Archivio mensile:settembre 2016

Nuova Gerusalemme e dottrina celeste (249-254)

La Parola

249. L’uomo senza un rivelazione procedente dal Divino non può sapere nulla della vita eterna, né alcuna cosa di Dio, ed ancor meno può sapere dell’amore e della fede in lui. Invero, l’uomo nasce in una perfetta ignoranza, ed in seguito, attraverso ciò che è mondano deve apprendere quelle cose necessarie alla formazione del suo intelletto. Egli nasce anche, in ogni male ereditario che proviene dall’amore di sé e dall’amore del mondo; i piaceri che ne derivano dominano continuamente e suggeriscono cose che sono diametralmente opposte al Divino. È per questo che l’uomo non sa nulla della vita eterna, e perciò era necessaria una rivelazione, attraverso cui ne avesse conoscenza. Continua a leggere

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Nuova Gerusalemme e dottrina celeste (241-248)

La chiesa

241. Ciò che presso l’uomo rende il cielo, allo stesso tempo rende la chiesa, perché siccome l’amore e la fede rendono il cielo, parimenti, l’amore e la fede rendono la chiesa. Pertanto da ciò che si è detto fin qui, si manifesta chiaramente cosa sia la chiesa. Continua a leggere

Nuova Gerusalemme e dottrina celeste (230-240)

Cielo e inferno

230. Due sono le cose che rendono la vita dello spirito dell’uomo, l’amore e la fede. L’amore è l’essenza della sua volontà, e la fede è l’essenza del suo intelletto. L’amore del bene e la fede nella verità, rendono la vita del cielo. L’amore del male e quindi la fede nel falso rendono la vita dell’inferno.

231. L’amore per il Signore e l’amore verso il prossimo rendono il cielo, la fede anche rende il cielo, ma nella misura in cui essa ha la sua essenza in quegli amori. E poiché quegli amori e quella fede procedono dal Signore, di conseguenza è il Signore che fa il cielo.

232. Il cielo è presso ciascuno secondo la ricezione dell’amore e della fede che procede dal Signore; e coloro che ricevono il cielo dal Signore mentre vivono nel mondo, accedono al cielo dopo la morte. Continua a leggere

Nuova Gerusalemme e dottrina celeste (223-229)

Resurrezione

223. L’uomo è stato creato in modo tale che , in quanto al suo interno, non può morire; invero egli può credere in Dio, amare Dio, e di conseguenza essere congiunto con Dio attraverso la fede e l’amore. Ed essere congiunto con Dio è vivere in eterno.

224. Questo interno è presso ogni uomo che nasce; il suo esterno è quello per cui mette in atto quelle cose che appartengono alla fede e all’amore. L’interno è ciò che si chiama spirito, e l’esterno ciò che si chiama corpo. L’esterno, che si chiama corpo, è disposto secondo gli usi del mondo naturale; esso è dismesso allorché l’uomo muore; ma l’interno che si chiama spirito è disposto secondo gli usi del modo spirituale, e questo non muore. Poi questo interno è uno spirito retto e un angelo, se l’uomo agì rettamente nel mondo; ed è uno spirito maligno se l’uomo fu malvagio nel mondo. Continua a leggere

Nuova Gerusalemme e dottrina celeste (210-222)

Santa Cena

210. La Santa Cena è stata istituita dal Signore, affinché per mezzo di essa vi sia congiunzione della chiesa con il cielo, e quindi con il Signore. Essa dunque è la cosa santa per eccellenza del culto.

211. Ma coloro che non sanno alcunché del senso interno o spirituale, non possono comprendere in che modo abbia luogo la congiunzione, poiché essi non si spingono oltre il senso esterno, che è il senso letterale. Dal senso interno o spirituale della Parola, si conosce il significato del corpo e anche del sangue, e ancora, il significato del pane e del vino, e anche cosa significhi mangiare di essi. Continua a leggere

Nuova Gerusalemme e dottrina celeste (202-209)

Battesimo

202. Il battesimo è stato istituito quale segno dell’uomo che appartiene alla chiesa, e per promemoria che egli deve essere rigenerato. Infatti il lavacro del battesimo non è altro che il lavacro spirituale, che è la rigenerazione. Continua a leggere

Nuova Gerusalemme e dottrina celeste (187-201)

La tentazione

187. Solo coloro che sono rigenerati subiscono delle tentazioni spirituali, essendo queste tormenti della mente indotti da spiriti perversi presso coloro che sono nel bene e nella verità. Quando questi spiriti eccitano i mali che sono presso i rigenerati, insorge un’ansietà che appartiene alla tentazione; l’uomo ignora quale sia la sua origine. Continua a leggere