Cielo e inferno (366-386)

Matrimoni nel cielo

366. Poiché il cielo proviene dalla razza umana, e quindi gli angeli sono di entrambi i sessi, e dalla creazione l’uomo e la donna sono stati creati l’uno per l’altra, quindi l’uno appartiene all’altro, e questo amore è innato in entrambi, ne consegue che ci sono matrimoni nel cielo come ce ne sono nel mondo. Tuttavia i matrimoni nel cielo differiscono ampiamente dai matrimoni nel mondo. Di quale genere siano i matrimoni nel cielo, e in che modo si differenzino dai matrimoni nel mondo, si dirà ora.

367. Il matrimonio nel cielo è l’unione di due menti in una. Occorre in primo luogo spiegare cosa sia questa unione. La mente si compone di due parti, una chiamata intelletto e l’altra volontà. Quando queste due parti agiscono unanimemente, esse sono denominate una sola mente. Nel cielo il marito presiede alla parte denominata intelletto e la moglie alla parte denominata volontà. Quando questa congiunzione, che ha luogo interiormente, discende nelle parti inferiori del corpo, è percepita e avvertita come amore, e questo amore è l’amore coniugale. Questo dimostra che l’amore coniugale ha la sua origine nell’unione di due menti in una. Questo in cielo si chiama convivenza; ed essi non sono chiamati più due, ma uno. Così nel cielo, di una coppia sposata si dice che non sono due ma un solo angelo.1

368. Inoltre, una tale unione del marito e della moglie nell’intimo delle loro menti deriva dalla loro stessa creazione; perché l’uomo è nato per essere intellettuale, cioè per ragionare attraverso la capacità d’intendere, mentre la donna è nata per farsi guidare dall’affezione, cioè, per pensare secondo la sua volontà, e questo è evidente dalla propensione o disposizione naturale di ciascuno, e anche dalla loro forma; dalla disposizione, nel senso che l’uomo agisce secondo ragione e la donna secondo l’affezione; dalla forma in quanto l’uomo ha un volto più ruvido e meno attraente, una voce profonda e un corpo più rigido, mentre la donna ha un volto più levigato e più attraente, una voce più dolce, e un corpo più morbido. C’è una simile differenza tra intelletto e volontà, o tra pensiero e affezione; così pure, tra verità e bene e tra fede e amore; perché la verità e la fede appartengono all’intelletto, ed il bene e l’amore alla volontà. È per questo che nella Parola, gioventù o uomo significa, in senso spirituale, la capacità d’intendere la verità, e vergine o donna l’affezione per il bene; e inoltre la chiesa, in relazione alla sua affezione per il bene e per la verità, è denominata donna e vergine; così pure tutti coloro che sono nell’affezione per il bene sono chiamati vergini (come in Apocalisse 14:4).2

369. Ciascuno, uomo o donna, è dotato di intelletto e volontà, ma nell’uomo predomina l’intelletto, e nella donna predomina la volontà, ed il carattere è determinato da ciò che predomina. Eppure, nei matrimoni celesti non c’è predominanza, perché la volontà della moglie è anche la volontà del marito, e l’intelletto del marito è anche l’intelletto della moglie, dato che ciascuno ama desiderare e pensare come l’altro, e questo reciprocamente e mutuamente. Essi sono dunque congiunti in uno. Questa unione è reale, perché la volontà della moglie entra nell’intelletto del marito, e l’intelletto del marito nella volontà della moglie, e questo soprattutto quando uno guarda nel volto dell’altro; perché, come è stato detto più volte, nei cieli vi è una condivisione dei pensieri e delle affezioni, soprattutto tra marito e moglie, perché si amano reciprocamente. Questo chiarisce quale sia la congiunzione delle menti che rende il matrimonio e produce l’amore coniugale nei cieli, cioè, che uno vuole che ciò che è suo proprio sia condiviso con l’altro, e questo reciprocamente.

370. Mi è stato detto dagli angeli che nella misura in cui due coniugi sono uniti, nella stessa misura sono nell’amore coniugale, nonché nell’intelligenza, nella sapienza e nella felicità; perché la Divina verità e il Divino bene, che sono la sorgente di ogni intelligenza, sapienza, e felicità, fluiscono soprattutto nell’amore coniugale; di conseguenza l’amore coniugale, essendo anche il matrimonio del bene e della verità, è il fondamento stesso dell’influsso Divino. Perché questo amore, essendo l’unione dell’intelletto e della volontà, è anche l’unione della verità e del bene, poiché l’intelletto riceve la verità Divina ed è composto dalle verità, e la volontà riceve il bene Divino ed è composta dai beni. Perché ciò che un uomo vuole lo considera buono, e ciò che comprende lo considera vero; quindi è lo stesso dire unione dell’intelletto e della volontà o unione della verità e del bene. L’unione della verità e del bene è ciò che rende un angelo, e ciò che rende la sua intelligenza, sapienza e felicità; perché un angelo è tale se il bene in lui è congiunto con la verità, e la verità è congiunta con il bene; o il che è lo stesso, a seconda di come l’amore in lui è congiunto con la fede e la fede con l’amore.

371. Il Divino che procede dal Signore fluisce principalmente nell’amore coniugale perché l’amore coniugale discende dall’unione del bene e della verità; perché, come si è detto sopra, è lo stesso dire unione dell’intelletto e della volontà o unione del bene e della verità. L’unione del bene e della verità ha la sua origine nel Divino amore del Signore verso tutti coloro che sono nei cieli e sulla terra. Dal Divino amore procede il Divino bene, che è ricevuto dagli angeli e degli uomini nella verità Divina. Poiché la verità è il solo ricettacolo del bene, nulla può essere ricevuto dal Signore e dal cielo da chi non è nelle verità; perciò nella misura in cui le verità nell’uomo sono congiunte al bene, l’uomo è congiunto al Signore e al cielo. È questa, quindi, l’autentica origine dell’amore coniugale, ed è per questa ragione che questo amore è l’autentico fondamento dell’influsso Divino. Questo spiega perché l’unione del bene e della verità nel cielo si chiama matrimonio celeste, e nella Parola il cielo è paragonato al matrimonio, ed è chiamato matrimonio; ed il Signore è chiamato sposo e marito, ed il cielo e anche la chiesa sono chiamati sposa e moglie.3

372. Il bene e la verità congiunti in un angelo o in un uomo non sono due, ma uno, in quanto il bene è allora il bene della verità e la verità è la verità del bene. Questa congiunzione può essere paragonata al pensiero di un uomo unanime con la sua volontà, laddove la volontà stessa è conforme al suo pensiero, in modo che questi due sono uno, cioè una sola mente; perché il pensiero si presenta in una forma desiderabile alla volontà, e la volontà lo soddisfa; è per questo che di una coppia sposata nel cielo si dice che non sono più due, ma un solo angelo. Questo è anche ciò che si intende con le Parole del Signore:

Non avete letto che Colui che li ha fatti, fin dall’inizio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno una carne sola? Pertanto, essi non sono più due, ma una sola carne. Non separi, dunque, l’uomo ciò che Dio ha congiunto. Non tutti possono ricevere questa parola, ma solo coloro ai quali viene data (Matteo 19:4-6, 11; Marco 10:6-9; Genesi 2:24)

Questa è una descrizione sia del matrimonio celeste in cui sono gli angeli, sia del matrimonio del bene e della verità; l’uomo non separi ciò che Dio ha congiunto significa che il bene non deve essere separato dalla verità.

373. Da tutto ciò si evince l’origine dell’amore autenticamente coniugale, che si forma prima nella mente di coloro che sono nel matrimonio, e scende di lì nel corpo, in cui viene percepito e avvertito come amore; perché tutto ciò che è percepito e avvertito nel corpo ha la sua origine interiormente, perché appartiene all’intelletto ed alla volontà. L’intelletto e la volontà compongono l’uomo spirituale. Qualunque cosa discenda dall’uomo spirituale nel corpo si presenta là sotto un altro aspetto, anche se simile e conforme ad esso, come l’anima ed il corpo, e come causa ed effetto; come si può vedere da quanto è stato detto e mostrato nei due capitoli sulle corrispondenze.

374. Ho udito un angelo descrivere l’autentico amore coniugale e la sue delizie celesti in questo modo: “È il Divino del Signore nei cieli, che è Divina verità e Divino bene così uniti in due persone, che non sono più due ma uno.” Egli ha detto che nel cielo i due coniugi sono l’amore coniugale, dato che ognuno è il proprio bene e la propria verità in relazione sia alla mente, sia al corpo, essendo il corpo l’immagine della mente, perché è formato a sua somiglianza. Da cui egli ha tratto la conclusione che il Divino è rappresentato nei due che sono nell’autentico amore coniugale; e come il Divino, così è rappresentato il cielo, perché il cielo intero è Divino bene e Divina verità che procede dal Signore; è per questo che tutte le cose del cielo sono inscritte nell’amore coniugale con più benedizioni e delizie di quanto sia possibile enumerare. Egli ha espresso un numero compreso in un ordine di grandezza di miriadi di miriadi. Si meravigliava del fatto che l’uomo di chiesa non sappia nulla di questo, dal momento che la chiesa è il cielo del Signore sulla terra, ed il cielo è il matrimonio del bene e della verità. Si è detto sbalordito al pensiero che all’interno della chiesa, ancor più che fuori di essa, gli adulteri sono diffusi e anche giustificati, il cui piacere in sé non è altro in senso spirituale, e di conseguenza nel mondo spirituale, che il piacere dell’amore del falso congiunto al male; e la cui gioia è un piacere infernale, esattamente contrapposto alla gioia del cielo, che è la gioia dell’amore della verità congiunta al bene.

375. Tutti sanno che due coniugi che si amino l’un l’altro sono uniti interiormente, e che l’essenziale del matrimonio è l’unione nella disposizione delle menti. E da ciò si può vedere che, quale è la loro disposizione delle menti, tale è la loro unione e tale il loro reciproco amore. La mente è formata esclusivamente dalle verità e dai beni, perché tutte le cose nell’universo sono in relazione al bene ed alla verità ed alla loro unione; di conseguenza, siccome le verità ed i beni sono tutto ciò che costituisce la mente, tale è esattamente l’unione delle menti; quindi l’unione perfetta è quella delle menti che si formano nelle verità autentiche e nei beni autentici. Deve essere noto che non esiste nulla che si ama reciprocamente più della verità e del bene, e quindi è da questo amore che discende l’amore coniugale.4 La falsità e il male anche si amano reciprocamente, ma questo amore è poi trasformato nell’inferno.

376. Da quanto è stato detto circa l’origine dell’amore coniugale si può dedurre quali sono in questo amore e quali no; e cioè che quelli che sono nell’amore coniugale, sono nel Divino bene dalla Divina verità; e che l’amore coniugale è autentico nella misura in cui sono autentiche le verità con le quali il bene è congiunto. E siccome ogni bene che è congiunto con le verità viene dal Signore, ne consegue che nessuno può essere nell’amore autenticamente coniugale se non riconosce il Signore ed il suo Divino; perché senza questo riconoscimento il Signore non può fluire, né essere unito con le verità che sono nell’uomo.

377. Evidentemente, poi, quelli che sono nelle falsità, e soprattutto quelli che sono nelle falsità dal male, non sono nell’amore coniugale. Inoltre, quelli che sono nel male e nella falsità che ne derivano, hanno le menti chiuse interiormente; in essi perciò non vi può essere alcuna fonte dell’amore coniugale; e la loro mente interiormente è aperta dal basso verso l’uomo naturale separato da quello spirituale; e da lì che vi è l’unione della falsità e del male, denominata matrimonio infernale. Mi è stato permesso di vedere cosa sia questo matrimonio tra quelli che sono nelle falsità dal male. Questi conversano insieme, e sono accomunati da un desiderio insano, ma interiormente bruciano di un odio mortale gli uni verso gli altri, talmente intenso da non potersi descrivere.

378. Né può esservi amore coniugale tra coniugi appartenenti a religioni diverse, perché la verità di uno non concorda con il bene dell’altro; e due generi differenti e discordanti di verità e di bene non possono rendere una sola mente da due; e di conseguenza l’amore di questi non ha la sua origine in qualcosa di spirituale. Se vivono insieme in armonia questa appartiene esclusivamente al piano naturale.5 È per questo che nei cieli i matrimoni si celebrano solo tra coloro che sono nella stessa società, perché sono nello stesso bene e nella stessa verità, e non con quelli al di fuori della società. Si può vedere più sopra (nn. 41 e ss.) che tutti quelli che sono in una stessa società sono nello stesso bene e nella stessa verità, e differiscono da quelli esterni alla società. Questo trova corrispondenza nel fatto che tra gli israeliti i matrimoni erano contratti all’interno della tribù, e in particolare all’interno delle famiglie, e non al di fuori di esse.

379. Né può esservi amore coniugale tra un marito e più mogli; perché in virtù della sua origine spirituale, che è la formazione di una mente da due, l’amore coniugale si estingue inevitabilmente tra i poligami; e di conseguenza l’unione interiore, che è lunione del bene e della verità, da cui proviene l’essenza stessa di questo amore, è anche distrutta. Il matrimonio con più di una moglie è come un intelletto diviso tra volontà diverse, o è come un uomo legato non ad una ma a diverse chiese, dato che la sua fede è così disorientata da non venire a capo di nulla. Gli angeli affermano che sposare più mogli è totalmente contrario all’ordine Divino, e che essi comprendono ciò per diversi motivi, uno dei quali è che non appena pensano al matrimonio con più di una moglie sono allontanati dalla beatitudine interiore e dalla felicità celeste, e diventano come uomini ubriachi, perché il bene è separato dalla sua verità in loro. E poiché la loro mente interiormente è condotta in un tale stato semplicemente al solo pensiero accompagnato dall’intenzione, essi vedono chiaramente che il matrimonio con più di una moglie potrebbe chiudere dall’alto l’interiore della loro mente, e determinare il degrado dell’amore coniugale in amore impudico, che li allontana dal cielo.6

[2] Essi dichiarano, inoltre, che questo non è facilmente comprensibile agli uomini, perché solo pochi sono nell’amore autenticamente coniugale, e quelli che non sono in esso non sanno nulla della delizia interiore che è in quell’amore, conoscendo solo il piacere della lussuria, la quale si trasforma in qualcosa di sgradevole dopo un breve periodo di convivenza; mentre la delizia dell’amore autenticamente coniugale non solo resiste alla vecchiaia, nel mondo, ma dopo la morte diventa la gioia del cielo e ivi è colmata con una felicità interiore che si accresce sempre di più in perfezione per l’eternità. Essi hanno aggiunto che le varietà di beatitudine dell’amore autenticamente coniugale possono essere enumerate nell’ordine di molte migliaia, nessuna delle quali è nota all’uomo, né potrebbe entrare nella comprensione di chi non è nel matrimonio del bene e della verità dal Signore.

380. L’amore del dominio sugli altri estingue completamente l’amore coniugale e la sua gioia celeste, perché come è stato detto sopra, l’amore coniugale e la sua gioia consiste nel desiderio di uno di far propria la volontà dell’altro, e questo reciprocamente. Questo è distrutto dall’amore di dominare nel matrimonio, poiché colui che domina vuole unicamente che la sua volontà sottometta gli altri, e non ammette in sé alcuna volontà altrui, il che distrugge ogni reciprocità, e quindi ogni condivisione dell’amore e il suo piacere dell’uno con l’altro. Eppure questa condivisione e la conseguente unione costituiscono la gioia interiore chiamata beatitudine nel matrimonio. Questa beatitudine, con tutto ciò che è celeste e spirituale nell’amore coniugale, è così interamente estinta a causa dell’amore per il dominio, da distruggere anche tutta la conoscenza di esso; e se questo amore fosse citato a quelli che sono nell’amore del dominio, sarebbe considerato con tale disprezzo che qualsiasi riferimento alla beatitudine che ne deriva, susciterebbe riso o rabbia.

[2] Quando uno desidera o ama ciò che appartiene all’altro, desidera o ama la libertà di ciascuno, perché ogni libertà deriva dall’amore; mentre dove c’è dominio nessuno gode della libertà; uno è un servo, e l’altro che domina è ugualmente un servo, perché è guidato come un servo dalla lussuria di dominare. Ma tutto questo esorbita dalla comprensione di chi non sa cosa sia la libertà dell’amore celeste. Tuttavia, da quanto è stato detto sopra, circa l’origine e l’essenza dell’amore coniugale si può notare che nella misura in cui il dominio si fa strada, le menti non sono unite, ma divise. Il dominio soggioga, e una mente soggiogata non ha nessuna volontà o ha una volontà avversa. Se manca la volontà, manca anche l’amore; e se si ha una volontà avversa c’è odio al posto dell’amore.

[3] Interiormente coloro che vivono in un tale matrimonio sono in collisione reciproca ed in conflitto, come due opposti; tuttavia esteriormente questo conflitto è trattenuto e taciuto per il bene della pace familiare. La collisione e l’antagonismo interiori si manifestano dopo la loro morte, quando comunemente si incontrano e combattono come nemici e si aggrediscono vicendevolmente, perché poi agiscono in conformità del loro stato interiore. Spesso mi è stato permesso di vederli scontrarsi e aggredirsi tra loro, a volte con spirito di vendetta e crudeltà. Perché nell’altra vita l’interiore di ognuno viene messo in libertà, e non è più trattenuto dai confini esteriori o da considerazioni mondane; tutti quindi si comportano esclusivamente come sono interiormente.

381. Ad alcuni è permessa una parvenza dell’amore coniugale. Tuttavia, salvo che nel caso di coloro che sono nell’amore per la verità e per il bene, non vi può essere altrimenti amore coniugale, ma solo un amore che per cause diverse appare simile all’amore coniugale, affinché vi possa essere una buona convivenza familiare, affinché possano essere liberi da preoccupazioni e in pace, o a proprio agio, affinché possono essere curati nella malattia o nella vecchiaia, e affinché possano occuparsi dei bambini che amano. Alcuni sono costretti dalla paura del coniuge, o dalla paura di perdere la reputazione, o da altre infauste conseguenze, e altri dalla necessità di controllare la lussuria. Inoltre, nei coniugi l’amore coniugale può essere differente; in uno ce ne può essere più o meno, nell’altro poco o nulla di esso; ed a causa di questa diversità il cielo può essere la parte di uno e l’inferno la parte dell’altro.

382a. Nel cielo più intimo c’è amore autenticamente coniugale perché ivi gli angeli sono nel matrimonio del bene e della verità, e anche nell’innocenza. Gli angeli dei cieli inferiori sono anche nell’amore coniugale, ma solo nella misura in cui sono nell’innocenza; perché l’amore coniugale, considerato in sé è uno stato di innocenza; è per questo che i coniugi che sono nell’amore coniugale godono insieme della felicità celeste, che si manifesta alle loro menti quasi come un gioco dell’innocenza, come tra i bambini in tenera età; perché ogni cosa delizia le loro menti, dato che il cielo con la sua gioia fluisce in ogni particolare della loro vita. Per lo stesso motivo l’amore coniugale è rappresentato nel cielo magnificamente. L’ho visto rappresentato da una fanciulla di indescrivibile bellezza circondata da una nuvola di bianco brillante. Si dice che gli angeli del cielo abbiano tutta la loro bellezza dall’amore coniugale. Le affezioni ed i pensieri che fluiscono da quell’amore sono rappresentati da aure diamantine con la brillantezza dei granati e dei rubini, cui partecipano le delizie che influenzano l’intimo della mente. In una parola, il cielo stesso, è rappresentato nell’amore coniugale, perché il cielo con gli angeli è l’unione tra il bene e la verità, ed è questa congiunzione che rende l’amore coniugale.

382b. I matrimoni nel cielo differiscono dai matrimoni sulla terra nel senso che la procreazione è un altro fine del matrimonio sulla terra, ma non dei matrimoni nel cielo, dato che nel cielo vi è la procreazione del bene e della verità in luogo della procreazione della prole. Il primo prende il posto del secondo perché il matrimonio nel cielo è un matrimonio del bene e della verità (come è stato mostrato sopra); e siccome in quel matrimonio il bene e la verità e la loro unione sono amati sopra ogni cosa, così questi sono ciò che si riproduce dai matrimoni nel cielo. È per questo che, nella Parola le nascite e le generazioni significano nascite e generazioni spirituali, che sono nascite e generazioni del bene e della verità; madre e padre significano la verità unita al bene, che è ciò che procrea; figli e figlie significano le verità ed i beni che sono procreati; e figli e figlie legittimi, la congiunzione del bene e della verità, e così via.7 Tutto questo mostra che nel cielo i matrimoni non sono come nel mondo. Nel cielo i matrimoni sono spirituali, e non possono essere chiamati propriamente matrimoni, ma unioni delle menti, dalla congiunzione del bene e della verità. Mentre nel mondo ci sono matrimoni, perché questi non sono solo dello spirito ma anche della carne. E siccome non ci sono matrimoni nel cielo, i coniugi non sono chiamati marito e moglie; ma dall’idea angelica dell’unione di due menti in una, ogni coniuge designa l’altro con un nome che significa il suo proprio, e questo reciprocamente. Questo mostra in che modo le parole del Signore riguardo al matrimonio e al prender moglie (Luca 20:35, 36), devono essere comprese.

383. Mi è stato anche permesso di vedere come si contrae matrimonio nei cieli. Ovunque, nel cielo coloro che sono simili sono uniti e coloro che sono diversi sono separati, in modo che ogni società nel cielo è costituita da coloro che sono simili. Il simile è guidato verso il suo simile non da se stesso ma dal Signore (si veda sopra, nn. 41, 43 e ss). Ugualmente, il coniuge con il coniuge le cui menti possono essere unite in un una, sono riuniti, e quindi, a prima vista si amano interiormente, e capiscono di essere consorti, e contraggono matrimonio. Per questo motivo tutti i matrimoni nel cielo hanno luogo unicamente dal Signore. Il matrimonio è celebrato con festeggiamenti, cui intervengono molti invitati; e tali festeggiamenti variano secondo le società in cui hanno luogo.

384. I matrimoni nel mondo sono eminentemente santi al cospetto degli angeli del cielo, perché sono seminari del genere umano, e anche del cielo (essendo gli angeli del cielo provenienti dal genere umano, come è già stato mostrato nel relativo capitolo), e anche perché questi matrimoni hanno un’origine spirituale, cioè, dal matrimonio del bene e della verità, e perché il Divino del Signore fluisce specialmente nell’amore coniugale. Gli adulteri invece, sono considerati dagli angeli, profanazioni, perché sono opposti all’amore coniugale; perché nei matrimoni gli angeli vedono l’unione della verità e del bene, che è il Cielo, così negli adulteri essi vedono il matrimonio del falso e del male, che è l’inferno. Se, allora, essi odono citare gli adulteri si allontanano. È per questo che il cielo è precluso a coloro che godono nel commettere adulterio; e quando il cielo è chiuso non vi può essere alcun riconoscimento del Divino, né della fede della chiesa.8 Che tutti coloro che sono nell’inferno sono in contrapposizione all’amore coniugale, mi è stato permesso di percepirlo dalla sfera che esalava dall’inferno, che era come uno sforzo incessante per sciogliere e violare i matrimoni; il che dimostra che il piacere dominante nell’inferno è il piacere dell’adulterio, consistente nel piacere di distruggere l’unione del bene e della verità, la quale unione forma il cielo. Da ciò ne consegue che il piacere dell’adulterio è un piacere infernale contrapposto alla gioia del matrimonio, che è una gioia celeste.

385. C’erano certi spiriti che, attraverso un’abilità acquisita nella vita del corpo, mi hanno infestato con particolare astuzia, e questo con un influsso ondulatorio molto delicato, come l’influsso abituale degli spiriti retti; ma ho avvertito che c’era astuzia e altri mali simili in loro, per cui erano indotti ad ingannare. Infine, ho parlato con uno di loro che, mi è stato detto, quando viveva nel mondo era a capo di un esercito; e avendo percepito che c’era una lussuria nelle idee del suo pensiero ho parlato con lui del matrimonio, usando un discorso spirituale, per mezzo delle rappresentazioni, che sono in grado di esprimere appieno tutta la materia in un attimo. Questi ha detto che nella vita del corpo non aveva considerato l’adulterio come peccato. Ma mi è stato permesso di dirgli che gli adulteri sono dannosi, anche se a quelli come lui non sembrano essere tali, e appaiono perfino leciti, per il loro piacere seducente e accattivante. Che gli adulteri siano dei mali lo si può comprendere dal fatto che i matrimoni sono i seminari del genere umano, e quindi anche i seminari del regno dei cieli; di conseguenza essi in nessun caso devono essere violati, ma devono essere considerati santi. Questo egli può conoscerlo dal fatto, che essendo nell’altra vita ed in uno stato di percezione, dovrebbe sapere che l’amore coniugale discende dal Signore attraverso il cielo, e da questo amore, come da un genitore, deriva l’amore, reciproco, che è il fondamento del cielo; e anche da questo, se gli adulteri semplicemente si avvicinano ad una società celeste, gli angeli di quella società percepiscono il loro fetore e li gettano giù verso l’inferno. Perlomeno lui dovrebbe sapere che violare i matrimoni è contrario alle leggi Divine, ed alle leggi civili di tutti i regni, e anche in contrasto con la luce genuina della ragione, perché è contrario sia all’ordine Divino, sia all’ordine umano; senza contare altre considerazioni. Ma egli ha risposto che nel mondo non aveva mai riflettuto su questo, e che invece ora desiderava riflettere sul fatto che ciò fosse vero oppure no; e gli è stato detto che la verità non ammette tali ragionamenti; perché i ragionamenti servono solo a giustificare ciò che si desidera, e quindi i propri mali e le falsità; che egli avrebbe dovuto pensare per tempo alle cose di cui si è detto che sono verità; o perlomeno avrebbe dovuto considerarle secondo il principio ben noto nel mondo, che nessuno dovrebbe fare ad altri ciò che non vuole sia fatto a lui; così dovrebbe considerare se egli stesso non avrebbe detestato gli adulteri se qualcuno di questi avesse in quel modo ingannato la moglie, che egli ha amato come chiunque, nel primo periodo del matrimonio, e se in un tale stato d’ira, avrebbe espresso la propria opinione in merito; ed inoltre se, essendo un uomo di talento non avrebbe in questo caso confermato con maggiore decisione di altri il proprio convincimento contro gli adulteri, condannandoli perfino nell’inferno.

386. Mi è stato mostrato in che modo le gioie dell’amore coniugale avanzano verso il cielo, ed i piaceri dell’adulterio avanzano verso l’inferno. La progressione delle gioie dell’amore coniugale verso il cielo è negli stati di beatitudine e felicità continuamente crescenti fino a diventare innumerevoli e ineffabili; e più interiormente essi avanzano, più innumerevoli e più ineffabili diventano, fino a raggiungere gli autentici stati di beatitudine e di felicità del cielo più intimo, o del cielo dell’innocenza, e questo attraverso la più perfetta libertà; perché ogni libertà discende dall’amore, quindi la più perfetta libertà appartiene all’amore coniugale, che è l’amore celeste stesso. Per converso, la progressione dell’adulterio è verso l’inferno, gradualmente fino al più basso inferno, dove non c’è nulla, se non ciò che è terribile e orribile. Tale sorte attende gli adulteri dopo la vita nel mondo, intendendo per questi, coloro che provano piacere nell’adulterio e nessuna gioia nel matrimonio.

1 Non è noto al giorno d’oggi cosa sia l’amore coniugale, né quale sia la sua origine (n. 2727). L’amore coniugale è desiderare ciò che l’altro desidera, dunque desiderare mutuamente e reciprocamente (n. 2731). Quelli che sono nell’amore coniugale dimorano insieme nell’intimo della vita (n. 2732). È l’unione di due menti che attraverso l’amore diventano una (nn. 10168, 10169). Perché l’amore delle menti, che è un amore spirituale, è una unione (nn. 1594, 2057, 3939, 4018, 5807, 6195, 7081–7086, 7501, 10130).

2 Nella Parola giovani uomini significa la comprensione della verità ovvero l’intelligenza (n. 7668). Uomini ha lo stesso significato (nn. 158, 265, 749, 915, 1007, 2 517, 3134, 3236, 4823, 9007). Donne significa affezione per il bene e per la verità (nn. 568, 3160, 6014, 7337, 8994); e ugualmente chiesa (nn. 252, 253, 749, 770) e moglie (nn. 252, 253, 409, 749, 770); con quale differenza (nn. 915, 2517, 3236, 4510, 4823). Nel senso più elevato marito e moglie si riferiscono al Signore ed alla sua unione con il cielo e con la chiesa (n. 7022). Vergine significa affezione per il bene (nn. 3067, 3110, 3179, 3189, 6729, 6742); ugualmente chiesa (nn. 2362, 3081, 3963, 4638, 6729, 6775, 6788).

3 L’origine, la causa e l’essenza dell’amore autenticamente coniugale sta nel matrimonio del bene e della verità; dunque esso discende dal cielo (n. 2728, 2729). In merito agli spiriti angelici che hanno la percezione di qualcosa dell’amore coniugale dall’idea dell’unione del bene e della verità (n. 10756). L’amore coniugale riproduce nel particolare l’unione del bene e della verità (nn. 1904, 2173, 2429, 2508, 3101, 3102, 3155, 3179, 3180, 4358, 5807, 5835, 9206, 9495, 9637). In che modo e presso chi, l’unione del bene e della verità ha luogo (nn. 3834, 4096, 4097,4301, 4345, 4353, 4364, 4368, 5365, 7623–7627, 9258). Solo coloro che sono nel bene e nella verità dal Signore conoscono cosa sia l’amore autenticamente coniugale (n. 10171). Nella Parola matrimonio significa matrimonio del bene e della verità (nn. 3132, 4434, 4835). Il regno del Signore ed il cielo sono nell’amore autenticamente coniugale (n. 2737).

4 Tutte le cose nell’universo, sia nel cielo, sia nel mondo, sono in relazione al bene ed alla verità (nn. 2452, 3166, 4390, 4409, 5232, 7256, 10122). Ed alla loro unione (n. 10555). Tra il bene e la verità vi è un matrimonio (nn. 1904, 2173, 2508). Il bene ama la verità, ed in virtù dell’amore desidera la verità e aspira ad unirsi ad essa, e da ciò, intercorre tra essi uno sforzo perpetuo di congiunzione (nn. 9206, 9207, 9495). L’essenza della verità deriva dal bene (nn. 1589, 1997, 2572, 4070, 4096, 4097, 4736, 4757, 4884, 5147, 9667). La verità è la forma del bene (nn. 3049, 3180, 4574, 9154). La verità sta al bene come l’acqua sta al pane (n. 4976).

5 I matrimoni fra coniugi di religioni differenti non sono permesse, perché non vi può essere unione tra bene e verità interiormente dissimili (n. 8998).

6 Poiché marito e moglie debbono essere uno, e vivere insieme nell’intimo della vita, e poiché essi sono un angelo nel cielo, in virtù di ciò non vi può essere amore autenticamente coniugale tra un marito e più mogli (nn. 1907, 2740). Sposare più di una moglie è contrario all’ordine Divino (n.10837). Che non vi possa essere matrimonio se non tra un marito ed una sola moglie è chiaramente percepito da coloro che sono nel regno celeste del Signore (nn. 865, 3246, 9002, 10172). In forza del fatto che lì, gli angeli sono nel matrimonio del bene e della verità (n. 3246). Presso gli ebrei era permesso sposare più mogli, e aggiungere concubine alle mogli, ma non presso i cristiani, perché presso i primi l’esteriore era separato dall’interiore, mentre i cristiani sono in grado di accedere all’interiore, dunque al matrimonio del bene e della verità (nn. 3246, 4837, 8809).

7 Concepimenti, gravidanze, nascite e generazioni significano ciò che è spirituale, cioè ciò che attiene al bene ed alla verità, ovvero all’amore ed alla fede (nn. 613, 1145, 1255, 2020, 2584, 3860, 3868, 4070, 4668, 6239, 8042, 9325, 10249). Perciò generazione e nascita significa rigenerazione e rinascita attraverso la fede e l’amore (nn. 5160, 5598, 9042, 9845). Madre significa la chiesa in relazione alla verità, e quindi la verità della chiesa; padre significa la chiesa in relazione al bene, e quindi il bene della chiesa (nn. 2691, 2717, 3703, 5581, 8897). I figli significano le affezioni per la verità, e quindi le verità (n. 489, 491, 533, 2623, 3373, 4257, 8649, 9807). Le figlie significano le affezioni per il bene, e quindi i beni (nn. 489–491, 2362, 3963, 6729, 6775, 6778, 9055). I figli legittimi significano la verità associata all’affezione per il bene (nn. 2389). Le figlie legittime significano il bene associato con la sua verità (n. 4843).

8 Gli adulteri sono profanazioni (nn. 9961, 10174). Il cielo è precluso agli adulteri (n. 2750). Coloro che hanno familiarizzato con il piacere dell’adulterio non possono accedere al cielo (nn. 539, 2733, 2747–2749, 2751, 10175). Gli adulteri sono spietati e privi di religione (nn. 824, 2747, 2748). Il pensiero degli adulteri è sordido (nn. 2747, 2748). Nell’altra vita essi amano ciò che è sudicio e sono in inferni sudici (nn. 2755, 5394, 5722). Nella Parola adulterio significa adulterazione del bene, e prostituzione, perversione della verità (nn. 2466, 2729, 3399, 4865, 8904, 10648).

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