidare. A questo riguardo, molti potrebbero essere citati, come Carlo XII, Benzelio2 ed altri. Questo è un segno evidente che la volontà agisce sull’intelletto, e non l’intelletto sulla volontà. E nemmeno avviene che gli uomini siano convertiti dal Signore nell’intelletto per mezzo di un influsso della luce nella volontà, e che essi siano convertiti dall’inferno nel piacere della volontà.

I Dieci Comandamenti

351. Nella misura in cui l’uomo lotta contro il male ed il peccato, e respinge il male ed il peccato, nella stessa misura le opere da lui compiute sono il bene, e nella stessa misura sono carità.

Nella misura in cui l’uomo respinge il male in quanto peccato, nella stessa misura la sua mente spirituale viene aperta.

Nella stessa misura la sua vita diviene morale spirituale.

Nella stessa misura egli è nel cielo, di conseguenza nel Signore, ed il Signore è in lui.

Nella stessa misura perviene alla luce del cielo, di conseguenza nell’affezione per la verità a causa della verità.

Nella stessa misura ha inizio la sua rigenerazione, ed egli è rigenerato.

Nella stessa misura l’ordine è invertito ed egli agisce tramite la volontà del bene, e come se ciò avvenisse tramite l’intelletto.

Nella stessa misura egli viene purificato dalla verità.

Nella stessa misura il suo male ereditario viene rimosso.

Nella stessa misura si accrescono la sua intelligenza e la sua sapienza.

Molte cose simili nella dottrina celeste, dove viene trattato di ciò che si intende per verità.

Questo è compiuto successivamente, ed in seguito per l’eternità.

Nella stessa misura egli ha fede.

Ultimo giudizio

352. 1. Cos’è l’ultimo giudizio.

2. L’ultimo giudizio è stato effettuato tre volte.

3. L’ultimo giudizio fu effettuato e viene effettuato dal Signore a partire da ciò che è più interiore, fino a ciò che è più remoto.

4. L’ultimo giudizio non avrebbe potuto avere luogo la seconda volta, fintanto che egli stesso non fosse venuto nel mondo, e per mezzo di ciò, essere in ciò che è più intimo e contestualmente in ciò che è più remoto.

5. Senza l’ultimo giudizio da lui effettuato, e perciò senza la sua venuta nel mondo, nessuno dei mortali avrebbe potuto essere salvato.

6. Fino a quando il Signore non ebbe glorificato il suo umano, fino all’estremo, nessun ultimo giudizio averebbe potuto essere effettuato nel tempo presente.

Di conseguenza, da allora in poi nessuno avrebbe potuto essere salvato.

7. Dopo l’ultimo giudizio, una nuova chiesa è in perenne fondazione ed è stabilita, mentre prima dell’ultimo giudizio non avrebbe potuto, né potrebbe essere stabilita.

8. Perciò è predetto nell’Apocalisse che la nuova Gerusalemme discenderà dal cielo dopo l’ultimo giudizio, e con essa si intende la nuova chiesa.

9. Dopo di ciò, nessuno è accolto in tale chiesa, e quindi nel cielo, tranne colui il quale riconosce Dio, uno nella persona e nell’essenza, in cui è la trinità, e di conseguenza il Signore; e a condizione che egli, per mezzo di combattimenti, abbia rimosso e respinto i mali in quanto peccati contrari alle leggi Divine.

Inglesi

353. Gli inglesi hanno una duplice teologia, una per gli istruiti e una per i non istruiti.

I predicatori compongono i loro discorsi in modo che gli istruiti comprendano la propria teologia, e i non istruiti la propria, e ciò viene fatto a causa di un certo timore, in considerazione della reputazione e del favore di entrambe le parti.

354. Alla domanda se essi credano che la teologia per i non istruiti sia vera, essi replicano di non ritenere altrimenti quando pronunciano quella preghiera nei loro santuari, ma non così mentre compongono i loro discorsi.

355. Viene quindi detto loro che la ragione per cui non ritengono altrimenti in quel momento, è l’influsso che emana dal cielo; e che non avviene altrettanto quando compongono i loro discorsi, e ciò sotto l’influsso del loro proprio; perché in quel caso essi ragionano in considerazione di se stessi, della propria istruzione, della fama e del favore che ne conseguono.

I Dieci Comandamenti

356. 1. Dieci articoli; ciò che avviene nell’uomo quando egli lotta contro il male ed il peccato, come detto in precedenza.

2. Quindi i comandamenti del Decalogo, dove si dice che i mali sono peccati, contro i quali si deve lottare. Quindi lo spirituale che gli viene elargito di conseguenza, ed al quale egli anche perviene; lo spirituale è contenuto in ogni precetto.

3. Cos’è la carità; è mettere in pratica, ciascuno nella sua propria funzione.

4. Cos’è la fede separata dalla carità, e cos’è la fede derivante dalla carità.

5. Qual’è la qualità della fede disgiunta dalla carità quando l’uomo la pratica sia in quanto alla condotta di vita, sia in quanto alla dottrina.

Osservazioni riguardanti la fede

357. Tratteremo della fede in una specifica opera breve, così come della

fede disgiunta dalla carità, dopo l’opera L’ultimo giudizio, nella quale tutto

verrà descritto per articoli, i quali sono:

1) Cosa sono la carità e la fede.

2) Una non può essere separata dall’altra. Non c’è carità dove non c’è

fede, e non c’è fede dove non c’è carità.

3) Nella misura in cui vi è l’una, nella stessa misura vi è anche l’altra, in

uguale grado ed uguale qualità.

4) Fede è verità.

5) Non è la fede che produce la carità, bensì è la carità a produrre la fede.

Prima che ci sia la carità, quelle cose che si suppongono essere della fede, sono solo conoscenze senza vita.

6. La fede senza la carità non è possibile.

La fede senza carità non è religione.

La fede senza la carità falsifica la Parola.

La fede senza carità acceca ogni comprensione della verità.

È la fine della chiesa quando non vi è la fede della carità.

Ogni chiesa ha fine in Babilonia, e nella fede disgiunta.

La fede disgiunta dalla carità è predetta nell’Apocalisse, ed è rappresentata dal dragone e le sue due bestie.

La fede senza carità è rappresentata dal caprone in Daniele ed in Matteo.

La fede senza carità è rappresentata con la Filistea.

La fede senza carità è rappresentata da Caino.

La fede senza carità è rappresentata da Ruben.

La fede dalla carità, ed anche la fede senza la carità, sono rappresentate da Pietro.

La carità è rappresentata da Giacomo, e le opere di carità da Giovanni. (Si veda nn. 358-364 sulla fede).

La qualità della fede nel tempo presente verrà presentata quale essa è, ed i gradi di giustificazione verranno descritti brevemente quali essi sono; e questa costituisce l’intera teologia nel tempo presente; ed inoltre, se essa viene confermata, da origine a molte falsità, mentre ciò non accade se non viene confermata.

1. La volontà è duplice: spirituale e naturale.

2. Le conoscenze sono il magazzino della fede.

3. Tutte le cose della fede possono essere comprese.

4. Le falsità della fede non sono fede.

5. Fede è verità.

Fede

358. Il Signore ab aeterno, che è Jehovah, venne nel mondo affinché potesse aver luogo l’ultimo giudizio ed allo stesso tempo oer glorificare il proprio umano; e senza di ciò nessun mortale sarebbe stato salvato; e sono salvati coloro i quali credono in lui ed operano il bene tramite lui. Questa è la fede della nuova Gerusalemme.

359. Nella misura in cui la fede è disgiunta dal bene della carità, essa diverge da quella fede. Chi è in grado di intendere, intenda. La fede disgiunta presuppone:

1. Che Dio Padre e Dio Figlio siano due, entrambi ab aeterno.

2. Che Dio Figlio venne al mondo per volontà di Dio Padre, al fine di essere risarcito dal genere umano, che altrimenti, a causa della giustizia Divina, che essi definiscono anche vendicativa, sarebbe perito nella morte eterna.

3. Che il risarcimento sia stato compiuto con l’adempimento della legge da parte del Signore e la sua passione sulla croce.

4. Che la misericordia di Dio Padre fu a causa di questi atti del Figlio.

5. L’attribuzione, l’ascrizione del suo merito a coloro che appartengono a tale fede, ed a coloro i quali pregano il Padre di avere misericordia per amore del Figlio.

6. La giustificazione di coloro i quali pregano in questo modo con speranza e affidamento

7. L’azione dello Spirito Santo in loro.

8. La remissione di tutti i loro peccati, e di conseguenza la salvezza.

9. E quindi che essi avranno un impulso a fare del bene, il quale opera profondamente nascosto, ma non in modo manifesto, e muove la volontà dell’uomo. Altri, i quali sono ritenuti meno istruiti, presuppongono un’azione manifesta.

10. Ma molti dei quali si confermano in tale fede, presuppongono che nessuno possa fare da se stesso del bene che sia vero bene, eccetto quando esso è meritorio, quindi che nessuna buona azione possa salvare, bensì la sola fede; non dicono niente riguardo al male e riguardo al bene nella vita, né vi pongono attenzione. Alcuni suppongono che l’influsso della fede sia istantaneo, ed anche che venga concesso nell’istante della morte, e che la loro salvezza venga concessa nell’ora della morte, e che la loro salvezza avvenga per la sola fede, qualunque sia il modo in cui hanno vissuto.

360. Presuppongono che vi sia una effettiva tentazione, e che la liberazione sia per mezzo di questa fede.

361. Riassumendo, che Dio Padre inviò il Figlio al fine di operare un risarcimento per conto del genere umano, e che coloro i quali credono in lui sono salvati per il suo merito.

362. Si dividono in fazioni riguardo alla salvezza istantanea per fede e la giustizia vendicativa.

363. I loro libri sono già pieni di simili cose, ma essi scrivono solo a conferma di questi argomenti.

364. La fede pone l’intelletto sotto l’obbedienza a tale fede, e non si comprende cosa sia la verità della fede.

Moravi

365. Parlai con loro della loro fratellanza, se fosse d’amore o di carità; essi dissero no, è solo d’amicizia, poiché essi sono della stessa opinione; non ammettono l’espressione, amore e carità, in religione.

Discussione riguardo al Giudizio

1. Per mezzo dei giudizi che sono preceduti, è stata operata una preparazione per il giudizio universale. [n. 134].

Riguardo ai nuovi cieli che essi fecero per se stessi [n. 134].

2. Riguardo all’avanzamento di alcuni prima dell’ultimo giudizio, i quali erano la fede separata [n. 135].

E che essi furono esaminati e separati [n. 135].

3. Chi erano coloro che fecero un cielo per se stessi [n. 136].

Si osservò che essi si comportarono lì come a Sodoma [n. 136].

4. Si videro rocce portate via come nuvole [n. 137].

5. I seguaci della sola fede si portarono sulle rocce [n. 138].

Come essi dimorarono lì [n. 138].

Prima di ciò vi furono dei terremoti [n. 138].

6. Gli spiriti malvagi nella pianura vennero scacciati fuori [n. 139].

Ed gli spiriti buoni, preservati dal Signore, vennero elevati al loro posto, e questo significa aprire i sepolcri [n. 139].

7. Le distruzioni che precedettero l’ultimo giudizio [n. 140]

In che modo la sfera Divina entra in loro, e da lì apre il loro interiore [n. 140].

8. La qualità di coloro sui quali fu operato l’ultimo giudizio [n. 141].

9. La disposizione dei protestanti prima del giudizio, ed anche dove e come vennero sistemati [n. 142].

10. – 11. Come vennero inizialmente sistemati [n. 143].

12. L’abbattimento dei seguaci della sola fede [n. 145].

E quindi il loro esame [n. 145].

13. Similmente gli altri [n. 146].

14. Similmente gli altri [n. 147].

15. Similmente gli altri [n. 148].

16. Come furono visti poi [n. 149].

17. La loro dispersione [nn. 149, 150].

18. Gli angeli si stupirono di una fede di tale genere [n. 151].

18a. Essi non hanno coscienza [n. 151].

19. La purificazione dell’area mediana dura a lungo [n. 152].

20. Furono visti alcuni a tavola, vestiti come con abiti da matrimonio, ma interiormente erano ladri [n. 153].

Essi furono precipitati [n. 153]

21. Apparivano sinceri, eppure interiormente sono lupi [n. 153].

La loro sorte [n. 154].

22. L’esame dei protestanti in merito alla loro qualità, e la loro distinzione in classi [n. 155].

23. Le loro idee sul Signore [n. 156].

24. Di coloro che conducevano una vita nella pietà e adorazione esteriore [n. 157].

La loro sorte [n. 157].

25. Ipocriti; la loro sorte [n. 158].

26. Preti che leggono la Parola al solo scopo di predicarla [n. 159].

La loro sorte [n. 159].

27. Essi vengono separati in base all’interiore della vita, cioè alle affezioni [n. 160].

28. I dragoni; come vengono esaminati [n. 161].

Coloro i quali sono nella conferma e nell’orgoglio [nn. 161–162].

Cosa sono [nn. 161-162].

29. Cos’è caratteristico del dragone [nn. 161-162].

30. Chiunque può sapere cosa sia la carità, la quale consiste nel non rubare, ecc. [n. 164].

31. Ai buoni rimasti furono assegnate le proprie abitazioni [n. 165].

32. Coloro i quali compresero ed impararono molte cose, ma nei quali non vi era la volontà del bene [n. 166].

La loro sorte [n. 166].

33. Coloro i quali non hanno riconosciuto il Signore e non hanno il bene della carità; la loro ribellione e il loro congiungimento con cattolici e maomettani [n. 167]

34. Alcune considerazioni sul combattimento del dragone con Michele [n. 168].

Il Signore visto in una nuvola [n. 168].

Rappresentazione di una coda [n. 168].

35. Quelli che sono nella sola fede e nell’amore per il comando guardano verso il basso [n. 170].

La loro qualità [n. 170].

36. Come sono distinti secondo la loro idea di Dio [n. 170].

37. Cinque classi [n. 171].

38. Essi mi perseguitarono con ispirazioni ed allo stesso tempo con respirazioni e pulsazione; esperienza di ciò [n. 173].

39. Descrizione del pensiero di quelli che sono nella sola fede [n. 174].

La loro qualità era tale benché non avessero pensato malignamente [n. 174]

40. Venne consentito di uscire dagli inferi a coloro i quali credevano che in seguito a ciò avrebbero agito bene, ma invano; la loro angoscia [n. 175].

41. La disposizione in società [n. 176].

La purificazione delle società [n. 176].

42. La disposizione ha luogo secondo le affezioni della vita [n. 177].

Non secondo le affezioni dell’intelletto [n. 177].

43. La disposizione più eccelsa è quella dei protestanti [n. 178].

La ragione è che hanno la Parola e vanno al Signore [n. 178].

44. Come vengono accolti nel cielo [n. 179].

La Parola del Signore; chi ha fede è come un seme di senape [n. 178].

45. I caproni ed i loro combattimenti [n. 180].

46. Allo stesso modo [n. 181].

47. Il dragone [n. 182].

48. Perché si tratta di loro in Apocalisse [n. 183].

49.-52. Spiriti dei dragoni [nn. 184-190].

53. Il potere della verità nel mondo spirituale [nn. 191-193].

54. Come la vita viene infusa in coloro che hanno poca vita [n. 193].

55. La religione di coloro che seguono la sola fede; è solo conoscenza [n. 194].

56. Coloro che lottano contro il male accolgono la legge come se fosse incisa in loro stessi.

56a. Condotto in una dimora del cielo [n. 196].

Qual’è l’opinione nel terzo cielo riguardo a coloro che sono nella sola fede; è

solo conoscenza [n. 196].

Secondo come vissero nel mondo, così è il loro cielo [n. 196].

57. La qualità di chi segue la sola fede, e come essa appare interiormente [n. 197].

58. Come appare loro l’epistola di Giacomo [n. 198].

59. Vengono accolti coloro i quali credono nella carità, a condizione che abbiano vissuto una vita di carità [n. 199].

60. La disposizione di coloro che sono nella fede della carità [n. 200].

61. Nel loro cielo fittizio c’era una luce invernale [n. 201].

62. Gli inferni nei quali essi disputano continuamente riguardo alla loro fede [n. 202].

La loro qualità [n. 202].

63. A quelli che credevano di avere fede, fu dato di sapere dal vivo che non avevano alcuna fede [n. 203].

64. Il loro interiore venne chiuso [n. 204].

La loro religione era un mero esercizio mnemonico [n. 204].

Erano sensuali [n. 204].

65. La sola fede della chiesa non è concessa, in base all’esperienza [n.

205].

66. Riguardo a quelli che non hanno affezione per la verità, eppure ragionano molto sulle verità [n. 206].

67. Chi segue la sola fede non ha coscienza [n. 207].

68. Chi crede nella carità ma non vive una vita di carità non è molto diverso da chi segue la sola fede [n. 208].

69. In che modo la fede separata dalla carità conduca ad una vita malvagia [n.

209].

70. Parlai con Melantone della sola fede e di quanto sia falsa [n. 210].

71. Quelli che seguono la sola fede non possono essere salvati; qual’è la loro qualità [n. 211].

72. Perché tutte le società celesti vengono disposte secondo le differenze in relazione all’amore [n. 212].

73. Un inglese che voleva ricondurre la carità alla fede, ma non vi riuscì [n. 213].

74. Lessi davanti agli inglesi la preghiera che precede l’Eucarestia, e la mia conversazione con loro [n. 214].

75. Sacerdoti inglesi che fecero della loro fede un idolo [n. 215].

76. Discorso con gli inglesi sulla sola fede [nn. 215-217].

77. La natura dei loro argomenti a favore della sola fede [n. 217].

78. Vennero esaminati coloro i quali sostennero la sola fede in punto di morte;

la loro qualità [n. 218].

79. Dopo il giudizio, molti seguaci della sola fede vennero radunati e respinti [n. 219].

80. Successivamente molti vollero ricevere la carità, ma invano; la ragione [n. 220].

Lo sforzo dopo la giustificazione [n. 220].

81. La loro libera volontà [n. 221].

82. Non è consentito loro di predicare; gli uditori escono [n. 222].

83. I deserti nei quali sono i seguaci della sola fede [n. 224].

84. Fu indagato se essi conoscessero qualcosa di vero, ed emerse che non avevano alcuna conoscenza della verità. [n. 225].

85. Conversazione con gli angeli riguardo alla progressione dalla verità al bene [n. 226].

86. Come gli inglesi scrivono i loro discorsi [n. 227].

87. La fede non salva nessuno; cenni [n. 228].

88. È come una sala buia [n. 229].

89. – 90. Il miserabile stato di coloro che ritenevano ammissibile il male, e il loro interiore [n. 230].

91. Tutti gli stati dell’amore ritornano dopo la morte, e di conseguenza gli stati della fede, se essa compenetra l’amore [nn. 230-232].

92. Attualmente, essi crocifiggono il Signore [n. 230].

93. Le idee attuali riguardo a Dio, il cielo, l’amore, la fede [n. 233].

94. Lo stato iniziale dell’uomo dopo la morte [n. 234].

95. L’amore genera la cognizione di ogni bene nel pensiero [n. 235].

96. Chi è nell’amore di sé non può essere ammesso nel cielo [n. 236].

97. Chi è nell’amore di sé può ugualmente parlare del Divino; però dopo la morte è contro il Divino [n. 237].

98. Essi sono nemici del Signore; esperienza [n. 238].

99. Due opposti domini dell’amore [n. 239].

100. Il loro interiore e la loro qualità [n. 240].

101. Esempi dagli appartenenti all’ordine equestre [n. 241].

102. L’amore corrisponde alla fiamma, la fede alla luce [n. 242].

103. La qualità di coloro che adorano il Signore dall’amore spirituale [n. 243].

104. È l’affezione a fare l’uomo, con cambiamenti indotti e corrispondenze [n. 244].

105. La brama per l’amore del comando supera ogni altro piacere [n. 245].

106. In cosa si trasforma, dopo la morte, la brama per l’amore del comando [n. 246].

107. Ciascuno dopo la morte perviene al suo proprio amore [n. 247].

108. Fr. Gyll; il suo modo di pregare [n. 248].

109. La qualità dopo la morte di chi ha la brama del comando [n. 249].

110. Terribile esempio di odio contro il Signore da parte di chi non pensò affatto alla religione nel corso della propria vita [n. 250].

1Pane della presenza, o pane della presentazione; rituale della religione ebraica risalente all’Antico Testamento (ndt).

2Benzelio, vescovo di Uppsala nel XVII sec. (ndt).

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...