Archivio mensile:settembre 2017

Arcana Coelestia (1767-1777)

Genesi 15

Della Sacra Scrittura o Parola, in cui è custodito ciò che è Divino, che è svelato agli spiriti retti e agli angeli

1767.1 Quando la Parola del Signore è letta da un uomo che ama la Parola e vive nella carità, o da un uomo che dalla semplicità del cuore crede ciò che è scritto e non si è formato in principi contrari alla verità della fede che è nel senso interno, essa appare – dal Signore – davanti agli angeli in una tale bellezza e grazia, anche con immagini rappresentative, e questo con inesprimibile varietà in armonia con il loro stato, che ogni particolare è percepito come se avesse vita, la vita che è nella Parola e da cui il Verbo nacque quando fu mandato giù dal cielo. In forza di questa causa la Parola del Signore è tale che anche se nella lettera appare grossolanain essa sono custodite cose spirituali e celesti che sono dischiuse agli spiriti retti e agli angeli, quando la Parola viene letta dall’uomo. Continua a leggere

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Arcana Coelestia (1757-1764)

Seguito del linguaggio degli spiriti e della sua varietà

1757. Il discorso degli spiriti presso l’uomo, è espresso come è stato detto prima, attraverso le parole. Viceversa, il discorso degli spiriti tra di loro è espresso da idee – le origini delle parole – quali sono le idee del pensiero. Queste tuttavia non sono così oscure come le idee dell’uomo mentre vive nel corpo, ma sono distinte, come quelle che presiedono al linguaggio. Il pensiero umano, dopo il decesso del corpo, diventa più distinto e chiaro; e le idee del pensiero divengono distinte, in modo da servire per forme distinte di discorso; perché l’oscurità è stata dissipata insieme al corpo; e così il pensiero – liberato dai ceppi in cui era come era impigliato, e di conseguenza dall’ombra in cui è stato calato – diventa più istantaneo; e da qui la visione mentale, la percezione e il discernimento di ogni cosa sono più accurati. Continua a leggere

Arcana Coelestia (1730-1756)

Genesi 14, versetti 19-24

1730. Versetto 19. E lo benedisse dicendo, sia benedetto Abramo al Dio altissimo, creatore dei cieli e della terra. E lo benedisse, significa il godimento delle cose celesti e spirituali. Dicendo, sia benedetto Abramo al Dio altissimo, significa l‘uomo interiore del Signore, che è entrato nel godimento dei beni, attraverso il suo uomo interno. Creatore dei cieli e della terra, significa la congiunzione dell’uomo interno, ovvero Jehovah, con l‘interiore e con l’esterno. Continua a leggere