Arcana Coelestia (1521-1534)

Genesi 13

La luce in cui vivono gli angeli

1521. Che gli spiriti e gli angeli siano dotati di ogni senso, ad eccezione del gusto, in modo praffinato e perfetto dell’uomo, mi è stato reso manifesto in molti modi. Non solo si vedono l’un l’altro e conversano insieme – gli angeli nella più grande felicità, dall’amore reciproco – ma in quel mondo vi sono molteplici cose da vedere; più di quanto gli uomini credano sia possibile. Il mondo degli spiriti ed i cieli sono pieni di rappresentazioni come furono viste dai profeti; e di una natura così meravigliosa che se la vista di una persona fosse aperta in modo che per alcune ore potesse vederle, ne rimarrebbe stupito. La luce del cielo è tale da superare di gran lunga la luce di mezzogiorno del nostro mondo solare. Tuttavia, essi non hanno alcuna luce da questo mondo, perché sono al di sopra o all’interno della sfera di questa luce; ma la loro luce è dal Signore, che si manifesta a loro in quanto sole. Perfino la luce di mezzogiorno di questo mondo è densa oscurità per gli angeli; e quando è data loro l’opportunità di vederla, è come se stessero guardando semplicemente l’oscurità, come mi è stato dato di conoscere per esperienza. Questo mostra quale differenza ci sia tra la luce del cielo e la luce di questo mondo.

1522. Ho visto così spesso la luce in cui gli spiriti e gli angeli vivono, che alla fine ho smesso di stupirmi, perché è diventata familiare per me. Tuttavia, narrare ogni esperienza, sarebbe cosa troppo prolissa. Sarà sufficiente esporre ciò che segue.

1523. Affinché potessi conoscere la natura di quella luce, spesso sono stato condotto nelle dimore degli spiriti buoni e degli spiriti angelici, e ho visto sia gli spiriti, sia gli oggetti lì. Ho anche visto bambini e madri in una luce di un candore e di uno splendore così grandi che non vi poteva forse essere nulla di più candido.

1524. Un intenso irraggiamento fiammeggiante inaspettatamente è balenato davanti ai miei occhi, abbagliandoli notevolmente; non solo la luce del occhio, ma anche la vista interiore. Rapidamente è apparsa una sorta di oscurità, come una nube spessa, in cui c’era come qualcosa di terreno. Mentre mi interrogavo a questo riguardo, mi è stato dato di conoscere che tale è la luce presso gli angeli nei cieli in confronto con quella nel mondo degli spiriti; e che sebbene gli spiriti vivano nella luce, ciò nondimeno, c’è una tale differenza. E che, come la luce, così anche l’intelligenza e la sapienza degli angeli superano nella stessa misura, quella degli spiriti; e non solo la loro intelligenza e la loro sapienza, ma anche tutte le cose che appartengono ad essi, come il loro discorso, il pensiero, la gioia e la felicità. Perché questi corrispondono alla luce. Ciò mi ha reso evidente quanto grande e di quale natura siano le perfezioni degli angeli rispetto agli uomini, che sono in una maggiore oscurità, perfino degli spiriti.

1525. Mi è stato mostrato il tipo di luce in cui vivono coloro che appartengono ad una certa regione interna del volto. Era splendidamente variegata da raggi di una fiamma dorata, in quelli che sono nell’affezione del bene; e da raggi di una luce argentea, in coloro che sono nell’affezione della verità. A volte vedono il cielo – non quello che appare davanti ai nostri occhi, ma quello che appare loro – splendidamente punteggiato di piccole stelle. La ragione della differenza nella luce è che tutti gli spiriti buoni che sono nel primo cielo, e tutti gli spiriti angelici che sono nel secondo cielo, e tutti gli angeli che sono nel terzo cielo, sono distinti in generale, in celesti e spirituale. I celesti sono nell’amore del bene, e gli spirituali sono nell’amore della verità.

1526. Sono stato sottratto dalle idee di cose particolari, o quelle del corpo, in modo che potessi essere tenuto nelle idee spirituali. Là poi è apparso un vivido bagliore di luce adamantina, e questo per un tempo considerevole. Non posso descrivere la luce in nessun altro modo; perché in ogni sua minima parte era come lo scintillio del diamante. E mentre sono stato tenuto in quella luce, ho percepito le cose particolari, che sono mondano e corporee, come fossero al di sotto di me, e remote. Di qui sono stato istruito di quanto sia grande la luce in cui sono quelli che sottraendosi alle idee materiali giungono in quelle spirituali. Inoltre, ho potuto vedere così tante volte la luce degli spiriti e degli angeli che se dovessi esporre tutte le esperienze occorrerebbe riempire molte pagine.

1527. Quando piace al Signore, gli spiriti buoni appaiono alla vista di altri, e anche reciprocamente, come stelle luminose che scintillano secondo qualità della loro carità e della loro fede. Invece gli spiriti maligni appaiono come piccole palle di carbone ardente.

1528. La vita delle cupidità e dei piaceri derivanti, talvolta appare tra gli spiriti maligni come un fuoco di carbone. In un tale calore, per così dire, è cambiata la vita dell’amore e della misericordia del Signore che fluisce in loro. E la vita delle loro fantasie appare come luce da tale fuoco, ma è una luce fioca che si estende a grande stanza. Ma all’approssimarsi della vita dell’amore reciproco, quel calore si spegne e si trasforma in freddo, e quella luce fioca diviene oscurità. Perché gli spiriti maligni trascorrono le loro vite nelle tenebre; e, meraviglioso a dirsi, alcuni amano il buio e odiano la luce.

1529. È ben noto nel cielo, ma non così altrettanto nel mondo degli spiriti, da dove venga una luce così grande, cioè dal Signore. Ed è un fatto straordinario che il Signore appaia nel terzo cielo, agli angeli celesti, come un sole e agli angeli spirituali, come una luna. L’origine stessa della luce è questa e unicamente questa. Ma gli angeli hanno la luce in proporzione a ciò che è celeste e spirituale presso di loro, e la qualità di ciò determina la qualità della loro luce. Così il celeste e spirituale del Signore si manifesta davanti alla loro vista esteriore attraverso la luce.

1530. Che sia così la Parola lo ha mostrato a tutti. Come quando il Signore si manifesto a Pietro, Giacomo e Giovanni. Perché allora il suo volto brillò come il sole, e i suoi vestiti divennero come di luce (Matteo 17:2). Così apparve semplicemente perché la loro vista interiore fu aperta. Lo stesso è confermato anche nei profeti; Come in Isaia, dove si tratta del regno del Signore nei cieli:

La luce della luna sarà come la luce del sole e la luce del sole sarà sette volte, come la luce di sette giorni (Isaia 30:26)

E in Giovanni, dove si parla anche del regno del Signore, chiamato nuova Gerusalemme:

La città non ha bisogno della luce del sole, né della luna. Perché la gloria di Dio la illumina e l’Agnello è la sua lampada (Ap. 21:23)

Non ci sarà nessuna notte e non avranno bisogno di lampade, né di luce del sole, perché il Signore Dio darà loro la luce (Ap. 22:5)

Oltre che quando il Signore apparve a Mosè, ad Aaronne, a Nadab, a Abihu e ai settanta anziani:

essi videro il Dio d’Israele, sotto i cui piedi era come una lastra lavorata di zaffiro come la sostanza del cielo nel suo chiarore (Esodo 24:10)

Poiché che il celeste e lo spirituale del Signore appaiono davanti agli occhi degli angeli rispettivamente, come un sole e una luna, perciò il sole nella Parola significa ciò che è celeste e la luna, ciò che è spirituale.

1531. Affinché io potessi essere edotte della verità che il Signore appare agli angeli celesti come un sole e agli angeli spirituali come una luna, la mia vista interiore, per Divina misericordia del Signore, è stata aperta in modo che ho visto chiaramente la luna splendente, circondata da una serie di lune più piccole, la cui luce era solare, secondo le parole di Isaia:

La luce della luna sarà come la luce del sole (Isaia 30:26)

Ma non mi fu concesso di vedere il sole. La luna appariva davanti, a destra.

1532. Cose meravigliose appaiono nel cielo dalla luce del Signore; cose così al di là del numero di quelle che potrebbero mai essere raccontate. Vi sono continue rappresentazioni del Signore e del suo regno, come quelle esposte nei profeti e da Giovanni nell‘Apocalisse; oltre all’esposizione di immagini significative. Con gli occhi del corpo, nessuno potrebbe in alcun modo vederle; ma quando la vista interiore, ovvero quella dello spirito è stata aperta dal Signore, tali cose diventano visibili. Le visioni dei profete non erano altro che aperture della loro vista interiore; come quando Giovanni vide i lampadari d’oro (Ap. 1:12-13); E la città santa come l’oro puro, con il suo luminare come la pietra più preziosa (Ap. 21:2, 10-11). Oltre a molte cose menzionate nei profeti; da cui può essere noto, non solo che gli angeli vivono nella luce più luminosa, ma anche che ci sono innumerevoli cose che nessuno sarebbe disposto a credere.

1533. Prima che la mia vista fosse aperta, delle innumerevoli cose che appaiono nell’altra vita non avevo un’idea differente da quella degli altri, vale a dire che nell’altra vita non ci sarebbe stata luce, le cose che esistono dalla luce, insieme alle percezioni dei sensi; una nozione questa, derivata dalla fantasia propalata dagli eruditi riguardo all’immaterialità che essi associano pervicacemente agli spiriti e a tutte le cose pertinenti la loro vita. Da qui nessuna altra concezione poteva dedursi, perché il concetto di immaterialità è così oscuro che nessuna idea può essere tratta da esso, oppure che non sia nulla. Poiché l’immaterialità implica tali deduzioni. E nondimeno, è esattamente l’opposto. Perché se gli spiriti non fossero organismi, e se gli angeli non fossero sostanze organiche, non potrebbero parlare, né vedere, né pensare.

1534. Che, grazie alla luce da un’origine celeste e spirituale, dal Signore, nell’altra vita appaiano alla vista degli spiriti e degli angeli i più meravigliosi oggetti, come paradisi, città, palazzi, abitazioni, le più belle atmosfere e altro ancora, si vedrà nel seguito, alla fine di questo capitolo.

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