guerriero elamita

Arcana Coelestia (1199-1239)

Genesi 10, versetti 15-24

1199. Versetto 15. E Canaan generò Sidone, suo primogenito, e Chet. Canaan, qui come prima, significa il culto esterno in cui non vi è nulla di quello interno. Sidone indica le conoscenze esterne delle cose spirituali; e perché sono le cose principali di tale culto esterno, si dice che Sidone era il primogenito di Canaan; Chet indica le conoscenze esterne delle cose celesti.

1200. Che Canaan, qui come prima, significa il culto esterno in cui non vi è nulla di quello interno, è stato mostrato prima dove si è trattato di Canaan. Il culto esterno denominato Canaan era in uso presso gli ebrei sia prima, sia dopo la venuta del Signore. Essi avevano un culto esterno che osservavano rigorosamente, ma erano talmente ignoranti in ordine a ciò che è interno da supporre che la loro vita fosse confinata alla sola vita del corpo. Erano completamente all’oscuro della natura dell’anima, della fede, del Signore, della vita spirituale e celeste, della vita dopo la morte. E quindi alla venuta del Signore moltissimi di loro hanno negato la risurrezione, come è evidente in Matteo 22:22-33; Marco 12:18-28; Luca 20:27-41. Quando un uomo è tale da non credere che egli vivrà dopo la morte, egli non crede ugualmente che esista qualcosa di interiore che è spirituale e celeste. Di questa indole sono coloro che vivono di mere bramosie, perché vivono una confinata nel corpo e nel mondo; soprattutto quelli che sono immersi nella più ripugnante avarizia. Essi hanno tuttavia un culto, frequentano le loro sinagoghe, o le loro chiese, e osservano i riti, alcuni molto rigorosamente. E nondimeno, essi non credono che ci è una vita dopo la morte, il loro culto non può essere diverso dal culto esterno in cui non vi è nulla di interno, come un guscio senza il seme, o un albero sul quale non ci sono frutti, né foglie. È tale culto esterno che s’intende per Canaan. Gli altri tipi di culto esterno, di cui si è fatto cenno sopra, erano culti che avevano in sé ciò che è interno.

1201. Che Sidone significhi le conoscenze esterne delle cose spirituali è evidente dal fatto che è chiamato primogenito di Canaan. Perché il primogenito di ogni chiesa, nel senso interno, è la fede (n. 352, 367). Ma qui, dove non c’è fede, in quanto manca ciò che è interiore, ci sono solo le conoscenze esterne delle cose spirituali in luogo di fede; quindi le conoscenze che esistevano tra gli ebrei, che sono conoscenze non solo dei i riti del culto esterno, ma anche di molte cose, come ad esempio i principi dottrinali, che appartengono a quel culto. Che questo sia il significato di Sidone è evidente anche dal fatto che Tiro e Sidone erano i gli estremi confini della Filistea, oltre al mare. Quindi per Tiro s’intendono le conoscenze interne delle cose spirituali; e per Sidone, quelle esterne. Ciò è evidente anche dalla Parola. In Geremia:

Nel giorno che incombe piomba la rovina su tutti i Filistei, e Tiro e Sidone restano senza alleati; perché Jehovah sterminerà i Filistei, ciò che resta dell’isola di Caftor (Ger. 47:4)

Qui i Filistei rappresentano la semplice memoria delle conoscenze della fede e della carità. Tiro indica le conoscenze interne delle cose spirituali, e Sidone, quelle esterne.

[2] In Gioele:

Che cosa avete a che fare con me voi Tiro e Sidone, e tutta i confini della Filistea? Avete preso il mio argento e il mio oro, e avete portato nei vostri templi i miei tesori più ragguardevoli. (Gioele 3:4-5)

Qui Tiro e Sidone, evidentemente indicano le conoscenze, e sono chiamate i confini della Filistea. Argento e oro e tesori ragguardevoli, sono le conoscenze. In Ezechiele:

I principi del settentrione, tutti loro, e quelli di Sidone giacciono nella fossa con i caduti. Giacciono tra gli incirconcisi e i trafitti dalla spada, il faraone e tutto il suo esercito (Ez. 32:30, 32)

Quelli di Sidone qui indicano le conoscenze esterne, le quali senza le cose interne non sono altro che conoscenze mondane e sono quindi nominati insieme al faraone, o Egitto, con cui s’intendono propriamente le conoscenze mondane. In Zaccaria:

Anche Amat sua confinante; e Tiro e Sidone, ricche di sapienza (Zacc. 9:2)

Il soggetto qui è Damasco; Tiro e Sidone, indicano le conoscenze.

[3] In Ezechiele:

Gli abitanti di Sidone e di Arvad erano i tuoi vogatori; uomini savi, Tiro, erano tra le tue fila, essi erano i tuoi timonieri (Ez. 27:8)

Qui Tiro indica le conoscenze interne; perciò i suoi savi sono chiamati timonieri; e Sidone indica le conoscenze esterne, e quindi i suoi abitanti sono chiamati vogatori; perché tale è la relazione tra le conoscenze interne ed esterne. In Isaia:

Ammutoliscano gli abitanti dell’isola; il mercante di Sidone, che solca il mare, è stato da questi rifornito. E in grandi acque il seme di Sichor, il raccolto del fiume era la sua ricchezza e il commercio delle nazioni. Vergognati Sidone, perché il mare ha parlato, la fortezza del mare, ha detto: Io non ho doglie, né ho partorito, non ho allevato giovani, né vergini (Is.23:2-4)

Sidone qui indica le conoscenze esterne, le quali essendo prive di quelle interne, sono chiamate seme di Sichor, raccolto del fiume, sua ricchezza e commercio delle nazioni, e anche mare e fortezza del mare; ed è detto che le acque non hanno avuto le doglie, né hanno partorito. Ciò non può essere compreso nel senso letterale, ma è perfettamente chiaro nel senso interno, come in altri passi, nei profeti. Siccome Sidone significa le conoscenze esteriori, si dice che che circonda Israele, cioè, è intorno alla chiesa spirituale (Ez 28:24, 26); perché le conoscenze esterne sono per così dire una cornice di quelle interne.

1202. Che Sidone sia chiamato primogenito di Canaan perché queste conoscenze sono le cose più importanti di tale culto esterno, in cui non vi è culto interno, è appena stato mostrato, nel precedente paragrafo.

1203. Che Chet significhi le conoscenze esterne delle cose celesti è evidente di conseguenza. È consuetudine nei profeti che le cose spirituali e quelle celesti siano congiunte, cioè dove si tratta delle cose spirituali, sono anche trattate le cose celesti, per la ragione che le prime sono dalle altre, e vi è una certa carenza di perfezione se esse non sono congiunte; affinché vi sia un immagine del matrimonio celeste, in ciascuna ed in tutte le cose della Parola. È evidente anche da questo, oltre che in altri luoghi della Parola, che per Sidone s’intendono le conoscenze esterne delle cose spirituali, e per Chet, le conoscenze esterne delle cose celesti, in entrambi i sensi, vale a dire, senza le cose interne, e con le cose interne, e anche le conoscenze meramente esteriori. Le cose spirituali, come è stato più volte detto in precedenza, sono quelli che attengono alla fede; e le cose celesti sono quelli che attengono all’amore; e ancora, le cose spirituali appartengono all’intelletto, e le cose celesti, alla volontà. Che Chet significhi le conoscenze esteriori senza quelle interiori, è evidente in Ezechiele:

Così dice Jehovih il Signore a Gerusalemme, i tuoi commerci e la tua origine sono del paese di Canaan; tuo padre era un amorreo, e tua madre un’ittita. Tu sei la figlia di tua madre, che detestava suo marito ed i suoi figli; e sorella delle tue sorelle, che detestavano i loro mariti e i loro figli. Tua madre era un’ittita, e tuo padre un amorreo (Ez. 16:3, 45) .

Qui il culto esterno senza l’interno è Canaan; detestare il marito e i figli significa respingere i beni e le verità. Di qui sua madre è chiamata ittita. Per Chet s’intendono anche nella Parola le conoscenze esteriori autentiche delle cose celesti, come anche tutti i nomi di paesi, città, nazioni e persone, per una ragione già esposta. Riguardo a questo significato di Chet, per Divina misericordia del Signore si dirà qui di seguito. La conoscenza delle cose spirituali, concerne la fede, e di conseguenza, la dottrina; e la conoscenza delle cose celesti concerne l’amore, e quindi la vita.

1204. Versetti 16-18. E il Gebuseo, l’Amorreo, il Gergeseo, l’Eveo, l’Archita, il Sineo, l’Arvadita, il Semarita e il Camatita. E in seguito le famiglie dei Cananei si diffusero. Il Gebuseo, l’Amorreo, il Gergeseo, l’Eveo, l’Archita, il Sineo, l’Arvadita, il Semarita e il Camatita, erano ditinte nazioni, con cui s’intendono altrettante idolatrie. E in seguito le famiglie dei Cananei si diffusero, significa che tutte le altre forme di culto idolatrico sono derivate da questi.

1205. Il Gebuseo, l’Amorreo, il Gergeseo, l’Eveo, l’Archita, il Sineo, l’Arvadita, il Semarita e il Camatita erano distinte nazioni, ed esse significano altrettante distinte idolatrie. Che le idolatrie fossero rappresentate da queste nazioni è evidente in molti luoghi della Parola, perché erano gli abitanti della terra di Canaan, e in ragione delle loro idolatrie furono scacciati, e in parte estirpati. Ma nel senso interno della Parola, non s’intendono queste nazioni, bensì le stesse idolatrie, in generale, presso chiunque e ovunque esse siano; in particolare, tra gli ebrei. Perché coloro che riducono il culto a qualcosa di meramente esteriore, e non desiderano conoscere alcunché di interiore e qualora istruiti al riguardo, rifiutano tali insegnamenti, sono completamente proni verso tutte queste idolatrie, come è chiaramente evidente dagli ebrei. Unicamente nel culto interno c’è un legame che trattiene l’uomo dall’idolatria; e quando legame è sciolto, non vi è nulla che trattiene. Tuttavia, ci sono idolatrie interiori, così come idolatrie esteriori. Quelli che hanno il culto esterno senza quello interno si precipitano nelle idolatrie esteriori; mentre coloro che hanno il culto esterno in cui vi è un interno impuro si precipitano nelle idolatrie interiori. Entrambi questi due tipi di idolatria s’intendono con queste nazioni. Le idolatrie interiori sono le differenti bramosie e falsità che gli uomini amano e adorano, e che sono quindi in luogo degli dei e idoli che esistevano presso i gentili. Ma quali specie particolari di falsità e bramosia sono quelle adorate, e che sono rappresentate da queste nazioni, Gebuseo, Amorreo, Gergeseo, Eveo, Archita, Sineo, Arvadita, Semarita e Camatita sarebbe troppo lungo da spiegare qui; ma per Divina misericordia del Signore, sarà esposto nei luoghi in cui ricorrono i loro nomi.

1206. In seguito le famiglie dei Cananei si diffusero. Che ciò significhi che tutte le altre forme di culto idolatrico sono derivate da queste, è evidente, senza ulteriore spiegazione.

1207. Versetto 19. Il confine dei Cananei andava da Sidone, verso Gerar fino a Gaza; poi da Sodoma, Gomorra, Adma e Seboim, fino a Lasha. Per Sidone, qui come prima, s’intendono le conoscenze esterne; per Gerar s’intendono le cose che sono rivelate in ordine alla fede; per Gaza, le cose che sono rivelate in ordine alla carità. Il confine dei Cananei andava da Sidone, verso Gerar fino a Gaza significa l’estensione delle conoscenze della verità e del bene, presso coloro che avevano il culto esterno senza quello interno. Da Sodoma, Gomorra, Adma e Seboim, fino a Lasha. significa le falsità e i mali in cui esse terminano.

1208. Che per Sidone s’intendano le conoscenze esterne è evidente da quello che è stato mostrato in precedenza, al versetto 15.

1209. Che per Gerar s’intendano delle cose che sono state rivelate riguardo alla fede, e quindi in generale, la fede stessa, è evidente dai passi in cui è nominato Gerar (come Genesi 20:1; 26:1,17). Riguardo al significato di Gerar, per Divina misericordia del Signore, si dirà di seguito.

1210. Che per Gaza s’intendano le cose che sono state rivelate della carità è evidente dal fatto che laddove sono trattate le cose spirituali nella Parola, le cose celesti sono trattate congiuntamente, vale a dire, quando sono trattate le cose della fede, così pure le cose della carità. E lo stesso è evidente dalla Parola, laddove ricorre Gaza; e anche dalla considerazione che le conoscenze si estendono alla fede, e anche alla carità, che è il loro ultimo limite.

1211. Il confine dei Cananei andava da Sidone, verso Gerar fino a Gaza. Che questo significhi l’estensione della conoscenza presso coloro che avevano il culto esterno senza quello interno, è evidente dal significato di Gerar e di Gaza. Così si estendono i confini di tutte le conoscenze che si riferiscono al culto, sia esso esterno o interno ; per ogni culto è dalla e dalla carità. Ciò che non è da queste non è culto, ma idolatria. Poiché Canaan, cioè, il culto esterno e le sue derivazioni, è il soggetto qui trattato, i confini e le estensioni qui intese sono quelli non del culto, ma delle conoscenze.

1212. Da Sodoma, Gomorra, Adma e Seboim, fino a Lasha. Che questi significhino le falsità e i mali in cui essi terminano può essere visto dal significato degli stessi nelle parti storica e profetica della Parola. Ci sono, in generale, due origini delle falsità; una è dalle bramosie che appartengono all’amore di sé e del mondo; l’altra è dai saperi mondani, attraverso i ragionamenti. Le falsità così originate, quando hanno il dominio sulle verità, sono rappresentate da Sodoma, Gomorra, Adma e Seboim. Che le falsità e i mali che ne derivano sono i confini del culto esterno che è privo del culto interno, chiunque può vederlo. In tale culto non c’è null’altro se non ciò che è morto; e pertanto, in qualunque modo si volga, l’uomo che è in tale culto affonda nelle falsità. Non vi è nulla di interiore che lo mantiene nella via della verità, ma solo ciò che è esteriore, che lo porta dovunque lo guidino cupidigia e fantasia. Poiché Sodoma, Gomorra, Adma e Seboim ricorrono sia nelle parti storiche, sia nelle parti profetiche della Parola, che cosa significhino ciascuna di esse in particolare, sarà illustrato in quei luoghi, per Divina misericordia del Signore.

1213. Versetto 20. Questi sono i figli di Cam, secondo le loro famiglie e secondo le loro lingue, nei rispettivi paesi e nelle loro nazioni. I figli di Cam significano derivazioni di principi dottrinali e di culti, dal culto interno corrotto che è Cam. Secondo le loro famiglie e secondo le loro lingue, nei rispettivi paesi e nelle loro nazioni, significa secondo l’indole di ciascuno, in particolare e in generale; secondo le loro famiglie, significa secondo i loro costumi; secondo le loro lingue, significa secondo le loro opinioni; nei rispettivi paesi, significa le opinioni generalmente condivise; nelle loro nazioni, significa i costumi generalmente condivisi.

1214. Che i figli di Cam significhino derivazioni di principi dottrinali e di culti, dal culto interno corrotto che è Cam, è evidente dal significato di figli, cioè i principi dottrinali; e dal significato di Cam, vale a dire il culto interno corrotto, di cui si è detto più sopra.

1215. Secondo le loro famiglie e secondo le loro lingue, nei rispettivi paesi e nelle loro nazioni. Che questo significhi secondo l’indole di ciascuno, in particolare e, in generale, è stato spiegato sopra (al versetto 5), dove ricorrono le stesse parole, ma in un altro ordine. Il tema lì è i figli di Jafet, e da questi si diffusero le isole delle nazioni nei loro territori, ciascuna secondo la propria lingua, e secondo le loro famiglie, nelle rispettive nazioni, con i quali è inteso il culto esterno in cui vi era quello interno. In quel passo quindi le cose che appartengono alla dottrina hanno la precedenza; ma qui quelle che appartengono ai costumi, ovvero alla vita.

1216. Che secondo le loro famiglie significhi in base ai loro costumi; secondo le loro lingue, significhi secondo le loro opinioni; nei rispettivi paesi, significhi le opinioni generalmente condivise; nelle loro nazioni, significhi i costumi generalmente condivisi, può essere visto dal significato di ciascun termine nella Parola, cioè famiglia, lingua, terra e nazione, riguardo ai quali si veda ciò che è stato detto sopra, al versetto 5.

1217. Versetto 21. Anche a Sem nacque una discendenza. Egli è il padre di tutti i figli di Eber, e il fratello maggiore di Jafet. Per Sem s’intende la chiesa antica in generale. Anche a Sem nacque una discendenza, significa che sorse una nuova chiesa dalla chiesa antica. Per Eber, s’intende questa nuova chiesa, che deve essere chiamata la seconda chiesa antica. Egli è il padre di tutti i figli di Eber significa che questa seconda chiesa antica, e ciò che apparteneva a questa chiesa, nacque dalla chiesa antica, come da suo padre. Il fratello maggiore di Jafet, significa che il suo culto era esterno.

1218. Che per Sem qui sia intesa la chiesa antica in generale si evince dal fatto che il tema qui trattato è Eber, cui Sem ora fa riferimento; e dal suo essere chiamato in questo verso, il fratello maggiore di Jafet.

1219. Che a Sem nacque una discendenza qui significhi che una nuova chiesa sorse dalla chiesa antica, è evidente dal contenuto di questo versetto, che tratta di Eber, con cui è intesa la nuova chiesa, di cui qui di seguito.

1220. Che per Eber s’intenda una nuova chiesa è significata, che deve essere denominata la seconda chiesa antica, è evidente da quanto segue, in cui si tratta specificamente di Eber. Eber è nominato qui perché quella nuova chiesa era da lui. Di questa seconda chiesa, per Divina misericordia del Signore, si dirà qui di seguito.

1221. Egli è il padre di tutti i figli di Eber. Che questo significhi che questa seconda chiesa antica, e ciò che apparteneva ad essa, scaturì dalla prima chiesa antica, come da suo padre, sarà comprensibile da quanto segue riguardo a Eber, e a questa chiesa; perché nei versetti da 24 a 30 di questo capitolo si tratta di Eber, nonché dal versetto 11 alla fine del seguente capitolo.

1222. Il fratello maggiore di Jafet. Che questo significhi che il suo culto era esterno è evidente dal significato di Jafet, cioè chiesa esterna, di cui si è detto nel precedente capitolo, versetto 18 e seguenti; e soprattutto, in questo capitolo, versetti da 1 a 5. Qui Sem, fratello maggiore di Jafet indica specificamente che la chiesa interna e la chiesa esterna sono fratelli; perché tale è la relazione tra culto interno e culto esterno in cui vi è quello interno. Si tratta di un legame di sangue, perché in ciascuno di essi l’essenziale è la carità. Ma la chiesa interna è il fratello maggiore, perché è la principale ed interiore. Il fratello maggiore di Jafet, qui implica anche che la secondo chiesa antica, chiamata Eber, era come un fratello per la prima chiesa antica. Perché per Jafet, nel senso interno, non s’intende altro che il culto esterno in cui vi è l’interno, in ogni chiesa; quindi anche il culto di questa nuova chiesa antica, che era principalmente esterno. Tale è il senso interno della Parola che i riferimenti storici nel senso letterale, non sono seguiti da ciò che è universale, e che è estratto dal senso letterale; poiché questi guardano l’uno all’altro in modo contrario. Quindi il fratello maggiore di Jafet, qui significa, nel senso interno, il culto della nuova chiesa antica, che era esterno. Se non fosse sotteso questo significato, non avrebbe alcun altro senso dire qui che egli era il fratelllo maggiore di Jafet.

1223. Versetto 22. I figli di Sem: Elam, Assur, e Arphacsad, Lud e Aram. Per Sem, qui come prima, s’intende, una chiesa interna; per i figli di Sem, le cose che appartengono alla sapienza; Elam, Assur, e Arphacsad, Lud e Aram erano distinte nazioni, con le quali sono rappresentate le cose che appartengono alla sapienza. Per Elam la fede dalla carità; per Assur, la ragione che ne deriva; per Arphacshad, il sapere che ne deriva; per Lud, la conoscenza della verità; e per Aram, la conoscenza del bene.

1224. Da tutto ciò è evidente cosa questi nomi significano nel senso interno, vale a dire, che la chiesa antica, che era interiore, era dotata di sapienza, intelligenza, scienza e conoscenza della verità e del bene. Queste cose sono contenute nel senso interno, anche se qui sono solo nomi, dai quali nient’altro emerge nel senso letterale, se non che vi furono numerosi stirpi o padri di nazioni, quindi nulla di dottrinale, e ancor meno di spirituale e celeste. Così anche nei profeti, in cui, ogni volta che ricorre una serie di nomi, che nel senso interno significano cose reali, essi seguono l’uno dopo l’altro in un mirabile ordine.

1225. Che per Sem s’intenda una chiesa interna è stato affermato e mostrato nel capitolo precedente, al versetto 18 e seguenti.

1226. Che per i figli di Sem s’intendano le cose che sono della sapienza è evidente semplicemente dal fatto che Sem è una chiesa interna, i cui figli non possono essere altro che cose inerenti la sapienza. Tutto ciò che è inerente la sapienza è generato della carità, perché procede per mezzo della carità, dal Signore, da cui è tutta la sapienza, perché egli è la sapienza stessa. Di qui procede l’autentica intelligenza, e l’autentico sapere e ogni autentica conoscenza, tutte figlie della carità, cioè figlie del Signore attraverso la carità. E poiché sono figlie del Signore attraverso la carità, la sapienza è in relazione con ciascuna di esse, perché la sapienza è in loro, ed esse traggono la loro vita da essa, e questo in modo tale che né l’intelligenza né il sapere né la conoscenza hanno vita tranne che dalla sapienza che è della carità, che è del Signore.

1227. Che Elam, Assur, Arphacsad, Lud e Aram siano state altrettante nazioni è evidente dalle parti storiche e profetiche della Parola in cui esse ricorrono. E che significhino cose inerenti la sapienza è evidente da quanto detto sopra, e da quanto segue. Tra queste nazioni vi era una chiesa interna; presso altri, che sono stati chiamati figli di Jafet, vi era una chiesa esterna; presso coloro che sono stati chiamati figli di Cam, vi era una chiesa interna corrotta; e con quelli che erano i figli di Canaan c’era una chiesa esterna corrotta. Dire culto interno ed esterno, è lo stesso che dire chiesa interna ed esterna.

1228. Che per Elam s’intenda la fede dalla carità è evidente dall’essenza di una chiesa interna. Una chiesa è interna quando il suo essenziale è la carità, da cui discende il suo pensiero e la sua azione. La prima discendenza della carità non è altro che la fede; perché la fede è da essa, e da nessun’altra fonte. Che Elam sia la fede dalla carità, o la fede stessa, che costituisce una chiesa interna, è evidente anche in Geremia:

La parola di Jehovah che fu rivolta a Geremia il profeta, riguardo a Elam: Ecco, io spezzo l’arco di Elam, il capo della loro forza. E su Elam posso farò abbattere i quattro venti dai quattro confini del cielo, e li disperderò verso quei venti. E non vi sarà nazione, dove gli emarginati di Elam non giungeranno. E farò tremare Elam davanti ai loro nemici, e davanti a quelli che danno la caccia alla sua anima; e farò piombare la sventura su di loro, la mia ira furente; e manderò la spada ad inseguirli finché non li avrò consumati. Porrò il mio trono in Elam, e distruggerò di là re e principi. Ma avverrà negli ultimi giorni che muterò la sorte di Elam (Ger. 49:34-39).

[2] In questo passo Elam indica la fede, o ciò che è lo stesso, la chiesa interna, divenuta perversa e corrotta; e successivamente, la stessa chiesa restaurata. Proprio come nella parola, Giuda, Israele, e Giacobbe, sono frequentemente nominati, e con essi s’intendono le chiese. Giuda, la chiesa celeste, Israele, la chiesa spirituale e Giacobbe, la chiesa esterna. In ragione del fatto che divennero perverse si dice allo stesso modo che essi furono dispersi; e dopo essere stati dispersi dai loro nemici, essi furono radunati e liberati dalla loro schiavitù, con cui s’intende la creazione di una nuova chiesa. Così qui si dice di Elam, ovvero la chiesa interna pervertita e corrotta, che debba essere dispersa, e poi successivamente radunata; e poi che Jehovah debba porre il suo trono in Elam, cioè nella chiesa interna, ovvero negli interni della chiesa, che non sono altro che le cose della fede, dalla carità.

[3] In Isaia:

Presagio del mare in rovina. Viene dal deserto, da una terra orribile. Una visione dolorosa mi è stata mostrata; un malfattore che agisce con inganno e un distruttore che porta la rovina. Accorra Elam, porti l’assedio Madai; farò cessare ogni gemito (Is. 21:1-2)

Qui si fa riferimento alle rovine della chiesa di Babele; Elam è la chiesa interna; Madai è la chiesa esterna, o culto esterno in cui vi è il culto interno. Che Madai sia una tale chiesa, o culto, è stato mostrato al versetto 2 di questo capitolo, in cui si dice che Madai è figlio di Jafet.

1229. Che per Assur s’intenda la ragione, si evince da ciò che è stato detto sopra al versetto 11 del presente capitolo.

1230. Quel per Arphacshad s’intendano i saperi, non può essere compiutamente confermato dalla Parola, ma si evince dalla serie di cose che precedono e che seguono.

1231. Che per Lud siano intese le conoscenze della verità si evince dal fatto che le conoscenze della verità sono da quella sorgente, cioè dal Signore attraverso la carità, e quindi attraverso la fede, per mezzo della ragione e dei saperi. Così anche in Ezechiele:

Persia, Lud e Put erano nel tuo esercito, tuoi uomini d‘armi; essi appendevano lo scudo e l’elmo in te; e ti davano lustro (Ez. 27:10)

Questo è detto di Tiro. Lud e Put indicano le conoscenze, di cui si dice che sono nel suo esercito e sono uomini d‘armi, perché sono al servizio della verità e la difendono con con l’aiuto della ragione. Ciò vale anche per appendere lo scudo e l’elmo. Che Put significhi le conoscenze esterne della Parola, può essere visto sopra al versetto 6 del presente capitolo.

1232. Che per Aram, o Siria, sono intese le conoscenze del bene ne consegue; e si vede anche dalla Parola, come in Ezechiele:

Aram era il tuo mercante, nella moltitudine delle tue opere; essi commerciavano con te in crisoprasio, cremisi, stoffe ricamate, bisso, corallo e carbonchio (Ez. 27:16)

dove si fa riferimento a Tiro, o al possesso delle conoscenze. Qui opere, crisoprasio, cremisi, stoffe ricamate, bisso, corallo e carbonchio, non significano altro che le conoscenze del bene. In Osea:

Giacobbe fuggì nel campo di Aram, e Israele servì per una moglie, per una moglie fece il guardiano del bestiame; e per mezzo un profeta il Signore ha portato Israele fuori dall‘Egitto, e per mezzo di un profeta lo ha custodito. Efraim ha suscitato ira e amarezza (Os. 12:12-14)

Giacobbe qui indica la chiesa esterna, e Israele, la chiesa interna spirituale; Aram, le conoscenze del bene; Egitto i saperi mondani pervertiti; Efraim, l’intelligenza pervertita. Ciò che questi significano in serie non può essere visto dal senso letterale, ma solo dal senso interno, in cui i nomi indicano cose reali della chiesa, come si è detto. In Isaia:

Ecco Damasco è stata esclusa dal novero delle città, ed è diventata cumulo di rovine. Anche la fortezza di Efraim capitolerà; e il regno di Damasco, e ciò che resta di Aram sarà come la gloria dei figli d’Israele (Is. 17:1, 3)

Ciò che resta di Aram qui indica le conoscenze del bene, che sono chiamate la gloria di Israele. Aram, o la Siria, nel senso opposto, indicano le conoscenze del bene pervertite; perché è usuale nella Parola che le espressioni siano utilizzate in entrambi i sensi (Is. 7:4-6; 9:11-12; Deut. 26:5)

1233. Versetto 23. I figli di Aram: Uz, Ul, Gheter, e Mash. Aram qui, come prima, indica le conoscenze del bene. I figli di Aram sono le conoscenze che ne derivano, e che procedono da queste conoscenze; Uz, Ul, Gheter e Mash, significano distinti tipi di queste conoscenze.

1234. Che Aram significhi le conoscenze del bene, è stato mostrato appena sopra. Che i figli di Aram siano le conoscenze che ne derivano, e i saperi ad esse inerenti, ne consegue. Queste conoscenze derivate sono le verità naturali; e le cose inerenti le conoscenze sono conformi ad esse. Che queste cose siano rappresentate, non può essere compiutamente confermato dalla Parola, perché questi nomi non sono tra quelli più ricorrenti. Solo Uz è menzionato, in Geremia 25:20, e Lam. 4:21. Ne consegue che Uz, Ul, Gheter e Mash significano distinti tipi di queste conoscenze, e di azioni ad esse conformi.

1235. Versetto 24. E Arphacsad generò Selach; e Selach generò Eber. Arphacsad era una nazione così chiamata, con la quale s’intendono i saperi mondani; Selach allo stesso era una nazione così così denominata, con cui s’intende ciò che è derivato da questi saperi mondani; per Eber s’intende anche una nazione, il cui padre era Eber, colui che è stato chiamato con questo nome, con cui s’intende una seconda chiesa antica, che era separata dalla prima.

1236. Che Arphacsad sia una nazione, con cui s’intende la conoscenza mondana, è evidente da ciò che è stato detto appena sopra, al versetto 22.

1237. Che Selach fosse allo stesso modo una nazione, e che con essa s’intende ciò che è derivato da questa conoscenza mondana, ne consegue, perché si dice che Arphacsad generò Sela.

1238. Che per Eber s’intenda anche una nazione, il cui padre fu Eber, colui che è stato chiamato con questo nome, deve essere compreso in questo modo. Quelli citati fino ad ora erano i popoli presso i quali esisteva la chiesa antica, e sono stati tutti chiamati figli di Sem, di Cam, Jafet e di Canaan, perché per Sem, Cam, Jafet e Canaan s’intendono vari culti della chiesa. Noè, Sem, Cam, Jafet e Canaan non sono mai esistiti, come uomini; ma siccome l’antica chiesa in particolare, e ogni chiesa in generale, è tale da essere autenticamente interiore, interiormente corrotta, autenticamente esteriore, esteriormente corrotta, quindi i suddetti nomi sono stati attribuiti in modo che tutte le differenze in generale possano essere riferite ad essi e ai loro figli, e alle loro stirpi. Inoltre le nazioni qui nominate in origine avevano tale culto; e quindi sono chiamate figlie di uno dei figli di Noè. E per la stessa ragione, tali culti stessi s’intendono con questi nomi nella Parola.

[2] Questa prima chiesa antica, denominata Noè e i suoi figli, non era limitata a pochi, ma si estendeva su molti regni, come è evidente dalle nazioni menzionate, vale a dire, Assiria, Mesopotamia, Siria, Etiopia, Arabia, Libia, Egitto, Filistea, come anche Tiro e Sidone, e tutto il paese di Canaan, su questo lato e oltre la riva del Giordano. Ma poi in Siria una sorta di culto esterno ebbe inizio, e da lì si diffuse ampiamente in molte nazioni, specialmente in Canaan, ed era diverso dal culto della chiesa antica. E siccome qualcosa di separato emersa dalla chiesa antica, di lì sorse di una nuova chiesa, che può quindi essere chiamata la seconda chiesa antica. Il primo ad istituire questa chiesa è stato Eber, e perciò essa porta il suo nome. A quel tempo, come è stato detto, tutti erano distinti in case, famiglie e nazioni. Ogni nazione riconosceva un padre, da cui anche prendeva il nome, come si vede in vari luoghi della Parola. Così la nazione che ha riconosciuto Eber come suo padre fu chiamata nazione ebraica.

1239. Che per Eber sia intesa una seconda chiesa antica distinta dalla prima è evidente da quanto è stato appena detto.

Annunci

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...