Divino amore e Divina sapienza (7-10)

Il Divino non è nello spazio

7. Che il Divino, ovvero Dio non sia nello spazio, sebbene sia onnipresente, e presso ogni uomo nel mondo, e presso ogni angelo nel cielo, non può essere compreso attraverso il pensiero naturale, ma lo può attraverso il pensiero spirituale. Perché nel pensiero meramente naturale vi è l’idea di spazio, dal momento che esso è formato dalle cose che sono nel mondo, e lo spazio è in tutte e nelle singole cose che si vedono con gli occhi. Qui tutto ciò che è grande e piccolo appartiene allo spazio; in una parola, ogni misura, figura e forma appartiene allo spazio. Perciò si è detto che con il pensiero meramente naturale non si può comprendere che il Divino non è nello spazio, quando si dice che è onnipresente. Ciò nondimeno l’uomo lo può comprendere col pensiero naturale, a condizione che ammetta in esso qualcosa della luce spirituale. A tale proposito deve essere fatta una premessa circa l’idea spirituale, e quindi circa il pensiero spirituale. L’idea spirituale non trae nulla dallo spazio, ma trae il suo tutto dallo stato è un attributo dell’amore, della sapienza, delle affezioni, dei gaudi che ne derivano, in generale del bene e della verità. L’idea autenticamente spirituale intorno a queste cose non ha nulla in comune con lo spazio; essa è superiore, e sovrasta l’idea di spazio sotto di sé, come il cielo sovrasta la terra. Ma poiché gli angeli e gli spiriti vedono con gli occhi al pari degli uomini nel mondo, e gli oggetto non si possono vedere che nello spazio, perciò nel mondo spirituale, dove sono gli spiriti e gli angeli, appaiono spazi simili agli spazi sulla terra, e tuttavia, non sono spazi, ma apparenze di spazi, essendo i medesimi né fissi, né determinati, come nel mondo. Infatti possono estendersi o accorciarsi, possono mutare e variare, e poiché non sono misurabili, non possono comprendere con alcuna idea naturale, ma unicamente con l’idea spirituale nella quale le distanze di spazio rappresentano misure del bene e della verità, che sono affinità o somiglianze secondo i loro stati.

8. Da ciò risulta chiaro che l’uomo attraverso l’idea naturale non può comprendere che il Divino sia dappertutto, e tuttavia, non sia nello spazio; e che gli angelo e gli spiriti lo comprendono chiaramente. Di conseguenza, anche l’uomo lo può comprendere purché ammetta nel suo pensiero qualcosa della luce spirituale. Se l’uomo lo può comprendere è perché  non è il suo corpo che pensa, ma il suo spirito, quindi non il suo naturale, ma il suo spirituale.

9. Tuttavia, che molti non lo comprendono è perché amano il naturale, e non vogliono elevare nella luce spirituale, sopra ordinata al naturale, i pensieri del loro intelletto; e coloro che non vogliono, non possono pensare che attraverso lo spazio, anche intorno a Dio. Pensare attraverso lo spazio intorno a Dio, equivale a pensarvi attraverso la natura. Questo è stato premesso perché senza la scienza e senza qualche percezione che il Divino non è nello spazio, non si può comprendere nulla della Vita Divina, che è l’amore e la sapienza, di cui qui si tratta; e quindi se ne capirebbe poco, pur risultando comprensibili i concetti di Divina provvidenza, onnipresenza, onniscienza, onnipotenza, infinità ed eternità, di cui si deve trattare nell’ordine.

10. Si è detto che nel mondo spirituale appaiono degli spazi come nel mondo naturale, e quindi anche delle distanze, ma che esse sono apparenze, secondo le affinità culturali che attengono all’amore e alla sapienza, ovvero al bene e alla verità. Quindi il Signore, sebbene sia nei cieli presso gli angeli ovunque, appare tuttavia in alto, sopra di essi come sole. E poiché la ricezione dell’amore e della sapienza, forma l’affinità con esso, perciò  i cieli ove  gli angeli sono in un’affinità più vicina, appaiono maggiormente in prossimità di esso rispetto ai cieli dove gli angelo sono in un’affinità più remota. Da ciò segue che i cieli, che sono tre, sono fra loro distinti, e parimenti, le società di ciascun cielo. E gli inferni, al di sotto dei cieli, sono lontani in misura corrispondente al rifiuto dell’amore e della sapienza. Ciò vale anche per gli uomini, nei quali e presso i quali il Signore è presente sopra tutta la terra. E ciò, unicamente per la ragione che il Signore non è nello spazio.

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