Arcana Coelestia (1674-1699)

Genesi 14, versetti 6-12

1674. Versetto 6. E gli Urriti sul loro monte Seir, fino a El-paran che è nel deserto. Gli Urriti sul loro monte Seir, significa le persuasioni della falsità che sono dall’amore di sé. Fino a El-paran che è nel deserto, significa la loro estensione.

1675. Gli Urriti sul loro monte Seir. Che questo significhi le persuasioni della falsità che sono dall’amore di sé, è evidente dal significato di Urriti e dal significato di Seir. Gli Urriti, erano quelli che abitavano sul monte Seir, come si evince in Genesi 36:8, 20, ecc., dove si parla di Esaù che è chiamato Edom. Per Esaù o Edom, nel senso autentico, s’intende il Signore in quanto alla sua essenza umana. Egli è anche rappresento da Esaù o Edom, come si può vedere da molti passi della Parola sia storica che profetica; di cui, per Divina misericordia del Signore, si dirà di seguito. E dato che quelli che sono nelle persuasioni della falsità furono rappresentate dagli Urriti, e poiché a quel tempo le rappresentazioni si manifestavano tangibilmente, perciò la cacciata dagli Urriti dal monte Seir ad opera dei discendenti di Esaù aveva una rappresentazione simile.

[2] Di cui si dice in Mosè:


Anche questo è considerata terra di Refaim; Rephaim abitò per prima questa terra. E gli Ammoniti li chiamano Zamzummim, un popolo grande e numeroso, di alta statura come gli Anakim. E Jehovah li annientò, e gli Ammoniti presero possesso e abitarono al loro posto.
Come ha fatto per i figli di Esaù, che abitavano a Seir, in cui egli annientò gli Urriti davanti a loro; ed essi presero il possesso e abitarono in quel posto (Deut. 2:20-22)

Queste cose rappresentano e significano lo stesso di ciò che qui è esposto riguardo a Chedorlaomer, vale a dire che Chedorlaomer, e i re che erano con lui colpirono gli Urriti sul monte Seir. Perché Chedorlaomer, come detto in precedenza, rappresenta il bene e la verità nel Signore, nella sua infanzia, quindi l’essenza umana del Signore in relazione al bene e alla verità in quel momento, con cui egli ha distrutto le persuasioni della falsità, cioè degli inferi pieni di tale orda diabolica, che ha tentato di distruggere il mondo degli spiriti, e di conseguenza il genere umana, attraverso le persuasioni della falsità.

[3] E dato che Esaù o Edom rappresentavano il Signore in quanto alla sua essenza umana, anche il monte Seir e Paran rappresentavano cose inerenti la sua essenza umana, vale a dire, le cose celesti dell’amore. Questo è evidente dalla benedizione di Mosè:

Jehovah è venuto dal Sinai, e apparso loro da Seir. Risplendeva dal monte Paran, ed è venuto tra miriadi di consacrati. Dalla sua destra è il fuoco della legge per loro. Il Signore ama
le genti (Deut. 33:2-3)

Che Jehovah sorgesse sul monte Seir, e risplendesse dal monte Paran non significa altro che l’essenza umana del Signore. Chiunque può sapere che sorgere dal monte Seir e risplendere dal monte Paran, non significa né le montagne né il loro abitanti, ma Divine realtà, e quindi le cose celesti dell’essenza umana del Signore, di cui si dice che Jehovah sorgesse e risplendesse da lì.

[4] Che Seir abbia questo significato è evidente dalla canzone di Deborah e Barak nel libro dei Giudici:
O Jehovah, quando sei uscito da Seir, quando sei partito dalla terra di Edom, la terra ha tremato, anche dai cieli e le nubi si sono sciolti in acqua, le montagne si spianarono, davanti a Jehovah, Dio d’Israele (5:4-5)

Dove uscire da Seir, e partire dalla terra di Edom, non hanno altro significato.

[5] Questo è ancora più evidente nella profezia di Balaam, che era uno dei figli d‘oriente, o dalla Siria, dove c’era uno dei resti della chiesa antica, come riportato in Mosè:


Lo vedo, ma non adesso; lo contemplo, ma non da vicino. Una stella sorgerà da Giacobbe, e uno scettro si ergerà da Israele, Edom sarà conquistata e anche Seir sarà strappata ai suoi nemici (Num 24:17-18)

Dove vedere, ma non adesso, e per contemplare, ma non da vicino, s’intende il Signore che entra nel mondo; la cui essenza umana è chiamata la stella di Giacobbe, che deve sorgere, ed anche Edom e Seir. Che per Edom e Seir non s’intendano territori di conquista, è chiaro a chiunque. Che Seir, appartenente ai suoi nemici, ovvero la montagna dei suoi nemici, debba essere conquistata significa lo stesso che in molti altri luoghi, dove si dice che i nemici saranno espulsi, e le loro terre conquistate.

[6] Che anche il monte Paran, o El-paran, nominato in questo versetto, significa lo stesso, è evidente anche in Abacuc:

Dio viene da Teman, e il santo dal monte Paran. Selah in suo onore ha coperto i cieli, e la terra era piena delle sue lodi (Ab. 3:3)

Deve essere noto che le montagne e le terre prendono il significato da coloro che le abitano. Dagli Urriti quando questi vi abitavano. E quando questi furono espulsi, da quelli che li espulsero, cioè Esaù o Edom, e anche da altri origini. E perciò il significato esiste in due sensi, quello autentico e l’opposto. Nel senso autentico, i luoghi in questione indicano l’essenza umana del Signore; nel senso opposto, l’amore di sé. L’essenza umana del Signore è l’amore celeste stesso e l’amore opposto è l’amore di sé. Quindi gli Urriti qui rappresentano le persuasioni della falsità dall’amore di sé.

[7] Esistono persuasioni di falsità dall’amore di sé, e vi sono persuasioni della falsità dall’amore del mondo. Le persuasioni che sono dall’amore di sé sono gravissime; mentre le persuasioni dall’amore del mondo non sono così gravi. Le persuasioni dall’amore di sé sono opposte alle cose celesti dell’amore. Mentre le persuasioni della falsità dall’amore del mondo sono opposte alle cose spirituali dell’amore. Le persuasioni dall’amore di sé hanno in sé il desiderio di esercitare il comando su tutte le cose, e nella misura in cui le restrizioni sono rimosse, si precipitano, fino ad ambire al comando sull’universo, e perfino sopra Jehovah stesso, come è stato mostrato. Quindi le persuasioni di questo genere non sono tollerate nell’altra vita. Invece le persuasioni dall’amore del mondo non si precipitano così in basso; ma solo fino alla follia di non essere soddisfatti della propria sorte. Essi inseguono vanamente la celeste e desiderano appropriarsi dei beni altrui, ma non con l’intento di esercitare il comando. Tuttavia le differenze che intercorrono tra queste persuasioni sono innumerevoli.

1676. Fino a El-paran che è nel deserto. Che questo indichi la loro estensione, può essere visto dal fatto che gli Urriti furono sconfitti e costretti a fuggire. Il deserto di Paran è nominato in Gen. 21:21; Num. 10:12; 12:16; 13:3, 26; Deut. 1:1. Ciò che s’intende per El-paran che è nel deserto, non può essere efficacemente esposto, salvo che per dire che si fa riferimento alla prima vittoria del Signore sugli inferni rappresentati da quelle nazioni che non si estendevano oltre quei confini; ma quanto si estendessero è rappresentato da El-paran nel deserto.

[2] Colui al quale non è stato dato di conoscere gli arcani del cielo, può supporre che non vi fosse alcuna necessità che il Signore venisse nel mondo per combattere contro gli inferni e, per attraverso le tentazioni, ammetterli in se se stesso per sconfiggerli e conquistarli, quando questi avrebbero potute essere sottomessi in qualsiasi momento dalla Divina onnipotenza, e rinchiusi nel loro inferno. E nondimeno, che le cose siano andate realmente così, è una verità certa. Per spiegare gli arcani stessi, semplicemente in relazione alle cose più generali, occorrerebbe riempire un‘opera intera a ciò dedicata. E questo darebbe anche occasione ad argomentazioni su misteri Divini tali che la mente umana non comprenderebbe, anche se gli stessi arcani fossero completamente disvelati. Inoltre la maggior parte delle persone non desidererebbe comprenderle.

[3] Quindi è sufficiente che gli uomini sappiano e, a tal fine, credano, che è una verità eterna che se il Signore non fosse venuto nel mondo e se non avesse sottomesso e conquistato gli inferni attraverso le tentazioni ammesse in sé, il genere umano sarebbe perito. E che altrimenti, quelli che vissuti su questa terra fin dal tempo della chiesa più antica, non avrebbero potuto essere salvati.

1677. Versetto 7. Ed essi tornarono e avanzarono verso En-mishpat, cioè Kadesh, e colpirono tutto il territorio degli amaleciti, e anche gli amorei che abitavano in Azazon-Tamar. Ed essi tornarono e avanzarono verso En-mishpat, cioè Kadesh, significa una continuazione. E colpirono tutto il territorio degli amaleciti, significa i tipi di falsità. E anche gli amorei che abitavano in Azazon-Tamar, significa i tipi di malvagità che derivavano da queste.

1678. Ed essi tornarono e avanzarono verso En-mishpat, cioè Kadesh. Che questo significhi una continuazione è evidente da ciò che precede e da ciò che segue. Il tema qui trattato sono le falsità ed i mali derivanti da queste. Le falsità sono rappresentate dagli amaleciti e i derivanti mali, dagli amorei in Azazon-Tamar . Per Kadesh s‘intendono le verità, e anche le dispute sulle verità. Dato che le falsità e i conseguenti mali, che il Signore ha conquistato nel suo primo combattimento, sono qui trattati, si dice, En-mishpat, cioè Kadesh, perché c’era contestazione sulle verità.

[2] Che Kadesh significhi la verità sulle quali vi sono dispute, si evince in Ezechiele, in cui sono descritti i confini della Terra Santa:

Da mezzogiorno verso Tamar fino alle acque di Meriboth Kadesh, eredità al grande mare fino al lato verso mezzogiorno (Ez. 47:19; 48:28)

dove il mezzogiorno indica la luce della verità. Il suo confine, a cui s’intendono le dispute sulla verità, è chiamato Kadesh.

[3] Kadesh era dove Mosè colpì la roccia, da cui scaturì una sorgente le cui acque furono chiamate Meribah, a causa delle dispute (Num. 20:1-2, 11,13). Per roccia, come è noto, s’intende il Signore. Per le acque nel senso interno della Parola s’intendono le cose spirituali, che sono le verità. Esse sono chiamate acque di Meribah perché vi erano dispute su di essa. Che erano anche chiamate acque della contesa di Kadesh, si evince in Mosè:

Vi siete ribellati contro il mio precetto nel deserto di Zin, nella disputa dell’assemblea, per santificarmi con le acque ai loro occhi. Queste sono le acque della contesa di Kadesh nel deserto di Zin (Num. 27:14, Deut. 32:51)

Così anche per Kadesh dove le spie tornarono dalla terra di Canaan, e Kadesh era il luogo in cui gli israeliti mormorarono ed entrarono in contesa perché non erano disposti ad entrare in quella terra (Num. 13:26).

[4] È evidente da ciò che En-mishpat o la fonte del giudizio o la fonte di Mishpat-Kadesh significano le dispute sulle verità e quindi il seguito della tentazione. Dato che queste sono verità storiche, e sono avvenute esattamente come sono state descritte, può sembrare come se tali cose non siano rappresentative e significative dei luoghi in cui Chedorlaomer giunse e delle nazioni che sconfisse. Nondimeno, tutti gli eventi storici esposti nella Parola sono rappresentativi e significativi, sia quelli relativi a luoghi e nazioni, sia quelli relativi alle azioni compiute; come si può chiaramente scorgere da tutte le cose esposte nelle parti storica e profetica della Parola.

1679. E colpirono tutto il territorio degli amaleciti. Che questo significhi i differenti tipi di falsità, è evidente dalla rappresentazione e dal significato della nazione amalecita. Attraverso tutte le nazioni che erano nella terra di Canaan furono rappresentati diversi tipi di mali e falsità, come sarà evidente, per Divina misericordia del Signore, da ciò che segue. Le falsità furono rappresentate dagli amaleciti e i mali di lì derivati, dagli amorei in Hazezon-tamar. Che le falsità attraverso le quali le verità vengono attaccate s’intendono per gli amaleciti, può essere visto dai passi che fanno riferimento a questa nazione (si veda Esodo 17: 13-16, Num 13:29, 24:20, Deut 25: 17-19; Giudici 5: 13-14; 1 Sam. 15: 1-35; 27:8; Salmi 83:7-8).

[2] Per i Refaim, gli Zuzim, gli Emim e gli Urriti, di cui si parla nei versetti 5 e 6, s’intendevano le persuasioni della falsità che derivavano dalle cupidità del male, cioè dai mali. Mentre per gli amaleciti e gli amorei in Hazezon-tamar s’intendono le falsità da cui discendono i mali. La falsità dal male è una cosa, e il male derivante dalla falsità, un’altra. Le falsità scaturiscono sia dalle cupidità, che sono dalla volontà, sia da principi appresi, che sono dall’intelletto. Le falsità che sono dalle cupidità della volontà sono gravi, né che ne è affetto desidera estirparle, perché esse coincidono con la vita stessa dell’uomo. La vita stessa dell’omo è ciò che desidera, cioè ciò che ama. Quando un uomo consolida in se stesso questa vita, o cupidità, o amore, tutte le cose nella quali si conferma sono false e sono impiantate nella sua vita. Tali erano le genti vissute prima del diluvio.

[3] Ma le falsità che discendono dai principi appresi, che sono dall’intelletto, non possono radicarsi allo stesso modo nella volontà dell’uomo. Le dottrine false o eretiche, ad esempio, hanno la loro origine al di fuori della volontà, per il fatto che l’uomo ha appresso cose del genere nell’infanzia, e successivamente dalla conferma di queste nell’età adulta. Ed essendo falsità, non possono che produrre mali della vita; come ad esempio nel caso di un uomo che crede di meritare la salvezza in ragione delle opere, e si conferma in questa persuasione. Il merito stesso, l’auto-giustificazione, e la sicurezza di sé, sono i mali che ne derivano. Oppure, in colui il quale crede che sia impossibile condurre una vita pia senza porre il merito nelle opere. Il male che ne scaturisce è l’estinzione in sé di tutta la pietà della vita e l’abbandono alle cupidità e ai piaceri. Così in molti altri casi. Tali sono le falsità e i mali che ne derivano, cui si fa riferimento in questo versetto.

1680. E anche gli amorei che abitavano in Azazon-Tamar. Che questo significhi i tipi di mali derivanti da queste falsità, è evidente da quanto è stato appena detto, e anche dalla valenza rappresentativa degli amorei, di cui si dirà nel prossimo capitolo, versetto 16. Riguardo ai mali e alle falsità contro cui il Signore ha combattuto, deve essere noto che quelli contro cui ha combattuto erano spiriti infernali che erano nei mali e nelle falsità, cioè erano gli inferni pieni di spiriti di questa indole, che continuavano a infestare il genere umano. Gli spiriti infernali non desiderano altro che distruggere tutti; e non provano piacere maggiore che nel torturare il prossimo.

[2] Tutti gli spiriti nell’altra vita sono distinti nel seguente modo: quelli che desiderano il male contro gli altri sono infernali o spiriti diabolici; e quelli che desiderano bene degli altri sono spiriti buoni e angelici. Un uomo è in grado di conoscere in quale di questi ambiti si colloca, se tra gli spiriti infernali o tra quelli angelici. Se le sue intenzioni verso il prossimo sono malvagie e non pensa che al male per lui, ed effettivamente lo mette in atto quando può, e prova piacere in questo, è tra gli spiriti infernali, e diventa anche infernale nell’altra vita. Mentre l’uomo le cui intenzioni verso il prossimo sono buone e non pensa ad altro che al suo bene, ed effettivamente lo mette in atto quando può, è tra gli spiriti angelici, e diventa anche un angelo nell’altra vita. Questa sono i tratti distintivi. Ciascuno si esamini in relazione ad essi, per conoscere ciò che è.

[3] Il fatto che un uomo non faccia alcun male quando non è in grado o ha paura di farlo, è irrilevante. O che faccia il bene per il bene di sé. Perché queste sono cose esteriori che vengono rimosse nell’altra vita. Un uomo lì è ciò che pensa e vuole. Ci sono molti in grado di intrattenere una piacevole conversazione in virtù di un‘abitudine contratta nel mondo. Ma viene immediatamente percepito se la mente o l’intenzione concordino con essa; in caso negativo, vengono respinti e associati tra gli spiriti infernali secondo il genere e la specie loro propri.

1681. Versetti 8, 9. E i re di Sodoma, di Gomorra, di Admah, di Zeboiim, e il re di Bela, cioè Zoar uscirono e si schierarono in battaglia contro di loro nella valle di Siddim, cioè contro Chedorlaomer re di Elam, e Tidal re di Goiim, e Amraphel re di Shinar e Arioch re d’Ellasar, quattro re contro cinque. E i re di Sodoma, di Gomorra, di Admah, di Zeboiim, e il re di Bela, cioè Zoar significa, come prima, i mali e le falsità che regnano in generale. E si schierarono in battaglia contro di loro, significa che iniziarono il combattimento. Nella valle di Siddim, significa qui come prima, ciò che è impuro. cioè contro Chedorlaomer re di Elam, e Tidal re di Goiim, e Amraphel re di Shinar e Arioch re d’Ellasar, significa le verità e i beni nell’uomo esterno. Chedorlaomer re dell’Elam, significa la verità; Tidal re di Goiim, il bene; e gli altri, le cose che derivano da questi. Quattro re contro cinque, significa l’unione degli ultimi e la discordia degli altri.

1682. E i re di Sodoma, di Gomorra, di Admah, di Zeboiim, e il re di Bela, cioè Zoar. Che questi significhino i mali e le falsità che regnano in generale, è evidente da ciò che è stato detto sopra, al versetto 2, riguardo a questi re, vale a dire che rappresentano le cupidità del male e le persuasioni della falsità. In quel versetto per quegli stessi re s‘intendono tutti i mali e tutte le falsità in generale, o ciò che è lo stesso, le cupidità del male e le persuasioni della falsità, e perciò si dice che la guerra fu ingaggiata con loro. Poi segue la guerra con i Refaim, gli Zuzim, gli Emim e gli Urriti; e poi la guerra con gli amaleciti e con gli amorei; e infine con quei nominati nel verso corrente. Qui dunque per gli stessi re s‘intendono solo i mali e le falsità regnanti, che sono di un grado minore.

1683. Si schierarono in battaglia contro di loro. Che questo significhi che iniziarono l’attacco è evidente dal significato di schierarsi in battaglia, cioè combattere; perché è detto al versetto 3 che si ribellarono. Lo stesso è evidente anche dal fatto che gli spiriti maligni sono coloro che conducono l’assalto. Perché il Signore non avrebbe mai ingaggerebbe il combattimento con alcun inferno, se non fosse stato aggredito; come è anche il caso di ogni uomo che è tentato, o in combattimento con gli spiriti maligni. Nel caso dell’uomo gli angeli non conducono mai l’assalto, ma sono sempre e continuamente gli spiriti maligni o infernali ad infierire. Gli angeli si limitano a respingere l’assalto e a difendere. Questa condotta discende dal Signore, che non desidera mai portare il male su alcuno, o spingerlo in un inferno, anche se fosse il peggiore e più terribile dei nemici. Nondimeno, sono questi stessi che porta il male su di sé e si precipitano nell’inferno. Questo segue anche dalla natura del male e dalla natura del bene. È nella natura del male il desiderio di maltrattare tutti; ed è nella natura del bene il non desiderare di maltrattare alcuno. Il maligno è nella sua stessa vita quando assalgono qualcuno; perché desiderano continuamente distruggere. Colui che è nel bene è nella sua stessa vita quando non assale alcuno e quando p rendersi utile per difendere gli altri dai mali.

1684. Nella valle di Siddim. Che questo significhi ciò che è impuro, è evidente da ciò che è stato detto prima (versetto 3) riguardo alla valle di Siddim e al mare di sale.

1685. Contro Chedorlaomer re di Elam, e Tidal re di Goiim, e Amraphel re di Shinar e Arioch re d’Ellasar. Che questo significhi le verità e i beni nell’uomo esterno è evidente dal significato dello stesso nel versetto 1 di questo capitolo. Che Chedorlaomer re di Elam significhi le verità e Tidal re di Goiim i beni, e gli altri re, le cose derivate da questi, si evince dal fatto che gli stessi re sono qui elencati in un ordine diverso da quello del versetto 1, sopra. Lì Chedorlaomer re di Elam si trova al terzo posto, mentre qui è il primo; e Tidal re di Goiim è al quarto posto, mentre qui ricorre per secondo. È la verità ad essere in prima linea nel combattimento, per combattimento è condotto con le verità. Perché dalla verità si conosce quale sia la falsità e quale sia il male. Per tale ragione non insorge alcun combattimento fino a quando l’uomo non abbia acquisito le conoscenze della verità e del bene. Quindi per Chedorlaomer, che qui è nominato per primo, s’intende la verità che era nel Signore. Ne consegue che Tidal re di Goiim o le nazioni, significa il bene; e che gli altri re indicano le verità e i beni che derivano da queste.

1686. Quattro re contro cinque. Che questo significhi l’unione degli ultimi e la discordia dei primi, si può vedere dal significato di quattro e cinque. Quattro significa unione, perché è costituito da coppie, come anche due in relazione alle unioni delle cose, come è stato osservato al n. 720. Ma cinque significa disunione, perché significa poco cosa, come mostrato al n. 649. Il significato di tutte le cose è conforme al soggetto cui fa riferimento.

1687. Versetto 10. E la valle di Siddim era piena di pozzi di bitume. E i re di Sodoma e di Gomorra fuggirono e caddero nei pozzi, mentre i superstiti fuggirono in montagna. La valle di Siddim era piena di pozzi di bitume, significa l’impurità delle falsità e delle cupidità. E i re di Sodoma e di Gomorra fuggirono e caddero nei pozzi, significa che quei mali e quelle falsità sono stati sconfitti. Mentre i superstiti fuggirono in montagna, significa, una parte di essi. La montagna è l’amore di sé e del mondo.

1688. La valle di Siddim era piena di pozzi di bitume. Che ciò significhi l’impurità delle falsità e delle cupidità, è evidente dal significato di Siddim, vale a dire ciò che è impuro, come esposto sopra al versetto 3; e anche dal significato di pozzi cioè le falsità e di bitume, cioè le cupidità. Le falsità sono chiamate pozzi dall’acqua impura che si raccoglie in essi. E le cupidità sono chiamate bitume dall’odore solforoso in tale melma.

1689. I re di Sodoma e di Gomorra fuggirono e caddero nei pozzi. Che questo significhi che questi mali e le falsità furono sconfitti, si evince dal significato di Sodoma e di Gomorra, cioè i mali dalle cupidità e le falsità delle persuasioni, di cui sopra. (Qui i re di Sodoma e di Gomorra significano tutti i mali e le tutte le falsità, anche quelli rappresentati dagli altri re). Ed inoltre, dal significato di fuggire e cadere, vale a dire essere sconfitti.

1690. I superstiti fuggirono in montagna. Che ciò significhi che non tutti furono sconfitti è evidente senza necessità di spiegazione, per il fatto che c’era un residuo che fuggì. Nel senso interno s’intendono le tentazioni che il Signore ha sostenuto nella sua infanzia, di cui non c’è traccia nella Parola del Nuovo Testamento, ad eccezione della sua tentazione nel deserto, ovvero dopo che uscì dal deserto e infine, della sua tentazione in Gethsemane e ciò che poi seguì. Che la vita del Signore, dalla sua prima infanzia fino all’ultima ora della sua vita nel mondo, è stata una continua tentazione ed una costante vittoria, è evidente da molte cose nella Parola dell’Antico Testamento. E che tale combattimento non cessò con la tentazione nel deserto, si evince da ciò che è detto in Luca:

E quando il diavolo ebbe compiuto ogni tentazione, si allontanò da lui per una stagione (Luca 4:13)

come pure dal fatto che fu tentato anche in punto di morte sulla croce, e quindi nell’ultima ora della sua vita nel mondo. Quindi è evidente che tutta la vita del Signore nel mondo, fin dalla prima infanzia, è stata una continua tentazione ed una continua vittoria, l‘ultimo delle quali fu quando pregò sulla croce per i suoi nemici e per tutto il mondo intero.

[2] Nella Parola e nei Vangeli non si fa menzione della vita del Signore,tranne la sua tentazione nel deserto. Nulla di più fu divulgato ai discepoli. Le cose che sono state divulgate appaiono nel senso letterale così lievi da essere quasi nulla, perché la rappresentazione di una disputa verbale non rende il senso della tentazione, essendo questa ben più grave di quanto non possa mai comprendere e credere una qualsiasi mente umana. Nessuno può sapere cosa sia la tentazione tranne colui che è stato in essa. La tentazione che è esposta in Matteo 4:1-11; Marco 1:12-13; Luca 4:1-13, contiene tutte le tentazioni in sintesi; cioè che dall’amore per l’intero genere umano, il Signore combatté contro ogni genere di amore di sé e di amore del mondo di cui traboccavano gli inferni.

[3] La tentazione è un assalto all’amore in cui è l‘uomo, ed è nello stesso grado in cui è l’amore. Se l’amore non è aggredito, non c’è tentazione. Distruggere l’amore di qualcuno è distruggere la sua stessa vita; perché l’amore è la vita. La vita del Signore è amare l’intero genere umano, ed è davvero così grande e di una qualità tale da non essere altro che amore puro. Contro questa stessa vita, furono ammesse continue tentazioni, come è stato detto prima, dalla sua infanzia alla sua ultima ora nel mondo. L’amore che è l’autentica vita del Signore è rappresentato dal suo essere affamato e dal fatto che il diavolo dicesse:

Se tu sei figlio di Dio, comanda che questa pietra sia tramutata in pane. E Gesù gli rispose: Sta scritto, non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola di Dio (Luca 4:2-4, Matteo 4:2-4)

[4] Che egli abbia combattuto contro l’amore del mondo, o tutte le cose che appartengono all’amore del mondo è significato da questo:

Il diavolo lo condusse su un‘alta montagna e gli mostrò tutti i regni del mondo in una certa era, e gli disse: li darò a te con la loro gloria, perché essa è stata data a me e io la do a chi voglio. Perciò se tu mi adorerai, tutto sarà tuo. Ma Gesù rispose e gli disse: Stai indietro, satana; perché sta scritto: Adorerai il Signore tuo Dio, e lui solo servirai (Luca 4:5-8, Matteo 4:8-10)

[5] Che egli abbia combattuto contro l’amore di sé e tutte le cose che appartengono dell’amore di sé, è significato da questo:

Il diavolo lo condusse nella città santa e lo pose sulla sommità del tempio e gli disse: Se tu sei il Figlio di Dio, gettati da qui; poiché è scritto: comanderà i suo angeli perché ti portino sulle loro mani, affinché il tuo piede non inciampi contro una pietra. Gesù gli disse: Sta scritto ancora, Non tentare il Signore Dio tuo (Matteo 4:5-7, Luca 4:9-12)

La vittoria continua è significata dal fatto che dopo le tentazioni, gli angeli giunsero per servirlo (Matteo 4:11, Marco 1:13).

[6] In breve, il Signore fin dalla sua prima infanzia fino all‘ultima ora della sua vita nel mondo è stato assalito da tutti gli inferni, contro cui ha combattuto continuamente, sottomettendoli e sconfiggendoli, e questo unicamente per amore verso l’intero genere umano. Dato che questo amore non era umano, ma Divino, e poiché, come è la grandezza dell’amore, tale è l’intensità della tentazione, si può immaginare quanto pesanti fossero i combattimenti e quanto grande la ferocia da parte degli inferni. Che così è stato, lo so con certezza.

1691. Che montagna significhi l’amore di sé e l’amore del mondo, può essere visto dal suo significato interiore. Tutta la malvagità e la falsità vengono dall’amore di sé e dall’amore del mondo; non hanno altra origine; perché l’amore sé e l’amore del mondo sono gli opposti dell’amore celeste e dell’amore spirituale. E dato che sono opposti, cercano continuamente di distruggere le cose celesti e spirituali del regno di Dio. Dall’amore di sé e del mondo scaturiscono tutti gli odi; dagli odi, le vendette e le crudeltà; e da queste, tutti gli inganni; in una parola, tutti gli inferni.

[2] Che nella Parola per montagne sintenda l’amore di sé e l’amore del mondo, si può vedere nei passi seguenti. In Isaia:

Gli orgogliosi occhi dell’uomo saranno umiliati e la sua alterigia sarà piegata. Il giorno di Jehovah Zebaoth incombe sul superbo e sull’altero, su tutte le alte montagne e su tutte le colline elevate , e su ogni alta torre (Isaia 2:11-12, 14-15)

le alte montagne indicano chiaramente l’amore di sé; e le colline elevate, l’amore del mondo.

[3] Nello stesso profeta:

Ogni valle sarà esaltata, e ogni montagna e collina digraderà (Is. 40:4)

anche qui montagna e collina rappresentano manifestamente l’amore di sé e l’amore del mondo. Nello stesso profeta:

renderò aride le montagne e le colline e seccherò tutta la loro vegetazione (Is. 42:15)

dove anche le montagne indicano l’amore di sé e le colline, l’amore del mondo. In Ezechiele:

le montagne franeranno e le colline crolleranno, e ogni muro sulla terra cadrà (Ez. 38:20)

In Geremia:

Ecco, io sono contro di te, o montagna della distruzione, che distruggi tutta la terra. Stenderò la mia mano contro di te, ti farò rotolare dalle rocce e farò di te una montagna bruciata (Ger. 51:25)

dove si fa riferimento a Babele e alla Caldea, con i quali s’intende l’amore di sé e l’amore del mondo, come è stato mostrato in precedenza. Nel cantico di Mosè:

Un fuoco è acceso nella mia rabbia, brucerà fino all’inferno più basso, divorerà la terra e i suoi frutti, e brucerà le fondamenta delle montagne (Deut. 32:22)

le fondamenta delle montagne significano gli inferni. Queste sono così chiamate perché l’amore di sé e l’amore del mondo regnano in esse e derivano da esse.

[5] In Giona:

le acque mi circondano, fino all’anima; l’abisso mi avvolge. L’alga è avvolta sul mio capo. Sono sceso fino alle radici delle montagne, nella roccia che imprigiona per sempre. Ma tu hai fatto risalire dalla fossa la mia vita, o Jehovah mio Dio (Giona 2:5-6)

Le tentazioni del Signore contro gli inferni sono così profeticamente descritte da Giona, quando era nel ventre della balena. Analogamente in altri passi della Parola, specialmente in Davide. Colui che è nelle tentazioni è negli inferni; il luogo non ha nulla a che fare con l’essere nell’inferno, bensì lo stato.

[6] Dato che montagne e torri significano l’amore di sé e del mondo, si può vedere da ciò comprendere cosa s’intende per il diavolo che ha condotto il Signore su un‘alta montagna e sulla sommità del tempio, cioè che è stato portato nei combattimenti della tentazione, i più strenui di tutti, contro gli amori di sé e del mondo, cioè contro gli inferni. Le montagne, nel senso opposto, rappresentano l’amore celeste e spirituale, come precedentemente mostrato (n. 795-796).

1692. Difficilmente qualcuno può sapere quali tentazioni, o combattimenti conseguenti alle tentazioni siano in atto. Questi sono i mezzi attraverso i quali i mali e le falsità vengono spezzati e dispersi, e con i quali è indotta l’avversione per essi. E non solo è data la coscienza, ma è in tal modo rafforzata e così l’uomo è rigenerato. Questa è la ragione per la quale i rigenerati sono sottoposti ai combattimenti e subiscono le tentazioni. E coloro che non sono sottoposti alle tentazioni e ai combattimenti durante la vita del corpo, lo sono nell’altra vita, se sono capaci di essere rigenerati. È a questo riguardo che la chiesa del Signore è chiamata militante. Ma soltanto il Signore ha sostenuto i più crudeli combattimenti delle tentazioni in ragione della sua propria forza ovvero del suo proprio potere; perché era circondato da tutti gli inferni, e li sconfitti continuamente.

[2] Inoltre, soltanto il Signore combatte negli uomini che sono nei combattimenti delle tentazioni, e che vince. L’uomo dalla sua propria forza non può nulla contro gli spiriti maligni o infernali; perché questi sono così legati negli inferi che se uno viene sconfitto, un altro si scaglia nel combattimento, e così via per sempre. Sono come il mare che preme su ogni parte di una diga; e se la diga dovesse presentare una fessura o una crepa, il mare non cesserebbe mai di premere impetuosamente e di insinuarsi nelle crepe finché non resterebbero che rovine. Così sarebbe dell‘uomo, se il Signore solo non fronteggiasse in lui i combattimenti delle tentazioni.

1693. Versetto 11. E presero tutte le ricchezze di Sodoma e di Gomorra, e tutte le loro provviste, e partirono. E presero tutte le ricchezze di Sodoma e di Gomorra, significa che questi furono privati del potere di fare il male. E tutte le loro provviste, significa che erano privi del potere di pensare ciò che è falso. E partirono, significa che così furono lasciati.

1694. E presero tutte le ricchezze di Sodoma e di Gomorra. Che questo significhi che erano stati privati del potere di fare il male, è evidente dal significato di sottrarre la ricchezza di qualcuno. Per le ricchezze di Sodoma e di Gomorra non si intende altro nel senso interno, che il male e la falsità. Il male è qui rappresentato dalle ricchezze, e la falsità dalle provviste. In relazione agli spiriti retti, gli onori e le ricchezze spiritualità non sono altro che i beni e le verità con cui essi sono dotati e arricchiti dal Signore. Per converso, in relazione al male gli onori e la ricchezze non sono altro che i mali e la falsità che hanno acquisito per se stessi. Tali cose s‘intendono anche nella Parola con il termine ricchezze. Da ciò è evidente che sottrarre le ricchezze di Sodoma e Gomorra, li priverebbe del potere di fare il male.

1695. E tutte le loro provviste. Che ciò significhi che essi sono stati privati del potere di pensare il falso, è evidente dal significato di provviste. Quali siano gli alimenti celesti, spirituali e naturali che sono di cui si gode nell’altra vita, è stato mostrato prima (n. 56-58, 680 , 681). Questi corrispondono anche al cibo del corpo. E perciò sono rappresentati nella Parola dal cibo e sono chiamati cibo. Ma il cibo degli spiriti maligni e infernali è quello che è contrario alla sapienza, all’intelligenza e alla vera conoscenza, che è ogni genere di falsità. E, meraviglioso a dirsi, gli spiriti maligni sono sostenuti da questo cibo. La ragione di ciò è che tale è la loro vita. A meno che non sia dato loro il mezzo per diffamare la verità e invero, di bestemmiarla, non possono vivere. Ciò nondimeno è permesso loro di pensare ed esprimersi conformemente alla falsità che è dal loro male, e non secondo ciò che è contrario al loro male, perché questo sarebbe ingannevole, dal momento che se affermano la falsità dal loro male, questa è dalla loro vita; e ciò gli è perdonato, perché la loro natura è tale che altrimenti non potrebbero vivere.

[2] Per quanto riguarda la loro privazione del potere di fare il male e del pensiero di ciò che è falso, il caso è questo: nei combattimenti delle tentazioni è permesso agli spiriti maligni estrarre tutto il male e la falsità che sono nell’uomo, e combattere servendosi del male e della falsità presso l’uomo. Ma quando sono sconfitti, non gli è più permesso di agire così, perché percepiscono immediatamente nell’uomo che il bene e la verità sono stati confermati. Gli spiriti, più che gli uomini, sono dotati di tale percezione. Dalla sfera stessa di un uomo che è stato confermato nella verità e nel bene, essi conoscono immediatamente il suo carattere, quali risposte darebbe, e oltre. Ciò è chiaramente evidente nell’uomo spirituale rigenerato, presso il quale vi siano spiriti maligni, allo stesso modo come per i non rigenerati: ma questi ultimi sono sottomessi e asserviti. Questo è ciò che si intende per la loro privazione del potere di fare il male e di pensare ciò che è falso.

1696. E partirono. Che questo significhi che così furono lasciati è evidente e non necessita di ulteriore esplicitazione.

1697. Versetto 12. E presero Lot, figlio del fratello di Abramo, e le sue sostanze, e partirono. Ed egli abitava in Sodoma. Presero Lot, figlio del fratello di Abramo, e le sue sostanze, e partirono, significa che i beni e le verità apparenti, che in se stesse non sono beni e verità, avevano preso possesso dell’uomo esterno e di tutte le cose in esso. Ed egli abitava in Sodoma, significa o stato dell’uomo esterno.

1698. Presero Lot, figlio del fratello di Abramo, e le sue sostanze, e partirono. Che questo significhi che i beni e le verità apparenti, che in sé non sono beni e verità, avevano preso possesso dell’uomo esterno e di tutte le cose in esso, è evidente dal significato di Lot. Che Lot significhi l‘uomo sensuale o esterno nel Signore, è stato più volte affermato e mostrato. Ma qui per Lot s’intende l’uomo esterno in relazione ai beni e alle verità apparenti, che sono le sostanze di Lot. Che nella prima infanzia del Signore questi beni e queste verità apparivano essere beni e verità, ma in sé non lo erano, è stato già spiegato; ma che questi furono gradualmente purificati attraverso i combattimenti delle tentazioni, si può vedere da ciò che è stato detto riguardo alle tentazioni.

1699. Ed egli abitava in Sodoma. Che questo significhi lo stato dell’uomo esterno è evidente dal significato di Sodoma.

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