Ultimo giudizio – seguito (230-261)

Conclusione

230. Infine, si deve esporre quale sia la condizione dell’uomo dopo la morte, qualunque possa essere stata la sua religione. Quelli che hanno condotto una buona vita, che sono coloro che respinsero il male perché è peccato e condussero i loro affari con rettitudine e sincerità, non sono condotti al male della loro volontà, ma vengono mantenuti dal Signore nel bene, e nell’intelligenza e nella sapienza che ne derivano. Ma coloro che vissero nel male, sono condotti nel male della loro volontà, e quindi non possono pensare in altro modo se non in accordo con tale male; e quando sono in tale stato appaiono come se fossero pazzi, più simili a bestie che a uomini.

Il piacere di fare del male allora li domina, quindi ora si gettano in tutto ciò che hanno bramato. Coloro che amarono il dominio per amore di se stessi, sono più pazzi degli altri. Vidi molti di tali spiriti, ed essi apparivano come completamente privi di ogni razionalità; e nondimeno, credevano di essere sapienti, anzi, i più sapienti di tutti. Ma a volte è consentito loro di ritornare alla razionalità che avevano nel mondo quando, per astuzia, si finsero dotati di ogni virtù. Eppure, anche così, il piacere del ritorno alla passione della loro volontà, li attrae così tanto che non possono esserne allontanati se non contro la loro volontà: essi vogliono essere pazzi. E poiché essi hanno una tale attitudine, vengono spediti all’inferno, dal quale poi non è loro consentito di uscire. E lì rimangono, sotto la supervisione di un giudice che impone loro delle incombenze da svolgere quotidianamente. Se essi non le assolvono, non ricevono né cibo, né vestiario né un giaciglio; e se fanno del male vengono puniti severamente. Così, per mezzo di adeguate incombenze, essi vengono allontanati dal compiacimento per la propria volontà. In una tale prigione sono detenuti tutti coloro che vissero nel male, sia uomini, sia donne, cioè coloro che dettero libero sfogo ai propri peccati. Ma prima di giungere lì vengono privati di tutto quello che avevano precedentemente imparato dalla Parola e di qualunque cosa avessero saputo della fede, ed anche della consapevolezza di chi erano stati nel mondo, se re o magistrati, vescovi o sacerdoti, ricchi o poveri, o gente comune. E così allora diventano tutti uguali fra loro, e nessuno è più grande di un altro. Un campagnolo di bassa estrazione può essere insieme con un uomo eminente, e non può nemmeno sapere chi fosse stato il più eminente nel mondo; poiché l’esaltazione della mente esiste allo stesso modo per chi appartiene alla gente comune come per i più altolocati. E, cosa sorprendente, non possono uscire per tutta l’eternità, perché se, per esempio, avanzano di un solo passo, vengono puniti; e se vengono portati fuori da altri, diventano ancora più pazzi di prima. Questo l’ho visto accadere, qualche volta. Costoro sono come ladri che, per paura del castigo, vivono onestamente in una casa della città, ma non appena si trovano nei boschi, pensano costantemente al furto.

231. Tutti gli stati dell’uomo possono essere richiamati dopo la morte, tutte le età, come l’infanzia, l’adolescenza e la giovinezza; coloro che giungono al cielo, vi giungono nello stato della loro adolescenza; ritornano in tutti gli stati di innocenza, carità ed affezione insieme con tutte le corrispondenti delizie, inesprimibilmente accresciute. Per coloro che avevano vissuto bene, vengono richiamati stati positivi, per coloro che avevano vissuto nel male, stati negativi, riguardanti le varie cose esposte sopra.

232. Che al presente essi crocifiggono il Signore, si veda in Doctrina Novae Hierosolymae de Domino1 (ivi, n. 16); e che essi sono come gli ebrei al loro tempo, emerge per esperienza diretta.

Amore

233. Dalle opinioni degli spiriti che passano nel mondo degli spiriti dopo la morte, si possono conoscere tutte le opinioni che avevano avuto su Dio, il cielo, l’amore e la fede. Su Dio, la maggior parte di loro ha un concetto come di una nuvola o nebbia, perché avevano pensato che Dio è uno spirito, e di uno spirito essi non hanno nessun altro concetto. Sul cielo, certi hanno l’opinione che sia nell’aria, alcuni che sia nelle stelle, altri che sia nell’universo e, a malapena alcuni pensano che esso sia nell’uomo, perché non riescono a rimuovere il concetto di spazio. Sulla gioia celeste hanno concetti di delizia, ciascuno secondo la delizia del proprio amore, specialmente l’amore del dominio e di vivere felicemente e continuamente nel lusso esteriore. Pochi hanno un concetto del vivere nelle delizie interiori, non sapendo cosa siano. Sull’amore, hanno un concetto così grossolano da poterlo definire osceno. Pensano secondo il piacere per l’amore dell’adulterio. Certi non hanno alcun concetto dell’amore, perché non hanno mai saputo cosa l’amore sia. E così sull’amore reciproco; certi ne hanno un concetto di amicizia esteriore. In una parola, tutti i loro concetti sull’amore sono associati all’idea della lascivia. Sulla fede, non hanno altra idea se non quella della fede ricevuta, sulla qualità della quale si è già parlato. Questo non è un concetto di fede genuina finché è un concetto di fede separata dalla carità, e cosa quest’ultima sia, è ignorato. Quando fluisce la concezione angelica su Dio, il cielo, l’amore e la fede, se non viene percepita, nei loro pensieri diventa come una tenebra oscura, poiché la luce del cielo non vi entra. Tale, a causa della fede separata, è il mondo odierno. Poiché, quando una simile fede entra e viene accolta, allora non si può più amare alcuna verità. Essi dicono: In questa fede, io conosco le verità della nostra chiesa nel loro complesso.

234. Dopo la morte, l’uomo giunge nel mondo degli spiriti che è intermedio tra cielo e inferno; e lì passa attraverso diverse società, ed è così preparato per il cielo o per l’inferno. Questo cambiamento appare come un trasferimento da un luogo all’altro, ed anche come un viaggio. Egli attraversa varie regioni, ora ascendendo alle regioni più elevate, ora discendendo a quelle più basse; eppure si percepisce che questi viaggi sono solo delle mutazioni di stato. Così fu anche nel mio caso, quando sono stato nello spirito. Ed alla fine, quando l’uomo è stato preparato, viene guidato da quell’amore che è a capo dei suoi altri amori. Ed egli quindi rivolge il suo volto verso la società dove è il suo amore dominante, e lì egli conduce se stesso come alla sua propria casa.

235. Le cognizioni della verità sono incise nell’affezione, o amore, cosicché è l’affezione a produrle, come se esse le fossero già note. L’affezione vede quelle cose che sono consonanti e concordanti con essa, perché talvolta ha la facoltà di confermarle. Pertanto, se l’affezione è buona, e diventa buona per mezzo della vita, essa ha direttamente scolpite in sé le conoscenze che le servono; e quando le sente e le vede, allora le riconosce dalle cose che in sé sono similari ed analoghe; queste dunque appartengono all’amore. Viceversa, colui che è nella sola fede e nell’amore di sé e del mondo, non può essere influenzato da altre cose se non da quelle che si accordano con il suo amore; sono queste ad essere scolpite nel suo amore.

Essi sono avversi alle verità della fede; vale a dire che Dio debba essere amato al di sopra di se stessi; il cielo al di sopra del mondo; il bene del prossimo, ogni uso a beneficio del prossimo al di sopra di sé. Le verità della fede sono di fatto estromesse dopo la morte; resta ciò che appartiene all’amore, o ciò che appartiene alla volontà.

236. Tutti coloro che amano il dominio per amore di sé e non per amore di rendersi utili, conservano tale amore dopo la morte ed ovunque giungano, vorrebbero dominare. Questo amore dilaga non appena i vincoli sono sciolti. Esso respinge qualunque cosa Divina, a meno che non gli fornisca i mezzi per il dominio; nel qual caso, finché serve ai suoi scopi la ama; ma non appena non gli serve più quale mezzo, non solo la rigetta, ma prende ad odiarla. La ragione è che tale amore è l’opposto dell’amore celeste. Costoro non vengono ammessi in cielo e se, come ipocriti, vi si insinuano, riempiono i dintorni con un’idea e un’immagine di se stessi, e questo perfino quando parlano di Dio. Questo amore inverte le idee degli angeli, che sono dirette fuori da loro stessi verso Dio; pertanto vengono condotti via. Questo è stato dimostrato. Per la gran parte essi sono corporei, perché sono immersi nel loro proprio, anziché elevarsi al di sopra di esso. Simili spiriti vengono condotti ai limiti del mondo degli spiriti della nostra terra, dove appare un lago fumante di fuoco; e prima lo spirito viene rotolato nella polvere e lasciato nella sua vita nel mondo, poi di conseguenza gettato nel lago.

237. Sappiano, tutti coloro che sono nel mondo e leggono queste righe, che l’amore del dominio per amore di sé, e non per l’amore di rendersi utili, è un amore diabolico in se stesso, ed in esso vi sono tutti i mali. Ciascuno ne tenga conto, e stia in guardia. Tutti gli amori malvagi sono in quell’amore e con esso, perfino quelli che l’uomo ignorava completamente mentre era al mondo. Ho esempi in abbondanza, i quali dimostrano che coloro i quali, esteriormente, sembrarono essere uomini morali e cristiani – e nondimeno, nel proprio interiore non pensarono ad altro che a se stessi ed al mondo – dopo la morte sono associati ai diavoli. Ce n’era uno che osservai durante un lungo periodo di tempo, il quale era in una disposizione così arrogante che difficilmente si potrebbe immaginare qualcuno di più arrogante; eppure nel mondo poteva dialogare con i teologi e parlare moralmente con le altre persone, e simulò giustizia ed equità più di chiunque altro. Ma dopo la morte divenne un diavolo talmente infervorato che non solo negò Dio, ma desiderò perfino di essere lui stesso diavolo, allo scopo di di poter combattere continuamente Dio e distruggere il cielo; e ardeva di ostilità verso chiunque riconoscesse il Signore. Venne frequentemente punito, ma invano. Se dovessi menzionare i suoi atti di malvagità e scaltrezza, ed i suoi crimini, ne riempirei intere pagine. In esso vidi cosa il diavolo è, sia nel proprio inferno che nei confronti degli uomini. Simili uomini non riconoscono Dio, bensì credono che siano dei, tutti coloro che sono potenti, e vogliono diventare essi stessi degli dei, ed essere adorati.

238. Ci fu una volta qualche conversazione riguardante l’amore per il dominio, sul fatto che molti ritengono che chi adora il Signore nel mondo, pur essendogli nemico, verrà salvato e dominerà su tutti nel cielo. E si disse che anche un diavolo può essere indotto ad adorare il Signore, se soltanto gli venisse promesso che ciò lo renderà grande, e ancor più se egli potesse in tal modo diventare il più grande. Venne quindi consentito che si traesse dall’inferno uno di quei diavoli che erano più aspramente ostili al Signore; gli venne raccontato che il Signore avrebbe fatto di lui il più grande. Allora egli dedicò ogni suo pensiero a questo concetto, e ciò ad un tale livello che egli voleva condurre tutti gli uomini al Signore e guidarli con le minacce, dicendo che solo il Signore deve essere onorato ed adorato, e ripetendolo con fervore e persuasione; ma nella sua mente accarezzava il pensiero di poter diventare il vicario del Signore. Quando però notò di essere stato deluso, cominciò a detestare il Signore e tornò ad essere, come prima, il suo più acerrimo nemico; ma venne ricacciato all’inferno. In poche parole, il piacere di comandare supera qualunque piacere del corpo.

239. Riguardo alle due regole, o domini, uno dall’amore di sé, l’altro dall’amore verso il prossimo, si veda in Cielo e inferno, in Nuova Gerusalemme e sua dottrina celeste e in Terre nell’universo, tutte opere che possono essere citate in proposito.

240. In coloro che amano esercitare il dominio l’interiore appare nero, e questo è chiuso all’influsso del cielo; il loro esteriore appare invece come nebbioso, perché è aperto agli inferni. Si dice che in coloro che amano esercitare il dominio, l’interiore, non può mai essere aperto verso il cielo.

241. Furono visti uomini che appartennero alla nobiltà di varie nazioni. Portavano cordoni disposti attraverso il petto, appesi sulle spalle, ad anche diademi. Si vide un certo numero di costoro. E come vennero esaminati dagli angeli, si notò che continuavano a dirigere il proprio sguardo verso se stessi, e che pensavano alla propria eminenza ed eccellenza, desiderando che tutti gli uomini volgessero lo sguardo verso di loro. E poiché si ritenevano più meritevoli di qualunque altro uomo di essere posti al di sopra degli altri, allora vennero conferite loro delle cariche. Ma quando si trassero le conclusioni in merito alle questioni concernenti il bene pubblico, si percepì allora che costoro non avevano alcuna affezione per la comunità né per il rendersi utili; e che erano dunque inabili al giudizio nel discernere il bene dal male, e quindi la verità dalla falsità; anzi, sapevano solo parlare con parole altisonanti, tratte dalla memoria. Essendo di tale carattere furono destituiti dalle loro cariche, e fu loro consentito di vagabondare attorno, cercando da soli delle cariche per se stessi. Ma ovunque andarono, gli fu detto dagli spiriti del luogo che, pensando solo a se stessi e non agli altri, non avevano alcun pensiero tranne quelli provenienti dal sensuale-corporale, e pertanto non vennero accolti da nessuna parte.

Essi fecero questo per un certo tempo. Successivamente vidi alcuni di loro ridotti allo stremo, chiedere l’elemosina. In questo modo l’amore per il dominio è annichilito. Uno spirito, il quale anch’esso portò le insegne di gentiluomo, confessò che, fintanto che indossava le insegne non riusciva a riflettere come prima, perché veniva interrotto da pensieri su se stesso, ma non appena tornava a casa e se le toglieva, riacquistava la propria precedente capacità di discernimento. Gli spiriti diabolici sono abilissimi nell’arte di sedurre le persone rette. Ci riescono convogliando i pensieri dei retti su se stessi e sul loro proprio; lusingandoli in vari modi; piazzandosi alle loro spalle e alitando in loro l’amore di sé; e dove notano qualcosa di nero, che è il proprio dell’uomo, indagano di cosa si tratti, quindi vi infondono il loro proprio pensiero e li corrompono; invero, li dirigono. Alcuni scrutano la fronte ed agiscono in una simile maniera, altri procedono in modi differenti. Ovunque compaia l’oscurità, lì vi è l’amore per il dominio, perché tale oscurità è il proprio dell’uomo.

242. L’amore, che è della volontà dell’uomo, corrisponde alla fiamma, e la fede, che è del pensiero attraverso l’intelletto, corrisponde alla luce. Ciò deriva dall’influsso del Signore dall’amore e dalla sapienza, ovvero dal sole del cielo. Da questo sole procedono il Divino amore e la Divina sapienza; l’amore nella volontà e la sapienza nell’intelletto. Ma l’intelligenza è acquisita in relazione all’amore, proprio come avviene nel caso della luce dalla fiamma.

243. Coloro che adorano il Signore dall’amore, lo adorano da tutte le verità della fede; pertanto, maggiori sono le verità, più piena e gradita è l’adorazione. La ragione è che l’amore stimola tutte le cose che passano dall’amore nell’intelletto. Quando l’uomo è in adorazione soltanto tali cose appaiono davanti a lui, le quali quindi egli pronuncia o prega, mentre tutte le rimanenti sono vane. Quando l’amore produce le verità, allora queste vengono poi disposte dal Signore nella forma del cielo, e l’uomo adora quindi il Signore, per così dire, dal cielo. Questo mi è stato reso noto dall’esperienza nel mondo spirituale. Quando vedo qualcuno, emergono tutte quelle cose che so e che ho sentito su di lui. Gli angeli le vedono, nel loro ordine. Da ciò è evidente di quale qualità sia l’adorazione del Signore da parte di coloro i quali, dall’amore per lui, sono nelle autentiche verità.

244. Al fine dell’istruzione, succede qualche volta che ad uno spirito sia consentito di trasformare le affezioni in altre, perfino in affezioni contrarie; ed a seconda dei cambiamenti delle sue affezioni, il suo volto cambia così tanto da diventare del tutto irriconoscibile; ciò provoca anche una mostruosa forma del viso, così come un’oscurità conforme alle affezioni. Oltretutto, anche il corpo cambia, diventando più alto o più basso; più alto per l’arroganza e l’orgoglio, e più basso per l’umiltà e l’abnegazione di sé. Diventa perciò evidente che l’affezione, o amore, forma l’uomo da capo a piedi. Un simile cambiamento ha luogo quando uno spirito viene condotto trasversalmente attraverso numerose società, il che è anche stato visto, così che alla lunga egli non viene riconosciuto. Da ciò è evidente come egli sia completamente tale quale è il suo amore. Fu anche dimostrato che la fede, che appartiene al pensiero, congiunta all’amore corporale, e che è anche vario, fa sì che l’uomo sia deformato secondo il tipo di amore e pertanto, perché la fede possa essere fede, deve essere congiunta all’affezione spirituale.

245. Quanto alla qualità del piacere per l’amore del comando si percepì come la dolcezza in esso contenuta sia inesprimibile. È da questa dolcezza che l’uomo crede che si tratti del cielo e della gioia celeste, mentre invece è l’inferno. Questo piacere è anche convertito in ciò che è spaventoso. È simile all’amore per l’operare il male, l’amore per l’odio e la vendetta, l’amore per il furto, ed anche l’amore per l’adulterio, e per i loro piaceri. L’uomo non sa che quando, per mezzo della riformazione ad opera del Signore queste delizie recedono, allora per la prima volta subentrano le delizie del cielo; delizie le quali superano le precedenti. Né egli sa che le delizie di quei mali sono spiacevoli e dolorose. Prima della riformazione, egli non sa che tale è la loro qualità.

246. Vidi molti che vissero in questo secolo e in quelli precedenti, alcuni di loro erano ufficiali dell’esercito di rango superiore o inferiore ed altri funzionari civili, i quali tutti, per l’influenza favorevole della sorte, avevano contratto un tale piacere per il comando che aspirarono a dominare su tutto e tutti. Questo piacere fu da loro percepito come fosse il cielo. Oltretutto, essi furono dotati più di altri di talento e luce naturale riguardo alle questioni civili. Dopo il loro decesso, in principio parlavano di Dio, ma dopo breve tempo essi non solo negarono Dio e riconobbero la natura, ma alla fine divennero come pazzi, sedendo nell’ombra oscura, conducendo in questo modo una vita miserabile. La ragione è che l’amore per il comando è l’opposto dell’amore celeste.

247. Dopo la morte ogni uomo viene inviato in molte società a seconda del numero dei suoi amori; ma dopo la devastazione purificatrice, egli giunge in quella società in cui vige il suo amore dominante, perché è questo il fulcro dei suoi altri amori.

248. Vi fu un certo uomo il quale nella sua giovinezza aveva coltivato la pietà, e che da ciò si mantenne nel riconoscimento di Dio fino alla fine della sua vita. Eppure, per la favorevole influenza del destino, pervenne all’amore per il dominio, e da questo a mali di ogni genere. Egli non li mise in atto effettivamente, però li giustificò e li considerò leciti. Nell’altra vita egli pregò Dio come faceva nel mondo, e con un tale fervore che difficilmente qualcuno avrebbe potuto pregare più ardentemente; ma lo fece nei confronti di Dio Padre, poiché egli credeva che così facendo, tutto gli sarebbe stato perdonato. Iniziò però ad ardere di un tale odio verso il Signore che lo rinnegò; e successivamente perseguitò coloro che adoravano il Signore. Alla fine negò Dio, divenne come demente e fu spedito fra coloro che hanno una vita flebile.

249. Coloro che sono nel piacere dell’amore per il dominio, non possono diventare spirituali. Essi diventano corporei2 per la ragione che immergono ogni loro affezione, e perciò ogni loro pensiero, nel loro proprio, che in se stesso è corporeo e maligno, così che non possono essere distolti dal loro proprio. Chiunque riconosca Dio nel cuore, è elevato al di sopra del suo proprio; poiché l’uomo non può guardare a Dio, riconoscendolo nel proprio cuore, da se stesso; e a colui che non può essere elevato al di sopra del suo proprio, il cielo è precluso. E siccome è attraverso il cielo che l’intelligenza fluisce dal Signore a causa della sua luce spirituale, ne consegue che quando il cielo è chiuso, costoro diventano stupidi e simili ai dementi.

250. Una volta vidi quale tipo di amore per il Signore esiste attualmente tra i cristiani. Ad un certo numero di essi fu permesso di introdursi nei propri amori; e nella fantasia fu consentito loro di vederli come se questi fossero il Signore. E allora essi montarono in una tale furia che avrebbero voluto trascinarlo giù e ucciderlo. Tutti loro erano nella sola fede, ed allo stesso tempo nell’amore di sé. Da ciò si rese evidente che nel mondo cristiano attuale essi sono contro al Signore, così come lo erano gli ebrei nell’antichità. In una parola, tutti coloro che sono nella sola fede e nell’amore di sé e del mondo, e con ciò nel male, si infuriano non appena percepiscono la Divina sfera del Signore.

Ebrei

251. Prima dell’ultimo giudizio, gli ebrei, per la maggior parte, erano sulla sinistra, nella parte piana del tallone. Ho parlato spesso con loro lì. Erano quindi sotto la regione mediana nella quale è il mondo cristiano. Ma dopo l’ultimo giudizio essi furono condotti via, ed essendo stati condotti ora lontano sulla sinistra, dimorano in certe città dove le strade appaiono piene di sudiciume ed impurità, e dove gli edifici sono sottoposti a continui mutamenti. Questo ha origine dal fatto che i nuovi arrivati sono continuamente in arrivo e in partenza. Lì essi vengono esaminati al fine di scoprire chi fra loro è in grado di riconoscere il Signore quale Messia, del quale essi sono ancora in cerca nel mondo, e chi invece non lo è. I primi vengono condotti presso delle sinagoghe, dove vengono istruiti.

252. In quella città qualche volta compare in alto un angelo con una verga, e fa credere loro di essere Mosè. Li esorta a desistere dalla loro pazzia di attendere il Messia, quando invece il Messia è Cristo, il quale, essendo ora uno col Padre, governa l’intero cielo. E aggiunge di sapere ciò lui stesso, per averlo conosciuto nel mondo. Essi ascoltano quello che dice, e quando se ne vanno, coloro che non possono accettare ciò a causa della propria condotta di vita, se ne dimenticano, mentre coloro che possono, lo conservano nella loro memoria.

253. Di Abramo essi hanno un’idea divina; di Giacobbe, come anche dei loro patriarchi, hanno una qualche idea divina, ma in misura minore. Vengono sempre posti sopra di loro, dal Signore, alcuni ebrei convertiti, nei quali il giudaismo giace nascosto interiormente o nel cuore, e la cristianità esteriormente o a parole, i quali vengono istruiti da certi angeli mandati dal Signore, affinché essi possano governare su di loro secondo la propria indole e disposizione.

254. Essi conservano ancora dal mondo l’attitudine al commercio, specialmente delle pietre preziose. Queste essi se le procurano in certi modi dal cielo, poiché è da lì che provengono le pietre preziose, sulle quali molto di più potrebbe essere detto. Poiché in cielo ci sono tutte le cose che ci sono nel mondo. Vi sono oro ed argento, anche oro ed argento in forma di monete, come anche pietre di ogni genere. Come ogni altra cosa che appare davanti ai loro occhi, esse sono di origine spirituale, e pertanto si tratta di corrispondenze. Sembrano proprio come nel mondo. Le Divine verità stanno alla loro origine e pertanto, per quegli angeli che sono nelle verità, le decorazioni nelle case risplendono di argento, oro e diamanti. Oggetti preziosi di questo genere sono elargiti dal cielo a quelli che stanno al di sotto che sono studiosi della verità; ed a causa della loro origine, esse anche si conservano perennemente. Gli ebrei le ottengono da costoro e le vendono. La ragione per cui gli ebrei praticano questo commercio nel mondo, ed anche dopo la loro dipartita dal mondo, è che essi amano la Parola dell’Antico Testamento alla lettera, ed il senso letterale della Parola corrisponde alle pietre preziose di ogni genere. È questo che si intende con le dodici pietre nella tunica di Aronne, che erano l’Urim e il Thummim; e con le pietre preziose a Tiro, riguardo a quanto scritto in Ezechiele; e con le pietre preziose con le quali furono adornate le fondamenta del muro della Nuova Gerusalemme. Dunque, poiché era previsto dal Signore che i cristiani non avrebbero ritenuto l’Antico Testamento tanto sacro quanto lo fu per gli ebrei, allora gli ebrei sono stati preservati fino al tempo presente, venendo dispersi attraverso tutto il mondo cristiano, allo scopo che la Parola potesse ancora mantenere la propria sacralità per mezzo di corrispondenze. Questa è anche la ragione per cui è ancora consentito agli ebrei commerciare con cose simili, come avvenne nel mondo. Se non fosse stato per questa ragione, l’intera nazione, a causa della sua perversità, sarebbe perita.

255. Ci sono anche coloro i quali fabbricano artificialmente pietre preziose per conto loro, tali che difficilmente si potrebbero distinguere da quelle autentiche. Ma costoro, quando vengono scoperti, sono severamente puniti: vengono posti in una prigione dove sono trattati con severità, e vengono gettati negli inferni.

256. Gli ebrei non hanno altri piaceri che acquisire guadagno. Dei piaceri interiori non hanno alcuna conoscenza. Molti di loro sono uomini esteriori.

257. Ho parlato spesso con gli ebrei su svariati argomenti, come:

1. riguardo ai loro sacrifici, che essi ricollegano a cose celesti; ed in quale modo i loro svariati sacrifici fanno riferimento al Signore.

2. Riguardo ad Isacco, e perché avrebbe dovuto essere sacrificato da Abramo; e che tali cose non sono state svelate loro nel mondo perché essi erano talmente esteriori che non le avrebbero accettate; perché non le volevano accettare, e che le avrebbero profanate.

3. Riguardo alle cose contenute nel cinquantatreesimo capitolo di Isaia. Sentendo questo si ammutolirono completamente, perché il capitolo venne spiegato in modo tale che essi non poterono affatto replicare. Temevano che potesse venirgli letto di nuovo, poiché non volevano lasciarsi convincere.

4. Riguardo alla vita eterna, e come essa consista nell’unanimità di tutti e nella gioia che ne deriva; e che, in quanto a loro stessi, hanno inimicizia l’uno per l’altro e così non possono avere la felicità del cielo. Risposero di essere in attesa del Messia che li unirà tutti.

5. Riguardo al significato del vigore di Giacobbe che era fuori dal comune; sul calcagno di Esaù, che Giacobbe teneva nella mano, e sul tallone che il serpente morse e come esso rappresenti loro stessi; sulla loro origine da una donna cananea e dalla prostituzione con una figlia adottiva. E fu spiegato cosa significhi tutto ciò, e che il significato di quelle cose è proprio così come viene rappresentato. E quindi, che gli ebrei e le loro tribù menzionate nelle Scritture non sono loro, bensì cose spirituali e celesti. Parlai della terra di Canaan, col risultato che essi credono che verranno introdotti in quella terra dal Messia quando arriverà; che egli camminerà davanti a loro con una verga e prosciugherà i fiumi; che un muro di fuoco si ergerà tutto attorno a loro; che passeranno attraversando la cristianità e che i cristiani si prenderanno cura dei loro greggi e li imploreranno per essere autorizzati a seguirli; e che ammetteranno costoro per tenerli in qualità di schiavi, a condizione che essi diano i loro soldi; e molte cose simili. Fu chiesto loro se anche i morti e coloro che sono nel mondo degli spiriti seguiranno il Messia, o se lo faranno soltanto coloro che sono nel mondo; se la terra di Canaan sarà in grado di contenerli; dove dovrebbe nascere il Messia; se essi conoscano la discendenza di Davide, o la situazione a Betlemme; e molte domande simili; perché essi sono in cerca di un regno terreno, mentre il regno del Messia è un regno celeste, cosa che chi è ormai dipartito dal mondo dovrebbe sapere. Tutto ciò fu detto e ascoltato. Quelli di loro che erano malvagi non poterono essere persuasi, ma alcuni che erano retti vollero essere istruiti.

6. Fu spiegato loro cosa significhi la terra di Canaan, e cosa significhi Gerusalemme; perché queste sono definite sante; cosa significhi Sion; cosa rappresentino le dodici tribù, e quindi quale sia il loro significato; anche i passi dove si dice che chi è stato in cattività ritornerà, fino al punto che non c’è modo che questi soggetti possano riferirsi a loro, ma che fu scritto così in relazione al senso spirituale in ogni particolare.

7) Parlai con loro del senso spirituale; al che, prima dissero di sapere che c’è un significato mistico nella Parola, e di conoscere questo significato mistico, che consiste nel fatto che essi ricevono l’oro, e che sono abili ad accumulare oro. Allora io risposi che misticamente, cioè spiritualmente, ciò è anche vero, perché l’oro rappresenta il bene dell’amore, e coloro che sono in tale mistico o spirituale senso della Parola, ricevono questo amore. Ma essi volevano oro, non amore, sostenendo che il possesso di oro è l’amore.

258. Prima dell’ultimo giudizio, essi chiamarono le due città Gerusalemme. Ma dopo il giudizio gli fu comandato di cambiarne il nome, perché il santo nome Gerusalemme, menzionato nell’Apocalisse, era entrato dovunque nell’uso generale; con esso è rappresentata la nuova chiesa, nella quale nessuno può entrare di coloro che non fanno del Messia uno con Jehovah, allo stesso modo di chi adora il solo Signore. Si è trattato degli ebrei in Arcana Coelestia.

259. Gli ebrei ambiscono accanitamente al cielo, credendo che il cielo appartenga loro, e che ereditare la terra sia ereditare il cielo, che la terra di Canaan sia nel cielo, e che il Messia sia con loro. Si meravigliano che egli non discenda a loro dal cielo, ma io gli risposi che non lo avrebbe fatto, perché c’era troppa discordia fra di loro ed anche inimicizie, rancori, e disprezzo per gli altri; e perché essi pregano il Dio di Israele non per amore della salvezza, ma al fine di arricchirsi.

260. Quelli di loro che sono malvagi, vengono gettati giù negli inferni presenti sotto la loro vasta distesa; molti in boschi e deserti dove commettono furto, e di conseguenza vengono miserabilmente puniti. La Parola viene loro sottratta.

261. Essi sono stati preservati anche per amore della lingua ebraica. Hanno anche la Parola scritta nell’antico linguaggio ebraico, nel quale tutte le lettere sono incurvate, perché in simili lettere la Parola ha una più immediata comunicazione con il cielo.

1Opera di prossima traduzione su questo diario, disponibile nella versione inglese all’indirizzo: https://swedenborg.com/wp-content/uploads/2015/08/NCE_TheLord_portable.pdf

2Vale a dire materialisti (ndt).

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