Brasile_Giochi dei popoli indigeni

Arcana Colelestia (1240-1264)

Genesi 10 – versetti 25-32

1240. Versetto 25. E a Eber nacquero due figli; il nome del primo fu Peleg, perché nei suoi giorni la terra fu divisa; e il nome di suo fratello fu Joktan. Eber è stato il primo istitutore della seconda chiesa antica; e con il suo nome s’intende questa chiesa. Ad egli nacquero due figli, con i quali s’intende due distinti tipi di culto, cioè quello interno e quello esterno. I suoi due figli sono stati chiamati Peleg e Joktan. Per Peleg è significato il culto interno di tale chiesa; e per Joktan, il suo culto esterno. Perché nei suoi giorni la terra fu divisa, significa che una nuova chiesa sorse allora. Terra qui come prima significa la chiesa. Il nome di suo fratello era Joktan significa il culto esterno di quella chiesa.

1241. Riguardo a Eber, il primo istitutore della seconda chiesa antica, il cui nome rappresenta questa chiesa, il caso è questo. La prima chiesa antica, così largamente diffusa, come è stato affermato, in particolare attraverso il mondo asiatico, nel corso del tempo è degenerata, come avviene solitamente presso tutte le chiese nel mondo; ed è stata adulterata dagli innovatori, sia in quanto al suo culto esterno, sia in quanto al suo culto interna, e questo in vari luoghi; e soprattutto per il fatto che tutte le cose significative e rappresentative, che la chiesa antica aveva ereditato per tradizione orale dalla chiesa più antica – le quali fanno riferimento al Signore e il suo regno – sono state trasformate in cose idolatriche, e presso alcune nazioni, in cose magiche. Affinché tutta la chiesa non andasse in rovina, è stato permesso dal Signore che il culto rappresentativo potesse essere ristabilito da qualche parte, e ciò è stato fatto con Eber. Questo culto consisteva soprattutto in ciò che è esteriore, vale a dire, l’uffici sacerdotali e ciò che apparteneva ad esso, le alture, i boschetti, le statue, le unzioni, e molte altre cose chiamate statuti. Gli interni di culto erano le cose dottrinali tramandate da prima del diluvio, in particolare da coloro che furono denominati Enoch, che raccolsero gli insegnamenti della chiesa più antica chiesa, e ne trassero una dottrina. Questa era la loro Parola; e da questi interni e quegli esterni è derivato il culto di questa chiesa, un culto istituito da Eber, in una forma integrata e modificata. Soprattutto si cominciarono a considerare preminenti i sacrifici rispetto agli altri riti. Nell’autentica chiesa antica i sacrifici erano sconosciuti, tranne che presso alcuni tra i discendenti di Cam e Canaan, che erano idolatri. Presso di essi i sacrifici sono stati permessi per evitare che sacrificassero i loro figli e le loro figlie. Da tutto questo emerge con chiarezza la qualità di questa seconda chiesa antica, istituita da Eber e continuata tra i suoi discendenti, denominati ebrei.

1242. Che per i due figli di Eber, Peleg e Joktan, s’intendano due tipi di culto di quella chiesa, il culto interno e quello esterno; il culto interno per Peleg e quello esterno per Joktan, si evince soprattutto da questo, che nel senso interno questa seconda chiesa antica è rappresentata da Eber e dalla nazione ebraica; e che in ogni chiesa vi è un interno ed un esterno. Perché senza l’interno non vi è alcuna chiesa, né può essere chiamata così, ma idolatria. Perciò, figli essendo qui riferito alla chiesa, significa è evidente che per un figlio s’intende l’interno della chiesa, e per l’altro figlio, l’esterno; come in diversi altri luoghi della Parola; e così pure per Ada e Zilla, le due mogli di Lamech (si veda il n. 409.); per Lea e Rachele; per Giacobbe e Israele, di cui qui di seguito; e per altri. Della discendenza di Joktan si tratterà in questo capitolo; di quella di Peleg, nel capitolo seguente.

1243. Perché nei suoi giorni la terra fu divisa. Che questo significhi che sorse a quel tempo una nuova chiesa, ne consegue; perché per terra non è inteso altro che la chiesa, come è stato mostrato chiaramente sopra (n. 662, 1066).

1244. E il nome di suo fratello era Joktan. Che questo significhi il culto esterno di quella chiesa, è stato mostrato appena sopra. Che il culto esterno sia chiamato fratello può essere visto sopra, al versetto 21 di questo capitolo, in cui si dice di Sem che era il fratello maggiore di Jafet. Questo è il motivo per cui il nome di fratello è qui aggiunto.

1245. Versetti 26-29. E Joktan generò Almodad, Sheleph, Hazarmaveth e Jerah. E Hadoram, Uzal e Diklah. E Obal, Abimael e Saba. E Ofir, Avila e Iobab. Tutti questi furono i figli di Joktan. Questi erano distinte nazioni della famiglia di Eber, con la quale s’intendono distinti rituali.

1246. Che queste fossero tante nazioni, delle famiglie di Eber, si può vedere dallo stato in cui vivevano in quel periodo. Nei tempi più risalenti, come si è detto prima, le nazioni erano distinte in famiglie, e queste in case. Ogni nazione riconosceva un patriarca, dal quale prendeva il nome. Siccome si moltiplicavano, i figli allo stesso modo costituivano le famiglie, e le famiglie, le nazioni; e così via. Così anche per i figli di Joktan, come abbiamo potuto vedere presso i figli di Giacobbe, che moltiplicandosi costituivano le tribù, ognuna delle quali riconosceva uno dei figli di Giacobbe, da cui ha preso il nome, quale suo patriarca. E nondimeno, nel loro insieme, discendono da Giacobbe, e sono stati chiamati Giacobbe. Esattamente come queste nazioni discendono da Eber, e sono stati chiamati Ebrei.

1247. Che per tali nazioni s’intendano altrettanti rituali, si evince dal fatto che nella Parola i nomi non significano altro che cose reali; perché nel suo senso interno la Parala fa riferimento unicamente al Signore, e al suo regno nei cieli e sulla terra, e di conseguenza alla chiesa e alle cose inerenti la chiesa. E siccome Joktan – uno dei figli di Eber – significa il culto esterno di questa nuova chiesa, come si è detto prima, così i suoi figli non possono significare altro che cose inerenti il culto esterno, che sono i rituali, e quindi con essi s’intendono altrettanti tipi di rituali. Ma, quali siano questi tipi di rituali, è impossibile dirlo, perché sono determinati dalla loro relazione con il culto stesso; e finché questo non è noto, nulla si può dire dei suoi riti; né sarebbe di alcuna utilità conoscerli. Né i nomi ricorrono nella Parola, fatta eccezione per Saba, Ofir e Avila; ma non sono tra queste genti; perché di Saba e Avila si parlato altrove nella Parola, tra quelli denominati figli di Cam, come è evidente al versetto 7 di questo capitolo; e il caso è lo stesso per Ofir.

1248. Versetto 30. Il loro territorio si estendeva da Mesa fino a Sefar, la montagna d’Oriente. Con queste parole s’intende l’estensione del culto, dalla verità della fede al bene della carità. Mesa significa la verità; Sefar, il bene; la montagna d‘oriente, la carità.

1249. Che con queste parole s’intenda l’estensione del culto, dalla verità della fede al bene della carità; e che Mesa significhi la verità, e Sefar il bene, non può essere confermato dalla Parola, perché non si fa menzione di Mesa e di Sefar nei profeti. Ciò nondimeno, si può scorgere, quale conclusione da ciò che accade prima, e in particolare dal fatto che montagna d’Oriente è la chiusura del versetto precedente, e nella Parola montagna a oriente significa la carità dal Signore – come verrà mostrato in ciò che segue – e lo stesso può essere visto dal fatto che ogni cosa inerente la chiesa ha per fine la carità. Da tutto ciò ne consegue che Mesa significa verità ovvero il termine da cui ha inizia l’estensione. E Sefar significa il bene, e quindi la carità, che è la montagna d‘Oriente, che è il termine finale dell’estensione.

1250. Che montagna d‘oriente significhi carità e, segnatamente, la carità dal Signore, è evidente dal significato di montagna nella Parola, vale a dire, l’amore per il Signore e la carità verso il prossimo, come è stato mostrato in precedenza (n. 795). E che oriente significhi il Signore, e le cose celesti da lui, che sono dell’amore e della carità, può essere visto sopra (n. 101), così come dai seguenti passi. In Ezechiele:

I cherubini spiegarono le loro ali, e la gloria di Jehovah si elevò dal mezzo della città, e si fermò sul monte che è a oriente della città (Ez. 11:22-23)

Qui la montagna che è a oriente, non significa altro che ciò che è celeste, che è dell’amore e della carità, e che è dal Signore, perché si dice che la gloria del Signore era lì. Nello stesso profeta:

Mi ha condotto alla porta, fino alla porta che guarda sulla via a oriente; ed ecco la gloria del Dio d’Israele, venne dalla via ad oriente (Ez. 43:1-2)

dove oriente ha un significato simile.

[2] Nello stesso profeta:

Mi ha portato indietro per la via della porta esterna del santuario, rivolta a oriente verso est, ed essa era chiusa. E Jehovah mi disse, Questa porta rimarrà chiusa, non sarà aperta, né alcun uomo entrerà attraverso essa; ma Jehovah Dio di Israele entrerà per essa (Ez. 44:1-2)

Qui allo stesso modo oriente indica ciò che è celeste, che è dell’amore, che è dal Signore solo. Nello stesso profeta:

Quando il principe farà un’offerta, un olocausto e un’offerta di pace, un’offerta al Signore,si aprirà per lui la porta che guarda a oriente, ed egli farà il suo olocausto e la sua offerta di pace, come egli fare nel giorno di sabato (Ez. 46:12)

intendendo allo stesso modo ciò che è celeste, che appartiene all’amore per il Signore.

[3]. E in un altro luogo:

Egli mi ha portato indietro fino alla porta di casa, ed ecco, le acque sono fuoriuscite da sotto la soglia della casa verso oriente, perché la facciata della casa era verso oriente (Ez 47:1, 8)

facendo riferimento alla nuova Gerusalemme. oriente indica il Signore, e quindi ciò che è celeste, che è l’amore; acque, sono le cose spirituali. Lo stesso s’intende nel versetto corrente con montagna d‘oriente. Inoltre coloro che abitavano in Siria sono stati chiamati figli d’oriente, di cui, per Divina misericordia del Signore, si dirà di seguito.

1251.Versetto 31. Questi sono i figli di Sem, secondo le loro famiglie e secondo le loro lingue, nelle loro terre e nelle loro nazioni. Questi sono i figli di Sem, significa derivazioni del culto interno, che è Sem. Secondo le loro famiglie e secondo le loro lingue, nei rispettivi paesi e nelle loro nazioni, significa secondo l’indole di ciascuno in particolare e in generale. Secondo le loro famiglie, è secondo le loro differenze rispetto alla carità; secondo le loro lingue, è secondo le differenze in relazione alla fede; nelle loro terre, significa in relazione alle cose della fede, in generale; nelle loro nazioni significa in relazione alle cose della carità, in generale.

1252. Che questo è ciò che s’intende non necessita di ulteriori conferme, perché sono le stesse parole che ricorrono sopra (si veda al versetto n. 20); vedere ciò che viene detto lì. Il significato di famiglie, lingue, terre e nazioni è determinato dalla relazione con le cose cui fanno riferimento. Lì fanno riferimento a Cam, ovvero il culto interno corrotto; qui invece fanno riferimento a Sem, ovvero al culto interno autentico; e quindi famiglie e nazioni riguardano i costumi, e terre e lingua, le opinioni, di una chiesa interna corrotta; mentre qui famiglie e delle nazioni si riferiscono alla carità, e terre e lingua, alla fede di una chiesa interna autentica. Riguardo al significato di nazioni e famiglie, si veda ciò che segue in questo capitolo.

1253. Versetto 32. Queste sono le famiglie dei figli di Noè, secondo le loro nascite, nelle rispettive nazioni; e da queste si diffusero le nazioni sopra la terra, dopo il diluvio. Queste sono le famiglie dei figli di Noè significa i culti della chiesa antica in particolare. Secondo le loro nascite, significa nella misura in cui potevano essere riformati. Nelle loro nazioni, significa i culti di quella chiesa in generale.

1254. Queste sono le famiglie dei figli di Noè. Che questo significhi ai culti della chiesa antica in particolare, è evidente dal significato di famiglia, e di famiglie dei figli, vale a dire, il culto e le specie dei culti. Le nazioni nominate nei versetti precedenti di questo capitolo non significano altro che distinti culti della chiesa antica, e quindi le famiglie di cui erano composte le nazioni, hanno un simile significato. Nel senso interno non s’intendono altre famiglie se non quelle delle cose spirituali e celesti.

1255. Secondo le loro nascite. Che questo significhi nella misura in cui potevano essere riformati, si evince dal significato di nascite, cioè riforma. Quando un uomo nasce di nuovo, ovvero viene rigenerato dal Signore, ciascuna e tutte le cose che riceve ex novo sono le nascite. Così essendo il soggetto qui trattato la chiesa antica le nascite significano la misura in cui potevano essere riformati. Riguardo alla riforma delle nazioni, esse non erano tutte nello stesso culto, né nella stessa dottrina, per la ragione che non erano tutte della stessa indole, e non sono state tutte educate e istruite allo stesso modo fin dall’infanzia. I principi che un uomo apprende dall’infanzia, non sono infranti dal Signore, ma flessi. Se sono cose che l’uomo considera sante, e non sono contrarie all’ordine Divino né a quello naturale, ma sono semplicemente su un piano di indifferenza, il Signore il Signore permette che l’uomo rimanga in esse. Così è stato per molte cose nella seconda chiesa antica di cui, per Divina misericordia del Signore, si dirà di seguito.

1256. Nelle loro nazioni. Che queste nazioni significhino i vari culti di quella chiesa, in generale, è evidente da quanto è stato detto prima circa le nazioni, e da ciò che segue.

1257. E da queste si diffusero le nazioni sopra la terra dopo il diluvio. Ciò significa che da esse sono derivati tutti i culti della chiesa, in relazione ai beni e ai mali, che sono rappresentati dalle nazioni. Terra è la chiesa; Dopo il diluvio significa dal principio della chiesa antica.

1258. E da queste si diffusero le nazioni sopra la terra. Che questo significhi che da esse sono derivati tutti i culti della chiesa, in relazione ai beni e ai mali, che sono rappresentati dalle nazioni, si evince dal significato di nazioni. Per nazione, come è stato spiegato in precedenza, s’intende un insieme di famiglie. Nella chiesa più antica e nella chiesa antica, le collettività delle famiglie che riconoscevano uno stesso patriarca costituivano una nazione. Ma siccome le nazioni nel senso interno significano il culto della chiesa, e questo in relazione ai beni o ai mali del culto, quando le famiglie e le nazioni sono visualizzate dagli angeli, essi non concepiscono l’idea di una nazione, ma unicamente del culto in essa; perché considerano ogni cosa a partire dalla qualità che la caratterizza, vale a dire, da ciò che è in sé. La qualità o carattere di un uomo, attraverso il quale è considerato nel cielo, è la sua carità e la sua fede. Questo chiunque può comprenderlo chiaramente se considera che quando guarda ad ogni uomo, famiglia o nazione, pensa per lo più alle qualità che li caratterizzano, secondo quella che è dominante in loro in quel momento. L’idea della loro qualità affiora immediatamente nella sua mente, e in se stesso egli li stima da essa. Ancora di più è questo il caso presso il Signore; e da lui, presso gli angeli, che non possono considerare un uomo, una famiglia e una nazione, in nessun modo differente dalla loro qualità rispetto alla carità e alla fede. Perciò nel senso interno per nazioni non s’intende altro che il culto della chiesa, e ciò in relazione alla sua qualità, che è il bene della carità e la verità della fede che ne deriva. Quando il termine nazioni ricorre nella Parola, gli angeli non si soffermano in alcun modo nell’idea di nazione, secondo il senso storico della lettera, ma nell’idea del bene e della verità rappresentati da quella nazione.

1259. Inoltre, riguardo alle nazioni, con le quali s’intendo sia i mali, sia i beni nel culto, nei tempi più antichi, come è stato detto prima, gli uomini vivevano distinti in nazioni, famiglie e case, in modo che la chiesa sulla terra potesse rappresentare il regno del Signore, in cui tutti sono distinti in società, le società, società maggiori, e queste in società ancora più grandi, seconda le differenze nell’amore e nella fede, in generale e nel particolare; riguardo a ciò si veda i n. 684, 685. Quindi anche questi, allo stesso modo si distinguono, per così dire, in case, famiglie e nazioni. E, quindi, nella Parola case, famiglie e nazioni significano i beni dell’amore e della fede che ne deriva; e una distinzione accurata è lì operata tra nazioni e persone. Una nazione significa il bene o il male, e un popolo, la verità o la falsità, e questo in modo costante ed invariabile come si può vedere dai seguenti passi.

[2] In Isaia:

In quel giorno una radice di Iesse, sarà elevata a vessillo dei popoli; ad essa guarderanno le nazioni, e il la sua dimora sarà gloriosa. In quel giorno il Signore stenderà la sua mano una seconda volta per radunare ciò che resta del suo popolo, in Assiria, Egitto, Patros, Cush, Elam, e da Sinar e Amat e dalle isole del mare. Ed egli porrà un segno tra le nazioni, raccoglierà gli esuli d’Israele, e radunerà insieme i dispersi di Giuda (Is. 11:10-12)

Qui popoli indica le verità, e nazioni, i beni della Chiesa; e vi è un’evidente distinzione tra loro. Il soggetto trattato è il regno del Signore e la chiesa, e in un senso universale, ogni uomo rigenerato. Del significato dei nomi, si è detto sopra; per Israele s’intendono le cose spirituali della chiesa, e per Giuda quelle celesti. Nello stesso profeta:

Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce. Tu hai moltiplicato la nazione, tu hai aumentato la loro gioia (Is. 9:2-3)

Popoli qui indica le verità; perciò è detto che esso camminare nell’oscurità, e vedere la luce. Nazione indica i beni.

[3] Nello stesso profeta:

Quale risposta sarà data ai messaggeri della nazione? Che Jehovah ha fondato Sion, e in lei confidano gli oppressi del popolo (Is. 14:32)

Qui allo stesso modo la nazione indica il bene, e popolo, la verità. Nello stesso profeta:

Jehovah Sebaoth strapperà su questa montagna il velo che copre i volti di tutti i popoli, e la coltre distesa su tutte le nazioni (Is. 25:7)

Qui si fa riferimento ad una nuova chiesa, o la chiesa delle nazioni; popoli sono le sue verità, e nazioni i suoi beni. Nello stesso profeta:

Aprire le porte, affinché la nazione retta che agisce con fedeltà possa entrare (Is. 26:2)

dove nazione indica i beni. Nello stesso profeta:

Tutte le nazioni saranno radunate insieme, ed i popoli saranno riuniti (Is. 43:9)

Qui anche si fa riferimento alla chiesa delle nazioni; nazioni, sono i suoi beni e popoli, le sue verità. E poiché essi sono distinti l’uno dall’altro, sono trattati insieme; altrimenti vi sarebbe una vana ripetizione. Nello stesso profeta:

Così dice Jehovih il Signore, Ecco, io leverò la mia mano sulle nazioni e innalzerò il mio vessillo ai popoli; ed essi porteranno i tuoi figli in braccio, e le tue figlie sulle loro spalle (Is. 49:22)

Questo è detto del regno del Signore. Le nazioni indicano i beni, e i popoli, le verità.

[4] Nello stesso profeta:

Irromperai a destra e a sinistra, e la tua discendenza erediterà le nazioni, ed abiterà le città deserte(. Isaia 54: 3)

facendo riferimento al regno del Signore, e alla chiesa che è chiamata chiesa delle nazioni. Che le nazioni indichino i beni della carità, o ciò che è lo stesso, quelli in cui sono i beni della carità, si evince dal fatto che è detto che la discendenza [seme] ovvero la fede erediterà le nazioni; le città, indicano le verità. Nello stesso profeta:

Ecco, io l’ho dato come testimonio ai popoli, principe e maestro dei popoli. Ecco, tu chiamerai una nazione che non conosci, e una nazione che non ti conosce accorrerà a te (Is. 55:4-5)

Questo si dice del regno del Signore. I popoli indicano le verità; le nazioni i beni. Coloro che nella Chiesa sono dotati del bene della carità sono le nazioni, e coloro che sono dotati delle verità della fede sono i popoli; perché i beni e le verità sono nominati in relazione ai soggetti cui si riferiscono. Nello stesso profeta:

Le nazioni cammineranno nella tua luce, e i re allo splendore della tua aurora. Allora, quando li vedrai affluire insieme, e il tuo cuore si dilaterà e sarà in estasi; perché la moltitudine del mare si convertirà a te; l’esercito delle nazioni verrà a te (Is. 60:3, 5)

questo si dice del regno del Signore, e della chiesa delle nazioni. Le nazioni qui indicano i beni; i re, che appartengono ai popoli, le verità.

[5] In Sofonia:

I resti del mio popolo li manderà in rovinare, e il resto della mia nazione ne avrà il dominio (Sof. 2: 9)

In Zaccaria:

Molti popoli e numerose nazioni verranno a cercare Jehovah degli eserciti a Gerusalemme (Zaccaria 8:22)

Gerusalemme indica il regno del Signore, e la chiesa; i popoli coloro che sono nelle verità della fede. Nazioni sono coloro che hanno il bene della carità; e pertanto, sono menzionati distintamente. In Davide:

Tu mi salvasti dalle contese del popolo; tu mi ponesti alla testa delle nazioni; un popolo che non ho conosciuto mi servirà (Salmi 18:43.)

Qui allo stesso modo, popolo indica coloro che sono nelle verità; e nazioni coloro che sono nel bene; e sono menzionati insieme perché costituiscono l’uomo della chiesa. Nello stesso libro:

Ti lodino i popolo, o Dio, ti lodino i popoli tutti. Gioiscano le nazioni ed esultino, perché tu giudichi i popoli nella rettitudine, e governi le nazioni della terra (Salmi 67:4-5 )

Qui popoli indicano manifestamente coloro che sono nelle verità, ovvero nella fede; e nazioni coloro che sono nel bene della carità.

[6] In Mosè:

Ricorda i giorni dell’eternità, comprendi gli anni di generazione in generazione. Interroga tuo padre, ed egli ti mostrerà; i tuoi anziani, ed essi ti diranno. Quando l’Altissimo diede alle nazioni la loro eredità e separò i figli dell’uomo, egli fissò i confini dei popoli in base al numero dei figli di Israele (Deut. 32: 7-8)

Questo è detto della chiesa più antica e delle chiese antiche, che sono i giorni dell’eternità, e gli anni di generazione in generazione, in cui essi, che erano nel bene della carità sono stati chiamati nazioni, alle quali fu data un’eredità; e coloro che erano nelle verità della fede di lì discendenti erano chiamati figli dell’uomo, e poi popoli. È in virtù del fatto che i beni della chiesa sono rappresentati dalle nazioni, e le sue verità dai popoli, che fu detto riguardo a Esaù e Giacobbe, mentre erano ancora nel grembo materno,

Due nazioni sono nel tuo seno, e due popoli saranno separati dalle tue viscere (Gen. 25:23)

Da questi passi si può ora comprendere cosa sia la chiesa delle nazioni, nel suo senso autentico. La chiesa più antica era un’autentica chiesa delle nazioni, e così dopo la chiesa antica.

[7] Perché coloro che sono nella carità sono chiamati nazioni, e coloro che sono nella fede, popoli, il sacerdozio del Signore fa riferimento alle nazioni, perché si tratta delle cose celesti, che sono beni. E la sua regalità fa riferimento ai popoli, perché si tratta di cose spirituali, che sono le verità. Questo è stato rappresentato anche nella chiesa ebraica, dove prima di avere un re, erano una nazione. Ma dopo che ebbero i re, sono diventati un popolo.

1260. Poiché nella chiesa più antica e nella chiesa antica, le nazioni significavano i beni o gli uomini retti, nel senso opposto significano i mali, o gli uomini malvagi. Allo stesso modo, i popoli, che significano le verità; e in senso opposto significano le falsità. Perché nella chiesa perversa il bene si trasforma in male, e le verità in falsità. Di qui discende il significato di nazioni e di popoli in senso opposto in molti luoghi la Parola, come in Isaia 13:4; 14:6; 18:2, 7; 30:28; 34:1-2; Ezechiele 20:32; e in molti altri luoghi.

1261. Siccome le nazioni significavano i beni, così anche le famiglie, perché ogni nazione consisteva di famiglie; e così allo stesso modo le famiglie, perché ogni famiglia era composta da un numero di case. Riguardo alle case, si veda sopra, n 710. Famiglie, tuttavia, indicano i beni quando fanno riferimento alle nazioni, e le verità quando fanno riferimento ai popoli, come in Davide:

Tutte le famiglie delle nazioni si prostreranno davanti a te; perché il regno appartiene a Jehovah, e lui è il sovrano sulle nazioni (Salmi 22:27-28)

Date al Signore, voi famiglie dei popoli, date a Jehovah gloria e potenza ( Salmi 96:7)

Nel verso corrente e anche nel versetto precedente di questo decimo capitolo della Genesi, famiglie fa riferimento ai beni, perché erano le famiglie delle nazioni.

1262. Da quanto è stato detto si può ora comprendere che terra qui significava la chiesa; perché quando ricorre il termine terra non può che esservi una percezione del popolo o nazione che vi risiede; e quando è percepita l’idea di una nazione o di un popolo, vi è una percezione della loro qualità. Quindi per terra non s’intende altro che la chiesa, come è stato mostrato in precedenza (n. 662, 1066).

1263. Che dopo il diluvio significhi a partire dall’inizio della chiesa antica, si evince dal fatto che il diluvio ha coinciso con la fine della chiesa più antica e l’inizio della chiesa antica, come si è visto in precedenza (n. 705, 739, 790).

1264. Da tutto ciò può ora essere visto che, anche se in questo capitolo ricorrono semplici nomi di nazioni e famiglie, nondimeno, esso contiene, in generale, non solo tutte le differenze di culto riguardo ai beni della carità e alle verità della fede che erano nella chiesa antica, ma anche tutti quelli che sono in ogni chiesa. Invero, esso contiene più di quanto ogni uomo possa mai credere. Tale è la Parola del Signore.

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