Archivio mensile:luglio 2016

Dedicato a Sara Degaetano, fiorellino di incomparabile bellezza e splendore, nata nel mondo il 31 luglio 2004 e ri-generata nel cielo il 5 agosto 2004

I bambini nel cielo1

329. Alcuni credono che soltanto i bambini nati nella chiesa vadano nel cielo, per la ragione che questi sono battezzati, essendo così iniziati nella fede della chiesa. Questi non sanno che nessuno riceve il cielo o la fede attraverso il battesimo; perché il battesimo è solo un segno in memoria del fatto che l’uomo deve essere rigenerato, e che quelli nati nella chiesa possono essere rigenerati, perché ivi è la Parola, e nella Parola sono le Divine verità per mezzo delle quali la rigenerazione ha luogo, e lì, il Signore che rigenera è conosciuto.2 Dunque è bene che tutti sappiano che i bambini, ovunque essi nascano, nella chiesa o fuori di essa, da genitori retti o empi, alla loro morte, sono ricevuti dal Signore, allevati nel cielo, istruiti secondo l’ordine Divino, e permeati con le affezioni per ciò che è bene, e per mezzo di queste, con le conoscenze di ciò che è vero; ed in seguito quando sono perfezionati in intelligenza e sapienza, sono introdotti nel cielo e diventano angeli. Chiunque usi la ragione può essere persuaso del fatto che tutti sono nati per il cielo e nessuno per l’inferno; e se l’uomo giunge nell’inferno, egli stesso è responsabile di ciò; ma ai bambini nessuna colpa può essere attribuita. Continua a leggere

Dottrina sulla Sacra Scrittura (18-19)

18. È dal senso spirituale che la Parola è Divinamente ispirata e santa in ogni vocabolo.

Si dice nella chiesa che la Parola è santa, e ciò perché Jehovah Dio l’ha pronunciata. Ma poiché la sua santità non appare dal senso letterale, perciò chi dubita della sua santità in ragione del senso letterale, quando legge la Parola si conferma nel suo dubbio, in molti luoghi di essa. Infatti egli poi pensa:

– Questo dunque sarebbe santo? E questo sarebbe Divino? Continua a leggere

Amore coniugale (423-444)

La contrapposizione tra amore promiscuo e amore coniugale

423. Innanzitutto deve essere spiegato cosa si intende in questo capitolo per amore promiscuo. Con esso non si intende il sesso che precede il matrimonio; né si intendono le relazioni successive alla morte di uno dei coniugi; né il fatto di avere un’amante per legittimi, giustificati e gravi motivi; né si intendono le forme più lievi di adulterio; e neppure le forme più gravi di cui un uomo si sia realmente pentito. Perché questi non diventano, né sono contrapposti all’amore coniugale. Che non siano contrapposti si vedrà più avanti quando il soggetto sarà illustrato nel dettaglio. Ma per amore promiscuo contrapposto all’amore coniugale qui si intende l’amore dell’adulterio quando è tale che non è considerato un peccato, né come un male, né come un disonore, né contro la ragione, bensì come condotta ritenuta consapevolmente ammissibile. Questo amore promiscuo non solo reputa l’amore coniugale sul suo stesso piano, ma per di più lo rovina, lo annienta, e alla fine lo rigetta. Continua a leggere

Amore coniugale (385-422)

L’unione dell’amore coniugale con l’amore dei bambini

385. Ci sono segni che mostrano chiaramente che l’amore coniugale e l’amore dei bambini che si chiama storge sono congiunti; e ci sono anche segni che possono portare alla conclusione che essi non sono congiunti. Perché c’è un amore dei bambini presso i coniugi che dal cuore si amano reciprocamente, e presso i coniugi in contrasto tra loro; e anche presso quelli separati, e a volte è più affettuoso e più forte in loro che in altri. Ciò nondimeno, che l’amore dei bambini si sviluppi insieme perennemente con l’amore coniugale è evidente dall’origine da cui fluisce. Anche se varia in quelli che lo ricevono, l’amore rimane indiviso, proprio come il primo fine è nell’ultimo fine, che è l’effetto. Il primo fine dell’amore coniugale è la procreazione della prole, e l’ultimo fine, che è l’effetto, è la prole procreata. Che il primo fine si trasmette nell’effetto, ed è in esso, come nel suo principio, e non si ritira da esso, può essere visto attraverso l’intuizione razionale della progressione dei fini e delle cause, nel loro ordine verso gli effetti. Ma, poiché i ragionamenti di molti iniziano solo dagli effetti, e traggono alcune conclusioni da essi, e non attraverso le cause e di qui analiticamente agli effetti, e così via, quindi le cose razionali della luce non possono diventare che oscurità da cui scaturiscono deviazioni dalla verità derivanti da apparenze e falsità. Ma affinché si possa scorgere che l’amore coniugale e l’amore dei bambini sono interiormente congiunti, anche se apparentemente disgiunti, deve essere dimostrato in questo ordine: 

(1) Che due sfere universali procedono dal Signore per la conservazione dell’universo nello stato creato; una delle quali è la sfera della procreazione, e l’altra la sfera della protezione delle cose procreate. 

(2) Queste due sfere universali fanno tutt’uno con la sfera dell’amore coniugale e con la sfera dell’amore dei bambini.

(3) Che queste due sfere fluiscono verso tutte le cose del cielo e del mondo, universalmente e singolarmente, dalle prime alle ultime. Continua a leggere

Amore coniugale (357-384)

Gelosia

 357. La gelosia è qui considerata in relazione all’amore coniugale. Vi è una gelosia giusta e una iniqua. La gelosia legittima è presso i coniugi che si amano reciprocamente; vi è presso di loro uno zelo giusto e cauto, tendente ad evitare che il loro amore coniugale possa essere violato, e quindi una legittima afflizione se dovesse essere violato. Viceversa la gelosia iniqua è presso coloro che per natura sono sospetti, e dalla mente malsana, dal temperamento viscido e collerico. Inoltre, tutte le manifestazioni di gelosia sono da alcuni considerate un difetto. Specialmente dagli adulteri, che manifestano la loro riprovazione sulla gelosia legittima. La parola zelotypia, la gelosia, deriva da zelus typos, cioè una forma di zelo, che può essere legittima o iniqua; e la differenza tra queste sarà ora svelata, in questo ordine: 

(1) Che, considerato in se stesso, lo zelo è come il fuoco ardente dell’amore. 

(2) Che il fuoco o la fiamma di quell’amore, che è lo zelo, è spirituale, e deriva da un’aggressione e da un assalto dell’amore.

(3) Che lo zelo di un uomo [homo] è di una specie conforme al suo amore; dunque è di un tipo presso colui, il cui amore è buono, e di un altro tipo presso colui il cui amore è perverso.  Continua a leggere

Amore coniugale (332-356)

Poligamia

332. Se si intende ricercare la causa per la quale i matrimoni poligamici sono stati totalmente condannati nel mondo cristiano, nessuno, dotato di qualunque dote nel comprendere profondamente un soggetto attraverso il suo giudizio, può vederne chiaramente la causa, salvo che non sia prima istruito circa l’esistenza dell’amore autenticamente coniugale; che questo non può esistere altrimenti che tra due; né può esservi tra i due se non unicamente attraverso il Signore; e che su questo amore il cielo è conformato con tutte le sue felicità. Eccetto che queste conoscenze precedano, e poggino, come fossero la prima pietra, la mente sarebbe impegnata infruttuosamente nell’impresa di attingere dalla propria capacità d’intendere la ragione, su cui poggia, come una casa sulle proprie fondamenta, il perché la poligamia è condannata dal mondo cristiano. È noto che l’istituzione del matrimonio monogamico è fondata sulla Parola del Signore, secondo cui:

Chi ripudia la moglie salvo che per adulterio, e ne sposa un’altra, commette adulterio; e fin dal principio, o dalla prima istituzione del matrimonio, è stato stabilito che due diventeranno una sola carne; l’uomo non separi ciò che Dio ha unito (Mt 19:3-11)

[2] Ma, sebbene il Signore dettasse queste parole dalla legge Divina iscritta nel matrimonio, ciò nondimeno se la comprensione non le può sostenere con qualche ragione sua propria, può anche, rivolgersi verso ciò che le è familiare, e attraverso interpretazioni scellerate, aggirare questa legge Divina e trascinarla nell’oscura ambiguità, e infine in un’affermazione-negazione, affermativa, perché così è anche secondo la legge civile, e negazione, perché non è secondo la visione razionale delle persone. In questa condizione la mente umana fallisce, se non è istruita in merito alle cognizioni di cui sopra, le quali sono utili alla comprensione come avvio ai suoi ragionamenti, le cui nozioni sono, che vi è un amore autenticamente coniugale; che può esistere solo tra due; che non può esistere tra due salvo che unicamente attraverso il Signore; e che su quell’amore è conformato il cielo con tutti le sue felicità. Ma queste e molte altre cose che riguardano la condanna della poligamia ad opera del mondo cristiano debbono essere esposte nell’ordine in base ai seguenti oggetti:

(1) Che non vi può essere alcun amore autenticamente coniugale se non con una sola moglie; di conseguenza non vi può essere autentica amicizia coniugale, fiducia, e potenza, né una congiunzione delle menti tale che i due possano essere una sola carne.

(2) Che quindi solo con una moglie vi può essere la beatitudine celeste, le gioie spirituali, ed i piaceri naturali che, fin dal principio, sono stati stabiliti a beneficio di coloro che sono nell’amore autenticamente coniugale.

(3) Che tutti questi non possono essere donati se non dal Signore soltanto, e che non sono donati ad altri se non a coloro che vengono a Lui solo, e allo stesso tempo, vivono secondo i suoi comandamenti. Continua a leggere

Amore coniugale (317-331)

Seconde nozze

317. Può essere oggetto di discussione se l’amore coniugale, di un uomo con una moglie, possa dopo la morte di uno dei coniugi, essere separato, o trasferito; così pure se le seconde nozze abbiano qualcosa in comune con la poligamia, e possano quindi essere denominate poligamia successiva; oltre a molte altre questioni che presso gli speculatori è usuale aggiungere come scrupoli su scrupoli. Pertanto, affinché i maestri della casistica, che ragionano nell’ombra su questi matrimoni, possano vedere qualche luce, ritengo sia utile esporre al giudizio le seguenti proposizioni al riguardo:

(1) Che il contrarre matrimonio dopo la morte del coniuge è subordinato al precedente amore coniugale.

(2) Che il contrarre matrimonio dopo la morte del coniuge dipende anche dallo stato del matrimonio in cui essi hanno vissuto.

(3) Che in coloro presso i quali non vi era amore autenticamente coniugale nulla impedisce o ostacola loro nel contrarre un nuovo matrimonio. Continua a leggere