Archivio mensile:agosto 2018

Vita e fede – sezione seconda (1-24)

Insegnamenti per la nuova Gerusalemme sulla fede

I

La fede è un riconoscimento interiore della verità

1. Oggigiorno, le persone ritengono che fede non significhi altro che ritenere vero qualcosa perché lo insegna la chiesa e perché non risulta familiare all’intelletto. Infatti si dice comunemente: “Credi, e non dubitare”. Se qualcuno replica “Non capisco”, gli viene risposto: “Ecco perché devi credere.” Il risultato è che la fede di oggi è una fede nell’ignoto e può essere chiamata fede cieca; e siccome è trasmessa da una persona all’altra, è una fede tramandata dal passato. Continua a leggere

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Vita e fede (92-114)

L’unico modo di astenersi dai mali in quanto peccati, fino ad averli in avversione è combattere contro di essi

92. Dalla Parola e dagli insegnamenti tratti da essa, ognuno sa che il proprio dell’uomo è male dalla nascita, e questa è la ragione per cui egli ha un’innata compulsione ad amare i mali ed è deliberatamente vendicativo, fraudolento, diffamatore e adultero; e se egli non pensa che questi mali sono peccati e non resiste ad essi per questa ragione, li commette ogni qual volta se ne presenti l’occasione, quando la sua reputazione o il suo interesse non ne sono danneggiati. Se poi un uomo non ha religione, commette quei mali per diletto. Continua a leggere

Divina Provvidenza (331-340)

Il Signore non può agire contro le leggi della Divina Provvidenza perché agire contro queste leggi significherebbe agire contro il suo Divino amore e contro la sua Divina sapienza, dunque contro se stesso

331. In Divino amore e Divina sapienza è stato mostrato che il Signore è il Divino amore e la Divina sapienza, e che questi due sono lo stesso Essere e la stessa Vita, in virtù dei quali tutto esiste e vive. È stato anche mostrato che dal Divino procede ciò che gli è simile; e che il Divino Procedente è Dio stesso. La Divina Provvidenza è la prima delle cose che procedono da lui. Essa è costantemente concentrata sul suo fine: lo scopo per cui è stato creato l’universo. La messa in opera e la progressione di questo fine, tramite i mezzi appropriati, è ciò che si chiama Divina Provvidenza. Continua a leggere

Divina Provvidenza (322-330)

Ogni uomo si può riformare e non esiste predestinazione

322. La sana ragione ci dice che tutti sono predestinati per il cielo, e nessuno lo è per l‘inferno. Tutti sono nati uomini, e quindi in essi vi è l‘immagine di Dio: l‘immagine di Dio in essi significa la capacità di comprendere la verità e di fare il bene. Poter comprendere la verità proviene dalla Divina sapienza, e la capacità di fare il bene proviene dal Divino amore. Questo potere è l’immagine di Dio, che dimora nell’uomo integro, e non si cancella. Ne consegue che l’uomo può divenire civile e morale, e colui che è civile e morale può anche divenire spirituale, poiché la vita civile e morale è il ricettacolo della vita spirituale. Si definisce “civile” l‘uomo che conosce le leggi dello stato di cui è cittadino, e che vive secondo queste leggi; si definisce “morale” l‘uomo che fa di queste leggi i suoi costumi e le sue virtù, e vive secondo i loro dettami per motivi razionali. Continua a leggere

Vita e fede (62-91)

Tutti i generi di omicidio, adulterio, furto e falsa testimonianza, insieme con l’impulso a commetterli, sono mali ai quali dobbiamo voltare le spalle perché sono peccati

62. È noto che la legge del Sinai fu scritta su due tavole e che la prima tavola contiene argomenti concernenti Dio, e la seconda argomenti concernenti l’uomo. Non è ovvio, nel senso letterale, che la prima tavola contenga tutto ciò che riguarda Dio e che la seconda contenga tutto ciò che riguarda l’uomo, nondimeno, è tutto lì dentro. È per questo che le due tavole sono chiamate le Dieci Parole, intendendo la sintesi di tutte le verità (si veda n. 61). In ogni caso, non c’è modo di spiegare brevemente come tutto sia contenuto qui, però può essere compreso riferendosi a quanto esposto al paragrafo in Insegnamenti sulla Sacra Scrittura, n. 67, che il lettore può consultare

(https://fondazioneswedenborg.files.wordpress.com/2017/04/dottrina-sulla-sacra-scrittura.pdf).

Questa è la ragione per la quale si fa riferimento a tutti i generi di omicidio, adulterio, furto e falsa testimonianza. Continua a leggere

Divina Provvidenza (308-321)

La Divina Provvidenza non attribuisce a nessuno alcun male, né alcun bene. È la nostra prudenza che ci attribuisce l’uno e l’altro.

308. Quasi tutti credono che l’uomo pensi e voglia, e quindi parli e agisca da se stesso. Nessuno può credere altrimenti, poiché l’apparenza che sia così è tanto forte, che non vi è differenza fra essa e pensare, volere, parlare e agire realmente da se stessi: il che tuttavia non è possibile. In Divino amore e Divina sapienza è stato mostrato che c’è una vita unica, e che gli uomini la ricevono in sé. Inoltre, la volontà dell’uomo è il ricettacolo dell’amore, e l’intelletto dell’uomo è il ricettacolo della sapienza; amore e sapienza costituiscono questa unica vita. È stato anche mostrato che dalla creazione, e da allora per l’azione continua della Divina Provvidenza, questa vita appare nell’uomo come se appartenesse a se stesso, e di conseguenza come se fosse sua propria; e nondimeno, ciò è un’apparenza, allo scopo che l’uomo possa essere un ricettacolo. Si è pure mostrato più sopra (dal n. 288 al n. 294) che nessun uomo pensa da sé, ma che pensa in virtù di altri, e che neppure questi altri pensano da se stessi, ma tutti pensano in virtù del Signore, i malvagi come i buoni. Si è anche mostrato che ciò è noto nel mondo cristiano, soprattutto da parte di coloro che non solamente dicono, ma credono anche che ogni bene ed ogni verità provengono dal Signore, come pure ogni sapienza, e di conseguenza la fede e la carità. Parimenti, ogni male e ogni falsità provengono dal diavolo o dall’inferno. Continua a leggere

Vita e fede (53-61)

I Dieci Comandamenti ci dicono quali mali sono peccati

53. C’è una qualche società, da qualche parte nel globo, la quale non sappia che è male rubare, commettere adulterio, omicidio e testimoniare il falso? Se non sanno questo, e se non sono impediti per legge dal fare queste cose sarà la fine per loro, perché ogni comunità o repubblica o regno collasserebbe se non avesse tali leggi. Può qualcuno presumere che la nazione israelita fu così tanto più stupida di qualunque altra da non sapere che queste cose erano male? Allora potremmo meravigliarci che queste leggi, così ben conosciute sull’intera faccia della terra, furono rese pubbliche da Jehovah stesso, dal monte Sinai, in maniera così miracolosa. Continua a leggere