Arcana Coelestia (1465-1502)

Genesi 12, versetti 11-20

1465.  Versetto 11. E quando era sul punto di entrare in Egitto, disse a sua moglie Sarài: Vedi, io so che tu sei una donna incantevole. E quando era sul punto di entrare in Egitto, significa quando iniziò l’apprendimento. Egitto, come è stato detto prima significa la conoscenza mondana delle verità naturali. Disse a sua moglie Sarài, significa che così egli pensava delle verità cui dovevano essere aggiunte le cose celesti. Sarài, in quanto moglie, è la verità aggiunta alle cose celesti che erano nel Signore. Vedi, io so che tu sei una donna incantevole, significa che la verità da un’origine celeste è incantevole.

1466. E quando era sul punto di entrare in Egitto. Che questo significhi l’inizio dell’apprendimento, si evince dal significato di Egitto, cioè la conoscenza delle verità naturali. E l’espressione, sul punto di entrare, fa riferimento a questa accezione.

1467. Che Egitto sia la conoscenza delle verità naturali è evidente da ciò che è stato detto dell’Egitto nel precedente versetto.

1468. Disse a sua moglie Sarài. Che questo significhi così egli pensava delle verità cui dovevano essere aggiunte le cose celesti, si evince dal significato di Sarài, quando è chiamata moglie. Una moglie nel senso interno della Parola non significa altro che la verità congiunta al bene. Perché l’unione della verità con il bene è esattamente come nel matrimonio. Nella Parola, marito significa il bene, e moglie, verità. Ma quando al posto di marito, ricorre il nome uomo, allora egli significa la verità, e la moglie significa il bene. Tale distinzione è usuale nella Parola, come è stato detto in precedenza (n. 915). Nel versetto corrente, dato che è nominato Abramo, Sarài sua moglie, significa la verità. Dire dunque che Sarài è sua moglie, nel senso interno significa pensare alle verità che dovevano essere congiunte con le cose celesti. È storicamente vero ciò che Abramo disse a sua moglie, in pellegrinaggio verso l’Egitto; ma come è stato detto in precedenza, gli eventi storici riportati nella Parola, sono rappresentativi, ogni singola parola è significativa. Nella Parola non vi è alcun fatto storico, riportato in un determinato ordine e con specifiche parole che nel senso interno non custodisca questi arcani.

1469. Che Sarài in quanto moglie, sia la verità che era aggiunta alle cose celesti che erano nel Signore, si evince da ciò che è stato già detto riguardo al significato di Sarài, sua moglie. È detto, la verità che era aggiunta alle cose celesti, perché il Signore possedeva tutta la verità, prima della sua istruzione. . Ciò che è celeste ha la verità presso di sé, essendo l’uno inseparabile con l’altra, come la luce è dalla fiamma. Ma questa verità era custodita nel Signore, nel suo uomo interno, che era Divino. Le conoscenze che egli apprese non erano verità, ma meri contenitori, nello stesso modo in cui ciò che è nella memoria dell’uomo non è in alcun modo la verità, sebbene sia così chiamata. La verità è lì come nel suo contenitore. Questi contenitori dovevano essere formati o meglio, aperti dal Signore attraverso l’istruzione nelle conoscenze, dalla Parola. Non solo le cose celesti potevano essere instillate in lui, ma quelle stesse cose celesti potevano essere rese Divine. Perché il Signore congiunse la sua Divina essenza con l’essenza umana, affinché questa stessa essenza potesse essere resa ugualmente Divina.

1470. Vedi, io so che tu sei una donna incantevole. Che questo significhi che la verità da un’origine celeste è incantevole, si evince dal significato di donna incantevole. Tutta la verità che è celeste, o che deriva dal celeste, è gioia nell’uomo interno e bellezza nell’uomo esterno, e presso gli angeli celesti è così percepita. Ma è del tutto differente se la verità non è da un’origine celeste. Vi sono due generi di letizia nell’uomo interno, cui corrispondono due generi di felicità nell’uomo esterno; l’una è dal bene, e l’altra è dalla verità. La gioia celeste e la letizia sono dal bene; la gioia spirituale e la felicità sono dalla verità. È anche noto che la verità stessa è accompagnata dalla felicità e dalla gioia, ma queste sono tali nella loro essenza solo quando la verità è da un’origine celeste, perché allora la verità stessa diviene celeste ed è chiamata verità celeste. In termini comparativi, la verità è come la luce del sole a primavera, che ha in sé il calore in seno, da cui tutte le cose sulla terra proliferano, e sono, per così dire, animate. Questa verità celeste è la bellezza stessa. Questa è la verità che qui viene chiamata donna incantevole. Quali ulteriori arcani siano celati in queste parole, sarà esposto in ciò che segue.

1471. Versetto 12. E avverrà che quando gli Egiziani ti vedranno, diranno, Costei è sua moglie; e mi uccideranno, e lasceranno te in vita. E avverrà che quando gli egiziani ti vedranno, significa la conoscenza della verità naturale, quando sono visibili le conoscenze celesti. Diranno, Costei è sua moglie, significa che essi la chiameranno celeste. E mi uccideranno, e lasceranno te in vita, significa che non si preoccuperebbero delle cose celesti, ma solo delle mere conoscenze, dissipandole in tal modo.

1472. E avverrà che quando gli egiziani ti vedranno. Che questo significhi la conoscenza delle verità naturali, quando sono visibili le conoscenze celesti, si evince dal significato di Egitto, vale a dire, la conoscenza mondana, come è stato detto prima. Da ciò è evidente ciò che s’intende con l’espressione, quando gli egiziani ti vedranno; questa è la conoscenza descritta in questo versetto. Vi è qualcosa di naturale in essa, come si manifesta nei bambini quando iniziano a imparare, cioè, che più elevate sono le cose apprese, pessi le desiderano; e ancor più quando odono che sono celesti e Divine. Ma questo diletto è naturale, e sorge da un desiderio che è dell’uomo esterno. Presso gli uomini, in generale, questo desiderio suscita il piacere nella mera conoscenza, senza alcun ulteriore fine. Nondimeno, quando la conoscenza delle verità naturali è uno strumento al servizio delle cose celesti spirituali, essendone il loro contenitore, essi sono allora, per la prima volta nel loro uso, e ricevono dall’uso il loro diletto. Chiunque può vedere, con la dovuta attenzione, che in sé la conoscenza delle verità naturali non è altro che un mezzo con il quale l’uomo può diventare razionale, e da qui, spirituale, e infine celeste. E che attraverso tale conoscenza, il suo uomo esterno può essere congiunto con il suo interno; E quando questo è fatto, egli è nell’uso stesso. L’uomo interno non considera nient’altro che l’uso. Anche a questo scopo, il Signore insinua il diletto che nell’infanzia e nella giovinezza si percepisce nelle conoscenze mondane. Ma quando un uomo riduce i suoi interessi nella sola conoscenza mondana, egli è in una cupidigia del corpo, che lo trascina e, nella stessa misura, si allontana da ciò che è celeste; e nella stessa proporzione la conoscenza mondana si chiude verso il Signore e diviene materiala. Ma, nella misura in cui la conoscenza delle verità naturali è acquisita per il bene dell’uso, cioè per il bene della società umana, per il bene della chiesa del Signore sulla terra e per il bene del regno del Signore nei cieli, e ancor più per il bene del Signore stesso, maggiormente tali conoscenze si aprono verso di lui. A questo riguardo, anche gli angeli, che sono nella somma conoscenza di tutte le verità naturali – a tal punto che appena una parte di diecimila può essere pienamente compresa dall’uomo – considerano tale conoscenza come niente rispetto all’uso. Da ciò che è stato detto si può vedere ciò che s’intende con l’espressione: Quando gli egiziani ti vedranno diranno: Costei è sua moglie. E mi uccideranno; e lasceranno te in vita. Queste cose sono state dette perché il Signore nella sua infanzia aveva queste conoscenze e questi pensieri, cioè se egli si fosse lasciato trasportare dal desiderio della mera conoscenza mondana, questa è di una natura tale che non vi sarebbe stata più alcuna considerazione per le cose celesti, ma solo per le conoscenze. Su questo tema si dirà di più di seguito.

1473. E diranno: Costei è sua moglie. Che questo significhi che chiameranno celesti queste conoscenze, si evince dal significato di moglie, vale a dire la verità congiunta alle cose celesti. Di qui, costei è sua moglie, significa ciò che è celeste.

1474. E mi uccideranno; e lasceranno te in vita. Che questo significhi che non si preoccuperebbero più per le cose celesti, ma solo delle mere, è evidente da ciò che è stato appena detto.

Versetto 13. Ti prego di dire che sei mia sorella; affinché io sia trattato bene per causa tua e la mia anima viva per riguardo a te. Ti prego di dire che sei mia sorella, significa la verità intellettuale che è una sorella. Affinché io sia trattato bene per causa tua, significa affinché la verità celeste non subisca violenza. E la mia anima viva per riguardo a te significa che così il celeste può essere salvato.

1475. Ti prego di dire che sei mia sorella. Che questo significhi la verità intellettuale, che è una sorella, è evidente dal significato di sorella, cioè la verità intellettuale, quando la verità celeste è la moglie, di cui, di seguito. È caratteristico della conoscenza mondana il non desiderare altro che introdursi nelle cose celesti ed esplorarle. Ma ciò è contrario all’ordine, perché così si fa violenza alle cose celesti. L’ordine è che il celeste attraverso lo spirituale, s’introduca nel razionale, e quindi nella conoscenza mondana, adattandola a sé. Se questo ordine non viene osservato, non esiste alcuna sapienza. Nel versetto corrente sono custoditi anche arcani inerenti il modo in cui il Signore fu istruito dal Padre secondo l’intero ordine. E quindi, in che modo il suo uomo esterno fu congiunto con il suo interno, cioè in che modo il suo uomo esterno fu reso Divino, come l’interno; e in ultima analisi, in che modo egli divenne Jehovah in ogni sua essenza. Questo è stato fatto attraverso le conoscenza, che sono i mezzi. Senza le conoscenze, in quanto mezzi, l’uomo esterno non può giammai diventare uomo.

1476. Affinché io sia trattato bene per causa tua. Che ciò significhi affinché non fosse fatta violenza al celeste, è evidente da quanto detto sopra. Perché come è stato ripetutamente detto, l’ordine è che il celeste fluisca nello spirituale; lo spirituale nel razionale; e questo nella conoscenza mondana. Quando questo è l’ordine, allora lo spirituale è disciplinato dal celeste; il razionale dallo spirituale; la conoscenza mondana dal razionale. La conoscenza mondana diviene l’ultima contenitore, o ciò che è lo stesso, la conoscenza mondana, nello specifico e nel particolare, diviene l’ultimo contenitore al quale corrispondono le cose razionali; le cose razionali fanno da contenitore delle cose spirituali; e cose spirituali sono l’involucro esterno delle cose celesti. Quando questo è l’ordine, il celeste non può subire alcuna violenza. Altrimenti, la subisce. Dato che nel senso interno, qui viene trattata l’istruzione del Signore, qui viene descritta la modalità del suo avanzamento.

1477. E la mia anima viva per riguardo a te. Che questo significa che così il celeste può essere salvato è evidente dal significato di anima, cioè ciò che è celeste. Perché questo è l’anima stessa, e l’autentica vita. Da ciò risulta chiaramente ciò che s’intende con le parole, e la mia anima viva per riguardo a te. Sarà evidente da ciò che segue che le cose celesti o Divine non erano così congiunte con il Signore da poter costituire un’unica essenza, fino a quando egli non ha fronteggiato le tentazioni, espellendo così il male ereditario, dalla madre. Qui e nei seguenti versetti è descritto in che modo il celeste non subì violenza, ma fu salvato.

1478. Versetto 14. E avvenne che quando Abramo giunse in Egitto, gli egiziani videro la donna, che era incantevole. E avvenne che quando Abramo giunse in Egitto, significa quando il Signore cominciò ad essere istruito. Gli egiziani videro la donna, che era incantevole, significa che la la conoscenza mondana è di una natura tale da desiderare se stessa.

1479. E avvenne che quando Abramo giunse in Egitto. Che questo significhi quando il Signore cominciò ad essere istruito è evidente dal tenore rappresentativo di Abramo, che nel senso interno significa il Signore nella sua infanzia. E dal significato di Egitto, cioè la conoscenza mondana, come è stato detto prima, al versetto 10. Quindi è evidente che entrare in Egitto significa essere istruiti.

1480. Gli egiziani videro la donna, che era incantevole. Che questo significa che la conoscenza mondana è di una natura tale da desiderare se stessa, si evince da quanto è stato precedentemente detto, al versetto 11, che tale è la natura della conoscenza mondana, durante l’infanzia. Perché ciò è per così dire, innato nella conoscenza mondana, perché è innato nell’uomo, che al principio non desidera nient‘altro che la conoscenza per il bene della conoscenza stessa. Così è ogni uomo; il suo spirito ama il sapere, a tal punto che non c’è altro che desideri di più. Questo è il suo cibo, da cui è sostenuto e rinfrescato, allo stesso modo in cui l’uomo esterno è alimentato dalla terra. Questo sostentamento, che è quello del suo spirito, viene trasmesso all’uomo esterno, affinché questi possa essere conforme all’uomo interno. I vari alimenti si succedono nell’ordine seguente: il cibo celeste è tutto il bene dell’amore e della carità, dal Signore. Il cibo spirituale è tutta la verità della fede: di questi alimenti vivono gli angeli, e da essi deriva il cibo, altrettanto celeste e spirituale, di grado angelico inferiore, che è sostentamento degli spiriti angelici. E da quest‘ultimo deriva il cibo celeste e spirituale di un grado ulteriormente più basso, che è quello della ragione e del sapere mondano, di cui si nutrono gli spiriti buoni. E da questo deriva infine il cibo corporeo, che è l’alimento dell’uomo durante la sua vita nel corpo. Questi alimenti corrispondono reciprocamente in modo meraviglioso. Da ciò anche è evidente perché e quanto la conoscenza mondana desideri se stessa. Il caso è simile alla relazione tra appetito e gusto, perché la conoscenza mondana, nel mondo degli spiriti corrisponde all’atto dell’alimentarsi presso l’uomo. E l’appetito e il gusto corrispondono al desiderio di queste conoscenze, come è evidente dall’esperienza, di cui, per Divina misericordia del Signore, si dirà di seguito.

1481. Versetto 15. I principi del faraone la videro, e ne fecero le lodi al faraone. E la donna fu condotta nel palazzo del faraone. I principi del faraone la videro, significa i precetti principali, rappresentati dai maggiorenti del faraone. E ne fecero le lodi al faraone, significa che erano compiaciuti. E la donna fu condotta nel palazzo del faraone, significa che la mente inferiore ne rimase affascinata.

1482. I principi del faraone la videro. Che ciò significhi i precetti principali, che sono i principi del faraone, è evidente dal significato di principi e di faraone. Nelle parti storiche e profetiche della Parola, i principi rappresentano le cose primarie. E faraone significa lo stesso di Egitto; e qui Egitto o faraone viene usato nel significato più eccelso, perché fa riferimento alla conoscenza esteriore che il Signore acquisì per prima nell’infanzia. Che si tratti dei precetti primari, dalla Parola è evidente dal significato di queste cose nel senso interno. Che in generale nella Parola faraone ed Egitto abbiano lo stesso significato può essere confermato da molti passi. Come pure che per i sovrani di determinati regni, s’intende lo stresso che quei regni medesimi. E per i principi s‘intendono i precetti primari, come in Isaia:

I principi di Zoan sono stolti, i saggi consiglieri del faraone. Come osate dire al faraone, Sono figlio di saggi, e figlio di antichi sovrani? I principi di Zoan sono diventati stolti. S’ingannano i principi di Noph (Isaia 19:11, 13)

Qui i principi di Zoan e i saggi consiglieri del faraone, indicano le conoscenze primarie della memoria. E poiché la sapienza fiorì per prima in Egitto, come detto in precedenza, essa è chiamata figlia del saggio e figlia di antichi sovrani. Quindi principi usualmente indicano le cose primarie della Parola.

1483. E ne fecero le lodi al faraone. Che questo significhi che erano compiaciuti può essere compreso agevolmente senza spiegazione.

1484a. E la donna fu condotta nel palazzo del faraone. Che questo significhi che la mente inferiore ne rimase affascinata, è evidente dal significato di donna e di casa. Donna significa verità, qui la verità che era nelle conoscenze mondane da cui il Signore era stato attratto nell’infanzia. L‘interesse per la verità è ciò che deriva dalla verità intellettuale che è rappresentata da una sorella. Casa significa le cose che sono nell’uomo, specialmente quelle che appartengono alla sua volontà, come precedentemente mostrato (n. 710). Qui perciò si fa riferimento a quelle cose che sono della mente inferiore, vale a dire l’affezione della conoscenza e dell’apprendimento.

1484b. Versetto 16. Ed egli trattò Abramo con riguardo per amor di lei; e gli furono donati greggi, armenti, asini e schiavi, asine e schiave, e cammelli. Ed egli trattò Abramo con riguardo per amor di lei, significa che le conoscenze mondane si moltiplicarono presso il Signore. E gli furono donati greggi, armenti, asini e schiavi, asine e schiave, e cammelli. significa tutte le cose in generale, inerenti la conoscenza mondana.

1485. Ed egli trattò Abramo con riguardo per amor di lei. Che questo significhi che le conoscenze mondane si erano moltiplicate presso il Signore è evidente dal significato di trattare con riguardo, cioè arricchire. Questo è detto delle conoscenza mondane rappresentate dal faraone, che tratto con riguardo Abramo, cioè il Signore nella sua infanzia. E questo per amor di lei, cioè per il bene della verità intellettuale che egli desiderava. È da questo desiderio di verità che è venuto l’arricchimento.

1486. E gli furono donati greggi, armenti, asini e schiavi, asine e schiave, e cammelli. Che queste parole significhino tutte le cose che appartengono ai saperi della memoria è evidente dal significato di tutte queste cose nella Parola. Ma l’esposizione di ciò che è significato da ciascuno di essi in particolare, come greggi, armenti, asini e schiavi, asine e schiave, e cammelli, risulterebbe prolissa. Ciascuno ha Il suo proprio significato. In generale significano tutte le cose che appartengono ai saperi della memoria, ovvero alla conoscenza modana. Considerate in se stesse, le conoscenze mondane sono asini e schiavi; i loro piaceri sono asine e schiave. Cammelli sono gli studi in generale. Greggi e armenti, sono i possedimenti. Così è ovunque nella Parola. Tutte le cose che si trovano nell’uomo esterno, non sono altro che cose di servizio, cioè sono al servizio dell’uomo interno. Così è per i saperi della memoria, che appartengono esclusivamente all’uomo esterno. Essi sono suscitati dalle cose terrene e mondane per mezzo delle percezioni dei sensi, affinché possano essere al servizio dell’uomo razionale, e questo al servizio dell’uomo spirituale, e questo ancora al servizio dell’uomo celeste, e quest’ultimo al servizio del Signore. Quindi essi sono subordinati l’uno all’altro, come le cose esteriori sono subordinate alle cose più interiori, nel loro ordine; E così tutte le cose, in generale e in particolare, sono nel loro ordine, subordinate al Signore. Le conoscenze mondane sono dunque le cose più infime ed esteriori, in cui terminano le cose più interiori. E dato che queste sono le cose più infime ed esteriori, devono necessariamente essere cose di servizio. Ciascuno può conoscere l’uso di tali conoscenze, se riflette o s’interroga circa la loro utilità; E quando riflette così sul loro uso, può anche comprendere la qualità dell’uso. Ogni conoscenza mondana deve necessariamente essere destinata ad un particolare uso, e questo è il suo servizio.

Versetto 17. E il Signore percosse il faraone con grandi piaghe, e la sua casa a causa del nome di Sarai, moglie di Abramo. E il Signore percosse il faraone con grandi piaghe, significa che le conoscenze mondane furono distrutte. E la sua casa, significa ciò che era stato acquisito. A causa del nome di Sarai, moglie di Abramo, significa a causa della verità che doveva essere unita al celeste.

1487. E Jehovah percosse il faraone con grandi piaghe. Che questo significhi che le conoscenze mondane furono distrutte, si evince dal significato di faraone, cioè i saperi della memoria in generale. E dal significato di essere colpiti con piaghe, cioè essere distrutti. Riguardo alle conoscenza mondane, il caso è questo. Nell’infanzia vengono acquisite per il desiderio di conoscere. Presso il Signore, furono acquisite dal piacere e dall’affezione per la verità. Le conoscenze mondane acquisite nell’infanzia sono molto numerose, ma sono disposte dal Signore in ordine in modo da servire all’uso. In primo luogo, al fine dell’acquisizione della capacità di pensare. Poi, in modo che esse possano servire all’uso per mezzo dei pensieri. E infine affinché questo uso possa spiegare i suoi effetti, vale a dire che la stessa vita può consistere nell’uso ed essere una vita di usi. Queste sono le cose che derivano dalle conoscenze mondane acquisite nell’infanzia. Senza di queste l’uomo esterno non potrebbe mai essere congiunto con l’interno e nello stesso tempo diventare un uso. Quando l’uomo diviene un uso, cioè quando pensa ogni cose in relazione al fine dell’uso e fa tutte le cose per il fine dell’uso – se non per un intento manifesta, nondimeno per un intento tacito acquisito per attitudinee allora le conoscenze mondane al servizio del primo uso – affinché l’uomo possa diventare razionale – non essendo più di alcuna utilità, sono distrutte. Queste è ciò che s’intende qui con le parole, Jehovah percosse il faraone con grandi piaghe.

1488. E la sua casa. Che questo significhi ciò che aveva acquisito, è evidente dal significato di casa, cioè in questo passo, le conoscenze mondane che vengono acquisite. Acquisire le conoscenze mondane e, per mezzo di queste comporre l’uomo esterno ed edificarlo, non è diverso dalla costruzione di una casa. E perciò queste cose s’intendono in molti passi della Parola per costruire e edificare case come in Isaia:

Creo nuovi cieli e una nuova terra. Costruiranno case e le abiteranno. E pianteranno vigneti e ne mangeranno il loro frutto. Non costruiranno perché altri vi dimorino (Is. 65:17, 21-22)

qui case significa dove vi sono sapienza e intelligenza, quindi dove sono le conoscenze del bene e della verità. Perché qui si fa riferimento al regno del Signore, cioè nuovi cieli e nuova terra. In Geremia:

Costruite case e abitate in esse. E piantate giardini e mangiatene i frutti (Geremia 29:5)

dove il significato è simile. In Davide:

Benedetto è l’uomo che teme Jehovah, la cui somma delizia è nei suoi comandamenti. Tesori e ricchezze sono nella sua casa, e la sua giustizia durerà per sempre (Salmi 112:1, 3)

dove tesori e ricchezze sono quelle della sapienza e dell’intelligenza, quindi le conoscenze, che sono nella sua casa, cioè sono in lui.

[2] Casa ricorre in senso opposto in Sofonia:

Visiterò coloro che dicono nel loro cuore: Jehovah non ha fatto bene, ha fatto male. E la loro ricchezza andrà perduta, e le loro case in rovina. Essi costruiranno case ma non vi abiteranno; e pianteranno le vigne, ma non berranno il loro vino (Sof. 1:12-13)

In Aggeo:

Salite in montagna, portate il legname e costruite la casa. Molto è stato cercato, e poco è stato trovato. Ciò che avete portato in casa, l’ho distrutto. Perché? Dice Jehovah. Poiché la mia casa è deserta, mentre ciascuno si preoccupa della propria casa, perciò i cieli sopra di voi hanno trattenuto la rugiada (Ag. 1:8-10)

case qui indicano le conoscenze mondane, da cui attraverso il ragionamento, derivano le falsità. In Isaia:

Guai a quelli che aggiungono casa a casa, che uniscono campo a campo, finché non vi è più spazio, e dimorati da soli in mezzo al paese. Tutte queste abitazioni non saranno distrutte, e questi palazzi grandi e belli non resteranno disabitati? Il vigneto di Jehovah è la casa d’Israele (Isaia 5:7-9)

anche qui si fa riferimento alle conoscenze mondane, da cui derivano le falsità. In Amos:

Ecco, Jehovah comanda, e le case grandi e piccole sono in ridotte in maceria. I cavalli corrono forse sulle rocce? E si ara forse il mare con i buoi? Avete trasformato il giudizio in veleno e il frutto della giustizia in assenzio (Amos 6:11-12)

dove le case indicano allo stesso modo le falsità e i mali che ne derivano. Cavalli, il ragionamento. Giudizio, le verità, che sono trasformate in veleno. E il frutto della giustizia, che è trasformato in assenzio.

[3] Quindi, ovunque nella Parola, case indicano le menti umane, in cui vi può essere intelligenza e sapienza. Nel passo corrente, la casa del faraone indica le conoscenze mondane attraverso le quali si acquisisce l’intelligenza e quindi la sapienza. Lo stesso significato ha la casa che Salomone fece costruire per la figlia faraone (1 Re 7:8, ecc.). Poiché le case indicano le menti, in cui sono intelligenza e sapienza e in cui sono le affezioni che appartengono alla volontà, la parola casa nella Parola è di un ampio significato; Ma quale sia il suo significato specifico, può essere compreso dalle cose cui fa riferimento. L’uomo stesso è chiamato anche una casa.

1489. A causa di Sarai, moglie di Abramo. Che questo significhi a causa della verità che doveva essere aggiunta a ciò che è celeste, si evince dal significato di moglie, e di conseguenza, di Sarai la moglie, cioè la verità che deve essere aggiunta al celeste, di cui, si veda più sopra al versetto 12. Il caso è questo: fintanto che le conoscenze acquisite nell’infanzia e che hanno reso l’uomo razionale, non sono distrutte, in modo da essere considerate come nulla, la verità non può mai essere congiunta a ciò che è celeste. Queste prime conoscenze mondane sono per lo più terrene, corporee e mondane. Per quanto Divini possano essere i precetti che un bambino apprende, questi nondimeno, non ha altra idea di tali precetti che non sia ricavabile da tali conoscenze. E perciò, fintanto che è legato alle conoscenze più infime, da cui derivano le sue idee, la sua mente non può essere elevata. Presso il Signore era lo stesso, perché è nato come ogni altro uomo, e doveva essere istruito come gli altri, ma secondo il Divino ordine, che è così come è stato esposto. In ciò che si dice di Abramo in Egitto, è descritto il Divino ordine: in che modo l’uomo esterno nel Signore è stato congiunto con l’interno, affinché anche l’esterno diventasse Divino.

1490. Versetto 18. Il faraone chiamò Abramo, e gli disse: Cosa hai fatto? Perché non mi hai detto che lei è tua moglie? Il faraone chiamò Abramo, significa che il Signore si prese cura di se stesso. E gli disse: Cosa hai fatto? Significa che era dispiaciuto. Perché non mi hai detto che lei è tua moglie? Significa che sapeva che non doveva avere alcuna altra verità di quella che sarebbe stata congiunta con ciò che è celeste.

1491. Il faraone chiamò Abramo Che questo significhi che il Signore si prese cura di se stesso, è evidente dal significato di faraone, cioè la conoscenza mondana. Tale conoscenza, cioè quelle materie dei saperi mondani, che il Signore ha acquisito nell’infanzia, sono qui chiamate, faraone. Quella conoscenza ha indirizzato il Signore, cioè è Jehovah che ha operato così per mezzo di quella conoscenza. Quindi è evidente che queste cose significano che il Signore si prese cura di sé. La riflessione procede attraverso la conoscenza mondana, quindi per mezzo del faraone che, come è stato detto prima, rappresenta questa conoscenza.

1492. E gli disse: Cosa hai fatto? Che questo significhi che era dispiaciuto, è evidente anche dal disappunto implicito nell’affermazione: il dolore stesso è così espresso. Il senso interno è tale che l’affezione stessa che si nasconde nelle parole è ciò che lo costituisce; le parole nel senso letterale non hanno alcuna rilevanza, è come se non esistessero. L’affezione in queste parole è il disappunto per così dire, della conoscenza mondana, ed il dispiacere del Signore riguardo a tali conoscenze che aveva appreso con piacere e interesse e che dovevano essere distrutte. Il caso qui è simile a quello dei bambini, quando essi amano qualcosa che i loro genitori sottraggono loro, stimandone la pericolosità; ed essi ne rimangono dispiaciuti.

1493. Che lei è tua moglie?. Che questo significhi che non doveva avere altra verità se non quella che doveva essere congiunta alla verità celeste, è evidente dal significato di moglie, vale a dire la verità che deve essere congiunta a ciò che è celeste (di cui sopra al versetto 12). Qui viene descritto l’ordine in cui il Signore è progredito verso l’intelligenza, e quindi verso la sapienza. Poiché egli era la sapienza stessa, in quanto alla sua Divina essenza, per cui doveva diventare la sapienza, in quanto alla sua essenza umana.

1494. Versetto 19. Perché hai detto, È mia sorella? E hai lasciato che io la prendessi con me. Ed ecco, ella è tua moglie. Ora riprenditela e vattene! Perché hai detto, È mia sorella? Significa che egli allora non conosceva altro che la verità intellettuale. E hai lasciato che io la prendessi con me, significa che così avrebbe fatto violenza alla verità che doveva essere congiunta a ciò che è celeste. Ed ecco, ella è tua moglie. Ora riprenditela e vattene! significa che la verità doveva essere congiunta a ciò che è celeste.

1495. Perché hai detto, È mia sorella? Che questo significhi che egli allora non conosceva altro che la verità intellettuale, si evince dal significato di sorella, cioè verità intellettuale; e anche dal fatto che Abramo si era espresso così (come è evidente dal versetto 13) affinché il celeste non subisse alcuna violenza, ma potesse essere salvato. Da tutto ciò si evince che quando il Signore, nell’infanzia, apprese le conoscenze mondane, era consapevole soltanto del fatto che tali conoscenze erano ad uso dell’uomo intellettuale, cioè affinché egli potesse conoscere da queste le verità. Ma successivamente scoprì che esse erano il mezzo affinché potesse raggiungere le cose celesti. E questo è avvenuto per evitare che le cose celesti subissero a violenza e affinché fossero salvate. Quando un uomo viene istruito un uomo, c’è una progressione dai saperi della memoria alle verità razionali; e da queste, alle verità intellettuali; ed infine, alle verità celesti, che qui sono rappresentate dalla moglie. Se la progressione ha luogo dai saperi della memoria e dalle verità razionali, alle verità celesti, senza il passaggio intermedio delle verità intellettuali, il celesti subisce violenza; perché non vi può esserci alcun legame tra verità razionali – vale a dire quelle desunte dalle conoscenze mondanee verità celesti, tranne che per mezzo delle verità intellettuali, che costituiscono il passaggio intermedio. Quali siano le verità celesti, e quali le verità intellettuali si dirà ora.

[2]. Affinché questi soggetti possano essere noti, si farà qualche cenno riguardo al loro ordine. L’ordine è che il celeste fluisca nello spirituale e lo renda adatto a sé. Lo spirituale quindi fluisce nel razionale e lo adatta sé. E il razionale fluisce nella conoscenza mondana e l’adatta a sé. Quando un uomo viene istruito, nella sua prima infanzia, l’ordine è esattamente lo stesso, ciò nondimeno, appare altrimenti, cioè egli avanza dal sapere mondano alle cose razionali; e da queste, alle cose spirituali, e così finalmente alle cose celesti. La ragione di ciò è che una via deve essere aperte alla cose celesti, che sono le più intime. Tutta l’istruzione è semplicemente un’apertura della via; e quando la via è aperta, o ciò che è lo stesso, non appena i recipienti sono aperti, tutte le cose fluiscono nel loro ordine. Le cose razionali procedono dalle cose spirituali celestiali; cioè le cose spirituali celestiali fluiscono nelle prime. Ed in queste ultime fluiscono le cose celesti. Queste cose celesti e spirituali sono perennemente presenti e preparano e formano per se stesse i recipienti che devono essere aperti. Ciò può essere noto dal fatto che, in se stesse, la conoscenza mondana e la razionalità sono caduche, e che è dalla vita interiore che fluisce in loro che sembrano essere vive. Questo appare chiaramente a chiunque dal pensiero e dalla facoltà di giudizio.

[3] In queste si nascondono tutti gli arcana dell’arte e della scienza analitica, che sono così numerosi che non possono mai essere esplorati neppure nella decimillesima parte. E questo non solo nell’uomo adulto, ma anche nei bambini, i cui pensieri ed espressioni sono più ricche di arcani – sebbene l’uomo, anche il più erudito, non ne sia a conoscenza – e questo non sarebbe possibile se le cose celesti e spirituali non fluiscano e producano tutte queste cose.

1496. Ed ecco, ella è tua moglie. Che questo significhi che la verità doveva essere congiunta con ciò che è celeste, al fine di non subire violenza, è evidente da ciò che è stato appena detto; e anche da ciò che è stato detto al versetto 13. Poiché la verità appresa dall’infanzia no è altro che un recipiente adattato alla ricezione di ciò che è celeste. La verità non ha vita da sé, ma solo dal celeste che fluisce in lei. Il celeste è amore e carità. Tutta la verità è da lì, e poiché tutta la verità da lì, essa non è altro che una sorta di recipiente. E così appaiono manifestamente le verità nell’altra vita. Lì le verità non sono mai considerate in quanto verità, ma in relazione alla vita che è in esse, cioè dalle cose celesti (che appartengono all’amore e alla carità) che sono nelle verità; è in virtù di queste che le verità diventano celesti e sono chiamate verità celesti. Ora si può comprendere quale sia la verità intellettuale; e anche che la verità intellettuale presso il Signore apri la strada alle cose celesti. La verità custodita nella memoria è una cosa; la verità razionale è un’altra; e la verità intellettuale è un’altra ancora. Esse si succedono l’una all’altra. La verità nella memoria attiene alle conoscenza mondane. La verità razionale è quella verità confermata dalla ragione. La verità intellettuale è congiunta con una percezione interiore che ne da la conferma. Questa verità intellettualità esisteva presso il Signore nella sua infanzia, e in lui aprì la via alle cose celesti.

1497. Ora riprenditela e vattene! Che ciò significhi che la verità dovesse essere congiunta a ciò che è celeste è evidente dal significato di moglie, cioè la verità che deve essere congiunta con ciò che è celeste, come detto in precedenza ai versetti 11 e 12, e anche da ciò che è stato appena detto.

1498. Versetto 20. E il faraone diede disposizioni ai suoi uomini affinché lasciasse il paese con sua moglie, e tutto ciò che possedevano. E il faraone diede disposizioni ai suoi uomini affinché lasciasse il paese, significa che le conoscenze mondane furono dismesse dal Signore. Con sua moglie, significa che quelle conoscenze lasciarono le verità che furono congiunte con le cose celesti. E tutto ciò che possedevano, significa che le conoscenze mondane lasciarono tutte le cose che appartenevano alle verità celesti.

1499. E il faraone diede disposizioni ai suoi uomini affinché lasciasse il paese. Che questo significhi che il Signore dismise le conoscenze mondane, si evince dal significato di faraone, cioè le conoscenze mondane; e anche dal significato di uomini, vale a dire, le le cose intellettuali (come esposto in precedenza, n. 158). Uomini qui, essendo in relazione al faraone, ovvero alla conoscenza mondana, significano le cose intellettuali a questa adattate. Riguardo alle conoscenze mondane dismesse dal Signore, il caso è questo. Quando le cose celesti sono congiunte con le verità intellettuali, e queste diventano celesti, allora tutto ciò che è vuoto è dissipato; questo è nella natura del celeste.

1500. Con sua moglie. Che questo significhi che esse lasciarono le verità che furono congiunte con le cose celesti, cioè che le conoscenze mondane le lasciarono, è evidente dal significato di moglie, cioè la verità congiunta con ciò che è celeste (di cui sopra) e anche da quello che è stato appena detto. Le vacue conoscenze mondane lasciano le cose celesti, poiché le cose vane si allontanano dalla sapienza. Esse sono come croste e squame che si separano spontaneamente.

1501. E tutto ciò che possedevano. Che questo significhi che le conoscenze mondane lasciarono tutte le cose che appartenevano alle verità celesti, segue nell‘ordine.

1502. Da tutto questo è ormai evidente che il soggiorno di Abramo in Egitto rappresenta e non significa altro che il Signore, e segnatamente, la sua istruzione nell’infanzia. Ciò è confermato anche da ciò che è stato detto in Osea:

Dall’Egitto ho chiamato mio figlio (Os. 11:1; Matt. 2:15)

e da ciò che è stato detto in Mosè:

I figli d’Israele abitarono in Egitto per quattrocentotrentanni. E alla fine dei quattrocentotrent’anni e in quel giorno tutte le schiere di Jehovah uscirono dal paese d’Egitto (Es. 12:40-41)

il numero degli anni non fa riferimento all’arrivo di Giacobbe in Egitto, ma al soggiorno di Abramo in Egitto. Quindi per il figlio che lascia l’Egitto (in Osea 11:1) nel senso interno è significato il Signore. Ciò è ulteriormente confermato dal fatto che nella Parola Egitto significa la conoscenza mondana (come mostrato sopra, n. 1164-1165, 1462).

[2] E che questi arcani sono contenuti è anche evidente dal fatto che lo stesso è detto di Abramo durante il suo soggiorno in Philistea, dove egli chiamò sua moglie, sua sorella (Gen. 20,1-18); E simili cose sono state pronunciate da Isacco quando anche egli soggiornò in Phillistea, perché anche lui chiamò sua moglie, sua sorella (Gen. 26:6-13). Queste cose non sarebbero state esposte nella Parola, sempre nelle stesse circostanze, se questi arcani non fossero celati in esse. Inoltre questa è la Parola del Signore, che non può in alcun modo avere alcuna vita, a meno che non esista un senso interno che faccia ad egli riferimento.

[3] Gli arcani nascosti in queste cose, come anche quelli inerenti Abramo e Isacco in Philistea, riguardano il modo in cui l’essenza umana del Signore fu congiunta alla sua Divina essenza, o ciò che è lo stesso, come il Signore è diventato Jehovah, anche in quanto alla sua essenza umana. E che questo processo ha avuto inizio dall’infanzia, di cui qui si tratta. Inoltre queste cose comprendono più arcani di quanto l’uomo possa mai credere. E quelli che possono essere svelati sono così poca cosa da non essere quasi nulla. Per di più, i più intimi arcani concernenti il Signore, riguardano anche arcani relativi all’istruzione e la rigenerazione dell’uomo, affinché possa diventare celeste; nonché alla sua istruzione e rigenerazione, affinché possa diventare spirituale. E non riguardano solo l’istruzione del singolo uomo, ma anche della chiesa in generale. Inoltre, essi coinvolgono arcani riguardanti l’istruzione dei bambini nel cielo. In una parola, riguardano l’istruzione di tutti coloro che diventano immagini e somiglianze del Signore. Queste cose non appaiono affatto nel senso letterale, poiché la narrazione storica le copre e le oscura. Nondimeno, appaiono nel senso interno.

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