Arcana Coelestia (1619-1633)

Seguito della luce in cui sono gli angeli, dei loro scenari e delle loro dimore

1619. Quando la vista interiore di un uomo è aperta, che è la vista del suo spirito, le cose dell’altra vita appaiono; queste non possono essere visibili alla vista del corpo. Le visioni dei profeti non erano altro. Nel cielo, come è stato detto, ci sono continue rappresentazioni del Signore e del suo regno; e ci sono cose significative; e questo in misura tale che non vi è nulla di ciò che si presenta alla vista degli angeli che non sia rappresentativo e significativo. Da qui vengono le immagini rappresentative e significative nella Parola; perché la Parola è dal Signore, attraverso il cielo.

1620. Le cose che si presentano alla vista nel mondo degli spiriti e nel cielo sono più di quanto si possa dire. Poiché il soggetto trattato in questa sede è la luce, è appropriato esporre le cose che procedono immediatamente dalla luce, quali le atmosfere, gli scenari paradisiaci, l’arcobaleno, i palazzi e le dimore, che sono così luminosi e vividi alla vista esterna degli spiriti e degli angeli, e sono allo stesso tempo percepiti così pienamente da ogni senso, che essi affermano che sono reali e quelli del mondo comparativamente irreali.

1621. Per quanto riguarda le atmosfere in cui vivono i beati, che procedono da quella luce, esse sono innumerevoli, e sono di una bellezza e gradevolezza così grandi che non possono essere descritte. Ci sono atmosfere adamantine che brillano in tutte le loro minime parti, come se fossero composte da sferule di diamante. Ci sono atmosfere che ricordano lo scintillio di tutte le pietre preziose. Ci sono atmosfere simili a grandi perle traslucenti dal loro centro e brillanti dei colori più luminosi. Ci sono atmosfere sfolgoranti come dall’oro, dall’argento, e anche dall’oro e dall’argento adamantino. Ci sono atmosfere floreali di tonalità variegate, in forme minime e scarsamente distinguibili; tali atmosfere, in una varietà infinita, riempiono il cielo dei neonati. Ci sono anche atmosfere di bambini giocondi, nelle forme più minute, indistinguibili e percepibili solo interiormente; da cui i neonati ricevono l’idea che tutte le cose che li circondano siano vive. Essi sono nella vita del Signore che influisce nel loro intimo con la letizia. Oltre a ciò esistono altri tipi di atmosfere, in una varietà innumerevole, e anche indicibile.

1622. Riguardo ai giardini, questi sono meravigliosi. Giardini paradisiaci di estensioni immense e di alberi di ogni specie, appaiono alla vista in una bellezza e gradevolezza tali da superare ogni idea del pensiero. E questi giardini appaiono con una vitalità tale alla vista esterna che quelli che sono lì non solo li vedono, ma percepiscono ogni particolare molto più vividamente di quanto possa percepire la vista dell’occhio sulla terra. Affinché non avessi dubbi rispetto a questo, sono stato portato nella regione dove dimorano quelli che vivono una vita paradisiaca, di fronte e un po’ al di sopra l’angolo dell’occhio destro. Ciascuna e tutte le cose lì appaiono nella loro primavera e nel fiore della bellezza, con una magnificenza e varietà straordinarie. Ogni cosa lì è vivida in quanto rappresentativa; perché lì non c’è niente che non rappresenti e significhi qualcosa di celeste e spirituale. Quindi queste non solo influenzano la vista con piacevolezza, ma anche la mente con felicità.

[2] Alcune anime, novizie arrivate dal mondo, che in ragione delle convinzioni acquisite mentre vivevano nel mondo, dubitavano della possibilità che tali cose esistessero nell’altra vita, dove non c’è legno, né pietra – parlando con me – hanno confessato nel loro stupore che ciò andava oltre le parole, e che essi non potevano in alcun modo rappresentare con una qualsiasi idea l’ineffabilità di ciò che hanno veduto. E che gioie e delizie brillano da ogni singola cosa, in differenti varietà. Le anime che stanno per essere introdotte nel cielo sono per la maggior parte condotte preliminarmente in regioni paradisiache. Ma gli angeli guardano a queste regioni con occhi diversi. I giardini paradisiaci non suscitano in loro meraviglia, bensì ciò che essi rappresentano, cioè le cose celesti e spirituali da cui questi procedono. Fu da questi elementi rappresentativi che la chiesa più antica ebbe i suoi giardini paradisiaci.

1623. Riguardo all’arcobaleno, esiste una sorta di cielo ad arcobaleno, dove l’intera atmosfera sembra essere formata da piccoli arcobaleni. Coloro che appartengono alla regione dell’occhio interno sono lì davanti, a destra un po’ in alto. Lì l’intera atmosfera, o aura, è costituita da tali bande di luce, irradiate ovunque. Intorno appare la forma di un immenso arcobaleno immenso e incantevole, composto di arcobaleni di minime dimensioni, che sono le immagini del più grande. Ogni colore è composto da innumerevoli raggi, in modo che a miriadi concorrono alla costituzione di una singola banda cromatica percettibile come tale. Questa è una sorta di modificazione delle origini della luce dalle cose celesti e spirituali che la producono e che al tempo stesso presentano davanti alla vista l’idea rappresentativa di esse stesse. Le varietà e le variazioni degli arcobaleni sono innumerevoli. Mi è stato dato di vederne alcuni; e affinché possa essere concepita qualche idea dalla loro varietà e si possa vedere di quanti raggi si compone una banda cromatica visibile, si possono descrivere alcune varietà.

1624. Ho visto la forma di un certo ampio arcobaleno, affinché da ciò potessi sapere come è nella sua forma più piccola. La luce era del più luminoso bianco, circondato ai margini da una sorta di circonferenza, al centro della quale appariva un’oscurità come terrena, e intorno ad essa era molto luminoso con un’intensità variabile e variegata con punti dorati, come piccole stelle; oltre alle variazioni indotte da fiori di sfumature diverse, che entravano in quella intensa luminosità. I colori dei fiori non fluivano dalla luce bianca, ma da una luce fiammeggiante. Tutte queste cose erano rappresentative di cose celesti e spirituali. Tutti i colori visti nell’altra vita rappresentano ciò che è celeste e spirituale. I colori dalla luce fiammeggiante, sono rappresentativi dell’amore e dell’affezione per il bene. I colori che emanano dalla luce bianca, sono rappresentativi della fede e dell’affezione per la verità. Da queste origini procedono tutti i colori nell’altra vita; e per questo motivo sono così brillanti che i colori di questo mondo non sono paragonabili ad essi. Ci sono anche colori che non sono mai stati visti in questo mondo.

1625. Era anche visibile una forma d’arcobaleno nel mezzo del quale vi era uno spazio verde, come l’erba; e si percepiva qualcosa di simile ad un sole che era in sé invisibile, da un lato, che illuminava e infondeva una luce di un candore brillante, tale da non poter essere descritto. Ai margini esterni, vi erano le più affascinanti variazioni di colore, su uno sfondo di luce perlacea. Da queste e altre cose è stato mostrato quali sono le forme degli arcobaleni nelle loro parti minime e che ci sono delle variazioni indefinite, e ciò secondo la carità e la fede di colui in relazione al quale tali rappresentazioni sono fatte, che è come un arcobaleno rispetto a coloro ai quali appare nella sua eleganza e nella sua gloria.

1626. Oltre a queste scene paradisiache, sono visibili anche le città, con magnifici palazzi, contigui l’uno all’altro, splendenti nei loro colori, al di là di ogni arte architettonica. Ciò non è motivo di sorpresa; città di aspetto simile furono viste dai profeti, quando fu aperta la loro vista interiore, e così chiaramente che nulla al mondo poteva essere più distinto. Così era la nuova Gerusalemme vista da Giovanni, che è anche descritta da questi con le seguenti parole:

Ed egli mi condusse in spirito su una montagna grande e alta, e mi mostrò la grande città, la santa Gerusalemme, con un muro grande e alto, e dodici porte. E il muro era di diaspro; la città era di oro puro, come vetro d’oro. Le fondamenta del muro adornate da tutti i tipi di pietre preziose. La prima fondazione era di diaspro, la seconda di zaffiro, la terza di calcedonio, la quarto di smeraldo, la quinta di onice, la sesta di sardio, la settima di crisolito, l’ottava di berillo, la nona di topazio, la decima di crisopraso, l’undicesima di giacinto, la dodicesima di ametista (Ap. 21:10, 12, 18-20)

Queste cose sono state viste anche dai profeti. Simili cose, sono viste invariabilmente dagli angeli e dagli spiriti angelici in modo limpido. E, meraviglioso a dirsi, sono percepite in tutta la pienezza dei sensi. Queste cose non possono essere credute da chi ha estinto le idee spirituali attraverso termini e definizioni attinte dalla filosofia umana e dai ragionamenti. E nondimeno sono autenticamente vere. Che siano vere, può essere dedotto dal fatto che sono state viste frequentemente dai santi.

1627. Oltre alle città e ai palazzi, a volte mi è stato dato di vedere anche le loro decorazioni, come quelle dei gradini e dei cancelli, che si muovevano come se fossero vive e continuamente cangianti, con una bellezza e simmetria sempre nuove. E mi è stato detto che le variazioni si succedono l’una all’altra per l’eternità, con una nuova armonia continuamente; e la successione stessa forma anche un’armonia. E questi non erano altro che minimi dettagli.

1628. Tutti gli angeli hanno le proprie abitazioni nei luoghi in cui sono, ed esse sono magnifiche. Sono stato lì, e le ho viste con grande meraviglia; e ho parlato con gli angeli. Sono così distinte e chiaramente evidenti che nulla può esserlo di più. In confronto a queste, le abitazioni sulla terra sono poco più che nulla. Essi le chiamano morte e non reali; mentre le proprie le considerano, vive e vere, perché sono dal Signore. L’architettura è tale che l’arte stessa è derivata esse, con una varietà che non conosce limiti. Essi hanno affermato che se tutti i palazzi del mondo fossero dati loro, non li scambierebbero con la propria abitazione. Ciò che è fatto di pietra, argilla e legno, lo considerano morto; ma ciò che è dal Signore e dalla vita stessa e dalla luce stessa, è vivente. E questo li riempie di una gioia percepita in tutta la sua pienezza. Perché lì ogni cosa è perfettamente adattata ai sensi degli spiriti e degli angeli; invero, gli spiriti non possono minimamente vedere con i loro occhi le cose che sono nella luce del mondo; ciò che è fatto di pietra e di legno è idoneo ad essere percepito dai sensi dell’uomo nel corpo. Le cose spirituali sono conformi a coloro che sono spirituali; e quelle corporee a coloro che sono corporei.

1629. Le abitazioni degli spiriti retti e degli spiriti angelici hanno solitamente portici o ampie sale d’ingresso, arcuate e a volte duplici, dove essi passeggiano. Le pareti di queste sono variamente decorate e sono anche ornate con fiori e ghirlande che si compongono meravigliosamente, e con molti altri differenti ornamenti, che si succedono l’uno all’altro e che appaiono ora in una luce più chiara, e ora in una luce meno chiara, ma sempre con una letizia intima. Le loro dimore sono anche cambiate in altre intimamente più belle, quando gli spiriti che le abitano sono perfezionati. Quando ha luogo il cambiamento, appare qualcosa su un lato, simile ad una finestra; questa si allarga e diventa più scuro all’interno; e si apre come un cielo stellato, con le nuvole; il che è un segno che le loro abitazioni devono essere cambiate in abitazioni ancora più gradevoli.

1630. Gli spiriti sono molto indignati a causa dell’ignoranza degli uomini circa la vita degli spiriti e degli angeli, di cui suppongono che siano in uno stato di oscurità, che non può che essere dei più tristi, come se fossero nel vuoto e nel nulla; quando invece sono nella più grande luce e nella delizia di ogni cosa, in relazione ai loro sensi, e con una percezione più intima. Ci sono state anche anime di nuovi arrivati dal mondo che avevano portato con sé, dalle convinzioni lì comunemente accettate, l’idea che non ci fossero simili cose nell’altra vita. Essi quindi sono stati introdotti nelle dimore degli angeli e hanno conversato con quelli che erano lì, e hanno visto queste cose. Quando sono tornati, hanno detto che avevano percepito che era così, e che quelle cose erano reali; ma che non avevano potuto affatto crederci nella vita del corpo, né potevano crederci ora; e anche che queste erano di quelle cose meravigliose delle quali si dubita perché non sono comprese. Ciò nondimeno, è stato detto loro che, poiché l’esperienza è figlia della percezione dei sensi – intendendo qui i sensi interiori -non si deve dubitare di ciò che non si comprende; perché se non si crede ad altro che a quello che si comprende, non si crederebbe a nulla delle cose che hanno una natura interiore; e ancora meno si crederebbe alle cose che appartengono alla vita eterna. Da qui deriva la follia dell’era contemporanea.

1631. Coloro che erano benestanti nella vita del corpo e che abitavano in magnifici palazzi – avendo posto il loro cielo in tali cose, ed essendo privi di coscienza e di carità, avevano spogliato altri dei loro beni sotto vari pretesti – quando entrano nell’altra vita, sono, come si è detto in precedenza, inizialmente introdotti nella stessa vita che avevano nel mondo. E a volte è anche permesso loro di abitare in palazzi, come avevano fatto nel mondo. Perché nell’altra vita tutti sono prima ricevuti come ospiti e come nuovi arrivati, e poiché il loro interiore e i fini cui hanno mirato nella loro vita, non sono stati ancora dischiusi, gli angeli del Signore li trattano con favore e gentilezza. Successivamente lo scenario è cambiato. I palazzi gradualmente si dissolvono e diventano abitazioni sempre più piccole e infine, non rimane nulla. E allora essi vagano, come quelli che chiedono l’elemosina, e supplicano di essere accolti. Ma essendo di una tale indole, vengono espulsi dalle società. E alla fine diventano stercorari ed esalano una sfera di fetore di denti.

1632. Ho parlato con gli angeli per quanto riguardo alle immagini rappresentative, in relazione al fatto che non c’è nulla nel regno vegetale sulla terra che non rappresenti in qualche modo il regno del Signore. Essi affermano che tutte le cose belle e graziose del regno vegetale derivano la loro origine dal Signore, attraverso il cielo; e che quando le cose celesti e spirituali del Signore influiscono sulla natura, tali cose hanno un’effettiva esistenza; e che questa è la fonte dell’anima vegetale o della vita. Di qui derivano le immagini rappresentative. E poiché questo non è noto nel mondo, è chiamato arcano celeste.

1633. Sono stato inoltre ragguagliato circa la natura dell’influsso nelle vite degli animali, che sono tutte dissipati dopo la morte. Ma riguardo a questo argomento, per Divina misericordia del Signore, si dirà di seguito.

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