Arcana Coelestia (1757-1764)

Seguito del linguaggio degli spiriti e della sua varietà

1757. Il discorso degli spiriti presso l’uomo, è espresso come è stato detto prima, attraverso le parole. Viceversa, il discorso degli spiriti tra di loro è espresso da idee – le origini delle parole – quali sono le idee del pensiero. Queste tuttavia non sono così oscure come le idee dell’uomo mentre vive nel corpo, ma sono distinte, come quelle che presiedono al linguaggio. Il pensiero umano, dopo il decesso del corpo, diventa più distinto e chiaro; e le idee del pensiero divengono distinte, in modo da servire per forme distinte di discorso; perché l’oscurità è stata dissipata insieme al corpo; e così il pensiero – liberato dai ceppi in cui era come era impigliato, e di conseguenza dall’ombra in cui è stato calato – diventa più istantaneo; e da qui la visione mentale, la percezione e il discernimento di ogni cosa sono più accurati. Continua a leggere

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Arcana Coelestia (1730-1756)

Genesi 14, versetti 19-24

1730. Versetto 19. E lo benedisse dicendo, sia benedetto Abramo al Dio altissimo, creatore dei cieli e della terra. E lo benedisse, significa il godimento delle cose celesti e spirituali. Dicendo, sia benedetto Abramo al Dio altissimo, significa l‘uomo interiore del Signore, che è entrato nel godimento dei beni, attraverso il suo uomo interno. Creatore dei cieli e della terra, significa la congiunzione dell’uomo interno, ovvero Jehovah, con l‘interiore e con l’esterno. Continua a leggere

Arcana Coelestia (1700-1729)

Genesi 14, versetti 13-18

1700. Versetto 13. E uno dei fuggiaschi avvertì dell’accaduto Abramo, l’ebreo. Egli dimorava nei querceti di Mamre l’amoreo, fratello di Eshcol, e fratello di Aner, alleati di Abramo. E uno dei fuggiaschi avvertì dell’accaduto Abramo, l’ebreo, significa che il Signore aveva la percezione dal suo uomo interiore. Abramo l’ebreo è luomo interiore congiunto all’uomo interno o Divino. Egli dimorava nei querceti di Mamre l’amoreo, significa lo stato di percezione dell’uomo razionale. Fratello di Eshcol, e fratello di Aner, alleati di Abramo, significa lo stato dell’uomo razionale in relazione all’uomo esterno, riguardo alla qualità dei suoi beni e delle sue verità. Continua a leggere

Arcana Coelestia (1651-1673)

Genesi 14, versetti 1-5

1. E avvenne nei giorni di Amraphel, re di Shinar, Arioch, re di Ellasar, Chedorlaomer re di Elam, e re di Tidal Goim,

2. Che fecero guerra con Bera re di Sodoma, e con Birsha Re di Gomorra, Shinab, re d’Adma, e Semeber, re di Giuda Zeboiim, e con il re di Bela, Zoar.

3. Tutti questi erano riuniti nella valle di Siddim, dove si trova il mare salato.

4. Dodici anni servirono Chedorlaomer, e nel tredicesimo anno si ribellarono.

5. E nel quattordicesimo anno Chedorlaomer avanzò, e i re che erano con lui, e colpì i Refaim in Ashteroth-karnaim, e i Zuzim in Ham, e gli Emim in Shavehkiriathaim. Continua a leggere

Arcana Coelestia (1634-1650)

Genesi 14

Il linguaggio degli spiriti e degli angeli

1634. È noto dalla Parola del Signore che molte persone, in passato parlavano con gli spiriti e gli angeli, e che essi percepivano e vedevano molte cose che sono nell’altra vita. Ma successivamente, il cielo è stato, per così dire, chiuso, al punto che nel tempo presente l’esistenza di spiriti e di angeli è poco accreditata, e ancora meno che si possa parlare con loro; perché gli uomini considerano impossibile parlare con chi è invisibile, e con coloro la cui esistenza negano nel loro cuore. Ma dato che, per Divina misericordia del Signore, da qualche anno mi è stato permesso di parlare con spiriti e angeli quasi continuamente, e di essere in compagnia con loro come uno di loro stessi stessi, posso ora esporre ciò che mi è stato dato di apprendere riguardo al loro linguaggio. Continua a leggere

Arcana Coelestia (1619-1633)

Seguito della luce in cui sono gli angeli, dei loro scenari e delle loro dimore

1619. Quando la vista interiore di un uomo è aperta, che è la vista del suo spirito, le cose dell’altra vita appaiono; queste non possono essere visibili alla vista del corpo. Le visioni dei profeti non erano altro. Nel cielo, come è stato detto, ci sono continue rappresentazioni del Signore e del suo regno; e ci sono cose significative; e questo in misura tale che non vi è nulla di ciò che si presenta alla vista degli angeli che non sia rappresentativo e significativo. Da qui vengono le immagini rappresentative e significative nella Parola; perché la Parola è dal Signore, attraverso il cielo. Continua a leggere