Nuova Gerusalemme e dottrina celeste (280-297)

Il Signore

280. Vi è un solo Dio, che è il creatore e il custode dell’universo. Egli è di conseguenza il Dio del cielo e della terra.

281. Due sono le cose che fanno la vita del cielo presso l’uomo, il bene dell’amore e la verità della fede. Questa vita emana da Dio nell’uomo, e assolutamente nulla di essa deriva dall’uomo. Pertanto l’essenziale della chiesa è riconoscere Dio, credere in Dio e amare Dio.

282. Coloro che sono nati nel seno della chiesa debbono riconoscere il Signore, nel suo Divino e nel suo Umano; e devono credere in lui e amarlo. Perché dal Signore procede ogni salvezza. Questo è ciò che insegna il Signore in Giovanni:

Chi crede nel Figlio ha la vita eterna, ma chi non crede nel Figlio non vedrà la vita, e l’ira di Dio dimora sopra di lui (Giovanni 3:36)

Nello stesso evangelista:

La volontà di colui che mi ha mandato è questa, che chiunque vede il Figlio e crede in lui, abbia la vita eterna; ed Io lo risusciterò nell’ultimo giorno (Giovanni 6:40)

Ancora nello stesso evangelista:

Gesù disse, Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, benché muoia, vivrà. Ma chi vive  e crede in me, non morirà in eterno (Giovanni 11:25, 26)

283. Pertanto, coloro che nel seno della chiesa non riconoscono il Signore, né il suo Divino, non possono essere congiunti con Dio, né essere con gli angeli nel cielo; invero, nessuno può essere congiunto con Dio, se non per il Signore e nel Signore. Che nessuno possa essere congiunto con Dio se non per il Signore, è ciò che insegna il Signore stesso in Giovanni:

Nessuno ha mai visto Dio. L’Unigenito Figlio che è nel seno del Padre è colui che lo ha rivelato (Giovanni 1:18)

Nello stesso evangelista:

Voi non avete mai ascoltato la sua voce e non avete mai visto il suo volto (Giovanni 5:37)

In Matteo:

Nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo (Matteo 11:27)

E in Giovanni:

Io sono la via, la verità  e la vita; nessuno viene la Padre se non per mezzo di me  (Giovanni 14:6)

Che nessuno possa essere congiunto con Dio  se non nel Signore, è perché il Padre è in lui, e perché sono Uno, come pure egli insegna in Giovanni:

Se voi mi aveste conosciuto, avreste conosciuto anche il Padre mio. Chi vede me, vede il Padre. Filippo, tu non credi che io sono nel Padre, e che il Padre è in me? Credetemi, io sono nel Padre e il Padre è in me (Giovanni 14:7-11)

Nello stesso evangelista:

Il Padre e io siamo Uno; affinché sappiate e crediate che io sono nel Padre e il Padre è in me (Giovanni 10:30-38)

284. Poiché il Padre è nel Signore, e il Padre ed il Signore sono Uno, e poiché si deve credere in lui, e chi crede in lui ha la vita eterna, è evidente che il Signore sia Dio. Che il Signore sia Dio la Parola lo insegna in Giovanni:

In principio era il Verbo; e il verbo era presso Dio; e il Verbo era Dio. Ogni cosa è stata fatta per suo mezzo; e senza di esso  niente è stato fatto di tutto ciò che esiste. E il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi; e noi abbiamo contemplato la sua gloria; gloria come dell’Unigenito generato dal Padre (Giovanni 1:1, 3, 14)

In Isaia:

Un fanciullo ci è nato, un figlio ci è stato dato; sulle sue spalle è il segno del potere regale; e sarà chiamato Dio potente, Padre di eternità, Principe della pace (Isaia 9:5)

Nello stesso profeta:

La vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele [Dio con noi] (Isaia 7:14; Matteo 1:23)

E in Geremia:

Ecco verranno i giorni in cui farò sorgere a Davide un germoglio giusto che regnerà da re e prospererà; e questo sarà il nome con il quale sarà chiamato: Jehovah nostra giustizia (Geremia 23:5,6: 33:15,16)

285. Quelli che sono nella chiesa e nella luce che viene dal cielo vedono il Divino che è nel Signore. Ma quelli che non sono nella luce proveniente dal cielo, non vedono che l’Umano nel Signore; e nondimeno, Divino e Umano sono così uniti in lui da essere Uno, come insegna il Signore stesso in Giovanni:

Padre, tutte le cose mie sono tue, e tutte le cose tue, sono mie (Giovanni 17:10)

286. Che il Signore sia stato concepito da Jehovah il Padre, e che dunque egli sia Dio per concezione, è noto nella chiesa; come pure che egli sia risorto con tutto il corpo, non avendo lasciato nulla nel sepolcro, di cui poi ne diede conferma ai discepoli, dicendo:

Vedete le mie mani ed i miei piedi; perché sono io stesso. Toccatemi e verificate: uno spirito non ha carne né ossa come vedete che io ho (Luca 24:39)

E benché fosse uomo in quanto alla carne e alle ossa, ciò nondimeno, entrò attraverso le porte serrate, e dopo che si fu manifestato, si rese invisibile (Giovanni 20:19, 26; Luca 24:31). Diversamente avviene di ogni uomo, perché l’uomo risuscita solo in quanto allo spirito, e non in quanto al corpo; perciò quando disse che non era come uno spirito, intendeva dire che egli non è come ogni altro uomo. Dunque appare evidente che anche l’Umano nel Signore è Divino.

287. Ogni uomo trae dal padre l’essere della sua vita, che si chiama anima, e l’esistere della sua vita, che si chiama corpo. Quindi il corpo è l’immagine della sua anima, poiché per mezzo del corpo l’anima conduce la sua vita secondo il proprio apprezzamento. Da ciò gli uomini nascono nella somiglianza dei loro genitori, e che le famiglie si distinguono le une dalle altre. Da ciò si può scorgere chiaramente quale sia stato il corpo, ovvero quale sia stato l’Umano del Signore, cioè egli è stato come lo stesso Divino che era l’Essere della sua vita, ovvero l’anima dal Padre. Perciò egli disse:

Chi vede me, vede il Padre (Giovanni 14:9)

288.
Che il Divino e l’Umano del Signore siano una sola Persona, è conforme alla fede ricevuta in tutto il mondo cristiano, che è la seguente: Benché Cristo sia Dio e Uomo, ciò nondimeno, non sono due, ma un solo Cristo; anzi egli è assolutamente uno ed una sola Persona; oiché siccome il corpo e l’anima sono un solo uomo, così del pari Dio e l’Uomo, sono un solo Cristo. Queste parole sono tratte dal simbolo atanasiano.

289. Coloro che del Divino hanno l’idea di tre persone, non possono aver l’idea di un solo Dio; se con la bocca profferiscono uno, pensano sempre a tre. Ma coloro che del Divino hanno l’idea di Tre in una sola Persona, quelli possono avere l’idea di un solo Dio, e come tali, dicono e pensano ad un solo Dio.

290. L’idea di Tre in una sola Persona si ha quando si pensa che il Padre è nel Signore, e che lo Spirito Santo procede dal Signore. Allora il Trino nel Signore è lo stesso Divino che si chiama Padre, Il Divino Umano che si chiama Figlio e il Divino procedente che si chiama Spirito Santo.

291. Poiché nel Signore tutto è Divino, egli ha ogni potestà nei cieli e nelle terre, come afferma egli stesso in Giovanni:

Il Padre ha posto ogni cosa nelle mani del Figlio (Giovanni 3:35)

Nello stesso evangelista:

Il Padre ha dato al Figlio potestà su ogni carne (Giovanni 17:2)

In Matteo:

Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre (Matteo 11:27)

Nello stesso evangelista:

Ogni potestà mi è stata data in cielo e in terra (Matteo 28:18)

Una tale potestà è Divina

292. Coloro che considerano l’Umano del Signore simile all’umano di ogni altro uomo, non riflettono sul suo concepimento in forza del Divino; essi non considerano che il corpo di ciascuno è l’immagine della sua anima. Non pensano neppure alla resurrezione del Signore con tutto il corpo, né alla Ed è per questo che ha glorificato il suo Umano, potendo così tenere soggiogati gli inferni in eterno. La soggezione degli inferni e la glorificazione del suo Umano sono state fatte attraverso le tentazioni ammesse nell’umano che ebbe dalla madre, e al tempo stesso per le continue vittorie. La sua passione sulla croce fu l’ultima tentazione e la completa vittoria.

294.
Che il Signore abbia soggiogato gli inferni, lo insegna egli stesso in Giovanni, allorché era imminente la passione della croce. Allora Gesù disse:

Ora è il giudizio di questo mondo. Ora sarà cacciato fuori il principe di questo mondo (Giovanni 12:27, 28, 31)

Nello stesso evangelista:

Abbiate fiducia, io ho vinto il mondo (Giovanni 16:33).

E in Isaia:

Chi è costui che viene da Edom, che avanza nella grandezza della sua forza, e viene per salvare? Lo ha soccorso il suo braccio, la sua giustizia lo ha sostenuto. Perciò egli è divenuto per quelli un salvatore (Isaia 63:1-18; 49:16-21)

Che il Signore abbia glorificato il suo Umano, e che la passione della croce è stata l’ultima tentazione e l’ultima vittoria per la quale è stato glorificato, lo insegna ancora egli stesso in Giovanni:

Dopo che Giuda fu uscito, Gesù disse: Ora è glorificato il Figlio dell’uomo, e Dio lo glorificherà in se stesso, e subito lo glorificherà (Giovanni 13:31, 32)

Nello stesso evangelista:

Padre, l’ora è venuta; glorifica tuo Figlio, affinché anche tuo Figlio glorifichi te (Giovanni17;1, 5)

Nello stesso evangelista:

Ora è turbata l’anima mia. Padre glorifica il tuo nome. Ed uscì dal cielo una voce, L’ho glorificato e lo glorificherò ancora (Giovanni12;27, 28)

e in Luca:

Non bisognava che il Cristo sopportasse queste sofferenze per entrare nella sua gloria (Luca 24:26)

Queste cose sono state dette della passione. Glorificare significa fare Divino. Da ciò ora è manifesto che se il Signore non fosse venuto nel mondo, non si fosse fatto uomo e non avesse liberato dall’inferno tutti quelli che credono in lui e lo amano, nessun mortale avrebbe potuto essere salvato. Così deve intendersi che senza il Signore non vi è salvezza.

295. Quando il Signore ebbe glorificato pienamente il suo Umano, allora dismise l’umano che aveva preso dalla madre, e indossò l’Umano proveniente dal Padre, che è il Divino Umano, in modo tale che egli da quel momento non fu più figlio di Maria.

296

La prima e principale cosa della chiesa è riconoscere il suo Dio, poiché senza questa conoscenza e riconoscenza, non vi può essere congiunzione. Quindi non c’è congiunzione nella chiesa senza la riconoscenza del Signore. Il Signore insegna ciò in Giovanni:

 Chi crede nel Figlio ha la vita eterna, ma chi non crede nel Figlio non vedrà la vita, e l’ira di Dio dimora sopra di lui (Giovanni 3:36)

E altrove nello stesso evangelista:

Se voi non credete che io sono, morirete nei vostri peccati (Giovanni 8:24)

297. Che nel Signore vi sia il Trino, vale a dire lo stesso Divino, il Divino Umano e il Divino procedente, è un arcano del cielo, e per coloro che saranno nella santa Gerusalemme.

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