Archivio mensile:marzo 2016

Arcana Coelestia (60-66)

60. Versetto 31. E Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina del sesto giorno. Questo stato viene definito molto buono, i primi sono semplicemente definiti buoni, perché ora le cose che appartengono alla fede sono congiunte con quelle che appartengono all’amore, e quindi si realizza un matrimonio tra le cose spirituali e le cose celesti.

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Divino amore e Divina sapienza (7-10)

Il Divino non è nello spazio

7. Che il Divino, ovvero Dio non sia nello spazio, sebbene sia onnipresente, e presso ogni uomo nel mondo, e presso ogni angelo nel cielo, non può essere compreso attraverso il pensiero naturale, ma lo può attraverso il pensiero spirituale. Perché nel pensiero meramente naturale vi è l’idea di spazio, dal momento che esso è formato dalle cose che sono nel mondo, e lo spazio è in tutte e nelle singole cose che si vedono con gli occhi. Continua a leggere

Divino amore e Divina sapienza (4-6)

Il Signore è l’amore stesso, perché egli è la vita stessa; e gli angeli e gli uomini sono i recipienti della vita

4. Questo soggetto è trattato più compiutamente in Divina provvidenza. Qui ci si limiterà a dire che il Signore, che il Dio dell’universo è increato [increatus] e infinito; viceversa l’uomo e l’angelo sono creati e finiti; è poiché il Signore è increato e infinito, egli è l’Essere stesso, che si chiama Jehovah, ed è la Vita stessa, o la Vita in sé. Nessuno può essere creato immediatamente dall’increato, dall’infinito, dall’Essere stesso e dalla Vita stessa; perché il Divino è uno e indivisibile, ma bisogna che ciascuno lo sia da cose create e finite, formate in modo che il Divino possa essere in esse. Continua a leggere

Amore coniugale (27-44)

Matrimoni nel cielo

27. Che ci siano matrimoni nel cielo non può esserne persuaso chi pensa che l’uomo sia un’anima o spirito dopo la morte, e coltiva l’idea dell’anima e dello spirito come di un etere sottile o di un soffio d’aria; e che crede che l’uomo non vivrà come tale fino al giorno del giudizio; costui in generale non sa alcunché del mondo spirituale, ove abitano gli angeli e gli spiriti, e pertanto non sa dove sia il cielo e l’inferno. E poiché questo mondo è rimasto fino ad ora sconosciuto, ed è totalmente ignorato il fatto che gli angeli del cielo sono uomini in forma perfetta – ed anche gli spiriti infernali, ma in forma imperfetta – per queste ragioni nulla poteva essere rivelato in merito ai matrimoni lì. Perché l’uomo direbbe: Come può un’anima essere congiunta con un’anima, o un soffio d’aria con un soffio di aria nella stessa maniera di due coniugi sulla terra? E molte altre cose che nell’istante in cui sono profferite, portano via e dissipano la convinzione dell’esistenza dei matrimoni lì. Ma ora, dato che molte cose sono state rivelate di quel mondo, e da ciò che è stato descritto in Cielo e inferno, e in Apocalisse Rivelata, può essere confermato che ci sono matrimoni lì, anche da riflessioni rivolte alla ragione, attraverso le seguenti asserzioni: Continua a leggere

Terre nell’universo (9-45)

Il pianeta Mercurio, i suoi spiriti ed i suoi abitanti

9. Che il cielo somigli ad un uomo, ed è perciò denominato il più grande uomo, e che ogni cosa concernente l’uomo, sotto i profili esteriore e interiore, corrisponda a quell’uomo ovvero al cielo, è un arcano ancora sconosciuto nel mondo; ma che sia così è stato abbondantemente illustrato9. Continua a leggere

Cielo e inferno (13-19)

III. Nel cielo il Divino del Signore è l’amore per lui e la carità verso il prossimo

13. Il Divino che procede dal Signore è denominato nel cielo Divina verità perché esso fluisce nel cielo dal Divino amore del Signore. Il Divino amore e la Divina verità perciò sono legati l’uno all’altra, come il fuoco del sole e la luce che ne deriva nel mondo, l’amore rassomiglia al fuoco del sole e la verità da esso, alla luce del sole. Inoltre per corrispondenza, il fuoco significa l’amore, e la luce, la verità che procede da quell’amore. Continua a leggere

Arcana Coelestia (46-59)


46. Che le bestie significhino le affezioni – malvagie presso l’empio e buone presso il retto – è evidente da numerosi passi della Parola, come in Ezechiele:

Ecco, volgo a voi il mio sguardo; sarete arati e seminati, e io moltiplicherò su di voi l’uomo e la bestia, ed essi si moltiplicheranno e porteranno frutto, e vi farò abitare secondo l’uso dei vostri tempi antichi (Ez 36:9, 11)

riguardo alla rigenerazione, In Gioele:

Non temete voi bestie del mio campo, perché le dimore del deserto sono diventate rigogliose (Gioele 2:22).

In Davide :

Ero così sciocco, da essere come un animale al tuo cospetto (Salmo 73:22)

In Geremia, in merito alla rigenerazione:

Ecco vengono i giorni, dice l’Eterno, che io seminerò la casa d’Israele e la casa di Giuda con il seme dell’uomo, e con il seme della bestia, e veglierò su di loro per costruire e piantare (Geremia 31:27-28) Continua a leggere