Archivio mensile:luglio 2018

Divina Provvidenza (234-274)

Anche le leggi di concessione sono leggi della Divina Provvidenza

234. Non vi sono “leggi di concessione” di per sé, o separate dalle leggi della Divina Provvidenza. Esse sono la stessa cosa; perciò, quando si dice che Dio concede, ciò non significa che egli vuole, ma che non può evitare una certa cosa a causa del suo fine, che è. la nostra salvezza. Tutto ciò che viene compiuto in vista dello scopo, che è la salvezza, avviene secondo le leggi della Divina Provvidenza; poiché, come si è già detto, la Divina Provvidenza va continuamente in senso contrario alla volontà dell’uomo. Essa mira costantemente a quel fine, in modo tale che in ogni momento della sua operazione, o ad ogni passo del suo cammino, appena si accorge che l’uomo devia dallo scopo, essa lo dirige, lo piega e lo dispone secondo le sue leggi, distogliendolo dal male e conducendolo al bene. Si vedrà in seguito che ciò non è possibile senza che il male sia permesso. Inoltre, a nulla può essere concesso di accadere senza una causa; e le cause si trovano solo in qualche legge della Divina Provvidenza, una legge che spiega perché ciò è permesso. Continua a leggere

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Arcana Coelestia (2135-2159)

Genesi 18 (versetti 1-3)

Prefazione

Alla fine del capitolo precedente, è stato trattato dell’ultimo giudizio e ne è stato mostrato il significato, cioè che con esso non s’intende la distruzione del mondo, bensì l’ultimo tempo della chiesa. Quando questo è imminente, il Signore dice che, verrà sopra le nuvole dei cieli, in potenza e gloria (Matteo 24:30; Marco 13:26; Luca 21:27). Continua a leggere

Arcana Coelestia (2117-2134)

Ultimo giudizio

2117. Pochi nel tempo presente sanno cosa è l’ultimo giudizio. Si crede comunemente che esso avrà luogo insieme alla distruzione del mondo; e di qui prende corpo la congettura secondo cui tutto il globo perirà nel fuoco insieme a tutte le cose visibili nel mondo; e che allora per la prima volta tutti i morti risorgeranno e saranno giudicati; i malvagi saranno gettati all’inferno e i buoni saranno elevati al cielo. Queste congetture originate dalle affermazioni contenute nella parte profetica della Paroladove si fa menzione di un nuovo cielo e una nuova terra, e anche della nuova Gerusalemmeprendono piede in coloro che non sono consapevoli del fatto che nel senso interno tali affermazioni profetiche hanno un significato totalmente differente da quello che appare nel senso letterale; e per cielo, non s’intende il cielo, né per terra, la terra, ma la chiesa del Signore in generale, e in ciascuno, in particolare. Continua a leggere

Arcana Coelestia (2099-2116)

Genesi 17, versetti 23-26

2099. Versetto 23. E Abraham prese Ismaele suo figlio, e tutti quelli che erano nati nella casa, e tutti quelli che erano stati acquistati con il suo argento, tutti i maschi nati nella sua casa, e circoncise la carne del loro prepuzio nello stesso giorno in cui Dio parlò con lui. E Abraham prese Ismaele suo figlio, significa coloro che sono autenticamente razionali. E tutti quelli che nacquero nella casa, e tutti quelli che erano stati acquistati con il suo argento, tutti i maschi nati nella sua casa, significa qui come prima quelli che sono all’interno della chiesa, presso i quali le verità della fede sono congiunte con i beni. E circoncise la carne del loro prepuzio, significa la loro purificazione e giustizia dal Signore. Nello stesso giorno, significa lo stato di cui si è parlato. In cui Dio parlò con lui significa secondo la percezione. Continua a leggere

Divina Provvidenza (221-233)

L’uomo non è introdotto interiormente nelle verità della fede e nei beni della carità se non in quanto può esservi mantenuto fino alla fine della vita

221. Nel mondo cristiano è noto che il Signore vuole la salvezza di tutti, e che egli è onnipotente; quindi molti giungono alla conclusione che egli possa salvare ogni uomo, e che salvi coloro che implorano la sua misericordia, principalmente coloro che la implorano con la formula di fede da essi ricevuta: che Dio Padre abbia pietà per amore del Figlio, soprattutto se in pari tempo essi pregano di ricevere quella fede. Ma si vedrà che le cose stanno altrimenti nell’ultima sezione di questo trattato (dal n. 331 al n. 340), dove verrà spiegato che il Signore non può agire contro le leggi della sua Divina Provvidenza, perché agire contro di esse significherebbe agire contro il suo Divino Amore e contro la sua Divina Sapienza, e di conseguenza contro se stesso. Si vedrà che una tale misericordia immediata non è possibile, perché la salvezza dell’uomo viene realizzata tramite mezzi specifici. Nessuno può condurre l‘uomo con questi mezzi, eccetto colui che vuole la salvezza di tutti ed è in pari tempo onnipotente, cioè il Signore. I mezzi tramite i quali l’uomo è condotto dal Signore si chiamano leggi della Divina Provvidenza, fra le quali vi è anche questa: l’uomo non può ottenere interiormente accesso alle verità della sapienza ed ai beni dell’amore, se non può esservi mantenuto fino alla fine della sua vita. Ma per mostrare ciò razionalmente, deve essere spiegato in quest’ordine:

  1. L’uomo può essere introdotto nella sapienza delle cose spirituali, ed anche nell’amore di esse, e tuttavia non essere riformato.

  2. Se l’uomo in seguito recede e va in senso contrario, egli profana le cose sante.

  3. Vi sono molti tipi di profanazioni, ma questo è il peggiore di tutti.

  4. Perciò il Signore non introduce interiormente l’uomo nelle verità della sapienza e in pari tempo nei beni dell’amore, se non in quanto l’uomo può esservi mantenuto fino alla fine della sua vita.

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Divina Provvidenza (214-220)

La Divina Provvidenza considera le cose eterne, e non considera le cose temporali se in quanto concordano con le cose eterne

214. Che la Divina Provvidenza consideri le cose eterne, e non consideri le cose temporali se non nella misura in cui concordino con quelle eterne, deve essere mostrato in questo ordine:

I. Le cose temporali si riferiscono alle dignità e alle ricchezze, così come agli onori e ai guadagni nel mondo.

II. Le cose eterne si riferiscono agli onori e alle ricchezze spirituali, che appartengono all’amore e alla sapienza, nel cielo.

III. Le cose temporali e le cose eterne vengono tenute separate dall’uomo, ma il Signore le unisce.

IV. La congiunzione delle cose temporali e delle cose eterne è la Divina Provvidenza del Signore. Continua a leggere