Archivio mensile:novembre 2016

Arcana Coelestia (449-459)

Genesi 5

Il cielo e la gioia celeste

449. Finora la natura del cielo e della gioia celeste non è stata resa nota a nessuno. Coloro che hanno pensato ad esse hanno concepito un’idea fin troppo generica e grossolana. Ho appreso che idea si sono fatti su questo soggetto in modo chiaro dagli spiriti che erano recentemente passati dal mondo nell’altra vita; perché quando lasciati a se stessi, come se fossero in questo mondo, pensano nello stesso modo. Al riguardo posso esporre alcuni esempi. Continua a leggere

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Arcana Coelestia (443-448)

Esempi tratti dalle esperienze con gli spiriti circa il loro pensiero durante la vita nel corpo in merito all’anima o allo spirito

443. Nell’altra vita è dato di percepire chiaramente quali opinioni ciascuno aveva sostenuto durante la vita terrena, riguardo all’anima, allo spirito e alla vita dopo la morte. Questo perché fino a quando ciascuno è mantenuto in uno stato simile a quello della vita terrena, pensa nello stesso modo, e il suo pensiero viene comunicato all’esterno chiaramente come se parlasse a voce alta. Nel caso di una persona, non molto tempo dopo la sua morte, ho percepito (ciò che egli stesso ha confessato), che egli aveva effettivamente creduto nell’esistenza dello spirito, ma aveva immaginato che dopo la morte avrebbe condotto un’esistenza oscura, perché con l’estinzione della vita del corpo non sarebbe rimasto altro che ciò che è debole e oscuro. Questo perché aveva considerato vita esclusivamente dalla prospettiva corporea, e quindi aveva un’idea dello spirito come una sorta di fantasma; ed era persuaso di ciò nel vedere che anche i bruti hanno la vita, quasi come gli uomini. Ora però era meravigliato del fatto che gli spiriti e gli angeli vivono nella luce più eccelsa, godono di intelligenza sopraffina, sapienza e felicità, con una percezione così perfetta che difficilmente può essere descritta. Di conseguenza, la loro vita, lungi dall’essere oscura, è sommamente luminosa e distinta. Continua a leggere

Arcana Coelestia (417-442)

Genesi 4, versetti 21-26

417. Versetto 21. E il nome di suo fratello era Jubal, che fu il padre di tutti i suonatori di cetra e flauto. Per il nome di suo fratello era Jubal, si intende la dottrina delle cose spirituali della stessa chiesa. Per il, padre di tutti i suonatori di cetra e flauto, s’intende le verità ed i beni della fede. Continua a leggere

Arcana Coelestia (392-416)

Genesi 4, versetti 15 – 20

392. Versetto 15. E il Signore gli disse: Perciò chiunque uccide Caino, subirà la vendetta per sette volte. E il Signore mise un segno su Caino, affinché nessuno, trovandolo, lo potesse colpire. Chiunque uccide Caino subirà la vendetta sette volte, significa che usare violenza alla fede, anche quando essa è così separata, sarebbe un sacrilegio. Il Signore appose un segno su Caino, affinché nessuno trovandolo, lo potesse colpire, significa che il Signore ha tenuto conto della fede in una maniera particolare, in modo che potesse essere preservata. Continua a leggere

Arcana Coelestia (359-391 )

Genesi 4, versetti 6 – 14

359. Versetto 6. E il Signore disse a Caino: Perché sei adirato, e perché il tuo volto è abbattuto? Il Signore disse a Caino, significa il dettato della coscienza. Che la sua ira si accese, e che il suo volto era abbattuto significa come prima che la carità era venuta meno, e che l’interiore era mutato. Continua a leggere

Arcana Coelestia (337-358)

Genesi 4, versetti 1 – 5

Significato interiore

337. Poiché questo capitolo tratta della degenerazione della più antica chiesa – ovvero della falsificazione della sua dottrina, e di conseguenza, delle sue eresie e sette, sotto i nomi di Caino e dei suoi discendenti – deve essere noto che non vi è alcuna possibilità di comprendere in che modo la dottrina è stata falsificata, o quale fosse la natura delle eresie e sette di quella chiesa, salvo che la natura della chiesa autentica sia correttamente compresa. Della chiesa più antica si è detto abbastanza per giungere alla conclusione che era un uomo celeste, e che non riconosceva alcuna fede diversa dall’amore per il Signore e verso il prossimo. Attraverso questo amore essi avevano la fede dal Signore, ovvero una percezione di tutte le cose che appartengono alla fede, e per questo non erano disposti a parlare di fede, perché essa non deve essere separata dall’amore, come si è visto sopra, n. 200, 203:

https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/07/09/arcana-coelestia-194-217/ Continua a leggere

Cavallo Bianco (14-17)

14. Il Signore è la Parola. L’unico soggetto, nel significato più profondo della Parola, è il Signore, e in essa sono descritte tutte le fasi della glorificazione della la sua natura umana (vale a dire, della sua unione con la natura Divina stessa), così come tutte le fasi della sottomissione degli inferni e la riduzione all’ordine lì e nei cieli: 2249, 7014. Quindi, in questo senso vi è una descrizione di tutta la vita del Signore nel nostro mondo, e per mezzo di ciò, vi è una presenza costante del Signore tra gli angeli: 2523. Pertanto, al centro della Parola c’è solo Dio, e questa è l’origine di ciò che è Divino e santo nella Parola: 1873 9357. L’affermazione del Signore che le scritture su di lui erano compiute [Giovanni 13:18; 17:12] si riferiva a tutte le cose nel significato più profondo: 7933. La Parola” significa Divina verità divina: 4692, 5075, 9987. Il Signore è la Parola perché è  la Divina verità: 2533. Il Signore è la Parola anche perché la Parola deriva da lui ed è su di lui (2859); e nel suo più profondo riguarda esclusivamente il Signore, in modo che il Signore stesso è lì (1873, 9357); e anche perché in tutta la Parola e in ogni suo dettaglio c’è un matrimonio della Divina bontà e della Divisa verità , un matrimonio si fonda unicamente sul Signore (3004, 3005, 3009, 4137, 5194, 5502, 6343, 7945, 8339, 9263, 9314). La Divina verità soltanto è completamente vera; e solo ciò che dimora in essa – che procede da ciò che è Divino – è sostanziale: 5272, 6880, 7004, 8200. E poiché la Divina verità che emana dal Signore come il sole nel cielo è la luce del cielo, e la Divina bontà è il suo calore; e poiché ogni cosa lì procede da quella luce e da quel calore, nello stesso modo in cui  a questo mondo ogni cosa viene ad esistenza dalla luce e dal calore terreni; e poiché questo mondo nel suo insieme viene ad esistenza per mezzo del cielo ovvero del mondo spirituale, possiamo vedere che tutto ciò che è stato creato, è stato creato dalla Divina verità, cioè dalla Parola, proprio come si dice in Giovanni:

In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Tutte le cose che sono state fatte, sono state fatte per mezzo di lui. E il Verbo si fece carne (Giovanni 1: 1, 2, 3, 14): 2803, 2894, 5272, 7678.

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