Arcana Coelestia (554-579)

Genesi 6

1. E avvenne che l’uomo cominciò a moltiplicarsi sulle facce della terra, e nacquero loro delle figlie.

2. E i figli di Dio videro che le figlie dell’uomo erano cosa buona; e presero per sé moglie secondo la loro scelta.

3. E il Signore disse, Il mio spirito non resterà per sempre nell’uomo, perché egli è carne; e i suoi giorni saranno centoventi anni.

4. C’erano i Nephilim nella terra a quei tempi; e specialmente dopo, quando i figli di Dio si univano alle figlie degli uomini, e queste partorivano loro dei figli; gli stessi diventarono uomini potenti e di fama, di indole simile a quella delle genti antiche.

5. E il Signore vide che la malvagità dell’uomo si era moltiplicata sulla terra, e che le fantasie dei pensieri del cuore erano soltanto disegni malvagi ogni giorno.

6. E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra, e se ne addolorò in cuor suo.

7. E il Signore disse, Annienterò l’uomo che ho creato sulle facce del suolo, e gli animali, i rettili e gli uccelli del cielo; perché sono pentito di averli creati.

8. E Noè trovò grazia agli occhi di Signore.

Contenuti

554. Il tema qui trattato è lo stato dei popoli prima del diluvio.

555. Che presso l’uomo, dove era la chiesa, la bramosia – rappresentata dalle figlie – iniziò ad avere il dominio. E anche che fecero commistione tra le questioni dottrinali della fede e le loro cupidità, consolidando in loro stessi i mali e le falsità, qui rappresentati con l’espressione i figli di Dio prendono per mogli le figlie dell’uomo (versetti 1-2).

556. E laddove non vi sono resti del bene e della verità, si è predetto che l’uomo debba essere riformato, affinché possa conservare i resti, rappresentati dai centoventi anni (versetto 3).

557. Coloro che precipitarono le cose dottrinali della fede nella loro cupidità, e in conseguenza di ciò, così come dell’amore di sé, concepirono terribili persuasioni della loro grandezza in confronto agli altri, sono rappresentati dai Nephilim (versetto 4).

558. A causa di ciò non rimase più alcuna volontà o percezione del bene e della verità (versetto 5).

559. La misericordia del Signore è descritta attraverso il pentimento e lo struggimento (versetto 6). Che divennero tali che le loro cupidigie e persuasioni si rivelarono necessariamente fatali per loro (versetto 7). Pertanto, affinché il genere umano potesse essere salvato, un nuova chiesa doveva sorgere, la quale è denominata Noè (versetto 8).

Significato interiore

560. Prima di procedere oltre è opportuno fare qualche cenno riguardo allo stato della chiesa prima del diluvio. In generale, era come per le chiese successive, come con la chiesa ebraica prima dell’avvento del Signore, e la chiesa cristiana dopo il suo avvento, in quanto erano state corrotte e falsificate le conoscenze della fede autentica; ma in particolare, riguardo all’uomo della chiesa prima del diluvio, questi nel corso del tempo concepì orribili persuasioni, e precipitò il bene e la verità della fede in vili cupidità, finché ne restò ben poca cosa di essi. Quando giunsero in questo stato, ne rimasero soffocati come da se stessi, perché l’uomo non può vivere senza residui; poiché, come è stato detto, è in ciò che resta che la vita dell’uomo è superiore a quella dei bruti. Dai resti, cioè, attraverso i resti, dal Signore, l’uomo è capace di essere uomo, di conoscere ciò che è bene e vero, di riflettere su questioni di ogni genere, e di conseguenza, di pensare e di ragionare; perché soltanto nei resti è la vita spirituale e celeste.

561. Ma cosa sono i resti? Non sono soltanto il bene e la verità che l’uomo ha imparato dalla Parola del Signore fin dall’infanzia, e quindi ha impresso nella sua memoria, ma sono anche tutti gli stati che ne derivano, come ad esempio gli stati d’innocenza dall’infanzia; gli stati d’amore verso i genitori, i fratelli, gli insegnanti, gli amici; gli stati di carità verso il prossimo, e anche di pietà per i poveri e i bisognosi; in una parola, tutti gli stati del bene e della verità. Questi stati insieme con il bene e la verità impressi nella memoria, sono chiamati resti, che sono preservati nell’uomo dal Signore e sono custoditi, a sua insaputa, nel suo uomo interno, e sono completamente separati dalle cose che sono proprie dell’uomo, cioè, dai mali e dalle falsità. Tutti questi stati sono così conservati nell’uomo dal Signore in modo che nulla di essi è perduto, come mi è stato dato di sapere dal fatto che ogni stato di un uomo, dalla sua infanzia all’estrema vecchiaia, non solo rimane nell’altra vita, ma gli viene anche restituito; infatti i suoi stati ritornano esattamente come erano mentre viveva in questo mondo. Non solo il bene e la verità impressa nella memoria rimangono e vengono restituiti, ma anche tutti gli stati d’innocenza e di carità. E quando ricorrono stati di male e di falsità – perché anche questi, anche il più piccolo, ritornano e sono restituiti – allora questi stati sono temperati dal Signore per mezzo degli stati del bene. Da tutto questo è evidente che se un uomo non avesse resti, sarebbe necessariamente nella dannazione eterna. Si veda in proposito ciò che è stato detto prima al n. 468:

https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/12/03/arcana-coelestia-468-495/

562. Il popolo prima del diluvio era tale che alla fine non possedeva quasi nessun resto, perché era di un’indole imbevuta di persuasioni terribili e abominevoli riguardo a tutte le cose che accaddero loro o sulle quali si soffermarono i loro ragionamenti. Da tale condotta non vollero retrocedere di un briciolo in quanto erano posseduti dal più grande amore di sé, fino a considerarsi come dei, ed a ritenere il proprio pensiero divino. Una tale persuasione non è mai esistita in alcun popolo, né prima né dopo, perché essa è mortale o asfissiante. Quindi nell’altra vita, coloro che sono vissuti prima del diluvio non possono stare con altri spiriti, perché quando sono presenti annichiliscono ogni facoltà di pensiero iniettando le loro spaventose persuasioni; per non parlare di altri aspetti che, per misericordia Divina del Signore, saranno esposti di seguito.

563. Quando un tale convincimento si impossessa di un uomo, è come una colla che cattura nel suo abbraccio appiccicoso il bene e le verità che altrimenti rimarrebbero. Il risultato è che i resti non possono più essere custoditi, e quelli che sono stati custoditi, sono inservibili. Perciò quando queste persone arrivarono al vertice di tale persuasione, si estinsero di loro propria iniziativa, e furono soffocate da un’inondazione non dissimile da un diluvio. Quindi la loro estinzione è paragonata a un diluvio e, anche secondo l’usanza delle genti più antiche, è descritta come tale.

564. Versetto 1. E avvenne che l’uomo cominciò a moltiplicarsi sulle facce della terra, e nacquero loro delle figlie. Con il termine uomo, è qui inteso il genere umano esistente a quel tempo. Con le facce della terra, è intesa la regione dove era diffusa quella chiesa. Per figlie, s’intendono qui le cose inerenti la volontà dell’uomo, di conseguenza, le bramosie.

565. Che per uomo è qui inteso il genere umano esistente a quel tempo, di indole malvagia o corrotta, appare dai seguenti passi: Il mio spirito non resterà per sempre nell’uomo, perché egli è carne (versetto 3). Il male degli uomini si moltiplicava sulla terra, e il loro cuore concepiva soltanto disegni malvagi (versetto 5). Distruggerò l’uomo che ho creato (versetto 7); e nel capitolo successivo (Genesi 7:21-22) Perì ogni animale che striscia sulla terra, e ogni uomo, nella cui narici era il soffio dello spirito delle vite. Dell’uomo è già stato detto che solo il Signore è uomo, e che da lui ogni uomo celeste, o chiesa celeste, si chiama uomo. Quindi tutte le altre chiese sono chiamate uomini; tutte indistintamente, a prescindere dalla qualità della loro fede, per distinguerle dai bruti. Ciò nondimeno, l’uomo non è uomo, e come tale distinto dai bruti, se non in forza dei resti, che sono del Signore. Da questi anche un uomo è chiamato uomo; egli è così chiamato a causa dei resti, che appartengono al Signore; è da lui che ha il nome di uomo. Perché un uomo non è affatto uomo, ma il più vile dei bruti, a meno che non abbia i resti.

566. Che per le facce della terra s’intende tutta quella regione dove la chiesa era diffusa, è evidente dal significato di terra. Perché nella Parola è fatta un’accurata distinzione tra terra e globo. Per terra è ovunque significata la chiesa, o qualcosa che appartiene alla chiesa; e da questo deriva il nome di uomo, o Adamo, che significa terra. Per globo in vari luoghi si intende dove non c’è alcuna chiesa, o qualsiasi cosa appartenente alla chiesa, come nel primo capitolo, dove ricorre il termine globo, perché ancora non c’era alcuna chiesa, o uomo rigenerato. La terra compare per la prima volta nel secondo capitolo, perché allora c’era una chiesa. Allo stesso modo si dice qui, e nel capitolo successivo (Gen. 7:4, 23) che ogni sostanza dovrebbe essere distrutta dalle facce della terra, indicando la regione in cui era la chiesa; ma in Genesi 7:3, parlando di una chiesa che sta per essere creata, si dice, per mantenere vivo il seme sulle facce della terra. Terra ha lo stesso significato ovunque nella Parola; come in Isaia:

Il Signore avrà pietà di Giacobbe, sceglierà ancora Israele, e li metterà sul loro stesso suolo. Anche gli stranieri si uniranno a loro e formeranno un solo popolo. E la casa d’Israele li erediterà sulla terra del Signore (Is. 14:1-2)

parlando della chiesa che è stata fatta; viceversa, dove non vi è alcuna chiesa, nello stesso capitolo è usato il termine globo (Is. 14: 9, 12, 16, 20-21, 25-26).

[2] Nello stesso profeta:

E la terra di Giuda sarà il terrore d’Egitto; in quel giorno ci saranno cinque città nel paese d’Egitto che parleranno la lingua di Canaan (Is. 19:17-18)

dove terra significa chiesa, e paese, dove non c’è chiesa. Nello stesso profeta:

La terra barcollerà come un ubriaco. Il Signore punirà i nemici che sono in alto, i sovrani nel globo (Is. 24: 20-21)

In Geremia:

A causa del suolo arido, perché non c’è pioggia sulla terra, i contadini avviliti si coprono il capo; anche la cerva partorisce nel campo (Ger. 14:4-5)

dove globo è ciò che contiene la terra, e terra è ciò che contiene il campo.

[3] Nello stesso profeta:

Ha portato il seme della casa d’Israele dal paese del nord, da tutte le regioni dove li ho guidati, ed essi abiteranno sulla loro terra (Ger. 23:8)

dove paese e regioni sono i luoghi dove non ci sono chiese. Terra è dove c’è una chiesa o il culto autentico. Nello stesso profeta:

Accoglierò i resti di Gerusalemme. Quelli che sono stati lasciati in questo paese, e quelli che abitano nel paese d’Egitto, saranno nello scompiglio a causa del male di tutti i re della terra. E manderò la spada, la fame e la pestilenza in mezzo a loro, finché non saranno consumati dalla terra che ho dato a loro e ai loro padri (Ger. 24:8-10)

dove terra significa la dottrina e il culto che ne deriva; e allo stesso modo nello stesso profeta, capitolo 25:5.

[4] In Ezechiele:

Io vi radunerò da tutti i paesi dove siete stati dispersi, e voi conoscerete che io sono il Signore quando vi farò tornare nella terra d’Israele, nella regione per la quale io stesi la mano per darla ai vostri padri (Ezechiele 20:41-42)

dove terra significa il culto interiore; paese è quando non c’è culto interiore. In Malachia:

Farò retrocedere i parassiti per il tuo bene, affinché non corrompano il frutto della terra, né la vite sarà sterile nel campo e tutte le nazioni vi chiameranno beati, perché sarete in un paese di delizie (Malachia 3:11-12)

dove paese indica il contenitore, e quindi significa chiaramente l’uomo, che è chiamato paese. Terra indica la chiesa, o la dottrina.

[5] In Mosè:

Cantate, o voi nazioni, suo popolo, egli farà espiazione per la sua a terra, suo popolo (Deut. 32:43)

volendo intendere la chiesa dei gentili, che è chiamata terra. In Isaia:

Prima che il bambino impari a respingere il male e a scegliere il bene, la terra che tu hai in abominio sarà abbandonata da entrambi i suoi re (Is. 7:16)

parlando dell’avvento del Signore. La terra sarà abbandonata fa riferimento alla chiesa, o la vera dottrina della fede. Che terra e campo sono così chiamati in quanto sono fecondati con il seme è evidente; come in Isaia:

Allora egli concederà la pioggia per il seme con cui avrai seminato il suolo. I buoi e gli asini che lavorano la terra (Isa. 30:23-24)

E in Gioele:

Il campo è devastato, e la terra è in lutto, perché il grano è devastato (Gioele 1:10)

Quindi, allora è evidente che uomo, che in lingua ebraica è chiamato Adamo, da terra, significa la chiesa.

567. Tutta quella regione è chiamata la regione della chiesa dove vivono coloro che sono istruiti nella dottrina della vera fede; come il paese di Canaan, quando la chiesa ebraica era lì, e l’Europa, dove è ora la chiesa cristiana; i territori e i paesi al di fuori di queste non sono la regione della chiesa, o le facce della terra. Dove fosse la chiesa prima del diluvio, può anche apparire dai territori compresi dal corso dei fiumi che uscirono dal giardino di Eden. I medesimi sono citati in varie parti della Parola per descrivere i confini del paese di Canaan; e anche da quanto segue, riguardo ai Nephilim che erano in quel paese. E che questi Nephilim si stabilirono nel paese di Canaan è evidente da ciò che viene detto dei figli di Anak, che erano dei Nephilim (Num. 13:33).

568. Che figlie significano le cose inerenti la volontà di quell’uomo, di conseguenza le bramosie, è evidente da quanto è stato detto e mostrato in merito ai figli e alle figlie nel precedente capitolo (Genesi 5:4), dove figli significano la verità, e figlie il bene. Figlie ovvero il bene, appartengono alla volontà, tuttavia, come è l’uomo tale è il suo intelletto, e tale la sua volontà. Quindi tali sono anche i figli e le figlie. Il presente passo tratta dell’uomo in uno stato di corruzione tale che egli non ha volontà, ma mera cupidigia, che egli suppone essere la propria volontà. Che l’uomo delle cui figlie qui si tratta, era un uomo corrotto, è stato mostrato prima. Il motivo per cui figlie significano le cose inerenti la volontà ovvero – dove non vi è volontà di agire bene – la cupidigia, ed il motivo per cui figli significano le cose inerenti l’intelletto ovvero – dove non vi è capacità d’intendere la verità – le fantasie, è che il genere femminile e tale che la volontà o la cupidigia è prevalente sull’intelletto. Tale è l’intera disposizione delle loro fibre e tale è la loro natura. Mentre il genere maschile è tale che la ragione o intelletto è prevalente, così pure essendo la disposizione delle sue fibre e la sua natura. Quindi il matrimonio dei due è come quello della volontà e dell’intelletto in ogni uomo; e poiché non vi era alcuna volontà del bene, ma solo cupidigia e, ciò nondimeno qualcosa di intellettuale e razionale poteva essere impartito, questa è la ragione per la quale molte leggi furono emanate nella chiesa ebraica circa le prerogative del marito e l’obbedienza della moglie.

569. Versetto 2. E i figli di Dio videro che le figlie dell’uomo erano cosa buona; e presero per sé moglie secondo la loro scelta. Per i figli di Dio, si intendono le cose dottrinali della fede. Per figlie come già è stato detto, le cupidità. Per, figli di Dio che videro che le figlie dell’uomo erano cosa buona e presero per sé moglie secondo la loro scelta, si intende che le cose dottrinali della fede si congiunsero con le cupidità.

570. Che per figli di Dio si intendono le cose dottrinali della fede, è evidente dal significato di figli (riguardo al quale si veda sopra, e anche nel capitolo precedente, versetto 4:

https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/11/21/arcana-coelestia-337-358/

dove figli indicano le verità della chiesa). Le verità della chiesa sono cose dottrinali che, considerate in sé, erano verità che gli uomini di cui qui si tratta, avevano ereditato dalle genti più antiche, perciò esse sono chiamate i figli di Dio; specularmente, le cupidità sono chiamate figlie dell’uomo. La qualità dei membri di questa chiesa è qui descritta, vale a dire, che essi sprofondavano le verità della Chiesa, che erano sante, nelle loro cupidità e così facendo, le contaminavano; e in questo modo confermavano i principi di cui erano così fortemente persuasi. In che modo questo avveniva può essere facilmente verificato da chiunque, osservando ciò che accade in se stessi e negli altri: quelli che si persuadono riguardo a qualsiasi argomento, si confermano in tale convinzione da tutto ciò che immaginano essere vero, anche da quello che è contenuto nella Parola del Signore; perché mentre si aggrappano ai principi di cui si sono persuasi, fanno di tutto per assecondare tale convinzione in loro. E più uno è sotto l’influenza dell’amore di sé, più saldamente egli si conferma in queste persuasioni. Tale era questo genere umano – riguardo al quale, per misericordia Divina del Signore, si dirà oltre, quando tratterà della loro abominevoli persuasioni – che, strano a dirsi, non gli è mai permesso di insinuare attraverso ragionamenti, ma solo attraverso cupidità, perché altrimenti annienterebbero tutto ciò che è razionale negli spiriti presenti. Quindi emerge che cosa si intende per i figli di Dio che videro che le figlie dell’uomo erano cosa buona e presero per sé moglie secondo la loro scelta, cioè, che essi congiunsero le cose dottrinali della fede con le loro cupidità.

571. Quando un uomo è di natura tale da sprofondare la verità della fede nelle sue insane cupidità, profana con ciò le verità, e priva se stesso dei resti, i quali anche se rimangono, non possono essere portati oltre, in quanto sono esposti alla profanazione. Perché la profanazione della Parola produce una sorta di callosità, che causa un’ostruzione, e assorbe il bene e la verità dai resti. Dunque si guardi l’uomo dalla profanazione della Parola del Signore, che contiene le verità eterne in cui è la vita, sebbene colui che è nei falsi principi non crede che esse siano verità.

572. Versetto 3. E il Signore disse, Il mio spirito non resterà per sempre nell’uomo, perché egli è carne; e i suoi giorni saranno centoventi anni. Per, il Signore disse, Il mio spirito non resterà per sempre nell’uomo, si intende che l’uomo non avrebbe più seguitato a percorrere le vie del Signore. Perché egli è carne, significa, perché era diventato corporeo; e i suoi giorni saranno centoventi anni, significa che sarebbero rimasti i resti della fede. Questa è anche una previsione riguardante una futura chiesa.

573. Che con l’affermazione del Signore, Il mio spirito non rimarrà per sempre nell’uomo si intende che l’uomo non si sarebbe più comportato come in passato, è evidente da ciò che è accaduto prima e da quello che segue. Perché gli uomini erano diventati tali, attraverso la commistione delle cose dottrinali, ovvero delle verità della fede con le cupidità, che non potevano più essere ricondotti all’ordine, cioè, conoscere che cosa è il male. Tutta la capacità di percepire la verità e il bene si era spenta a causa delle loro persuasioni, tali che essi credevano essere vero solo ciò che era conforme alle loro convinzioni. E, riguardo a ciò che segue, per il fatto che dopo il diluvio l’uomo della chiesa divenne diverso, essendo dotato di coscienza in luogo della percezione, attraverso la quale poteva essere richiamato all’ordine. Il biasimo dallo spirito del Signore significa quindi un dettato interiore, una percezione, o una coscienza; e lo spirito del Signore indica l’influsso di ciò che è vero e bene; come anche in Isaia:

Non sarò in disputa per l’eternità, non sarò per sempre adirato, perché lo spirito e le anime che ho creato ne resterebbero sopraffatte (Is. 57:16)

574. Che carne significa che l’uomo era diventato corporeo, risulta dal significato di carne nella Parola, dove è utilizzato per indicare sia ogni uomo in generale, e anche, in particolare, l’uomo corporeo. È utilizzato per indicare ogni uomo, in Gioele:

Effonderò il mio spirito sopra ogni carne, e i tuoi figli e le tue figlie profetizzeranno (Gioele 2:28)

dove carne significa uomo, e spirito l’influsso della verità e del bene dal Signore. In Davide:

Tu che hai udito le preghiere, a te ogni carne verrà (Salmi 65:2)

dove carne indica ogni uomo. In Geremia:

Maledetto l’uomo che confida nell’uomo e fa della carne il suo braccio (Ger. 17:5)

dove carne significa uomo, e braccio, potenza. In Ezechiele:

Che ogni carne può conoscere (Ez. 21:4-5)

In Zaccaria:

Sia muta, ogni carne, al cospetto del Signore (Zaccaria 2:13)

dove carne indica ogni uomo.

[2] Cosa significa in particolare l’uomo corporeo, è evidente da Isaia:

L’egiziano è uomo e non Dio, e suoi cavalli sono carne e non spirito (Isaia 31:3)

a significare che il loro sapere è corporeo; i cavalli qui e altrove nella Parola indicano la razionalità. Nello stesso profeta:

Dilanieranno la mano destra, e avranno fame; divoreranno la mano sinistra, e non saranno soddisfatti; mangeranno tutta la carne del proprio braccio (Is. 9:20),

tali cose significano il proprio dell’uomo, che è completamente corporeo. Nello stesso profeta:

Egli consumerà l’anima, e anche la carne (Is. 10:18)

dove carne significa le cose corporee. Nello stesso profeta:

La gloria del Signore sarà rivelata, e ogni carne la vedrà; disse la voce, Grida; ed egli ha detto, Cosa griderò? Tutta la carne è erba (Isaia 40:5-6)

Carne qui significa ogni uomo che è corporeo.

[3] Nello stesso profeta:

Nel fuoco il Signore combatterà, con la sua spada contro tutta la carne, e i caduti per mano del Signore, si moltiplicheranno (Is. 66:16)

dove fuoco significa la punizione per le cupidità; spada, la punizione per le falsità; e carne le cose corporee dell’uomo. In Davide:

Dio si ricordò che erano carne, un soffio che passa via, e non ritorna (Salmi 78:39)

parlando del popolo nel deserto che desiderava la carne, perché erano corporei. Il loro desiderio per la carne significava che desideravano solo cose corporee (Num. 11:32-34).

575. Che per i giorni dell’uomo sono centoventi anni si intende che vi sarebbero stati dei resti della fede, emerge da quello che è stato detto nel capitolo precedente (Genesi 5:3-4) dei giorni e agli anni che rappresentano periodi di tempo e stati; e anche dalla circostanza che le genti più antiche, dai numeri variamente composti intendevano stati e cambiamenti di stato nella chiesa. Tuttavia, la natura del loro calcolo è ormai completamente perduta. Qui allo stesso modo, sono menzionati i numeri degli anni, con un significato impossibile da comprendere per chiunque, a meno che non sia prima acquisita la conoscenza del significato nascosto di ogni singolo numero da uno a dodici, e così via. È chiaro che essi contengono al loro interno qualcosa d’altro che è segreto; perché il fatto che gli uomini dovessero vivere per centoventi anni non ha alcun legame con la parte che precede dello stesso versetto; né essi vissero per centoventi anni come è evidente dai popoli che vissero dopo il diluvio (capitolo 11), dove si narra di Sem che visse, dopo aver generato Arphaxad, per cinquecento anni; e che Arphaxsad visse, dopo aver generato Selah, per quattrocentotre anni; e che Selah visse, dopo aver generato Eber per quattrocentotre anni; e che Eber visse, dopo aver generò Peleg per quattrocentotrenta anni; e che Noè visse, dopo il diluvio per trecentocinquanta anni (Gen. 9:28) e così via. Ma ciò che è coinvolto nel numero centoventi, appare solo dal significato di dieci e dodici, i quali moltiplicati tra loro danno centoventi. Dal significato di questi numeri componenti può comprendersi che centoventi significa i resti della fede. Il numero dieci nella Parola, come anche i decimi, significano e rappresentano i resti, che sono conservati dal Signore nell’uomo interno, e che sono santi, perché appartengono al Signore solo. Il numero dodici significa la fede, o tutte le cose relative alla fede nel suo insieme; il numero pertanto composto da questi, significa i resti della fede.

576. Che il numero dieci, e anche i decimi, significano i resti, è evidente dai seguenti passi della Parola:

Molte case, grandi e belle, saranno nella desolazione, senza un abitante; perché dieci acri di vigna daranno un bat, e un homer di semi daranno un efa (Is. 5:9-10)

riferendosi alla distruzione delle cose spirituali e celesti: dieci acri di vigna daranno un bat significa che i resti delle cose spirituali erano pochi; e un homer di semi darà un efa significa che vi erano resti minimi delle cose celesti. Nello stesso profeta:

E molte cose sono abbandonate in mezzo al paese, ma in esso ci sarà una decima parte, che tornerà, e tuttavia essa deve essere consumata (Isaia 6:12-13)

dove in mezzo al paese significa l’uomo interno; la decima parte significa la minima consistenza dei resti. In Ezechiele:

Amministrate rettamente la giustizia, abbiate un efa giusto, e un bat giusto: l’efa e il bat devono essere della giusta misura, un bat per contenere un decimo di un homer, e un efa un decimo di un homer; la loro misura sarà rapportata all’homer; e un bat di olio, un decimo di un kor, dieci bat sono un homer (Ez. 45:10-11, 14)

in questo passo si fa riferimento alle cose sante del Signore attraverso le misure, con le quali sono intesi i generi delle cose sante. Dieci qui indica i resti delle cose celesti e di quelle spirituali che ne derivano. Se tali santi arcani non fossero contenuti nel presenti passo, quale potrebbe essere l’uso o l’intento di descrivere tante misure determinate da numeri, come si fa in questo e nei precedenti capitoli nello stesso profeta, dove il soggetto è la Gerusalemme celeste e il nuovo tempio?

[2] In Amos:

La vergine Israele è caduta, e non si rialzerà. Così dice il Signore Jehovih, nella città da cui sono fuggiti in mille ne rimarranno cento, e in quella da cui sono fuggiti cento, ne rimarranno dieci alla casa d’Israele (Amos 5:2-3)

dove, parlando dei resti, si dice che molto poco sarebbe rimasto, essendo solo una decima parte, o resti di resti. Nello stesso profeta:

Detesto l’orgoglio di Giacobbe e i suoi palazzi. La città, e il sua splendore cesseranno, e avverrà che se rimarranno dieci uomini in una casa, anche essi moriranno (Amos 6:8-9)

riferendosi ai minimi resti che rimarrebbero. In Mosè:

L’Ammonita e il Moabita non entreranno nella congregazione del Signore, anche la loro decima generazione non entrerà nella congregazione di Signore per l’eternità (Dt. 23:3)

L’Ammonita e il Moabita significano la profanazione delle cose celesti e spirituali della fede, dei cui resti si fa riferimento in ciò che precede.

[3] Quindi emerge anche che i decimi rappresentano i resti. E così in Malachia:

Portate tutte le decime nel tesoro del tempio, affinché ci possa essere ricchezza nella mia casa; poi mettetemi alla prova in questo, se non si apriranno per voi le cateratte del cielo, per colmarvi di benedizioni (Mal. 3:10)

Affinché ci possa essere ricchezza nella mia casa significa i resti nell’uomo interno, che vengono paragonati alla ricchezza, perché sono insinuati in modo impercettibile tra tanti mali e falsità; ed è da questi resti che ogni benedizione arriva. Che tutta la carità dell’uomo provenga dai resti che sono nell’uomo interno, è stato anche rappresentato nella chiesa ebraica dalla presente legge: che quando si fosse provveduto a prelevare tutte le decime, si sarebbe dovuto beneficiare il Levita, lo straniero, l’orfano e la vedova (Deut. 26:12 ss.).

[4] In virtù del fatto che i resti sono del Signore solo, le decime sono chiamate la santità del Signore; come in Mosè:

Tutte le decime del paese, delle granaglie del suolo, dei frutti dell’albero, appartengono al Signore, la santità del Signore. Tutte le decime della mandria e del gregge, di ogni capo che passa sotto il bastone del pastore, il decimo sarà la santità del Signore (Levitico 27:30-31)

Che il Decalogo consisteva di dieci precetti, o dieci parole, e che il Signore li ha scritti su tavole (Deut. 10:4), significa i resti; e il loro essere stati scritti dalla mano del Signore significa che ciò che rimane appartiene al Signore solo; il loro essere nell’uomo interno era rappresentato dalle tavole.

577. Che il numero dodici significa la fede, o le cose dell’amore e la fede che ne deriva in un unico insieme, potrebbe anche essere confermato da molti brani della Parola, come i dodici figli di Giacobbe e il loro nome, le dodici tribù di Israele, e i dodici apostoli del Signore. Ma in merito a questo argomento, per misericordia Divina del Signore, si tratterà di seguito, specialmente in Genesi 29 e 30.

578. Soltanto da questi numeri è evidente cosa contenga la Parola del Signore nel suo seno e nei suoi intimi recessi, e quanti arcani sono ivi nascosti che non appaiono affatto a occhio nudo. E così è ovunque: ci sono simili cose in ogni termine.

579. Che presso le genti vissute prima del diluvio, di cui qui si tratta, vi erano pochissimi resti, sarà manifesto da ciò che, per misericordia Divina del Signore, si dirà di loro in seguito; e poiché i resti non potevano essere conservati presso di loro, è qui predetto della nuova chiesa chiamata Noè che sarebbe stata dotata di resti. Anche riguardo a ciò, per misericordia Divina del Signore, si dirà di seguito.

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