Arcana Coelestia (2251-2262)

Genesi 18, versetti 24-26

2251. Versetto 24. Forse vi sono cinquanta giusti in mezzo alla città: davvero li vuoi sopprimere? E non risparmierai quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano?
Forse vi sono cinquanta giusti in mezzo alla città, significa che forse le verità possono essere colme di beni. Davvero li vuoi sopprimere? E non risparmierai quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano, significa l’intercessione dall’amore, affinché in tal caso non debbano perire.

2252. Forse vi sono cinquanta giusti in mezzo alla città. Che ciò significhi che le verità possono essere colme di beni, si evince dal significato di cinquanta, vale a dire ciò che è nella pienezza; dal significato di giusti, cioè il bene (v. nn. 612, 2235); dal significato di in mezzo, cioè ciò che è all’interno (v. n. 1074); e dal significato di città, cioè verità (n. 402). Così, cinquanta giusti nel mezzo della città significa nel senso interno che le verità possono essere colme di bene all’interno. Che tale sia il significato di queste parole non appare dal senso letterale, perché la narrazione di eventi storici, nel senso letterale porta la mente in una direzione completamente diversa, cioè a differenti pensieri; e nondimeno, che queste parole siano così percepite da coloro che sono nel senso interno, lo so con certezza. I numeri stessi inoltre, come qui cinquanta, e di seguito, quarantacinque, quaranta, trenta, venti e dieci non sono affatto percepiti come numeri da coloro che sono nel senso interno, ma come cose o stati reali (come mostrato in nn. 482, 487, 575, 647-648, 755, 813, 1963, 2075).

[2] Perché gli antichi distinguevano gli stati della loro chiesa attraverso i numeri; e la natura del loro calcolo è evidente dal significato dei numeri nei luoghi in cui ricorrono. Il significato di numeri derivava dalle rappresentazioni che esistono nel mondo degli spiriti, dove, quando ogni cosa appare come numerata, il numero rappresenta una determinata cosa o uno stato; come è evidente dalle cose che sono state esposte (nn. 2089, 2129, 2130) riguardo al numero dodici, che rappresenta tutte le cose della fede. È lo stesso per i numeri che seguono ora. Questo mostra quale sia la natura della Parola nel senso interno.

[3] Che cinquanta significhi ciò che è nella pienezza, deriva dal fatto che è il numero successivo al prodotto di sette per sette, ovvero quarantanove, in modo che esso è l’implezione di questo numero, riguardo al quale nella chiesa rappresentativa la festività dei sette sabati, ricorrente nel cinquantesimo giorno e il giubileo del cinquantesimo anno. Riguardo alla festività dei sette sabati leggiamo in Mosè:

Dal giorno del sabato, il giorno in cui porterete il il covone in offerta delle onde, conterete sette sabati interi; conterete cinquanta giorni e farete una nuova offerta a Jehovah (Lev. 23:15)

E riguardo al giubileo:

Conterete sette sabati di anni, sette volte sette anni, e saranno per voi sette sabati di anni, quarantanove anni, e santificherete il cinquantesimo anno, e proclamerete la liberazione del paese e di tutti i suoi abitanti; sarà un giubileo per voi (Lev. 25:8, 10)

il che dimostra che il cinquantesimo è ciò che è nella pienezza in relazione ai sabati.

[4] Inoltre, ovunque ricorra il numero cinquanta nella Parola, esso significa ciò che è completo; come quando si dice che:

I leviti erano censiti dall’età di di trent’anni in poi, fino a cinquant’anni (Numeri 4:23, 35, 39, 43, 47, 8:25)

che significa la pienezza o lo stato finale di congedo dal ministero.

Colui che giace con una fanciulla, una vergine, darà cinquanta pezzi d’argento al padre e la prenderà in moglie, né la potrà ripudiarla (Deut. 22:29)

che implica una sanzione piena e un integrale restituzione.

Davide diede ad Araunah per l’aia dove costruì l’altare a Jehovah cinquanta sicli d’argento (2 Sam 24:24)

che indica denota un prezzo intero e un acquisto completo.

Absalom si procurò un carro trainato da cavalli e una guardia di cinquanta uomini (2 Sam. 15: 1)

e in modo analogo:

Adonia si procurò carri e cavalieri, e una guardia di cinquanta uomini (1 Re 1:5)

per indicare piena eccellenza e grandezza. Poiché gli era stato tramandato dalle genti antiche il tenore rappresentativo di certi numeri, che essi osservavano, in particolare nei loro riti; ma la maggior parte di essi non sapeva cosa significassero.
[5] E allo stesso modo, dato che cinquanta significa ciò che è nella pienezza, e anche questo numero era rappresentativo – come è stato già detto – lo stesso s’intende nella parabola del Signore dell’amministratore, il quale disse che doveva l’olio:

Quanto devi al mio signore? E lui disse: cento barili di petrolio. Ed egli gli disse: Prendi la tua ricevuta, siediti rapidamente e scrivi cinquanta (Luca 16:6)

cinquanta indica il pagamento completo. Cinquanta è un numero che in effetti sembra non coinvolgere nulla oltre il numero stesso; e nondimeno, nel senso interno significa ovunque ciò che è nella pienezza, come in Aggeo:

SI andava al torchio per estrarre cinquanta misure di vino, ma ce n’erano venti (Aggeo 2:16)

cioè, invece della pienezza non ce n’era molto. Non avrebbe avuto senso per il profeta menzionare qui il numero cinquanta a meno che non avesse una vaòenza rappresentativa.

2253. Davvero li vuoi sopprimere? E non risparmierai quel luogo per riguardo ai cinquanta giusti che vi si trovano? Che ciò significhi intercessione dall’amore – affinché non periscano – è evidente dal significato di cinquanta e di giusto, e anche di in mezzo ad essa, cioè alla città (di cui, appensa sopra, n. 2252), tutte cose che implicano l’intercessione dell’amore e che essi non dobbono perire. Riguardo all’intercessione, si veda sopra, n. 2250. Che essa sia dall’amore è anche manifesto. Presso il Signore, quando egli era nel mondo, non esisteva altra vita se non la vita se non quella dell’amore verso il genere umano universale, che egli desiderava ardentemente salvare in eterno. Questa è l’autentica vita celeste, con la quale egli si è unito al Divino, e il Divino a se stesso – perché l’Essere stesso, ovvero Jehovah non è altro che misericordia, che è dall’amore per il genere umano universale – e quella vita era puro amore, che non è mai possibile presso alcun uomo. Coloro che non sanno cos’è la vita e che la vita è tale come è l’amore, non possono comprenderlo. Questo mostra che nella misura in cui ciascuno ama il suo prossimo, è partecipe della vita del Signore.

2254. Versetto 25. Lungi da te questo. Di far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio; lungi da te! Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia?
Lungi da te questo, significa l’orrore del Signore. Di far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio, significa che il bene non muore, perché il male può essere separato da esso. Lungi da te, significa un maggior grado di orrore. Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia? Significa che il Divino bene non può fare ciò, secondo la maniera della verità separata dal bene.

2255. Lungi da te questo. Che questo significhi l’orrore del Signore è evidente senza spiegazione.

2256. Di far morire il giusto con l’empio, così che il giusto sia trattato come l’empio. Che ciò significhi che il bene non può perire, perché il male può essere separato da esso, si evince dal significato di giusto, cioè il bene, e di empio, cioè il male (v. sopra, n. 2250). Quindi far morire il giusto con l’empio, significa far perire il bene con il male. Dato che questo non deve accadere, ed il pensiero di ciò è causa di orrore, esso viene rimosso nel senso interno, e poi viene rappresentato così: che il bene non può perire, perché il male può essere separato da esso.

[2] In quali termini debba essere compreso questo concetto, è noto a pochi. Si osservi che tutto il bene che un uomo pensa e mette in atto dall’infanzia fino alla fine della sua vita, rimane; e allo stesso modo, tutto il male; in modo che nulla di ciò si estingue. Entrambi sono incisi nel suo libro della vita (cioè su ciascuno dei suoi ricordi), e sulla sua natura (cioè sulla sua disposizione e sul suo carattere). Da questi egli formato per sé una vita, e per così dire un’anima, che dopo la morte è di una equivalente qualità. Nondimeno, i beni non sono mai messcolati con i mali, né i mali con i beni, affinché essi possano essere separati; perché se dovessero essere mescolati, l’uomo perirebbe in eterno. In relazione a ciò il Signore esercita la sua provvidenza, e quando un uomo accede all’altra vita, se ha vissuto nel bene dell’amore e della carità, il Signore poi separa i suoi mali e, da ciò che è bene in lui, lo eleva nel cielo. Ma se ha vissuto nei mali, cioè in modo opposto all’amore e alla carità, il Signore allora separa da lui ciò che è bene, e i suoi mali lo portano all’inferno. Questo è il destino di tutti dopo la morte; ma è una separazione, e in nessun modo una rimozione completa.

[3] Inoltre, poiché la volontà dell’uomo, che è una delle due parti della sua vita, è stata completamente distrutta, il Signore separa questa parte distrutta dall’altra che è la sua parte intellettuale, e in coloro che devono essere rigenerati, impianta in questo intelletto il bene della carità, e attraverso questo una nuova volontà; questi sono quelli che hanno la coscienza. Così anche, in generale, il Signore separa il male dal bene. Questi sono gli arcani che sono intesi nel senso interno dall’espressione il bene non può perire, perché il male può essere separato da esso.

2257. Lungi da te! Che ciò significhi un grado maggiore di orrore è evidente dalle parole che si ripetono; quindi non è necessaria alcuna spiegazione.

2258. Forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia? Che ciò significhi che il Divino bene non può agire secondo la maniera della verità separata dal bene, è evidente dal significato di giudice di tutta la terra, come anche dal significato di giudizio. Il giudice di tutta la terra, significa nel senso interno il bene stesso da cui procede la verità; ciò anche nella rappresentativa era rappresentato dai sacerdoti che erano nello stesso tempo giudici; poiché come sacerdoti rappresentavano il Divino bene e come giudici, la Divina verità. Ma il giudice di tutta la terra indica entrambi, e questo dal significato di terra, come spiegato in diversi luoghi nel volume primo. Ma dimostrare ora queste cose attraverso le immagini rappresentive di quella chiesa risulterebbe prolisso. Giudizio, comunque, significa verità (come mostrato sopra, n. 2235). Da questi significati, e allo stesso tempo dalla serie delle cose esposte nel senso interno, è evidente che forse il giudice di tutta la terra non praticherà la giustizia, significa che il Divino bene non può agire secondo il modo della verità separata dal bene

[2] Per comprendere ciò, deve essere noto che ci sono due cose che costituiscono l’ordine del cielo universale e quindi nell’universo, cioè il bene e la verità. Il bene è l’essenziale dell’ordine, tutte le cose di cui si compone sono misericordie. La verità è subordinata, e tutte le cose sono verità. Il Divino bene giudica tutto al cielo, e la Divina verità condanna tutti all’inferno; e quindi, a meno che la misericordia del Signore, che è dal bene, non fosse eterna, tutti gli uomini, sarebbero condannati. Questo è ciò che s’intende con l’affermazione che il Divino bene divino non agire secondo la maniera della verità separata dal bene. Si veda anche ciò che è esposto a questo riguardo nel volume 1, n. 1728.

[3] Che il male sia condannato all’inferno non è perché il Divino bene è separato dalla Divina verità, ma perché l’uomo si separa dal Divino bene. Perché il Signore non manda mai nessuno all’inferno, ma l’uomo si precipita da solo, come è già stato detto più volte. Invero, il Divino bene è congiunto con la Divina verità; se il male non fosse separato dal bene, il male danneggerebbe il bene, e profonderebbe ogni sforzo continuamente per distruggere l’ordine; quindi che il bene non possa essere danneggiato è in virtù della misericordia. Questo vale anche nel mondo. Se il male non fosse punito, il mondo intero sarebbe infetto dai mali, e così perirebbe; per questo motivo i sovrani e i giudici mostrano pietà nel punire i mali e nell’espellere dalla società cooro che si macchiano di questi mali, piuttosto che esercitare una inappropriata clemenza.

2259. Versetto 26. E Jehovah disse: Se trovo in Sodoma cinquanta giusti in mezzo alla città, risparmierò tutto il luogo per il loro bene.
Jehovah disse significa percezione. Se trovo in Sodoma cinquanta giusti in mezzo alla città, significa qui come prima, se le verità sono colme di beni. Risparmierò tutto il luogo per il loro bene, significando che saranno salvati.

2260. Jehovah disse. Che questo significhi percezione è evidente dal significato di Jehovah disse, nella parte storica della Parola, rappresentativo della percezione del Signore dal Divino, e di qualcosa del pensiero che ne deriva, e alcuni responsi. Riguardo all’espressione Jehovah disse, si veda sopra, n. 2238.

2261. Se trovo in Sodoma cinquanta giusti in mezzo alla città. Che ciò significhi se le verità sono colme di beni, si evince dal significato di cinquanta, cioè ciò che è nella pienezza, e dal significato di in mezzo alla città, cioè essere nella verità (come spiegato sopra, n. 2252, dove ricorrono le stesse parole. Si può supporre che un uomo non possa che essere salvato se le verità sono colme di beni. Ma deve essere noto che ci sono pochissime verità nell’uomo, e se ce ne sono, non hanno vita, a meno che non vi sono beni dentro di esse; e che se ci sono beni in loro, egli è salvato, ma dalla misericordia. Perché, come è stato detto prima, le verità nell’uomo sono pochissime; e i beni che sono in esse hanno una qualità conforme alle verità e alla vita dell’uomo.

[2] Considerate in se stesse, le verità non danno la vita. È il bene che da vita. Le verità sono solo contenitori della vita, cioè del bene. Dunque nessuno può mai sostenere che può essere salvato dalle verità o, secondo l’espressione comune, per la sola fede, a meno che non ci sia il bene nelle verità che sono della fede. E questo bene che deve essere nelle verità, deve essere il bene della carità; quindi la fede stessa, nel senso interno non è altro che la carità (come mostrato sopra, 2231). Riguardo all’opinone comune secondo cui il riconoscimento della verità è la fede che salva, sia noto che in coloro che vivono in modo contrario alla carità, non può esservi alcun riconoscimento, ma solo persuasione, alla quale è annessa la vita dell’amore di sé o del mondo; quindi nel riconoscimento a cui comunemente si fa riferimento, non c’è la vita della fede, che è quella della carità. Gli uomini peggiori di tutti – dall’amore per se stessi o per il mondo, cioè per il fatto di considerarsi eminenti al di sopra degli altri in ciò che è chiamato intelligenza e saggezza, e quindi di acqusire onori, reputazione e guadagni – possono apprendere le verità di fede, e confermarle da molte cose; ma presso di loro queste verità sono morte.

[3] La vita della verità, e quindi della fede, è unicamente dal Signore, che è la vita stessa. La vita del Signore è misericordia, che è quella dell’amore verso il genere umano universale. Nella vita del Signore, non possono aver parte, quelli che sebbene professino le verità della fede, disprezzano gli altri in confronto con se stessi e che, quando la loro vita dell’amore di sé e del mondo viene minacciata, tengano il prossimo in odio e provano la massima soddisfazione nella sua perdita della ricchezza, dell’onore, della reputazione e della vita. Nondimeno, attraverso le verità della fede l’uomo viene rigenerato, poiché sono i veri e propri contenitori del bene. Dunque come sono le verità, tali sono i beni nelle verità, e tale è la loro congiunzione e la loro capacità di conseguenza di essere perfezionati nell’altra vita, come lo stato di beatitudine e felicità dopo la morte.

2262. Risparmierò tutto il luogo, per il loro bene. Che ciò significhi che saranno salvati, segue dalla serie esposta, come una conclusione, e quindi senza spiegazione. Luogo significa stato (come mostrato sopra, n.1273, 1378), e quindi è qui detto il luogo invece della città, per indicare che coloro che si trovano in tale stato verranno salvati.

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