Vita e fede – sezione seconda (44-72)

La natura della fede separata dalla carità

44. Per mostrare quale sia la vera natura della fede separata dalla carità, questa deve essere presentata nella sua nudità. Dio Padre, oltraggiato dall’umanità, la rigettò da sé e per il bene della giustizia decise, di dannarla per l’eternità. Quindi disse al Figlio: Scendi in basso, adempi la legge, e prendi su di te la dannazione destinata a loro. Allora, forse, avrò pietà. Così il Figlio scese in basso, adempì la legge, e consentì ad essere crocefisso. Dopo che questo fu compiuto egli tornò dal Padre e disse, intercedendo per loro: Ho preso su me stesso la dannazione del genere umano; adesso abbi pietà di loro. Il Padre però rispose: Non posso farlo, per il loro bene, ma avendoti visto sulla croce e avendo visto il tuo sangue, sono diventato misericordioso. Tuttavia, non li perdonerò ma riconoscerò loro il tuo merito; ma solo alle persone che riconosceranno ciò che hai fatto. Questa deve essere la fede attraverso la quale possono essere salvati. Continua a leggere

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Vita e fede – sezione seconda (25-43)

III

La conoscenza della verità e del bene non diviene fede finché l’uomo non è nella carità. Quando l’uomo acquisisce una fede nata dalla carità tale conoscenza diventa una risorsa che da’ forma alla fede

25. Fin dalla prima infanzia, l’uomo è desideroso di conoscere. A causa di ciò impara una gran quantità di cose, alcune delle quali gli saranno utili ed altre no. Crescendo egli si impegna in qualche attività ed acquisiamo informazioni in merito, e svolgendola, tale attività diventa per lui un modo per essere utile, ed inizia ad amarla. Ecco come ha inizio il bisogno dell’uomo di essere utili; e tale amore lo porta ad amare anche i mezzi che gli consentono di svolgere il proprio ufficio e di renderlo manifesto.

Questo processo trova applicazione a chiunque nel mondo, perché tutti hanno una qualche occupazione nella quale progrediscono, a cominciare dall’attività che considerano come un fine attraverso dei mezzi, fino all’attività che ne è il risultato. Comunque, fintanto che queste occupazioni ed i loro mezzi hanno a che fare con la vita di questo mondo, amare verso di esse è un genere di amore terreno. Continua a leggere

Vita e fede – sezione seconda (1-24)

Insegnamenti per la nuova Gerusalemme sulla fede

I

La fede è un riconoscimento interiore della verità

1. Oggigiorno, le persone ritengono che fede non significhi altro che ritenere vero qualcosa perché lo insegna la chiesa e perché non risulta familiare all’intelletto. Infatti si dice comunemente: “Credi, e non dubitare”. Se qualcuno replica “Non capisco”, gli viene risposto: “Ecco perché devi credere.” Il risultato è che la fede di oggi è una fede nell’ignoto e può essere chiamata fede cieca; e siccome è trasmessa da una persona all’altra, è una fede tramandata dal passato. Continua a leggere

Vita e fede (92-114)

L’unico modo di astenersi dai mali in quanto peccati, fino ad averli in avversione è combattere contro di essi

92. Dalla Parola e dagli insegnamenti tratti da essa, ognuno sa che il proprio dell’uomo è male dalla nascita, e questa è la ragione per cui egli ha un’innata compulsione ad amare i mali ed è deliberatamente vendicativo, fraudolento, diffamatore e adultero; e se egli non pensa che questi mali sono peccati e non resiste ad essi per questa ragione, li commette ogni qual volta se ne presenti l’occasione, quando la sua reputazione o il suo interesse non ne sono danneggiati. Se poi un uomo non ha religione, commette quei mali per diletto. Continua a leggere

Divina Provvidenza (331-340)

Il Signore non può agire contro le leggi della Divina Provvidenza perché agire contro queste leggi significherebbe agire contro il suo Divino amore e contro la sua Divina sapienza, dunque contro se stesso

331. In Divino amore e Divina sapienza è stato mostrato che il Signore è il Divino amore e la Divina sapienza, e che questi due sono lo stesso Essere e la stessa Vita, in virtù dei quali tutto esiste e vive. È stato anche mostrato che dal Divino procede ciò che gli è simile; e che il Divino Procedente è Dio stesso. La Divina Provvidenza è la prima delle cose che procedono da lui. Essa è costantemente concentrata sul suo fine: lo scopo per cui è stato creato l’universo. La messa in opera e la progressione di questo fine, tramite i mezzi appropriati, è ciò che si chiama Divina Provvidenza. Continua a leggere

Divina Provvidenza (322-330)

Ogni uomo si può riformare e non esiste predestinazione

322. La sana ragione ci dice che tutti sono predestinati per il cielo, e nessuno lo è per l‘inferno. Tutti sono nati uomini, e quindi in essi vi è l‘immagine di Dio: l‘immagine di Dio in essi significa la capacità di comprendere la verità e di fare il bene. Poter comprendere la verità proviene dalla Divina sapienza, e la capacità di fare il bene proviene dal Divino amore. Questo potere è l’immagine di Dio, che dimora nell’uomo integro, e non si cancella. Ne consegue che l’uomo può divenire civile e morale, e colui che è civile e morale può anche divenire spirituale, poiché la vita civile e morale è il ricettacolo della vita spirituale. Si definisce “civile” l‘uomo che conosce le leggi dello stato di cui è cittadino, e che vive secondo queste leggi; si definisce “morale” l‘uomo che fa di queste leggi i suoi costumi e le sue virtù, e vive secondo i loro dettami per motivi razionali. Continua a leggere

Vita e fede (62-91)

Tutti i generi di omicidio, adulterio, furto e falsa testimonianza, insieme con l’impulso a commetterli, sono mali ai quali dobbiamo voltare le spalle perché sono peccati

62. È noto che la legge del Sinai fu scritta su due tavole e che la prima tavola contiene argomenti concernenti Dio, e la seconda argomenti concernenti l’uomo. Non è ovvio, nel senso letterale, che la prima tavola contenga tutto ciò che riguarda Dio e che la seconda contenga tutto ciò che riguarda l’uomo, nondimeno, è tutto lì dentro. È per questo che le due tavole sono chiamate le Dieci Parole, intendendo la sintesi di tutte le verità (si veda n. 61). In ogni caso, non c’è modo di spiegare brevemente come tutto sia contenuto qui, però può essere compreso riferendosi a quanto esposto al paragrafo in Insegnamenti sulla Sacra Scrittura, n. 67, che il lettore può consultare

(https://fondazioneswedenborg.files.wordpress.com/2017/04/dottrina-sulla-sacra-scrittura.pdf).

Questa è la ragione per la quale si fa riferimento a tutti i generi di omicidio, adulterio, furto e falsa testimonianza. Continua a leggere