Archivio mensile:giugno 2016

Terre nell’universo (127-137)

Una prima terra nel cielo stellato, i suoi spiriti e abitanti; da ciò che è stato udito

127. Sono stato condotto dal Signore per mezzo degli angeli in una certa terra nel cielo stellato, ove mi è stato concesso di guardare la terra stessa, tuttavia non potevo comunicare con i suoi abitanti, ma con gli spiriti provenienti da lì. Tutti gli uomini di ogni terra, dopo che la vita nel mondo si è conclusa divengono spiriti e restano presso la propria terra. Da questi spiriti sono stato istruito circa la loro terra e lo stato degli abitanti; poiché gli uomini che lasciano il corpo, portano con sé tutta la loro vita e la loro memoria1. Essere condotti attraverso le terre nell’universo non significa essere trasportati lì con il corpo bensì in spirito; e lo spirito è condotto attraverso variazioni dello stato della vita interiore; ciò appare allo spirito stesso come se si trattasse di un movimento nello spazio2. Avvicinamenti sono anche consentiti secondo l’armonia o l’affinità tra gli stati della vita; poiché l’armonia o l’affinità congiungono, mentre la disarmonia e la diversità separano. Da ciò può risultare evidente come il trasporto e l’avvicinamento a ciò che è distante avviene in spirito, mentre il corpo resta al suo posto. Tuttavia il condurre lo spirito aldilà del proprio mondo, attraverso variazioni dello stato interiore e rendere tali variazioni conformi ad uno stato che è in armonia o in affinità con il soggetto verso il quale si è destinati, è unicamente nel potere del Signore. Perciò deve esserci una continua regia dal primo all’ultimo movimento, nell’andata e nel ritorno; in special modo per un uomo che è ancora nel mondo naturale, nel corpo e quindi nello spazio. Coloro che sono immersi nei sensi corporei e ragionano attraverso essi, non possono essere persuasi del fatto che ciò sia stato così compiuto, per la ragione che ciò che appartiene alla percezione dei sensi corporei non può comprendere i movimenti al di fuori dello spazio. Viceversa coloro che pensano attraverso la percezione dello spirito, in parte rimuovono o educano la percezione dei sensi corporei, cosicché interiormente possono essere indotti a credere e comprendere; poiché nel pensiero interiore non vi è né spazio, né tempo, bensì quelle cose attraverso le quali gli spazi e i tempi esistono. È per tale genere di persone che quanto segue riguardo alle terre nel cielo stellato, è stato descritto, e non per altri, salvo che questi si dimostrino disponibili ad essere istruiti. Continua a leggere

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Terre nell’universo (123-126)

Le terre nel cielo stellato

123. Coloro che sono nel cielo possono comunicare con gli angeli e gli spiriti provenienti non solo dalle terre di questo sistema solare, ma anche con quelli di altre terre nell’universo al di fuori di questo sistema; e non solo con gli spiriti e gli angeli di lì, ma anche con gli stessi abitanti, però ciò è possibile solo per coloro la cui percezione interiore è aperta in modo tale che si possa recepire quanto viene detto dal cielo. Lo stesso avviene con gli uomini ai quali durante la loro dimora nel mondo è concesso dal Signore di comunicare con gli spiriti e con gli angeli. Poiché l’uomo è uno spirito in quanto alla propria veste interiore, essendo il corpo che porta nel mondo utile per compiere le sole funzioni attinenti alla sfera naturale o terrestre. Ma a nessuno è consentito di parlare in forma di spirito con gli angeli e gli spiriti, salvo che questi sia tale da poter essere associato agli angeli per fede e amore; né questi può essere associato, salvo che abbia fede e amore dal Signore; perché l’uomo è congiunto al Signore dalla fede e dall’amore verso di lui, cioè dalle verità della dottrina e dai beni della vita che provengono da lui; e quando questi è congiunto al Signore, è protetto dagli assalti degli spiriti maligni dell’inferno. Per gli altri la percezione interiore non può essere dischiusa perché non sono nel Signore. Questa è la ragione per la quale nel tempo presente vi sono pochi ai quali è concesso di comunicare con gli angeli; a dimostrazione di ciò vi è il fatto che l’esistenza degli spiriti e degli angeli è scarsamente riconosciuta al giorno d’oggi, e tanto meno che essi sono presso ogni uomo, e che per mezzo di essi l’uomo è congiunto con il cielo, e attraverso il cielo, con il Signore. Ancor meno si crede che l’uomo, quando il corpo perisce, vive come uno spirito, perfino in una forma umana come prima. Continua a leggere

Terre nell’universo (113-126)

Motivi per i quali il Signore ha voluto nascere sulla nostra terra, e non su un’altra

113. Vi sono molteplici ragioni, in merito alle quali sono stato informato dal cielo, del perché sia piaciuto al Signore nascere e farsi uomo sulla nostra terra, piuttosto che su un’altra. La ragione principale sta nella Parola, la quale è stata riportata attraverso la scrittura sulla nostra terra; e dopo essere stata scritta, è stata pubblicata dovunque sulla terra e trasmessa ai posteri; quindi si è reso manifesto a tutti, anche nell’altra vita che Dio si è fatto uomo. Continua a leggere

Terre nell’universo (111-112)

Gli spiriti e gli abitanti della Luna

111. Alcuni spiriti sono apparsi sopra la mia testa, e da lì ho udito delle voci come di tuono. Ho creduto che si trattasse di una grande moltitudine di spiriti che possedevano l’arte di comunicare attraverso suoni molto rumorosi. Gli spiriti puri che erano con me ridevano di loro, e ciò mi ha molto sorpreso. La causa della loro ilarità sta nel fatto che gli spiriti che urlavano erano pochi ed erano per lo più ragazzi; e prima erano stati spaventati da queste terribili urla, che però non potevano recare alcun male. Affinché io potessi conoscerne la natura, alcuni di loro si sono lasciati cadere dall’alto, da dove mandavano i loro urli, e mi sono meravigliato nel vederne uno che portava un altro spirito sulla schiena, poi due di loro si sono avvicinati a me. Continua a leggere

Arcana Coelestia (182-189)

Seguito concernente l’ingresso nella vita eterna di coloro che sono stati resuscitati dalla morte


182. Quando gli angeli celesti sono con una persona resuscitata, essi non la lasciano, perché amano tutti. Tuttavia quando l’anima è di indole tale che non può più essere in compagnia degli angeli celesti, è ansiosa di partire da loro, e quando questo avviene arrivano gli angeli spirituali, a darle l’uso della luce, perché prima essa non vedeva nulla, ma aveva solo la facoltà del pensiero.

183. Mi è stato mostrato come questi angeli operano. Sembrava come se srotolassero la palpebra dell’occhio sinistro verso il setto nasale, in modo che l’occhio potesse essere aperto onde permettere l’uso della luce. All’uomo appare come se ciò sia stato fatto realmente, ma è solo un apparenza.

184. Dopo che questa piccola membrana è stata srotolata, in apparenza, è visibile un po’ di luce, seppure offuscata, come vedrebbe un uomo attraverso le palpebre quando si sveglia. E colui che è resuscitato è in uno stato di tranquillità, essendo ancora custodito dagli angeli celesti. Lì appare quindi una sorta di ombra di un colore azzurro, con una piccola stella, e mi sono accorto che ciò avviene variamente.

185. Poi sembra come se qualcosa sia srotolato delicatamente dal volto, la cui percezione viene comunicata al resuscitato, essendo gli angeli particolarmente cauti nell’allontanare qualsiasi idea da questi proveniente, eccetto quelle di natura dolce e lieve, come quelle dell’amore. E ora è dato al resuscitato di sapere che egli è uno spirito.

186. Ha inizio dunque la sua vita. Questi in un primo momento è felice e soddisfatto, poiché sembra a sé stesso di essere venuto alla vita eterna, che è rappresentata da una luminosa luce bianca che si arricchisce di riflessi dorati, con la quale è significata la sua prima vita, che è celeste e spirituale.

187. Lo stato successivo del suo essere associato in una società degli spiriti benigni è rappresentato da un giovane uomo seduto su un cavallo e diretto verso l’inferno, ma il cavallo non può muovere un passo. Egli è rappresentato come un giovane perché quando entra per la prima volta nella vita eterna, egli è tra gli angeli, e quindi appare a se stesso di essere nel fiore della giovinezza.

188. La sua vita successiva è rappresentata dallo scendere da cavallo e dal passeggiare a piedi, perché non può far muovere il cavallo da quel luogo, e si insinua in lui il pensiero che egli deve essere istruito nelle conoscenze di ciò che è vero e ciò che è bene.

189. In seguito il percorso si articola dolcemente verso l’alto, il che significa che dalle conoscenze di ciò che è vero e di ciò che è bene, e dal riconoscimento del proprio, deve essere guidato per gradi verso il cielo. Perché nessuno può essere condotto lì, senza tale riconoscimento del proprio, e delle conoscenze del vero e del bene. Il seguito di questo soggetto può essere visto alla fine di questo capitolo.

Arcana Coelestia (168-181)

La resurrezione dell’uomo dalla morte, e il suo ingresso nella vita eterna

168. Essendo consentito descrivere nell’ordine, in che modo l’uomo passa dalla vita del corpo nella vita eterna, affinché il modo in cui viene risuscitato possa essere conosciuto, questo mi è stato mostrato, non de relato, ma per esperienza diretta.

169. Sono stato condotto in uno stato di insensibilità limitatamente ai sensi del corpo, quindi in una condizione simile a quello delle persone che stanno per morire, rimanendo comunque intatta la mia vita interiore, le facoltà del mio pensiero e la respirazione, in modo che io potessi percepire e ricordare ciò che accade a coloro che sono morti e stanno per essere resuscitati.

170. Gli angeli celesti erano presenti presso la regione del cuore, in un modo tale che il mio cuore sembrava unito a loro, come se avessi perso il controllo della mia persona, tranne il pensiero e la percezione conseguente, e questo per alcune ore. Continua a leggere

Terre nell’universo (105-110)

Il pianeta Venere, i suoi spiriti e abitanti

105. Il pianeta Venere, nella concezione degli spiriti e degli angeli appare a sinistra, un po’ indietro, ad una certa distanza dalla nostra terra. Si tratta dell’idea che di ciò hanno gli spiriti, perché né il sole né alcun pianeta appare ad essi; gli spiriti conservano solo un’idea dell’esistenza di questi corpi celesti. In conseguenza di ciò il sole di questo mondo è rappresentato dietro, come qualcosa di scuro ed i pianeti immobili, come nel mondo, fissi nei loro rispettivi posti (si veda sopra, n. 42). Continua a leggere