Terre nell’universo (157-167)

Una quarta terra nel cielo stellato, i suoi spiriti e abitanti

157. Sono stato condotto verso un’altra terra nell’universo oltre il sistema solare, il che è stato effettuato con un cambiamento dello stato della mia mente, e quindi in spirito. Poiché, come è già stato detto in precedenza, lo spirito è condotto da un luogo all’altro in nessun altro modo che non sia il cambiamento dello stato interiore, il quale quando muta appare come se ci si muova da luogo a luogo, o come in un viaggio. Questi cambiamenti sono continuati per circa dieci ore prima che io giungessi dallo stato della mia vita allo stato della loro vita, cioè prima che io fossi portato lì in spirito. Sono stato trasportato verso est, a sinistra, e mi sembrava di essere molto al di sopra del piano dell’orizzonte mi è stato concesso di vedere chiaramente l’avanzamento dal luogo in cui ero stato prima, finché quello dal quale ero partito non era più visibile. Nel frattempo ho parlato di vari argomenti con gli spiriti che sono venuti con me. Un certo spirito tra questi, quando viveva nel mondo era stato un primate ed un predicatore ed anche uno scrittore molto commovente. Dall’idea che mi ero fatto sul suo conto, gli spiriti che mi accompagnavano hanno dedotto che doveva trattarsi di un cristiano. Poiché nel mondo un’idea è generalmente condivisa ed un giudizio è formulato dalla predicazione e dagli scritti della persona piuttosto che dalla sua vita, salvo che questa non risulti evidente; e se appare qualcosa di incoerente nella sua vita, ciò viene giustificato, dato che l’idea, o il pensiero e la percezione relativa a qualcuno, attrae ogni cosa dalla sua parte.

158. Dopo aver osservato nel mio spirito che ero nel cielo stellato molto al di là del nostro sistema solare, cosa che ho potuto verificare dai cambiamenti di stato e dalla progressione continua che è durata circa dieci ore, ho sentito a lungo degli spiriti parlare nei pressi di una terra, la quale poi è apparsa alla mia vista. Quando mi sono avvicinato a loro, dopo alcune discussioni, mi hanno riferito che talvolta visitatori che vengono da fuori parlano con loro di Dio e confondono le idee del loro pensiero. Essi mi hanno mostrato la strada da cui provengono, da cui ho percepito che erano spiriti della nostra terra. Allora ho domandato in che modo i loro pensieri fossero confusi, hanno risposto che quegli spiriti sostenevano che bisogna credere nel Divino in quanto distinto in tre persone, che essi chiamano unico Dio. E quando si esaminano i loro pensieri, da questi scaturisce una trinità non continua, ma discreta, per alcuni come tre persone che parlano insieme l’un l’altro, per altri come due persone sedute insieme ed una terza che presta loro attenzione; e sebbene essi chiamino ognuna di esse Dio ed hanno un differente concetto di ciascuna, seguitano ciò nonostante a nominare esse stesse unico Dio. Essi lamentavano particolarmente il fatto che questi li confondessero pensando a tre ed affermando uno, quando invece ciascuno dovrebbe pensare nello stesso modo in cui parla, e esprimersi conformemente a ciò che pensa. Lo spirito che nel mondo era un primate e un predicatore, ed era lì con me è stato poi esaminato circa la sua idea in merito al Dio unico ed alle tre persone. Egli ha sostenuto l’esistenza di tre persone in una, in continuità, ma ha prospettato questa trinità come invisibile in quanto Divina, e da ciò si è percepito che pensava solo al Padre e non al Signore, e che tale concetto di Dio invisibile altro non è se non la natura alle sua origini; da cui è risultato che il suo concetto di Divino coincideva con la natura stessa nel suo profondo, da cui egli poteva essere facilmente condotto a riconoscere la natura come Dio. Deve essere noto che che nell’altra vita l’idea che ciascuno si è fatto su ogni argomento è resa manifesta; ed in questo modo ciascuno è esaminato nei suoi pensieri e nella percezione che ha delle materie concernenti la fede; e che l’idea di ciascuno riguardo a Dio è a capo di tutte; se tale idea è autentica, la congiunzione è effettuata con il Divino, e quindi con il cielo. Poi ho chiesto a questi spiriti quale concetto avessero di Dio, e hanno risposto che non concepiscono Dio come invisibile, ma come visibile nella forma umana; e che essi sanno questo non solo per averlo percepito interiormente, ma anche perché è apparso a loro come uomo; aggiungendo che se, secondo il pensiero di alcuni visitatori, dovessero considerare Dio invisibile, quindi senza forma e senza qualità, essi non potrebbero avere alcun concetto Dio, poiché ciò che non è visibile non può essere collocato in alcuna categoria del pensiero. Dopo aver udito ciò, mi è stato concesso di riferire loro che essi fanno bene a pensare Dio nella forma umana e che in molti dalla nostra terra ragionano nello stesso modo, soprattutto quando pensano al Signore, e gli antichi pensavano allo stesso nodo. Allora ho detto loro di Abramo, Lot, Gideon e Manoach e sua moglie, e cosa si racconta di loro nella Parola, cioè che hanno visto Dio nella forma umana e lo hanno riconosciuto come il Creatore dell’universo, e lo hanno chiamato Jehovah, anche in virtù della percezione interiore; ma al giorno d’oggi tale percezione interiore si è estinta nel mondo cristiano e rimane solo presso i puri che sono nella fede.

159. Prima di questa conversazione, quegli spiriti credevano che la nostra società fosse di quelle che volevano confondere le loro idee circa la trinità concernente Dio. Quando dunque udirono queste cose, se ne rallegrarono, e affermarono che alcuni sono stati inviati anche a loro da Dio, che chiamano il Signore, i quali li hanno istruiti riguardo al Divino, e che essi non erano disposti ad ammettere i visitatori che intendono disturbarli, specialmente quelli che insinuano l’idea di tre persone nel Divino, perché sanno che Dio è uno e di conseguenza il Divino è unico e non una collettività di tre, a meno che non si vuole pensare a Dio come un angelo in cui è l’intimo della vita, che è invisibile, da cui egli ha la conoscenza e la sapienza; e nella sua veste esteriore è visibile nella forma umana, e con essa vede e agisce, e da essa procede la vita, che è la sfera della fede e dell’amore che da lui emana, dato che da ogni spirito e angelo scaturisce una sfera della vita attraverso cui questi è conoscibile ad una certa distanza. Riguardo al Signore, la vita che da lui procede è il Divino stesso che riempie e costituisce il cielo, poiché procede dall’essenza stessa della vita dell’amore e della fede. Essi affermano che in questo e in nessun altro modo può essere compreso il trino e l’uno insieme. Dopo aver udito questo mi è stato permesso di dire che un tale concetto del trino e dell’uno insieme è conforme all’idea angelica del Signore; e che essa viene dall’insegnamento del Signore stesso circa la sua natura; poiché egli insegna che il Padre e lui sono uno; che il Padre è in lui, e lui nel Padre; che chi vede lui, vede il Padre; che chi crede in lui, crede nel Padre e ne fa la conoscenza; che il Consolatore, che da questi è chiamato Spirito di Verità o Spirito Santo, procede dal Divino, e parla non da sé stesso ma per mezzo di lui. Inoltre che l’idea del trino e dell’uno insieme è conforme all’essenza ed all’esistenza della vita del Signore, quando era nel mondo. L’essenza della sua vita era il Divino stesso, poiché è stato concepito da Jehovah, e l’essenza della vita di chiunque proviene da quanto egli ha concepito; l’esistenza della vita dall’essenza è la forma umana. L’essenza della vita che ogni uomo riceve in dono dal Padre è denominata anima; mentre l’esistenza della vita è denominata corpo. L’anima ed il corpo costituiscono un uomo. La somiglianza tra loro è come quella tra ciò che è nello sforzo e ciò che è nell’atto; dato che l’atto è lo sforzo nel suo compimento, e così i due sono uno. Lo sforzo in un uomo è chiamato volontà, e lo sforzo di agire si chiama azione. Il corpo è lo strumento con il quale la volontà, che è l’attore principale, agisce; e lo strumento e l’attore principale nell’azione sono uno; quindi l’anima ed il corpo sono uno. Gli angeli nel cielo hanno una tale idea circa l’anima ed il corpo; e quindi sanno che il Signore ha fatto umano il Divino dal Divino che è in sé stesso, da cui egli possiede la sua anima dal Padre. La fede ricevuta ovunque nel mondo cristiano non è discordante da ciò, infatti insegna: “ anche se Cristo è Dio e uomo, egli non è due , ma un solo Cristo; egli è una sola persona; perché come il corpo e l’anima sono un solo uomo, così pure Dio e l’uomo sono il Cristo.1 Poiché c’era una tale unione nel Signore, egli, a differenza di ogni altro uomo, è risorto non solo nell’anima, ma anche nel corpo, che ha glorificato nel mondo; riguardo a ciò ha anche istruito i suoi discepoli, dicendo:

Tastatemi e guardate, perché uno spirito non ha carne né ossa, come vedete che invece io ho (Luca 24:39)2

Queste cose erano ben comprese da quegli spiriti, dato che ricadono nella comprensione degli spiriti angelici. Hanno aggiunto che il Signore solo ha il potere nei cieli, e i cieli sono suoi. A ciò mi è stato permesso di replicare che anche la chiesa sulla nostra terra conosce queste cose, per bocca del Signore stesso, prima che ascendesse al cielo; infatti egli ha detto:

Tutto il potere è dato a me nel cielo e nella terra (Matteo 28:18)

160. Successivamente ho parlato con quegli spiriti circa la loro terra; perché tutti gli spiriti sanno della loro terra quando la memoria corporea o esteriore è dischiusa dal Signore, dal momento che essi la portano in sé dal mondo; ma non può essere dischiusa se non per volontà del Signore. Gli spiriti hanno affermato a proposito della loro terra che quando sono congedati da essa, essi appaiono agli abitanti e comunicano con loro come uomini, e ciò è possibile perché sono lasciati nella disponibilità della loro memoria corporea o esteriore e nei loro pensieri così come quando vivevano nel mondo; e che gli abitanti quindi hanno la loro visione interiore, ovvero la visione del proprio spirito dischiusa, per cui possono vederli. Hanno aggiunto che gli abitanti non sanno altro che loro sono uomini della loro terra, e non appena percepiscono che essi sono spiriti, sono immediatamente sottratti dalla vista degli abitanti. Ho detto loro che una simile circostanza è occorsa anche sulla nostra terra in tempi remoti, nel caso di Abramo, Sara, Lot, gli abitanti di Sodoma, Manoach e sua moglie, Giosuè, Maria, Elisabetta, e dei profeti in generale; e che il Signore è apparso in modo analogo, e quelli che ignoravano la sua natura Divina prima che egli rivelasse sé stesso. Tuttavia nel tempo presente ciò avviene eccezionalmente, per evitare che attraverso queste cose l’uomo sia obbligato a credere; poiché una fede forzata come quella che si realizza con i miracoli, non è una fede stabile e potrebbe risultare deleteria per coloro ai quali la fede si può radicare attraverso la Parola, senza alcuna costrizione.

161. Lo spirito che nel mondo era un primate e un predicatore, non credeva affatto che vi potessero essere altre terre oltre la nostra, poiché pensava nel mondo che il Signore è nato solo su questa terra, e che nessuno può avere la salvezza senza il Signore. È stato dunque ridotto in uno stato come gli spiriti sono ridotti quando appaiono sulla loro terra come gli uomini (di cui si è parlato in precedenza) e quindi è stato inviato a quella terra, non solo perché potesse vederla, ma anche perché potesse parlare con i suoi abitanti. Quando ciò è stato fatto, anche a me è stato concesso di comunicare e di vedere gli abitanti ed alcune cose della loro terra (v. sopra, n. 135). Lì sono apparsi quattro tipi di uomini, l’uno dopo l’altro in successione. I primi erano vestiti; i successivi erano nudi, poi sono apparsi altri uomini nudi con il corpo infiammato; ed infine sono apparsi uomini neri.

162. Quando lo spirito che era stato un primate ed un predicatore, era con un uomo di quella terra vestito, lì è apparsa una donna di bell’aspetto, vestita in un abito molto semplice con una tunica che dalle braccia pendeva dietro di lei con grazia. Ella aveva un bel copricapo a forma di corona di fiori. Quello spirito era molto felice alla vista di quella vergine, ha conversato con lei e le ha preso la mano. Ma non appena ella ha percepito che era uno spirito, e non di quella terra, si è allontanata da lui. Sono apparse poi alla sua destra molte altre donne che conducevano pecore e agnelli ad abbeverarsi in un canale d’irrigazione, alimentato da un lago. Esse erano vestite nello stesso modo e portavano nelle loro mani il bastone da pastore. Hanno detto che il gregge va nella direzione in cui loro puntano il bastone. Il gregge era molto esteso e con la coda lanosa, ampia e lunga. Il volti delle donne visti da vicino erano rotondi e belli. Sono stati visti anche degli uomini ed i loro volti erano di color carne, come sulla nostra terra, ma con la differenza che la parte più bassa del volto era scura ed il naso più vicino al colore della neve che al color carne. Poi lo spirito che era stato un predicatore nel mondo, è stato condotto sugli altri, ma a malincuore, perché il suo pensiero era ancora focalizzato su quella donna alla vista della quale aveva provato grande delizia, cosa che si è resa visibile da una sorta di ombra di lei nel luogo in cui egli le aveva parlato. Poi sono stati visti quelli che erano nudi, camminare insieme a due a due, essendo marito e moglie, cinti da una veste sui fianchi e con un copricapo. Quello spirito, quando è stato condotto presso di loro nello stato in cui era nel mondo desiderava predicare ed ha affermato che avrebbe predicato loro circa il Signore crocifisso. Ma questi si sono mostrati riluttanti ad ascoltare una cosa del genere, perché non sapevano cosa volesse dire, ma sapevano che il Signore esiste. Ha quindi dichiarato di voler predicare il Signore vivente. Ma essi si sono nuovamente rifiutati di ascoltare poiché hanno percepito qualcosa nel suo discorso non conforme al cielo, perché egli era rivolto verso sé stesso, la sua fama, il suo onore; perché si può comprendere dal tono della voce di ciascuno se quello che dice viene dal cuore oppure no, e poiché tale era il caso, questi non poteva insegnare loro. Poi vi è stato silenzio, dato che questi nel mondo aveva utilizzato il suo potere per muovere i fedeli verso la santità, ma questo potere è stato acquisito con artifici e quindi viene da sé stesso e dal mondo, non dal cielo.

163. Hanno detto inoltre di percepire che quelli della loro nazione che sono nudi, sono in una relazione coniugale; ed è stato mostrato che essi percepiscono questo da un’idea spirituale di matrimonio, che mi è stata comunicata, nel senso che una somiglianza interiore è formata dalla congiunzione del bene e della verità, quindi dell’amore e della fede, e tale congiunzione fluendo nel corpo rende possibile l’amore coniugale. Come tutte le cose della mente si presentano secondo un ordine naturale nel corpo, allo stesso modo l’amore coniugale quando i due nel loro intimo si amano reciprocamente, e da quell’amore desiderano anche volere e pensare l’uno come l’altro, e quindi di stare insieme e di essere congiunti così come vi è una comunione interiore tra le loro menti. Così l’amore spirituale, che risiede nelle menti, diventa amore naturale nel corpo, e si esprime nella capacità di discernimento dell’amore coniugale. L’amore spirituale che risiede nelle menti è l’amore del bene e della verità, e della loro unione; perché tutte le cose della mente, o del pensiero e della volontà sono in relazione con la verità ed il bene. Hanno detto anche che una relazione tra un uomo e più mogli non è affatto coniugale, dato che il matrimonio del bene e della verità, che è un’unione delle menti, può essere dato solo tra due.

164. Lo spirito di cui si è detto sopra, poi è venuto a coloro che erano nudi, ma con i corpi infiammati, e infine a quelli che erano scuri, di cui alcuni erano nudi, e qualcuno vestito, ma queste genti diverse abitavano in posti diversi sulla stessa terra, dato che uno spirito può essere condotto in un momento in più posti della stessa terra distanti tra loro, dal momento che non deve percorrere spazi, come un uomo, ma si muove attraverso cambiamenti di stato (si veda sopra, n. 125, 127).3

165. Infine ho parlato con gli spiriti di quella terra circa l’idea degli abitanti della nostra terra in merito alla risurrezione, rispetto alla quale essi non sono in grado di comprendere come un uomo possa seguitare a vivere nell’altra vita, immediatamente dopo la morte, ed apparire come uomo, con il volto, il corpo, le braccia, i piedi e tutti i sensi sia esteriori, sia interiori; ed ancor meno concepiscono che questi indossino abiti e vivano in palazzi ed abitazioni. La ragione è che la maggior parte di loro pensa attraverso le cose sensuali che appartengono al corpo, dunque non crede nell’esistenza di ciò che non può essere visto, né toccato. Pochi tra loro si possono ritrarre da ciò che è esteriore e sensuale per scorgere ciò che è interiore, ed essere così elevati nella luce del cielo nella quale tali cose interiori sono percepite; dunque riguardo alla loro anima o spirito non la considerano un uomo ma come un soffio d’aria, o un respiro, senza forma, nella quale tuttavia si conserva qualcosa di vitale. Questa è la ragione per la quale essi affermano che non risorgeranno fino alla fine del mondo, che essi chiamano il giudizio finale, in merito al quale credono che il corpo sebbene ridotto in polvere e disperso nell’aria, sarà riportato in vita e congiunto alla loro anima. Ho aggiunto che ciò si è reso possibile a causa del fatto che coloro che pensano attraverso ciò che è esteriore e sensuale, come è stato detto, non possono concepire un’idea della propria anima, vitale come un uomo in forma umana, se non riacquistando il corpo che aveva nel mondo. Quindi, salvo che si sostenga che il corpo risorga nuovamente, essi negherebbero nel proprio intimo la dottrina della risurrezione e della vita eterna, come qualcosa di incomprensibile. Ma nonostante tale idea circa la risurrezione, cioè che essi credono in una vita dopo la morte, quando giacciono malati a letto, non ragionano come prima in modo materiale e corporeo, cioè in termini sensuali, e quindi credono che seguiteranno a vivere senza soluzione di continuità dopo la morte. Parlano anche del cielo e della loro speranza di vivere lì immediatamente dopo la morte, accantonando così il loro convincimento sul giudizio finale. Ho detto a questi spiriti inoltre che a volte mi sono meravigliato del fatto che coloro che sono nella fede, parlano della vita dopo la morte e dei loro amici che stanno morendo o che sono morti, tralasciando la loro idea del giudizio finale, e sostenendo che essi vivranno come uomini immediatamente dopo la morte. Ma questa idea, non appena il pensiero sul giudizio finale prende piede, si trasforma in un’idea materiale, circa il loro corpo terreno che loro credono dovrà essere ricongiunto all’anima. Poiché loro ignorano che ogni uomo è uno spirito nel suo intimo, e che è lo spirito che vive nel corpo ed in ogni sua parte, e non il corpo da sé stesso, ed che attraverso lo spirito di ciascuno il corpo assume la sua forma umana, e dunque è lo spirito che agisce nell’uomo, in una forma analoga ma invisibile agli occhi del corpo, e visibile agli occhi dello spirito. Perciò quando la vista dello spirito è dischiusa, il che ha luogo attraverso la rimozione della vista corporea, gli angeli appaiono nelle loro sembianze umane. Così gli angeli apparivano agli avi, come riferito nella Parola. Talvolta ho parlato con gli spiriti di uomini che conoscevo quando vivevano sulla terra, e ho chiesto loro se desiderassero essere rivestiti nuovamente del corpo terreno, come avevano creduto in passato. A sentire ciò, alla sola idea di ricongiungimento con il corpo, essi si sono dileguati, avendo provato stupore per il fatto che nel mondo essi avessero ragionato in modo così sconsiderato e senza alcun discernimento.

166. Ho visto le abitazioni su quella terra; erano case basse con finestre sui lati, secondo il numero delle stanze in cui sono suddivise. Il tetto era ad arco, e non vi era una porta su ogni lato. Hanno detto che erano fatte di terra e ricoperte con zolle sul tetto, e le finestre con fili d’erba intrecciati in modo che la luce risplendesse all’interno. Ho visto anche dei bambini. Ed essi hanno detto che i vicini di casa vanno a far loro visita, soprattutto per il bene dei loro figli, che potrebbero essere in compagnia di altri bambini, sotto la vista e gli auspici dei loro genitori. Sono poi apparsi dei campi imbiancati con il raccolto quasi maturo. Il grano di questo raccolto è stato mostrato e somigliava al frumento cinese. Ci sono state presentate anche delle pagnotte di grano, di piccole dimensioni e di forma quadrata. Sono inoltre apparse pianure erbose e fiorite e alberi da frutto simili ai melograni; ed arbusti diversi dalla vite, carichi di bacche dalle quali fanno il vino.

167. Il loro sole, visibile a noi come una stella, appare lì ardente e grande circa un quarto del nostro sole. Il loro anno consta di circa duecento giorni, ed i loro giorni di circa quindici ore. Questa terra è tra le più piccole del cielo stellato, essendo appena cinquecento miglia tedesche di circonferenza4. Questo ho appreso dagli angeli, attraverso il raffronto con le cose della nostra terra che essi hanno visto in me e nella mia memoria. Essi hanno formulato queste conclusioni da idee angeliche per mezzo delle quali le misure degli spazi e dei tempi sono immediatamente note nel loro rapporto con gli spazi e i tempi altrove. In tale confronto, le idee angeliche sono immensamente superiori a quelle umane, che sono naturali.

1 Dal credo di Atanasio.

2 L’uomo risorge nel suo spirito immediatamente dopo la morte, e conserva la forma umana, ed in ogni suo particolare egli è un uomo (Arcana Coelestia nn. 4527, 5006, 5078, 8939, 8991, 10594, 10597, 10758). L’uomo risorge solo nel suo spirito e non nel corpo (Arcana Coelestia nn. 10593, 10594). Il Signore solo risorse anche nel corpo (Arcana Coelestia nn. 1729, 2083, 5078, 10825).

3 I movimenti e i cambiamenti di luogo nell’altra vita sono cambiamenti dello stato interiore della vita, ed essi appaiono ancora agli spiriti ed agli angeli come reali cambiamenti di luogo (Arcana Coelestia, nn. 1273 – 1277, 1377, 3356, 5605, 10734).

4 Ovvero duemila miglia inglesi. [ndT]

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