Arcana Coelestia (1504-1520)

Seguito della percezione e delle sfere nell’altra vita

1504.1 È già stato detto che nell’altra vita, l’indole di ciascuno è nota fin dal primo approccio, anche in assenza di conversazione. Da questo si può sapere che l’interiore di un uomo è in una sorta di attività inconscia, da cui è percepita la qualità dello spirito. Che sia così è dimostrato dal fatto che l’attività di questa sfera non si estende solo a distanza, ma talvolta, quando il Signore lo permette, è anche percepibile in vari modi dai sensi.

1505. Sono stato anche informato di come queste sfere, che nell’altra vita sono così percepite dai sensi, vengono acquisite. Si prenda ad esempio una persona che abbia un‘alta considerazione di sé rispetto agli altri, al punto che che diviene abituale e naturale per essa – ovunque vada e comunque incontri e parli con altri – tenere unicamente se stessa in considerazione; e questo in un primo momento, in modo manifesto, ma in seguito, in modo non manifesto, cioè senza che ne abbia consapevolezza. E nondimeno, tale persuasione è dominante, sia nei particolari della sua affezione e del suo pensiero, sia nella sua condotta e nel discorso. Gli uomini possono scorgere questi particolari negli altri. E questo è il genere di cose che nell’altra vita costituiscono una sfera, che viene percepita, nella misura in cui il Signore lo permetta. Lo stesso è per ogni tipo di affezione; e quindi ci sono tante sfere quante sono le affezioni e le combinazioni di affezioni, che sono innumerevoli. La sfera è per così dire, l’immagine dell’uomo, estesa al di fuori di sé, e segnatamente, l’immagine di tutte le cose che sono in lui. Nel mondo degli spiriti ciò che appare alla vista, ovvero alla percezione, è solo qualcosa di generale. Quale sia l’uomo, in quanto ai suoi particolari, è noto nel cielo; Ma quale sia l’uomo in relazione ai suoi minimi particolari, è noto solo al Signore.

1506. Affinché sia nota la natura delle sfere, sarà fatto qualche cenno, tratto dall’esperienza. Un certo spirito che conoscevo, e con cui avevo conversato, durante la sua vita nel corpo, mi è apparso poi molte volte tra gli spiriti maligni. E dato che aveva un’elevata opinione di sé, aveva acquisito una sfera di superiorità, tale che gli spiriti che s’imbattevano in lui fuggivano immediatamente; così appariva da solo; e ha riempito la sfera circostante della propria autostima. Essendo privato dei compagni, è sprofondato in un altro stato. Perché nell’altra vita chi è privato della società in cui è, diviene come se fosse mezzo morto, perché la sua vita è allora sostenuta solamente dall’influsso del cielo nel suo interiore. Poi ha cominciato a lamentarsi e ad essere tormento. Gli altri spiriti poi hanno detto che non potevano sopportare la sua presenza, perché desiderava essere più grande degli altri. Essendo finalmente associato ad altri, è stato portato in alto, in modo che gli sembrava che lui solo governasse l’universo. A tal punto l’amore di sé si gonfia, quando lasciato a se stesso. È stato poi scagliato tra gli spiriti infernali. Questa è la sorte che attende coloro che si considerano superiori agli altri. L‘amore di sé, più di ogni altro amore, è opposto all’amore reciproco, che è la vita del cielo.

1507. Una certa persona, durante la sua vita corporea aveva ritenuto se stessa più grande e più saggia degli altri; ciò nondimeno, si era mostrata ben disposta, e poco incline a disprezzare gli altri, in rapporto a se stessa. Ma appartenendo ad una famiglia di alto rango, aveva contratto una sfera di superiorità e di autorità. In questa disposizione questo spirito è venuto da me, e per un tempo lungo è rimasto in silenzio; e ho notato che era avvolto come in una nebbia che emanava da lui e che cominciava a coprire gli altri spiriti, da cui questi iniziarono a essere disturbati. Quindi, rivolgendosi verso di me, hanno detto che non potevano restare lì, perché erano privati della tutta la loro libertà, al punto non osavano dire nulla. Allora questi ha cominciato a parlare, chiamandoli i figli e istruendoli, ma con l’autorità che aveva contratto. Questo dimostra la natura di una sfera di autorità, nell’altra vita.

1508. Molte volte mi è stato dato di osservare che coloro che nel mondo erano dotato di un rango elevato, non potevano sottrarsi dal contrarre una sfera di autorità nell’altra vita e non potevano né nascondersi, né sbarazzarsi di essa. In quelli tra loro che erano dotati di fede e carità, la sfera dell’autorità è congiunta in un modo meraviglioso con una sfera di bontà, in modo che essa non provoca negli altri alcun tormento; anzi una sorta di corrispondente deferenza è manifestata dagli spiriti ben disposti. E infatti, essi non hanno alcuna sfera di comando, ma solo una sfera che è naturale per loro, in ragione dei loro nobili natali e che, dopo qualche tempo, è dismessa. Perché essi sono buoni e non desiderano altro che dismettere una tale sfera.

1509. Per diversi giorni c’erano presso di me alcuni spiriti i quali durante la loro vita in questo mondo non avevano avuto a cuore il bene della società, ma solo se stessi, essendo membri inutili della comunità, e avendo nessun altro fine che vivere sontuosamente, vestirsi riccamente e accrescere le proprie ricchezze. Erano abili nella simulazione e nei modi di insinuarsi, attraverso lusinghe ed esibizione del loro valore, nelle grazie del loro padrone affinché questi affidasse ad essi l’amministrazione dei propri beni; e allo stesso tempo guardavano con disprezzo tutti coloro che svolgevano onestamente il proprio ufficio. Si percepiva che erano stati cortigiani. L’effetto della loro sfera era quello di sottrarmi la capacità d’indagine e di rendermi arduo e tormentato l’agire ed il pensare intorno alla veri e al bene, al punto che alla fine non sapevo cosa fare. Quando questi si avvicinano ad altri spiriti, inducono su di loro un simile torpore. Nell’altra vita sono membri inutili e vengono scacciati ovunque vadano.

1510. Ogni spirito – e ancor più ogni società di spiriti – ha la sua propria sfera, secondo i propri principi e convincimenti. I geni malvagi hanno una sfera di cupidigia e nel loro caso la sfera è tale che quando agiscono su un altro, rendono le verità come falsità, richiamando a sostegno ogni cosa che possa essere di conferma, in modo da persuadere che le falsità siano verità e che i mali siano beni.

[2] Ciò dimostra quanto facilmente un uomo possa essere essere persuaso nelle falsità e nei mali, se non fa affidamento nelle verità che sono dal Signore. Tali sfere sono dense in proporzione alla natura delle falsità. Queste sfere non possono in alcun modo essere in armonia con le sfere degli spiriti che sono nelle verità. Se si avvicinano, sorge un conflitto; e se è permesso che prevalga la sfera della falsità, la sfera del bene entra in tentazione e in ansia. Ho anche percepito la sfera dell’incredulità, che è tale che coloro che sono in essa non credono a niente di ciò che viene detto loro, e a malapena, a ciò che si presenta alla loro vista. C’è anche la sfera di coloro che non credono altro se non a quello che percepiscono dai sensi.

[3] Ho visto un certo spirito, vestito con qualcosa di scuro, seduto in un mulino, come se stesse macinando la farina, e lateralmente si vedevano piccoli specchi, e dopo ho visto alcune cose prodotte dalla fantasia, che erano aeree. Mi domandavo chi fosse; ed è venuto da me dicendo che era lui quello sedere presso il mulino; e che aveva raggiunto il convincimento che tutte le cose siano solo fantasie, e che nulla è reale. Per questo motivo era diventato co.

1511. Mi è apparso chiaro, da molteplici esperienze, che gli spiriti che sono nelle falsità influiscono nel pensiero e inducono la persuasione che ciò che è falso sia vero, in modo che non possa apparire diversamente; E così fanno dalla loro sfera. Allo stesso modo i geni, che sono nei mali, influiscono allo stesso modo nella volontà e producono l’effetto di persuadere che il male sia bene, in modo che non possa essere altrimenti percepito; e questo attraverso la loro sfera. Questo influsso degli spiriti di ogni indole, mi è stato dato di percepirlo chiaramente un migliaio di volte, e mi è stato permesso di conoscere anche da chi provenisse l’influsso, nonché il modo con cui gli angeli, dal Signore, lo rimuovono. Oltre a molte altre cose che non possono essere narrate nel dettaglio. Questo affinché avessi la certezza assoluta, dell’origine da cui vengono le falsità e i mali nell’uomo, e anche che tali sfere rimangono dopo la morte del corpo e si manifestano chiaramente nella loro origine, dai principi di falsità e dalle cupidità del male.

1512. Le sfere delle fantasie, quando presentate in forma visibile, appaiono come nuvole, più o meno dense in base alla qualità della fantasia. C’è una certa roccia nebbiosa sotto il piede sinistro, dove i antidiluviani hanno la loro dimora. Quella nuvolosità, con la quale sono tenuti separati da tutti gli altri nell’altra vita, nasce dalle loro fantasie. Da coloro che hanno vissuto nell’odio e nella vendetta, emanano sfere che causano svenimento e vomito. Tali sfere sono come velenose; e la loro nocività e densità è rivelata dalla presenza di fasce di colore blu opaco; quando queste svaniscono, anche la sfera si riduce.

1513. Mi si è avvicinato un certo spirito di quelli che si chiamano tiepidi, con un ‘espressione come se fosse pentito. Né ho percepito quale fosse l’inganno, anche se ho ho avuto la sensazione che stesse nascondendo qualcosa. Ma gli spiriti hanno detto che non potevano sopportare la sua presenza e che avvertivano in loro una sensazione simile a quella degli uomini quando vomitano, e che questi doveva essere allontanato. Lo stesso spirito poi ha detto cose abominevoli, da cui non poteva desistere, per quanto fosse stato persuaso di non parlare così.

1514. Le sfere sono anche percepibili dagli odori, che gli spiriti apprezzano in modo più squisito degli uomini, perché – meraviglioso a dirsi – gli odori corrispondono alle sfere. Quando la sfera di coloro che si sono consolidati nella pratica della simulazione, acquisendo una tale indole, è trasformata in un odore, si avverte un puzzo di vomito. Quando la sfera di coloro che hanno studiato l’eloquenza al solo fine dell’auto celebrazione, è resa percepibile dall’odore, si avverte come l’odore sgradevole del pane bruciato. Presso coloro che si sono abbandonati ai meri piaceri, essendo privi di carità e fede, l’olezzo della loro sfera è come quello degli escrementi. Simile a questo è il puzzo della sfera di quanti hanno trascorso la loro vita nell’adulterio, ma questo è ancora più offensivo. Quando la sfera di coloro che hanno vissuto nel più profondo odio, nella vendetta e nella crudeltà, è trasformata in odore, si avverte la fetida esalazione del cadavere. Il fetore dei ratti si diffonde intorno a quelli che sono stati sordidamente avari. Il puzzo delle cimici è avvertito presso coloro che hanno perseguitato gli innocenti. Questi odori non possono essere percepiti da alcun uomo, tranne che da colui le cui percezioni interiori siano state aperte, in modo che possa essere in compagnia degli spiriti.

1515. È stata percepita la sfera maleodorante di una certa donna, che successivamente è stata associata alle sirene. Il puzzo che esalava da lei, è durato per alcuni giorni, ovunque andasse. Gli spiriti dicevano che il suo volto sembrava cadaverico; ciò nondimeno, ella era era ignara di questo. Il cattivo odore delle sirene è simile, perché interiormente sono sudicie, mentre esteriormente appaiono per la maggior parte belle e adorne (si veda al n. 831). È sorprendente quanto rapidamente le sirene imparino tutte le cose nell’altra vita, e conoscano meglio di altri ogni cosa, compresa la dottrina. Ma il loro scopo sta nel trasformare ogni cosa in magia e nell’arrogarsi la supremazia sugli altri. Essi penetrano nelle affezioni del bene attraverso la simulazione del bene e della verità. Nondimeno, la loro indole resta; ciò dimostra che la dottrina è niente, a meno che l’uomo non divenga conforme a ciò che insegna, cioè a meno che non abbia la vita come fine in vista. Inoltre, sono molti ad essere in un qualche inferno, tra coloro che erano stati eminenti esperti nelle materie dottrinali. Ma coloro che hanno vissuto una vita della carità sono tutti nel cielo.

1516. Ho parlato con gli spiriti circa il senso del gusto, di cui hanno detto che non ne erano dotati, ma hanno cognizione di qualcosa di simile al gusto che paragonano ad un odore, che però non potevano descrivere. È stato richiamato nella mia memoria che il gusto e l’odorato si incontrano in una specie di terzo senso, come risulta anche dagli animali che esaminano il loro cibo per mezzo dell’odore, da cui sanno se è sano e adatto per loro.

1517. Un odore di vino è stato percepito e sono stato informato che proveniva da coloro che sono gioiscono reciprocamente dell’amicizia e dell’amore legittimo, così che c’è anche la verità nella gioia. Questa fragranza esiste in molteplici varietà e deriva dalla sfera della bellezza nelle forme.

1518. Quando gli angeli celesti sono presso il corpo di un defunto che deve essere innalzato, l’odore del corpo viene trasformato in un odore aromatico, tale che gli spiriti maligni, avvertendone la fragranza, non possono avvicinarsi.

1519. Le sfere della carità e della fede, se percepite sotto forma di odori, sono eminentemente deliziose. Le fragranze sono piacevoli, come di fiori, gigli e aromi di vario genere, in una varietà infinita. Inoltre, anche le sfere degli angeli sono talvolta rese visibili come atmosfere o aure, così belle, piacevoli e varie, che non possono essere descritte.

1520. Ma riguardo a ciò che è stato detto della possibilità di percepire l’interiore di uno spirito dalle sfere che emanano si estendono al di fuori di lui, come pure dagli odori, deve essere noto che sempre sono percepibili. Ed inoltre, essi sono temperati in vari modi dal Signore, affinché la qualità degli spiriti non possa essere sempre esposta agli altri.

1 Il paragrafo 1503 non figura nell’edizione originale in latino a causa di refuso.

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