Archivio mensile:aprile 2016

Cielo e inferno (20-28)

20. Poiché nel cielo regna una varietà infinita e nessuna società e nessun angelo è esattamente uguale ad un altro, nel cielo vi sono partizioni generali, specifiche e particolari. La partizione generale è in due regni, quella specifica in tre cieli e quella particolare in infinite società, di cui si tratterà in quanto segue. La partizione generale concerne due regni, in quanto il cielo è denominato il regno di Dio.

21. Vi sono angeli che ricevono più intimamente il Divino che emana dal Signore, e altri che lo ricevono meno intimamente; i primi sono denominati angeli celesti, gli altri, angeli spirituali. In virtù di questa differenza il cielo è suddiviso in due regni, uno chiamato regno celeste, l’altro regno spirituale.

22. Poiché gli angeli che formano il regno celeste ricevono il Divino del Signore più intimamente, essi sono chiamati angeli interiori o angeli più eccelsi; e per lo stesso motivo i cieli da essi formati sono chiamati cieli più eccelsi. Sono così definiti eccelsi o più bassi, in quanto la quota determina ciò che è interiore o esteriore.

23. Coloro che sono nel regno celeste sono nell’amore altrettanto celeste, coloro che sono nel regno spirituale, sono nell’amore spirituale. L’amore celeste è l’amore per il Signore, e l’amore spirituale e l’amore per il prossimo. Amore celeste è amare il Signore, e amore spirituale è amare il prossimo. E poiché il bene concerne l’amore (essendo il bene di ciascuno, ciò che questi ama) il bene di un regno è chiamato celeste e il bene dell’altro regno è chiamato spirituale. Dunque i due regni sono distinti l’uno dall’altro nello stesso modo in cui il bene dell’amore per il Signore è distinto dal bene dell’amore per il prossimo. E poiché il bene dell’amore per il Signore è un bene interiore, e quell’amore è un amore interiore, così pure gli angeli celesti sono angeli interiori, e sono denominati gli angeli più eccelsi.

24. Il regno celeste e anche denominato regno sacerdotale del Signore, e nella Parola, la sua dimora” invece il regno spirituale è denominato il regno sovrano, e nella Parola, il suo trono. E in virtù del suo Divino celeste, il Signore nel mondo è stato chiamato Gesù, invece in virtù del Divino spirituale è stato chiamato Cristo.

25. Gli angeli nel regno celeste del Signore, in forza della loro ricezione più intima del Divino del Signore, sovrastano di gran lunga in sapienza e beatitudine gli angeli del regno spirituale; perché essi sono nell’amore per il Signore, e conseguentemente sono più in prossimità e più strettamente congiunti a lui. Questi angeli sono tali in quanto hanno ricevuto e continuano a ricevere la Divina verità immediatamente nella loro vita, e non altrimenti, prima nella memoria e nell’intelletto, come gli angeli spirituali. Quindi essi hanno la Divina verità impressa nei loro cuori, e la percepiscono, per così dire, in loro stessi; né vi può essere in loro alcun dubbio circa l’autenticità della verità che percepiscono in loro. Essi sono tali, così come sono stati descritti in Geremia:

Io metterò la mia legge nelle loro menti, e la scriverò nei loro cuori. Non dovranno più istruirsi l’un l’altro, ciascuno al suo compagno e ciascuno al suo fratello, dicendo, Conosci Jehovah. Essi mi conosceranno, dal più piccolo al più grande tra loro (Ger. 31:33, 34).

Ed essi sono chiamati in Isaia:

Istruiti da Jehovah (Isa. 54:13)

Che gli istruiti da Jehovah siano coloro che sono istruiti dal Signore, egli stesso lo sostiene in Giovanni, 6:45, 46.

26. Si è detto che questi angeli hanno la sapienza e la gloria al di sopra degli altri per la ragione che essi hanno ricevuto e ricevono le Divine verità direttamente nella loro vita. Perché non appena odono le Divine verità, essi le desiderano e le osservano, piuttosto che custodirle nella loro memoria per poi esaminarle in un secondo tempo, circa la loro autenticità. Essi sanno immediatamente, in virtù dell’influsso del Signore, se la verità che hanno udito è autentica; perché il Signore fluisce direttamente nella volontà dell’uomo e in modo mediato, dalla volontà, nel suo intelletto. O, il che è lo stesso, il Signore fluisce direttamente nel bene, e in modo mediato attraverso il bene nella verità. È chiamato bene ciò che appartiene alla volontà ed all’azione che da lì segue; ed è chiamata verità ciò che appartiene alla memoria e al pensiero che di lì segue. Inoltre ogni verità si trasforma in bene e si innesta nell’amore non appena entra nella volontà; ma fintanto che la verità resta nella memoria e nel pensiero, non si trasforma nel bene, resta inattiva e l’uomo non si appropria di essa, poiché l’uomo e tale in forza della sua volontà e da lì, del suo intelletto, e non viceversa, dal suo intelletto separato dalla volontà.

27. A causa di questa differenza tra gli angeli del regno celeste e quelli del regno spirituale, essi non sono insieme e non sono in una relazione reciproca tra loro. Essi sono in grado di comunicare tra loro solo attraverso società angeliche intermedie, le quali sono chiamate spirituali/celesti. Attraverso queste il regno celeste fluisce in quello spirituale; e da ciò consegue che sebbene il cielo sia diviso in due regni, ciò nondimeno il cielo è uno. Il Signore provvede affinché attraverso tali angeli intermedi sia assicurata la comunicazione e la congiunzione tra i cieli.

28. Dato che, degli angeli di questi due regni si tratterà compiutamente, di seguito, i particolari sono qui omessi.

Arcana Colelestia (82-130)

82. Versetto 1. E i cieli e la terra furono compiuti, e tutte le loro schiere. Con queste parole si intende che l’uomo è ora reso spirituale, tale da essere diventato il sesto giorno. Il cielo è il suo uomo interno; terra, il suo esterno, e le loro schiere sono l’amore, la fede e le conoscenze che di là procedono, che in precedenza erano rappresentate dai grandi luminari e le stelle. Che l’uomo interno è chiamato cielo e l’esterno terra, si evince dai passi della Parola già citati nel capitolo precedente, cui possono essere aggiunti i seguenti, in Isaia:

Farò un uomo più raro dell’oro massiccio, e anche un uomo più prezioso dell’oro di Ofir. Perciò colpirò il cielo con terrore, e la terra sarà scossa dal suo luogo (Isaia 13:12-13)

Tu hai dimenticato il Signore tuo creatore, che ha dispiegato i cieli, e posto le fondamenta della terra. Ma io metterò le mie parole nella tua bocca, e ti nasconderò all’ombra della mia mano, affinché io possa stendere il cielo, e gettare le fondamenta della terra (Isaia 51:13, 16).

Da queste parole è evidente che sia il cielo, sia la terra sono riferite all’uomo; perché, anche se si riferiscono principalmente alla più antica chiesa, nondimeno, gli interiori della Parola sono di una tale natura che qualsiasi cosa si dica della chiesa può anche dirsi di ogni singolo membro di essa, il quale, a meno che non sia una chiesa, non potrebbe essere una parte della chiesa, esattamente come colui che, a meno che non sia un tempio del Signore non può essere ciò che è significato per il tempio, vale a dire, la chiesa e il cielo. È per questa ragione che la più antica chiesa è chiamata uomo al singolare.

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Arcana Coelestia (67-81)

GENESI 2


67. Poiché per Divina misericordia del Signore mi è stato dato di conoscere il significato interiore della Parola, in cui sono custoditi i più profondi arcani, che non sono mai venuti a conoscenza di nessuno, né può essere altrimenti, salvo che non fosse nota la natura dell’altra vita (perché moltissime cose del senso interno della Parola riguardano, descrivono e coinvolgono le cose di quella vita) mi è permesso rivelare quello che ho visto e udito nel corso di diversi anni in cui mi è stato concesso di essere in compagnia di spiriti e angeli.

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