Arcana Coelestia (1651-1673)

Genesi 14, versetti 1-5

1. E avvenne nei giorni di Amraphel, re di Shinar, Arioch, re di Ellasar, Chedorlaomer re di Elam, e re di Tidal Goim,

2. Che fecero guerra con Bera re di Sodoma, e con Birsha Re di Gomorra, Shinab, re d’Adma, e Semeber, re di Giuda Zeboiim, e con il re di Bela, Zoar.

3. Tutti questi erano riuniti nella valle di Siddim, dove si trova il mare salato.

4. Dodici anni servirono Chedorlaomer, e nel tredicesimo anno si ribellarono.

5. E nel quattordicesimo anno Chedorlaomer avanzò, e i re che erano con lui, e colpì i Refaim in Ashteroth-karnaim, e i Zuzim in Ham, e gli Emim in Shavehkiriathaim.

6. E gli Urriti nel loro monte Seir, fino a El-paran che è nel deserto.

7. Ed essi tornarono e avanzarono verso En-mishpat, cioè Kadesh, e colpirono tutto il territorio degli amaleciti, e anche gli amorei che abitavano in Azazon-Tamar.

8. E i re di Sodoma, di Gomorra, di Admah, di Zeboiim, e il re di Bela, cioè Zoar uscirono e si schierarono in battaglia contro di loro nella valle di Siddim,

9. Cioè contro Chedorlaomer re di Elam, e Tidal re di Goiim, e Amraphel re di Shinar e Arioch re d’Ellasar, quattro re contro cinque.

10. E la valle di Siddim era piena di pozzi di bitume. E i re di Sodoma e di Gomorra fuggirono e caddero nei pozzi, mentre i superstiti fuggirono in montagna.

11. E presero tutte le ricchezze di Sodoma e di Gomorra, e tutte le loro provviste, e partirono.

12. E presero Lot, figlio del fratello di Abramo, e le sue sostanza, e partirono. Ed egli abitava in Sodoma.


13. E
uno dei fuggiaschi avvertì dell’accaduto Abramo, l’ebreo. Egli dimorava nei querceti di Mamre l’amoreo, fratello di Eshcol, e fratello di Aner, alleati di Abramo.

14. Quando Abramo udì che suo nipote era stato fatto prigioniero, radunò gli uomini nati nella sua casa, nel numero di trecentodiciotto, e inseguì quei re fino a Dan.

15. E si divise in gruppi, lui ed i suoi servi contro di loro, nella notte, e li colpirono e li perseguitarono a Hobah, che è a sinistra di Damasco.

16. E recuperò tutte le sostanze, liberò suo nipote Lot, con la sua sostanza, e anche le donne e il popolo.

17. Il re di Sodoma venne incontro ad Abramo, dopo che questi aveva sconfitto Chedorlaomer e i re che erano con lui, nella valle di Shaveh, chiamata anche la valle del re.

18. Melchisedek, re di Salem, portò pane e vino, e fu sacerdote del Dio altissimo.

19. E lo benedisse e disse: sia benedetto Abramo dal Dio altissimo, creatore dei cieli e della terra.

20. Sia benedetto Dio altissimo, che ha consegnato i tuoi nemici nella tua mano. E Abramo gli diede le decime di tutto.

21. E il re di Sodoma disse ad Abramo: Dammi l’anima, e tieni per te le sostanze.

22. E Abramo disse al re di Sodoma: Alzo la mia mano davanti a Jehovah Dio l’altissimo, creatore dei cieli e della terra.

23. Né un filo, né un legaccio di sandalo; non prenderò nulla di ciò che è tuo, affinché tu non dica, ho arricchito Abramo.

24. Non pretendo niente per me, salvo quanto hanno mangiato i miei servi, e la parte che spetta ai miei uomini, Aner, Eshcol e Mamre. Essi prenderanno quanto loro dovuto.


Contenuti

1651. Questo capitolo tratta dei combattimenti contro la tentazione del Signore, rappresentati e significati dalle guerre qui descritte.

1652. I beni e le le verità nell’uomo esterno, ma solo quelli che apparivano come beni e verità, erano le cose contro cui il Signore ha combattuto nella sua infanzia, contro i mali e le falsità. I beni e le verità apparenti sono significati dai re nominati nel versetto 1. I mali e le falsità contro cui ha combattuto sono significati dai re nominati nel versetto 2; e questi erano impuri (versetto 3).

1653. Questi mali e queste falsità contro cui ha combattuto non si sono mostrati lui prima dell’infanzia; poi sono esplosi, il che è significato dal loro essere stati al servizio di Chedorlaomer (versetto 4).

1654. Il Signore allora combatté e sconfisse le persuasioni della falsità di ogni genere, che sono i Rephaim, i Zuzim, gli Emim e gli Horites (versetti 5, 6). Successivamente, le falsità e
i mali, che sono gli amaleciti e gli amorei (versetto 7). E poi le altre falsità e mali, che sono i re nominati nei versetti da 8 a 11.

1655. Le verità e i beni apparenti, che non sono in sé verità e beni, presero possesso dell’uomo esterno (versetto 12). E l’uomo razionale che è Abramo l’ebreo, percependo questo, lo ha rivendicato a sé e lo ha liberato (versetti 13-16).

1656. Dopo questi combattimenti, il male e la falsità si sono sottomessi (versetto 17).

1657. L’uomo interno del Signore nell’interiore, ovvero il Divino
nel razionale, è Melchisedek, da cui viene la benedizione dopo i combattimenti (versetti 18-20). Le decime sono i resti, ovvero gli stati del bene e della verità emergenti dai combattimenti (versetto 20).

1658. Gli spiriti maligni e infernali, essendo stati sconfitti, supplicano per la vita e non si curano delle altre cose. Ma nulla di essi è stato preso dal Signore, perché egli non attingeva la sua forza dai loro mali e dalle falsità. Ed essi furono dati nel potere degli spiriti retti e degli angeli (versetti 21-24).

Significato interiore

1659. Le cose contenute in questo capitolo appaiono come se fossero prive di valenza rappresentativa, in quanto si tratta solo delle guerre tra diversi re, del salvataggio di Lot da parte di Abramo, e infine di Melchisedek. E quindi sembra che non contengano alcun arcano celeste. Ma queste cose, come tutto il resto, celano nel senso interno gli arcani più profondi, che seguono in una serie continua da quelli che precedono, e sono connessi in una serie continua con quelle che seguono.

[2] In quelli che precedono, si fa riferimento al Signore, alla sua istruzione, e anche al suo uomo esterno, che doveva essere congiunto all’interno mediante le conoscenze. Ma dato che il suo uomo esterno era, come detto in precedenza, di una natura tale che aveva in sé cose ereditate dalla madre, che impedivano la congiunzione, e nondimeno, dovevano essere espulse per mezzo di combattimenti e tentazioni, prima che il suo uomo esterno potesse essere congiunto all’uomo interno, ovvero la sua essenza umana alla Divina essenza, i combattimenti sono il tema trattato in questo capitolo; e sono rappresentati e significati nel senso interno dalle guerre. È noto all’interno della chiesa che Melchisedek rappresentava il Signore, e pertanto che il Signore s’intende nel senso interno laddove ricorre il nome di Melchisedek. Si può concludere da questo, che non solo le cose riguardanti Melchisedek, ma anche il resto, sono rappresentative; perché non è stata scritta una sola sillaba nella Parola che non sia stata mandata dal cielo e di conseguenza, in cui gli angeli non vedono cose celesti.

[3] Anche in tempi remoti, molte cose erano rappresentate dalle guerre che furono chiamate le guerre di Jehovah e che non significavano altro che i combattimenti della chiesa e degli appartenenti alla chiesa, cioè le loro tentazioni, che non sono altro che combattimenti e guerre con i mali in loro stessi, e conseguentemente con l’orda diabolica che eccita i mali, e profonde ogni sforzo per distruggere la chiesa e l’uomo della chiesa. Che non si intenda altro nella Parola per guerre può essere chiaramente visto dal fatto che nulla può essere trattato nella Parola se non il Signore e il suo regno, e la chiesa; perché essa è Divina e non umana, di conseguenza celeste e non mondana, e pertanto con il termine guerre, nient’altro può essere inteso nel senso interno. Questo sarà più evidente da ciò che segue.

1660. Versetti 1, 2. E avvenne nei giorni di Amraphel, re di Shinar, Arioch, re di Ellasar, Chedorlaomer re di Elam, e re di Tidal Goim, che fecero guerra con Bera re di Sodoma, e con Birsha Re di Gomorra, Shinab, re d’Adma, e Semeber, re di Giuda Zeboiim, e con il re di Bela, Zoar. E avvenne nei giorni di Amraphel, re di Shinar, Arioch, re di Ellasar, Chedorlaomer re di Elam, e re di Tidal Goim, significa tipi differenti di beni e verità apparenti – che non sono in sé beni e verità – nell’uomo esterno del Signore. Ciascuno dei re e ciascuna delle nazioni significa rispettivamente un particolare bene ed una particolare verità. Fecero guerra con Bera re di Sodoma, e con Birsha Re di Gomorra, Shinab, re d’Adma, e Semeber, re di Giuda Zeboiim, e con il re di Bela, Zoar, significa altrattanti tipo di cupidità del male e di persuasioni della falsità, contro cui il Signore combatté.

1661. E avvenne nei giorni di Amraphel, re di Shinar, Arioch, re di Ellasar, Chedorlaomer re di Elam, e re di Tidal Goim. Che questi significhino tanti tipi differenti di beni e verità apparenti, che in sé non sono beni né verità, che erano nell’uomo esterno del Signore, può essere visto dal significato di questi nel senso interno e anche da ciò che segue. Perché il tema qui trattato è il combattimento del Signore contro i mali e le falsità che ebbe luogo nella sua infanzia e nella sua prima giovinezza, quando fu permeato e sostenuto dalle conoscenze mondane, in relazione alle quali si dice, nei giorni di questi.

[2] Nessuno può mai combattere contro i mali e le falsità finché non ha imparato a conoscere quali siano i mali e le falsità, dunque fino a quando non è stato istruito. Un uomo non sa quale sia il male, ancor meno quale sia la falsità, finché non ha pienamente l’uso dell’intelletto e del giudizio, e questo è il motivo per cui un uomo non subisce le tentazioni fino a quando non è giunto all’età adulta; ogni uomo nell’età, ma il Signore nella sua infanzia.

[3] Ogni uomo combatte con i beni e le verità che ha ricevuto attraverso le conoscenze; e da queste giudica dei mali e delle falsità. Ogni uomo inoltre, quando inizia a combattere, presuppone che i beni e le verità con cui combatte, siano sue proprie; cioè le attribuisce a se stesso e allo stesso tempo attribuisce a se stesso il potere con cui si oppone. Anche questo è permesso; poiché l’uomo non può che avere tale convincimento. Finché un uomo non è stato rigenerato, non può sapere né è in grado di affermare che sa, riconosce e crede che nulla del bene e della verità è da sé stesso, ma che tutto il bene e la verità sono dal Signore. Ovvero che non può resistere a qualsiasi male e falsità dal suo proprio potere. Perché non sa che gli spiriti maligni eccitano e infondono i mali e le falsità; ancora meno sa che per mezzo degli spiriti maligni è in comunicazione con l’inferno; e che l’inferno preme come fa il mare su ogni parte della diga, e che nessun uomo può resistere alla pressione dell’inferno con il suo proprio potere. Ma finché non sia stato rigenerato un uomo non può che credere che si oppone in forza del suo potere; questo è anche permesso. Quindi egli è introdotto nei combattimenti o tentazioni. Ma dopo è sempre più illuminato.

[4] Quando un uomo è in uno stato tale da credere che il bene e la verità sia da se stesso e che il potere di resistere sia suo proprio, allora i beni e le verità con i quali combatte contro i mali e le falsità non sono autentici beni e verità, seppure appaiano così. Perché in essi c’è ciò che è suo proprio, ed egli pone in sé il merito della vittoria e la gloria come se fosse lui a sconfiggere il male e la falsità, quando invece il Signore soltanto combatte e sconfigge. Che sia così, nessuno può saperlo, salvo quelli che sono stati rigenerati per mezzo delle tentazioni.

[5] E dato che nella sua prima infanzia il Signore è stato introdotto nei più pesanti combattimenti contro i mali e le falsità, egli non poteva che avere un simile convincimento. E questo non solo perché era conforme al Divino ordine che la sua essenza umana fosse introdotta alla Divina essenza ed essere unita ad essa mediante continui combattimenti e vittorie, ma anche perché i beni e le verità con cui combatteva contro i mali e le falsità erano dell’uomo esterno. E poiché questi beni e verità non erano completamente Divini, sono perciò chiamati apparenze del bene e della verità. La sua Divina essenza ha introdotto in questo modo il suo umano, in modo che potesse prevalere dal suo proprio potere. Ma ci sono qui più arcani di quanto possa essere esposto. In una parola, nei primi combattimenti, i beni e le verità nel Signore, con cui egli combatteva, erano permeati di cose ereditate dalla madre e, in quanto tali, non erano Divini. Ma gradualmente, nella misura in cui sconfiggeva i mali e le falsità, essi furono purificati e resi Divini.

1662. Che ciascuno dei re, e ciascuna delle nazioni, significhino quei beni e quelle verità, è evidente dal loro significato nel senso interno, in relazione al soggetto qui trattato. Perché ogni nazione e ogni territorio, significano una certa cosa in generale, sia sia nel senso proprio, sia nel senso opposto; e il significato generale si applica all’argomento trattato. Che i beni e le verità apparenti siano rappresentati dai nomi di questi re e di queste nazioni, può essere confermato da molti passi nella Parola. Ma dato che questo è stato fatto tante volte prima, e dato che qui ricorrono una pluralità di nomi, sarebbe tedioso spiegarli tutti uno per uno.

1663. Fecero guerra con Bera re di Sodoma, e con Birsha Re di Gomorra, Shinab, re d’Adma, e Semeber, re di Giuda Zeboiim, e con il re di Bela, Zoar. Che questi significhino differenti tipi di cupidità del male e persuasioni del falso contro cui il Signore combatté, può essere visto anche dal significato dei re e delle nazioni qui citati e anche da ciò che segue. Quali cupidità del male e quali persuasioni del falsità s’intendano per ciascuno di essi, sarebbe troppo tedioso da esporre. Del significato di Sodoma e Gomorra, di Admah, di Zeboiim e di Zoar, si è già trattato brevemente. Essi rappresentano i tipi più generali o più universali dei mali e delle falsità; ed essendo significati nel senso interno, seguono qui nella loro ordine.

[2] Che il Signore abbia subito e sopportato le più gravi e pesanti, mai provate da nessuno, non è così ben noto dalla Parola, dove è detto solo che rimase nel deserto per quaranta giorni e fu tentato dal diavolo. Le tentazioni stesse, poi sono descritte in poche parole, ma queste poche coinvolgono tutte le tentazioni, come si dice in Marco (1:12, 13) che era là con le bestie selvagge, con cui s’intende la peggiori orda infernale. E ciò che è esposto [in Matteo e in Luca], che fu condotto dal diavolo sulla sommità del tempio e su un’alta montagna, non sono altro che rappresentazioni delle tentazioni più gravose che ebbe nel deserto di cui, per Divina misericordia del Signore, di dirà di seguito.

1664. Che le guerre qui menzionate non significhino nient’altro, nel senso interno, che guerre spirituali o tentazioni, è stato detto sopra, all’inizio di questo capitolo. Le guerre che ricorrono nella Parola, specialmente nei profeti, non hanno altro significato. Le guerre degli uomini non trovano posto nell’intimo della Parola; perché tali cose non sono spirituali, né celesti, come quelle sole che appartengono alla Parola. Che i combattimenti con il diavolo, o ciò che è lo stesso, con l’inferno, sono significati dalle guerre citate nella Parola, si può vedere dai passi che ora seguono, oltre a molti altri. In Giovanni:

Sono spiriti di demoni, che operano prodigi, per radunare i re della terra e del mondo intero, per riunirli insieme alla guerra nel grande giorno di Dio Onnipotente (Ap. 16:14)

dove chiunque può vedere che nessuna altra guerra s’intende nel gran giorno di Dio onnipotente.

[2] Nello stesso profeta:

La bestia che esce dall’abisso farà guerra (Ap. 11:7)

dove l’abisso è l’inferno. Nello stesso profeta:

Il drago si infuriò con la donna e fece guerra contro i resti del suo seme, che osservano i comandamenti di Dio e hanno la testimonianza di Gesù Cristo (Ap. 12:17)

Gli fu dato di fare guerra contro i santi (Ap. 13:7)

Tutte queste guerre sono combattimenti come quelli inerenti le tentazioni. Le guerre dei re di mezzogiorno e settentrione e le altre menzionate in Daniele (capitoli 10 e 11), e anche le cose dette di Michele (Dan. 10:13, 21; 12:1; Ap. 12:7) hanno lo stesso significato.

[3] Che guerre non significhi altro è evidente anche dagli altri profeti. Come in Ezechiele:

Non siete stati sulle brecce, né avete costruito baluardi a difesa della casa d’Israele, per resistere alla guerra nel giorno di Jehovah (Ez. 13:5)

dove questo si dice dei profeti. In Isaia:

Forgeranno le loro spade in vomeri, e le loro lance in falci. Una nazione non solleverà più la spada contro un’altra nazione, né si eserciteranno più nell’arte della guerra (Is. 2:4)

dove è chiaro che nessun’altra guerra s’intende qui. E di conseguenza che, con le armi da guerra, come spade, lance, scudi e altre cose, nella Parola non si intende altro che le cose che attengono a questo genere di guerre.

[4] Ancora in Isaia:

Portate acqua a colui che ha sete, voi abitanti del paese di Thema. Presentativi ai fuggiaschi con il pane. Perché fuggono dalle spade, davanti alle spade sguainate, davanti all’arco teso e davanti ai pericoli della guerra (Isaia 21:14-15)

In Geremia:

I pastori e i loro greggi giungeranno alla figlia di Sion. Pianteranno le loro tende intorno a lei. E pascoleranno nel suo spazio. Ingaggiate la guerra contro di essa, assaliamola in pieno giorno (Ger 6:3-5)

dove non è intesa alcuna guerra, perché è contro la figlia di Sion, cioè la chiesa.

[5] Nello stesso profeta:

Come è stata abbandonata la città della lode, la città della mia gioia; così cadranno i suoi giovani nelle piazze, e tutti i guerrieri cadranno in quel giorno (Geremia 49:25-26)

la città della lode e della gioia indica le cose che sono della chiesa. I guerrieri sono coloro che combattono.

[6] In Osea:

In quel giorno farò con loro un’alleanza, con la bestia selvaggia del campo, con gli uccelli dei cieli, e con i rettili che striscia sul suolo. Spezzerò l’arco, la spada e allontanerò la guerra del paese, e li farò riposare tranquilli (Os. 2:20)

dove allo stesso modo, guerra indica i combattimenti e le varie armi da guerra, le cose concernenti il combattimento spirituale. Questi sono spezzati quando cessano le cupidità e le falsità, l’uomo raggiunge la tranquillità della pace

[7] In Davide:

Ecco le opere di Jehovah, che ha ridotto nella desolazione la terra. Egli fa cessare le guerre fino ai confini della terra. Rompe l’arco e spezza la lancia. Fa bruciare i carri nel fuoco (Salmi 46:9-10)

dove il significato è simile. Nello stesso libro:

In Salem è l’abitazione di Dio e la sua dimora in Sion. Lì spezzò i dardi infuocati schioccati dall’arco, lo scudo, la spada e la guerra (Salmi 76:3-4)

Poiché i sacerdoti rappresentavano il Signore, che da solo combatte per l’uomo, il loro servizio è chiamato milizia (Num. 4:23, 35, 39, 43, 47).

[8] Che soltanto Jehovah, cioè il Signore combatta e sconfigga il diavolo che è presso l’uomo quando è nei combattimenti delle tentazioni, anche se non sembra così all’uomo, è una verità incontestabile; perché nulla può essere portato all’uomo dagli spiriti maligni che non sia permesso. E nulla, per quanto piccolo, può essere evitato dagli angeli, se non dal Signore. Pertanto è il Signore soltanto che sostiene tutto il combattimento e prevale. Ciò è rappresentato ovunque dalle guerre mosse dei figli d’Israele contro le nazioni. Che sia unicamente il Signore a combattere, è affermato anche in Mosè:

Jehovah, il tuo Dio che cammina davanti a te, combatterà per te (Deut. 1:30)

Jehovah, il tuo Dio è colui che cammina con te per combattere per voi contro i tuoi nemici, Per salvarvi (Deut. 20:4, così anche in Giosuè, 23:3, 5)

[9] Perché le guerre condotte contro le nazioni idolatre della terra di Canaan, rappresentavano tutte i combattimenti del Signore contro l’inferno. E di conseguenza, i combattimenti della sua chiesa e quelli degli uomini della sua chiesa. Questo concorda anche con le seguenti parole in Isaia:

Come ruggisce il leone sopra la sua preda, quando la schiera dei pastori accorre contro di lui, e non teme le loro grida né è afflitto dal loro tumulto. Così Jehovah Zebaoth scenderà per combattere sul monte Sion e sulla sua collina (Isaia 31:1)

[10] Per questo Jehovah ovvero il Signore è anche chiamato uomo di guerra. Come in Mosè:

Jehovah è un uomo di guerra, Jehovah è il suo nome (Es. 15:3)

E in Isaia:

Jehovah procederà come un eroe, susciterà zelo come un uomo di guerra; Egli piangerà, e leverà alte grida. Egli prevarrà contro i suoi nemici (Isaia 42:13).

Questo è anche il motivo per cui molte cose che riguardano la guerra sono attribuite al Signore; come qui piangere e levare alte grida.

[11] Spiriti e angeli appaiono anche come guerrieri quando ha luogo una rappresentazione. Come in Giosuè:

Giosuè alzò gli occhi ed ecco, vide un uomo con la spada sguainata davanti a lui. E questi disse a Giosuè: Io sono il principe dell’esercito di Jehovah. Allora Giosuè cadde con la faccia a terra (Giosuè 5:13-14).

Queste cose erano così viste perché erano rappresentative; e per la stessa ragione i posteri di Giacobbe chiamarono le loro guerre, guerre di Jehovah.

[12] Lo stesso è avvenuto anche nelle chiese antiche. E tra queste vi erano libri che furono chiamati Guerre di Jehovah, come è evidente in Mosè:

Si dice nel libro delle guerre di Jehovah (Num 21:14-15).

Questo è stato scritto in modo non dissimile dall’esposizione delle guerre in questo capitolo; ma lì s’intendevano i combattimenti della chiesa. Quello stile di scrittura era familiare in quei tempi; perché allora esistevano uomini interni che pensavano a cose elevate.

1665. Versetto 3. Tutti questi erano riuniti nella valle di Siddim, dove si trova il mare salato. Tutti questi erano riuniti nella valle di Siddim, significa che si trovavano nelle cose impure delle cupidità. Dove si trova il mare salato, significa le cose sudicie delle falsità.

1666. Tutti questi erano riuniti nella valle di Siddim. Che questo significhi che si trovavano nelle cose impure delle cupidità, si può scorgere dal significato di valle di Siddim, esposto di seguito al versetto 10, dove si dice che nella valle di Siddim c’erano pozzi, pozzi di bitume, cioè era piena di pozzi di bitume, con cui s’intendono le cose insane e impure delle cupidità (si veda il n. 1299). Lo stesso può essere visto dal fatto che per Sodoma, Gomorra, Admah e Zeboiim s’intendono le cupidità del male e le persuasioni della falsità, che in sé sono impure. Che siano impuri chiunque può vederlo all’interno della chiesa; ed appare così effettivamente nell’altra vita. Questi spiriti non desiderano niente di meglio che passare il loro tempo in luoghi paludosi, stagnanti e nelle cloache, essendo la loro natura in accordo con queste cose. Queste cose impure esalano in maniera percettibile da loro quando si avvicinano alla sfera degli spiriti retti; soprattutto quando desiderano infestare il bene, cioè riunirsi per attaccarli. Da ciò è evidente cosa sia la valle di Siddim.

[2] Che dove si trova il mare salato, significhi le cose sudicie delle falsità derivanti dalle cupidità, può essere visto dal significato di mare salato, cioè come era la stessa valle di Siddim; perché è detto, la valle di Siddim, dove si trova il mare salato. Queste parole sono aggiunte per il motivo che mare salato significa le falsità che scaturirono dalle cupidità. Perché non vi può essere cupidità che non produca falsità. La natura delle cupidità può essere paragonata al fuoco del carbone, e le falsità alla sua luce oscura. Poiché non può esservi fuoco senza luce, così come non può esservi cupidità senza falsità. Ogni cupidità appartiene ad un qualche amore insano; perché ciò che è amato è desiderato, e quindi è chiamato cupidità, e nel desiderio stesso c’è l’amore in questione nella sua continuità. Qualunque cosa favorisca o assecondi questo amore o cupidità, si chiama falsità. Di qui è evidente perché le parole mare salato sono aggiunti alle parole valle di Siddim.

[3] Poiché le cupidità e le falsità sono ciò che devasta l’uomo ovvero lo manda in rovina, cioè lo priva di tutta la vita dell’amore del bene e dell’affezione per la verità, la devastazione è descritta in molti passi attraverso della salinità. Come in Geremia:

Chi pone nella carne il suo suo sostegno sarà come un arbusto spoglio nel deserto. Non vedrà quando il bene viene e si dimorerà nei luoghi aridi nel deserto, una terra salata e disabitata (Ger.17:5-6)

In Ezechiele:

Le sue sue paludi e i suoi pantani non saranno risanati; saranno abbandonati al sale (Ez. 47:11)

In Davide:

Jehovah trasforma i fiumi in deserto e le sorgenti d’acqua in secche; una fertile terra in una salina, a causa della malvagità di coloro che abitano in essa (Salmi 107:33-34).

In Sofonia:

il Moab sarà come Sodoma, e i figli di Ammon come Gomorra, un luogo abbandonato all’ortica, una fossa di sale e una desolazione per sempre (Sof. 2:9)

[4] In Mosè:

Tutta la terra è bruciata da zolfo e sale. Non ci sarà semina, né germogli, né crescerà alcuna erba in essa; come nello sconvolgimento di Sodoma e Gomorra, di Admah e di Zeboiim (Deut. 29:23).

Tutta la terra è bruciata da zolfo e sale denota la devastazione dei beni e della verità; zolfo, la devastazione del bene; sale, la devastazione della verità; perché gli incendi e la salinità distruggono la terra e i prodotti della terra proprio come le cupidità distruggono i beni e le falsità distruggono le verità. Poiché il sale era rappresentativo della devastazione, era usuale seminare con sale le città distrutte, in modo che non venissero ricostruite (cfr. Giudici 9:45). Il sale viene usato anche nel senso opposto, indicando ciò che dà la fertilità e conferisce sapore.

Versetto 4. Dodici anni servirono Chedorlaomer, e nel tredicesimo anno si ribellarono. Dodici anni servirono Chedorlaomer, significa che i mali e le falsità non apparsero nell’infanzia, ma che servirono i beni e le verità apparenti; e nel tredicesimo anno si ribellarono, significa l’inizio delle tentazioni nell’infanzia.

1667. Dodici anni servirono Chedorlaomer. Che ciò significhi che i mali e le falsità non appaiono nell’infanzia, ma che servivano i beni e le verità apparenti, è evidente dalla valenza rappresentativa e dal significato di Chedorlaomer, e anche dal fatto che erano al servizio (come spiegato sopra, versetto 1). E anche dal significato di dodici. Chedorlaomer, insieme a quelli nominati sopra (versetto 2), significa i beni e le verità apparenti nel Signore, quindi nel suo uomo esterno. Chedorlaomer qui rappresenta tutti quelli nominati sopra, nel loro insieme (versetto 2) come risulta anche da ciò che segue, e anche dal fatto che egli era re di Elam, il cui significato è stato già esposto, cioè la fede dalla carità; qui sta per la verità dal bene; perché la fede e le cose inerenti la fede non sono null’altro che verità; e la carità e le cose inerenti la carità sono altro che beni.

[2] Qui i beni sono quelli dell’infanzia che, sebbene appaiano beni, non sono tali finché il male ereditario li contamina, vale a dire, ciò è dall’amore di sé e dall’amore del mondo. Qualunque cosa appartenga all’amore di sé e all’amore del mondo, appare come bene, ma non è bene. Ciò nondimeno è chiamato bene, fino a quando è in un bambino o un bambino non sappia cosa sia l’autentico bene. L’ignoranza scusa, e l’innocenza lo fa apparire come fosse bene. Ma il caso è diverso quando l’uomo è stato istruito e sa cosa sia il bene e il male. Quel bene e quella verità in un bambino prima che sia stato istruito sono rappresentati da Chedorlaomer.

[3] Servire per dodici anni, significa tutto il tempo in cui vi è quel bene e quella verità; perché nel senso interno dodici indica tutte le cose che riguardano la fede della carità, ovvero la fede dalla carità, rappresentata da Elam (Genesi 10:22). E fintanto che il bene e la verità sono in un uomo, sia nella sua infanzia, sia in qualsiasi altra età, i mali e le falsità non possono nulla. Cioè gli spiriti maligni non possono minimamente infierire, né introdurre alcun male. Come avviene presso i neonati, i bambini ben disposti, e i semplici di cuore. Presso di loro, sebbene siano presenti gli spiriti maligni e la peggiore orda diabolica, non possono nulla, ma sono in una condizione di soggezione; questo s’intende di essere al servizio di Chedorlaomer per dodici anni .

[4] Il motivo per cui essi sono in soggezione e al servizio, è che l’uomo non ha ancora acquisito la sfera della cupidità e della falsità. Perché agli spiriti e ai genii non è permesso di operare se non in quelle cose di cui un uomo si sia appropriato mediante le proprie azioni, dunque non in quelle cose che ha ereditato. E quindi, fintanto che l’uomo non acquisisce una tale sfera, gli spiriti maligni sono al servizio; ma non appena egli acquisisce tale sfera, gli spiriti maligni piombano su di lui e profondono ogni sforzo per dominarlo; Perché essi sono allora nella sua sfera effettiva, dove trovano il proprio piacere, ovvero la loro stessa vita. Dove è la carcassa, sono le aquile (Matteo 24:28).

1668. E nel tredicesimo anno si ribellarono. Che questo significhi l’inizio delle tentazioni nell’infanzia è evidente dal significato di tredicesimo anno e dal significato di ribellione. Il tredicesimo anno è intermedio tra il dodicesimo e il quattordicesimo. Ciò che s’intende per dodici è stato esposto, e per quattordici sarà detto ora. L’intermedio tra nessuna tentazione e la tentazione è tredici. Ciò che s’intende per ribellione può essere compreso in relazione agli uomini malvagi, o agli spiriti maligni, quando sono stati in soggezione o al servizio e cominciano ad insorgere e ad infestare.

[2] I mali o gli spiriti malvagi si ribellano nella misura in cui l’uomo che vuole essere nel bene e nella verità conferma in sé ogni male e falsità, cioè nella misura in cui le cupidità e le falsità si insinuano nei suoi beni e nelle sue verità. Nelle cupidità e nelle falsità è la vita dei mali, e nei beni e nelle verità è la vita degli angeli; di qui procede l’infestazione e il combattimento. È così per tutti coloro che hanno coscienza, e maggiormente per il Signore, nella sua infanzia, avendo la percezione. Presso coloro che hanno la coscienza emerge di lì un dolore indefinito; invece presso coloro che hanno la percezione, il dolore è acuto e la percezione è più interiore. Da ciò si può vedere quale era la natura delle tentazioni del Signore rispetto alle tentazioni degli uomini, perché egli aveva una percezione intima e interiore.

1669. Versetto 5. E nel quattordicesimo anno Chedorlaomer avanzò, e i re che erano con lui, e colpì i Refaim in Ashteroth-karnaim, e i Zuzim in Ham, e gli Emim in Shavehkiriathaim. Nel quattordicesimo anno, significa la prima tentazione. Chedorlaomer avanzò, significa il bene apparente nell’uomo esterno. e i re che erano con lui, significa la verità apparente che è da quel bene. E colpirono i Refaim in Ashteroth-karnaim, e i Zuzim in Ham, e gli Emim in Shavehkiriathaim, significa le persuasioni della falsità ovvero gli inferni di tale natura che il Signore conquistò.

1670. Nel quattordicesimo anno. Che questo significhi la prima tentazione, si può vedere dal significato di quattordici ovvero la fine della seconda settimana, di cui si veda sopra (n. 728), dove il tempo di sette giorni o di una settimana indica l’inizio della tentazione. Quattordici, o il termine di due settimane, rappresentano la stessa cosa. Si dice qui nel quattordicesimo anno, riferendosi ai dodici anni che precedono, con cui, come detto prima, s’intende il periodo dell’infanzia.

1671. Chedorlaomer avanzò. Che questo significhi il bene apparente nell’uomo esterno, è evidente dal significato di Chedorlaomer, spiegato nel versetto precedente, cioè il bene e la verità apparenti; qui il solo bene, perché si dice anche e i re che erano con lui, con cui s’intende la verità.

1672. E i re che erano con lui i. Che questo significhi la verità apparente di quel bene è evidente dal significato di re nella Parola. Re, regni e popoli, nelle parti storiche e profetiche della Parola, significano le verità e le cose inerenti le verità, come può essere abbondantemente confermato. Nella Parola una distinzione accurata viene fatta tra popolo e nazione. Per popolo s’intendono le verità e per nazione, i beni, come precedentemente mostrato (n. 1259-1260). I re fanno riferimento ai popoli, non alle nazioni. Prima i figli di Israele aspirassero ad avere un re, erano una nazione, e rappresentavano il bene, o ciò che è celeste. Ma dopo aver desiderato un re, e dopo che questi si era insediato, sono diventati un popolo e non rappresentavano più il bene o ciò che è celeste, ma la verità o ciò che è spirituale; ragione per cui questo fu imputato loro come colpa (cfr. 1 Sam 8:7-22, di cui per Divina misericordia del Signore, si dirà altrove). Poiché Chedorlaomer è qui nominato, ed è aggiunto i re che erano con lui, ss’intende sia il bene, sia la verità; per Chedorlaomer, il bene, e per i re, la verità. E quale fosse la qualità del bene e della verità all’inizio delle tentazioni del Signore è stato già esposto.

1673. E colpì i Refaim in Ashteroth-karnaim, e i Zuzim in Ham, e gli Emim in Shavehkiriathaim. Che questo significhi le persuasioni della falsità ovvero gli inferni di ina tale natura, che il Signore ha conquistato, è evidente dal significato di Refaim, Zuzim e Emim, cioè di indole simile ai Nephilim, che ricorrono in Genesi 6:4; e nell’esposizione di quel passo (si veda il n. 581) è stato sufficientemente dimostrato e in abbondanza che per i Nephilim si intende la persuasione della falsità, o coloro che da una persuasione della propria esaltazione e preminenza non hanno estinto tutto ciò che è santo e vero, e che hanno infuso falsità nelle loro cupidità; Come è anche chiarito dai passi che sono stati addotti (Num. 13:33, Deut. 2:10-11, Is. 14:9, 26:14, 19, Salmi 88:10). I diversi tipi di persuasioni della falsità sono qui rappresentati da questi tre e dagli Hurriti sul monte Seir; perché esistono molti tipi di persuasioni della falsità, non solo secondo le falsità, ma anche secondo le cupidità cui si aggiungono, o in cui si fondono, o da cui scaturiscono e vengono prodotte. La natura di queste persuasioni di falsità non può mai apparire ad alcun uomo, che difficilmente sa che dell’esistenza delle persuasioni della falsità e e delle cupidità del male. Ma nell’altra vita essi sono distintamente disposti nei loro generi e nelle loro specie.

[2] Le persuasioni più feroci della falsità esistevano presso coloro che vissero prima del diluvio, specialmente presso quelli che erano chiamati Nephilim. Questi Nephilim sono di un’indole tale che nell’altra vita, per via delle loro persuasioni, sottraggono agli spiriti ai quali si approssimano, ogni facoltà del pensiero, al punto che questi spiriti appaiono a se stessi come privi di vita, e incapaci di pensare qualcosa di vero. Infatti, come detto in precedenza, nell’altra vita c’è una comunicazione dei pensieri di tutti e, quindi, quando tali persuasioni fluiscono, non possono che estinguere l’altrui facoltà di pensiero. Tali erano le orde malvagie cui il Signore combatté nella prima infanzia e conquistò. E se il Signore non li avesse conquistati con la sua venuta nel mondo, non sarebbe rimasto un solo uomo sulla terra nel tempo presente. Poiché ogni uomo è sotto il governo dal Signore attraverso gli spiriti. Questi stessi Nephilim sono oggi rinchiusi dalle loro fantasie in quello che sembra una roccia nebbiosa, da cui tentando sempre, ma invano, di sollevarsi (di cui si vedano i n. 1265-1272 e in molti altri luoghi sopra). A questi, e altri simili a loro, si fa riferimento anche in Isaia:

I morti non vivranno, i Refaim non risorgeranno, perché tu li hai visitati e li hai distrutti, e hai fatto perire ogni ricordo di essi (Isaia 26:14)

Anche in Davide

compi forse prodigi per i morti? O risorgeranno i Refaim per lodarti? (Salmi 88:10)

Dove per morti non s’intendono i morti, ma i dannati. Ci sono anche nel tempo presente, specialmente nel mondo cristiano, coloro che hanno delle persuasioni, ma non così terribili quanto quelli di coloro che vissero prima del diluvio. Esistono certe persuasioni di falsità che prendono possesso sia della volontà, sia dell’intelletto dell’uomo. Tali erano quelle degli antidiluviani, e di coloro che sono qui rappresentati dai Refaim, dagli Zuzim e dagli Emim. Ma ci sono altre persuasioni di falsità che prendono possesso solo della parte intellettuale e che sorgono dai principi della falsità che sono confermati in sé. Queste non sono così potenti, né così mortali, come le prime; ciò nondimeno esse causano molta irritazione agli spiriti nell’altra vita e sottraggono in parte la loro capacità di pensare. Lo spirito di questa indole eccita in un uomo solo le conferme di ciò che è falso, al punto che l’uomo non veda diversamente che la falsità come verità e il male come bene. È la loro sfera che è di tale carattere. Non appena qualunque cosa della verità è richiamata dagli angeli, essi la soffocano e la estinguono.

[4] Un uomo può percepire se sotto il dominio di questi semplicemente osservando se pensa che le verità della Parola siano falsità e conferma in sé che non può essere altrimenti. Se tale è il caso, può essere ragionevolmente sicuro che tali spiriti sono presso di lui e che hanno il dominio. Allo stesso modo coloro che affermano che il loro vantaggio privato è il bene comune e che non considerano il bene comune come nulla, se non è anche a loro proprio vantaggio. Anche in questo caso anche gli spiriti malvagi che sono presenti suggeriscono così tante cose a conferma di ciò che essi non vedono altrimenti. Coloro che considerano ogni vantaggio per se stessi come il bene comune o che lo coprono con l’apparenza del bene comune, fanno altrettanto nell’altra vita riguardo al bene comune di lì. Che tale natura sia la natura dell’influsso degli spiriti presso l’uomo, mi è stato dato di saperlo attraverso un’esperienza continua in vita.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...