Cielo e inferno (258-264)

La scrittura nel cielo

258. Siccome gli angeli hanno un linguaggio, ed il loro linguaggio consiste di parole, essi hanno anche una scrittura, e attraverso la scrittura, così come attraverso il linguaggio, essi danno espressione a ciò che è nelle loro menti. Talvolta mi è stata data della carta sulla quale vi erano scritte parole come nei manoscritti, nel mondo, ed altra, come fogli stampati, ed io ero in grado di leggerli, ma mi era permesso di avere solo un’idea del loro contenuto. Perché non è conforme all’ordine Divino che l’uomo sia istruito dagli scritti provenienti dal cielo; egli deve essere istruito solo per mezzo della Parola; perché è solo attraverso la Parola che vi è comunicazione e congiunzione del cielo con il mondo, e quindi del Signore presso l’uomo. Che quei documenti scritti nel cielo furono visti anche dai profeti è dimostrato in Ezechiele:

Mentre guardavo, ecco una mano di uno spirito era rivolta verso di me, e questi aprì alla mia vista un rotolo di pergamena che si trovava lì; era scritto sul fronte e sul retro di esso (Ez. 2:9, 10)

E in Giovanni:

Vidi sul lato destro che sul trono si trovava un libro scritto dentro e sul retro, chiuso con sette sigilli (Ap. 5:1)

259. La scrittura nel cielo è provveduta dal Signore, per il bene della Parola; perché la Parola nella sua essenza è la Divina verità, e da essa ha origine tutta la sapienza celeste, sia presso gli uomini, sia presso gli angeli; perché la Parola fu dettata dal Signore, e ciò che è dettato dal Signore passa attraverso i cieli, nel loro ordine e termina presso l’uomo. Perciò essa è adattata sia alla sapienza degli angeli, sia all’intelligenza degli uomini. Dunque anche gli angeli hanno una Parola, e la leggono, così come fanno gli uomini nel mondo, e traggono anche da essa i loro insegnamenti, e pregano in armonia con essa (n. 221). È la stessa Parola; tuttavia, il suo significato naturale, cioè il suo significato letterale, non esiste nel cielo, ma solo il significato spirituale, che è il suo significato interiore. Cosa questo sia significato lo si può comprendere nel breve trattato Cavallo Bianco (che tratta della Rivelazione).

260. Una piccolo documento mi è stato inviato una volta dal cielo, sul quale vi erano scritte poche parole in ebraico, e mi è stato detto che ogni parola conteneva segreti inerenti la sapienza, e che questi segreti erano contenuti nelle inflessioni e nelle curvature delle lettere, e quindi anche nei suoni. Questo mi ha chiarito il significato delle seguenti parole del Signore:

In verità vi dico, finché il cielo e la terra non passeranno, neppure un solo iota o un apice saranno tolti dalla legge (Matt. 5:18)

Che la Parola in ogni apice sia Divina è noto nella Chiesa; ma dove esattamente sia custodito il Divino fino ad ora non è stato svelato, e perciò sarà detto. Nel cielo più intimo la scrittura consta di varie forme di inflessione e circonflessione, in armonia con le forme del cielo. Per mezzo di esse gli angeli esprimono i segreti della loro sapienza, e molte altre cose che essi sono incapaci di esprimere con le parole; e ciò che è meraviglioso, gli angeli conoscono questa scrittura senza necessità di essere istruiti, essendo impressa in loro come il linguaggio (si veda il n. 236); perciò questa è una scrittura celeste. Essa è innata in quanto ogni diffusione dei pensieri e delle affezioni e ogni conseguente comunicazione dell’intelligenza e della sapienza degli angeli procede in armonia con la forma del cielo (n. 201); e per lo stesso motivo la loro scrittura fluisce in quella forma. Mi è stato detto che le genti più antiche di questa terra, prima che la scrittura fosse ideata, avevano questa scrittura, che poi è stata riprodotta nella lingua ebraica, e queste lettere nei tempi più remoti erano tutte flesse, e nessuna di esse, come avviene attualmente, era delimitata da linee rette. Così è, affinché nella Parola Divina possano essere custoditi i segreti del cielo, perfino nei suoi iota, nei suoi punti e nei suoi apici.

261. Questa scrittura in caratteri di una forma celeste è in uso nel cielo più intimo, i cui angeli sovrastano tutti gli altri in sapienza. Per mezzo di questi caratteri essi esprimono le affezioni, da cui fluiscono i pensieri in un ordine armonico con il soggetto trattato. Conseguentemente questi scritti, che mi è stato anche permesso di vedere, contengono segreti che il pensiero non può decodificare. Tali scritti non esistono nei cieli inferiori, dove sono in uso caratteri simili a quelli del mondo, eppure non sono comprensibili all’uomo, essendo in un linguaggio angelico, che non ha nulla in comune con quello umano (n. 237), dato che per mezzo delle vocali sono espresse le affezioni, e con le consonanti le idee del pensiero, che derivano dalle affezioni, e con le parole, a partire da queste, il senso della materia trattata (si veda sopra, nn. 236, 241). Inoltre in questa scrittura, che io ho potuto vedere, in poche parole è contenuto più di quanto l’uomo possa esprimere in molte pagine. In questo modo è strutturata la Parola scritta presso i cieli inferiori; mentre nel cielo più intimo è in caratteri celesti.

262. È un fatto notevole che la scrittura nel cielo fluisce istantaneamente dai pensieri, e questo così facilmente che i pensieri si manifestano in un attimo, e non vi è esitazione nella mano, nella scelta delle parole, perché le parole che lì si esprimono e che si scrivono, corrispondono alle idee dei pensieri; e tutta la corrispondenza è naturale e spontanea. Vi sono anche scritti che esistono senza che sia necessaria la mano per scriverli, poiché si manifestano per mera corrispondenza con i pensieri; ma questi scritti non sono permanenti.

263. Ho visto anche scritti nel cielo fatti di soli numeri, disposti nell’ordine ed in serie, come in uno scritto fatto di lettere e parole; e sono stato istruito circa il fatto che questa scrittura viene dal cielo più intimo, e che la loro scrittura celeste (di cui si è detto sopra, nn. 260, 261), quando i pensieri da essa fluiscono in basso, appare alla vista degli angeli dei cieli inferiori, in numeri; e questa scrittura in numeri contiene segreti, alcuni dei quali non sono esprimibili con i pensieri, né con le parole. Perché ad ogni numero corrisponde un significato, come per le parole, in conformità della legge delle corrispondenze;1 però con la differenza che i numeri attengono alle corrispondenze generali, e le parole alle corrispondenze particolari; e poiché una corrispondenza generale consta di innumerevoli corrispondenze particolari, sono contenuti molti più segreti negli scritti numerici, che negli scritti letterali. Da ciò ho potuto comprendere che nella Parola i numeri, come le parole significano determinate cose. Cosa significhino i numeri semplici come 2, 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10, 12, e cosa numeri composti come 20, 30, 50, 70, 100, 144, 1000, 10000, 12000 e altri, può essere visto in Arcana Coelestia, ove si tratta di questo argomento. In questa scrittura nel cielo, il numero anteposto agli altri, disposti in una serie ordinata, determina il loro soggetto. Quel numero è una sorta di indice della materia trattata, e da esso si dipartono i numeri conseguenti a quello stesso argomento.

264. Quelli che non sanno alcunché del cielo, e che non desiderano avere alcuna altra idea di esso, se non qualcosa di puramente etereo in cui gli angeli vagano come spiriti, non avendo né visione né udito, sono incapaci di concepire che gli angeli hanno un linguaggio ed una scrittura; questo perché essi fondano erroneamente l’esistenza di ogni cosa in ciò che è materiale; ciò nondimeno la scrittura nel cielo ha un’esistenza reale, come nel mondo, e gli angeli lì dispongono di ogni cosa necessaria alla loro vita ed alla loro sapienza.

1 Tutti i numeri nella Parola hanno un significato (nn. 482, 487, 647, 648, 755, 813, 1963, 1988, 2075, 2252, 3252, 4264, 4670, 6175, 9488, 9659, 10217, 10253). Dimostrazione dal cielo (n. 4495, 5265). I numeri composti hanno lo stesso significato dei numeri semplici, da cui risultano per moltiplicazione (nn. 5291, 5335, 5708, 7973). Le genti più antiche conoscevano i segreti celesti insiti nei numeri, i quali costituiscono una sorta di calcolo degli stati della chiesa (n. 575).

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