Archivio mensile:ottobre 2016

Dottrina sulla Sacra Scrittura (98-100)

Il Signore è venuto nel mondo per adempiere tutte le cose della Parola, e per divenire con ciò la Divina verità, ovvero la Parola, anche nell’ultimo piano

98. Che il Signore sia venuto nel mondo per adempiere tutte le cose della Parola, lo si vede nella dottrina sul Signore (n. 8-11). Che con ciò egli sia divenuto la Divina verità, ovvero la Parola, anche nell’ultimo piano, questo s’intende con le seguenti parole in Giovanni:

Il Verbo si è fatto carne ed è venuto ad abitare in mezzo a noi, e noi abbiamo veduto la sua gloria; gloria come dell’Unigenito dal Padre, pieno di grazia e verità (Giovanni 1:14)

Farsi carne significa divenire Parola, nell’ultimo piano. Quale fu il Signore nell’ultimo piano, lo mostrò egli stesso ai discepoli quando si trasfigurò (Matteo 17:2 e ss.; Marco 12:2 e ss.; Luca 9:28 e ss.). Ivi si dice che Mosè ed Elia furono visti nella gloria. Per Mosè ed Elia è intesa la Parola (si veda sopra n. 48). Il Signore in quanto Parola nell’ultimo piano è anche descritto da Giovanni in Apocalisse (1:13-16). In questi versetti tutti i particolari della descrizione del Signore significano l’ultimo piano della Divina verità, ovvero della Parola. Certamente il Signore è la Parola stessa, e questo anche prima che venisse nel mondo, ma lo era stato nei primi, infatti si dice, In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio (Giovanni 1:3). Ma quando la Parola si fece carne, allora il Signore divenne Parola anche negli ultimi. Per questo si dice di lui Il Primo e l’Ultimo (Apocalisse 1:8, 11, 17; 21:6; 22:12-13). Continua a leggere

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Dottrina sulla Sacra Scrittura (91-97)

Si possono trarre delle eresie dal senso letterale della Parola, ma ciò che è dannoso è il confermarle

91. Si è mostrato più sopra chela Parola non si può intendere senza la dottrina, e che la dttrina è come una lampada, alla cui luce le verità autentiche sono visibili; e questo a causa del fatto che la Parola è stata scritta per corrispondenze. Ne deriva che in essa parecchie cose sono apparenza delle verità non già verità nude; e che vi si trovano scritte molte cose adattate alla comprensione dell’uomo naturale, anzi sensuale, e tuttavia, in modo che i semplici possano intenderle con semplicità, gl’intelligenti con intelligenza ed i sapienti con sapienza. Ora poiché la Parola è tale, le apparenze delle verità, che sono verità vestite, possono essere prese per nude verità. Tali apparenze, se vengono confermate diventano falsità. Ma questo succede presso coloro che si credono superiori agli altri in sapienza, quando in realtà non lo sono affatto, giacché è da sapienti vedere se una cosa è vera prima di confermarla, piuttosto che confermare arbitrariamente qualsiasi cosa. Così agiscono coloro che eccellono in una innata attitudine confermativa, e che si gloriano della propria intelligenza. Viceversa, vedere se una cosa sia vera prima di confermarla, è ciò che fanno coloro che amano le verità, e ne sono influenzati, in quanto sono verità e ne fanno gli usi della vita. Questi sono illuminati dal Signore e vedono le verità nella loro luce, gli altri invece si illuminano da se stessi, e vedono le falsità, nella loro luce.
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Dottrina sulla Sacra Scrittura (80-90)

In ogni cosa della Parola è insito il matrimonio del Signore e della chiesa, e quindi il matrimonio del bene e della verità

80. Che nelle singole cose della Parola vi sia il matrimonio del Signore e della chiesa, e quindi il matrimonio del bene e della verità, fin  qui non è emerso; né si sarebbe potuto scorgere, perché il senso spirituale della Parola non è stato dischiuso prima, e tali coniugi non si possono vedere, se non per mezzo di questo senso. Infatti, sono due i sensi celati nel senso letterale della Parola, il senso spirituale ed il senso celeste. Nel senso spirituale il contenuto della Parola si riferisce principalmente alla chiesa, e nel celeste, principalmente al Signore. Inoltre nel senso spirituale il contenuto della Parola si riferisce alla Divina verità, e nel celeste, al Divino bene. Da questo discende l’uno e l’altro matrimonio, nel senso letterale della Parola. Ma ciò non appare se non a chi, dal senso spirituale e celeste della Parola, conosce il significato dei vocaboli e dei nomi; perché taluni vocaboli e nomi si riferiscono al bene, altri alla verità, e altri ancora includono l’uno e l’altro. Sicché senza una tale conoscenza, il matrimonio esistente nelle singole cose della Parola non si è potuto vedere. Per questo motivo tale arcano non è stato svelato prima.
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Dottrina sulla Sacra Scrittura (76-79)

La chiesa sussiste dalla Parola, ed è tale quale è in essa

l’intelligenza della Parola

 

76. Si dice che la chiesa sussiste dalla Parola; su tale assunto non può esservi dubbio. Infatti la Parola è la Divina verità stessa (cfr. n. 1-4:

https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/02/20/dottrina-sulla-sacra-scrittura-1-4); dalla Parola proviene la dottrina della chiesa (n. 50-61:

https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/10/16/dottrina-sulla-sacra-scrittura-50-61); e per mezzo della Parola vi è congiunzione con il Signore (n. 62-69:

https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/10/17/dottrina-sulla-sacra-scrittura-62-69).

Ma, sul fatto che l’intelligenza della Parola faccia la chiesa, possono insorgere dubbi, giacché vi sono quelli che credono di appartenere alla chiesa perché hanno la Parola, la leggono, la ascoltano nelle prediche e sanno qualche cosa del suo senso letterale. Ma in che modo si debba intendere questo o quel passo, lo ignorano; e taluni ritengono irrilevante conoscerne il senso. Perciò è necessario ribadire qui che non è la Parola che fa la chiesa, bensì l’intelligenza della Parola. E che la chiesa è tale quale l’intelligenza della Parola in coloro che appartengono a quella chiesa. Ciò sarà dimostrato di seguito. Continua a leggere

Dottrina sulla Sacra Scrittura (70-75)

La Parola è in tutti i cieli e da essa proviene la sapienza angelica

70. Che nei cieli vi sia la Parola, finora non era noto. Né poteva essere altrimenti, finché nella chiesa si ignorava che gli angeli e gli spiriti sono uomini, simili agli uomini quali sono nel mondo; e che ogni cosa in essi è del tutto simile a quelle degli uomini, con la sola differenza che essi sono spirituali, e tutte le cose presso di loro hanno un’origine spirituale; mentre gli uomini nel mondo sono naturali, e tutte le cose presso di loro hanno un’origine naturale. Finché questo è rimasto nascosto, si ignorava che la Parola è anche nei cieli, e che là essa è letta dagli angeli, e altresì dagli spiriti che sono al di sotto dei cieli. Ma affinché ciò non restasse celato in perpetuo, mi è stato permesso di essere associato con gli angeli e gli spiriti, e di parlare con essi, e di vedere le cose esistenti presso di loro; per poi riferire molte delle cose che ho veduto e udito. Questo è stato fatto nell’opera Cielo e inferno (edita in Londra nel 1758 – https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/parte-1-cielo-1-212). Da essa si può vedere che gli angeli e gli spiriti sono uomini, e che presso di loro vi sono in abbondanza tutte le cose che gli uomini hanno nel mondo. Che gli angeli e gli spiriti siano uomini, si vede appunto in quell’opera (n. 73-77 e 453-456:

https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/07/07/cielo-e-inferno-73-78/  https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/08/05/cielo-e-inferno453-460/#more-3288)

Parimenti, che vi siano presso di loro cose simili a quelle degli uomini nel mondo (n. 170-190:

https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/07/13/cielo-e-inferno-170-176/

https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/07/13/cielo-e-inferno-177-182/

https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/07/14/cielo-e-inferno-183-190/).

Inoltre che presso gli angeli e gli spiriti vi sia pure un culto Divino, e delle predicazioni nei templi (n. 221-227:

https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/07/16/cielo-e-inferno-221-227/).

E che vi siano pure scritture e libri, nonché la Parola (n. 258-264:

https://fondazioneswedenborg.wordpress.com/2016/07/17/cielo-e-inferno-258-264/). Continua a leggere

Dottrina sulla Sacra Scrittura (50-61)

La dottrina della chiesa deve essere attinta e confermata attraverso il senso letterale della Parola

50. Nel precedente paragrafo si è mostrato che la Parola nel senso letterale, è nella sua pienezza. Ma poiché il Signore è la Parola, essendo egli il tutto della Parola, ne consegue che il Signore è massimamente presente in quel senso; e che da esso egli istruisce e illustra l’uomo. Ma ciò deve essere dimostrato in questo ordine:

I – La Parola senza la dottrina non è comprensibile.

II – La dottrina deve essere attinta dal senso letterale della Parola.

III – La Divina verità cui deve attingere la dottrina autentica, non appare se non a coloro che sono illuminati dal Signore.

51. I – La Parola senza la dottrina non è comprensibile.  Questo perché la Parola, nel senso letterale, consiste di mere corrispondenze, affinché gli spirituali ed i celesti siano in essa insieme, e che ciascun termine ne sia il contenente ed il fulcro. Perciò in molti passi le verità non appaiono nude nel senso letterale, ma sono rivestite, e si chiamano in questo caso, apparenze di verità. Vi sono poi molte cose adattate al modo d’intendere dei semplici, i quali non elevano i loro pensieri al disopra di ciò che vedono con gli occhi. E vi sono altre cose che appaiono come contraddizioni, e ciò nondimeno, la Parola considerata nella sua vera luce è priva di contraddizioni. Inoltre in taluni passi dei profeti, ricorrono sequele di nomi propri di luoghi e di persone, come quelli citati sopra al n. 15, da cui non può trarsi alcun senso. Se tale è dunque la Parola nel suo senso letterale, emerge chiaramente che non la si può comprendere senza una dottrina. Continua a leggere