Archivio mensile:agosto 2016

Nuova Gerusalemme e dottrina celeste (11-19)

Del bene e della verità

11. Tutte le cose che nell’universo sono conformi all’ordine Divino, si riferiscono al bene e alla verità; non c’è cosa alcuna nel cielo e nel mondo che non si riferisca a questi due. La ragione di ciò è che sia il bene, sia la verità procedono dal Divino, da cui procedono tutte le cose. Continua a leggere

Nuova Gerusalemme e dottrina celeste (8-10)

Introduzione alla dottrina

8. Che la fine della chiesa sia quando non v’è più alcuna fede, perché non v’è più alcuna carità, è stato illustrato nell’opera Ultimo giudizio e distruzione di Babilonia (nn. 33-39). Ora siccome le chiese nel mondo cristiano si distinguono solo per le cose che appartengono alla fede, e d’altra parte, la fede è nulla quando è separata dalla carità, prima di esporre la dottrina della nuova Gerusalemme, vorrei premettere qui alcune osservazioni sulla dottrina della carità presso le genti antiche. Si è detto le chiese nel mondo cristiano, e per esse si intendono le chiese presso i riformati e gli evangelici, ma non anche presso i cattolici romani, perché la chiesa cristiana non è presso costoro, poiché dove è la chiesa, ivi il Signore è adorato la Parola è letta. Diversamente, i cattolici romani adorano loro stessi in luogo del Signore, s’inibisce al popolo di leggere la Parola e le decisioni del Papa vengono innalzate al grado stesso della Parola, e ancor più, sopra la Parola. Continua a leggere

Arcana Coelestia (324-336)

Genesi 4


1. E l’uomo conobbe Eva, sua moglie, la quale concepì e partorì Caino, e disse: Ho acquistato un uomo dal Signore.

2. E aggiunse che aspettava suo fratello Abele. E Abele era un pastore del gregge, e Caino un lavoratore del suolo.

3. Trascorso il tempo avvenne che Caino fece dei frutti del suolo un’offerta al Signore. Continua a leggere

Arcana Coelestia (320-323)

Genesi 4


Sulla natura della vita dell’anima o spirito

320. Riguardo all’oggetto generale della vita delle anime, cioè del noviziato degli spiriti, dopo la morte, posso affermare dalla mole di esperienza acquisita che quando un uomo entra nell’altra vita, non è consapevole del fatto che egli è in quella vita, ma suppone di essere ancora in questo mondo, e di essere ancora nel corpo. Tanto è vero che, quando gli viene detto che è uno spirito, la sua reazione è di stupore e meraviglia, sia perché si ritrova esattamente come un uomo, nei suoi sensi, desideri e pensieri, sia perché durante la sua vita in questo mondo non aveva creduto nell’esistenza dello spirito o, come nel caso di alcuni, non aveva creduto che lo spirito potesse essere ciò che ora egli ha realizzato essere. Continua a leggere

Arcana Coelestia

Ingresso dell’uomo nella vita eterna – seguito


314. Dopo che l’uso della luce è stato dato al resuscitato, o anima, in modo che possa guardarsi intorno, gli angeli spirituali, che in precedenza gli hanno parlato e hanno soddisfatto gentilmente le sue richieste, gli danno informazioni sull’altra vita, ma soltanto nella misura in cui essi sono in grado di riceverle. Se questi erano nella fede, e se lo desiderano, gli vengono mostrate le cose splendide e magnifiche del cielo.
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Arcana Coelestia (280-313)

Genesi 3, versetti 20-24


20. E l’uomo diede a sua moglie il nome di Eva, perché era la madre di tutti i viventi.

21. E Signore Dio fece per l’uomo e per sua moglie mantelle di pelle, e li vestì.

22. E Signore Dio disse: Ecco, l’uomo è diventato come uno di noi, quanto alla conoscenza del bene e del male. Ora egli non stenda la sua mano per prendere anche i frutti dell’albero della vita, per mangiarne e vivere per l’eternità.

23. Perciò Signore Dio lo scacciò dal giardino di Eden, perché lavorasse il suolo da cui era stato tratto.

24. Ed egli scacciò l’uomo e stabilì dei cherubini a oriente verso il giardino di Eden e la fiamma di una spada roteante, per custodire la via dell’albero della vita. Continua a leggere

Cielo e inferno (597-603)

L’uomo è mantenuto nel libero arbitrio in virtù dell’equilibrio tra cielo e inferno

597. L’equilibrio tra il cielo e l’inferno è stato ora descritto, ed è stato dimostrato che si tratta di un equilibrio tra il bene che viene dal cielo e il male che viene dall’inferno, dunque si tratta di un equilibrio spirituale, che nella sua essenza è la libertà. Equilibrio spirituale nella sua essenza è libertà perché è un equilibrio tra il bene e il male, e tra verità e falsità, e questi enti sono spirituali. Quindi, essere in grado di volere ciò che è bene o ciò che è male e di pensare sia ciò che è vero, sia ciò che è falso, e di scegliere uno, quale preferito rispetto all’altro, è la libertà di cui qui si tratta. Questa libertà è data ad ogni uomo dal Signore, e non gli è mai sottratta; infatti, in virtù della sua origine, essa non è dell’uomo, ma del Signore, poiché è dal Signore. Nondimeno, è data all’uomo con la sua vita come se fosse sua; e questo è fatto affinché l’uomo possa avere la capacità di essere riformato e salvato; perché senza la libertà non vi può essere riforma né salvezza. Con qualsiasi intuizione razionale si può comprendere che è parte integrante della libertà dell’uomo la capacità di pensare rettamente o erroneamente, sinceramente o falsamente, secondo giustizia o ingiustamente; nonché la libertà di parlare e agire con rettitudine, onestà, e secondo giustizia, e di non parlare, né di agire falsamente, in modo ipocrita e ingiustamente, a causa delle leggi spirituali, morali e civili per cui l’esteriore dell’uomo è trattenuto da questi vincoli. Evidentemente, allora, è lo spirito dell’uomo, che pensa e vuole, che è nella libertà, e non il suo esteriore che parla e agisce, eccetto che sia conforme alle leggi di cui sopra. Continua a leggere